Quattro chiacchiere con...Giorgio Vanni
a cura di: Gianni SoruGiorgio Vanni è al momento l'autore e interprete principale delle sigle targate "Mediaset". Ha cantato spesso in coppia con Cristina D'Avena e ha nel suo carniere sigle molto famose come quelle per Dragon Ball Z, Dragon Ball GT, i Pokémon, One Piece...
Come autore è molto completo e rappresenta, insieme al suo amico e "socio" Max Longhi, il prototipo degli interpreti di sigle del nuovo millennio.
Gianni Soru l'ha intervistato qualche anno fa e ci ha gentilmente concesso il testo dell'intervista per la pubblicazione.
Lo stesso testo è stato precedentemente pubblicato sulle seguenti riviste: Il giornale di noi ragazzi (2004) e Manga club (2005). Per guardare le scansioni delle interviste visitate il sito Telecartoni.
2004
Gianni: Ciao Giorgio, iniziamo con una domanda classica, dove e quando sei nato? Che studi hai fatto?Giorgio Vanni: Sono nato a Milano il 19 agosto 1963. Ho studiato al "Liceo linguistico umanistico" e ho preso la maturità.
Gianni: Come nascono le tue sigle?
Giorgio: Nascono da un sodalizio tra me e Max. Noi lavoravamo già per Mediaset e avevamo fatto tre sigle tra cui quella del programma La sai l’ultima. Così ci ha contattato Alessandra Valeri Manera chiedendoci di fare un pezzo per un cartone animato. Lo abbiam fatto, gli è piaciuto e da lì abbiamo cominciato con le sigle dei cartoni animati.
Gianni: Di che sigla si tratta?
Giorgio: Parlava di un bambino...ma non è andata in onda e quindi nemmeno la sigla che abbiamo fatto. Subito dopo ci chiese di fare Superman, che cantai io. La seconda che abbiamo fatto è stata Imbarchiamoci per un grande viaggio per Cristina D’Avena dopo ho cantato L’incredibile Hulk e dopo sono venute tutte le altre. Alessandra ci chiamava in riunione, ci raccontava di cosa trattava il cartone animato e poi usavamo la fantasia per il pezzo. Ogni tanto vedevamo anche degli spezzoni del cartone animato e cercavamo di interpretare il cartone in musica secondo la nostra visione.
Gianni: Di cosa ti occupavi prima di cantare?
Giorgio: Io ho sempre lavorato in ambito musicale, inizialmente ho fatto un sacco di jingle pubblicitari: prima li cantavo poi li realizzavo. Ho fatto i jingle delle Dietorelle, del Mars, del Raider, della Coca Cola, della Q8 ma anche per la Hasbro e la Giochi Preziosi inoltre da sette, otto anni continuo a prestare la voce alle Hot Wheels! Ma ho lavorato anche per artisti famosi: per Laura Pausini ho fatto "Buone verità" e per Mietta "Piccoli momenti". Poi, non so per quale motivo, forse problemi discografici, il pezzo non venne più pubblicato! Peccato perché era un pezzo bellissimo. Per Eugenio Finardi ho fatto "Il vecchio sul ponte", per Miguel Bosè "Lie down on me", per Fabrizio De Andrè "Notti di Genova"... In Spagna, per Ivan, ho fatto "Fotonovela" e l’album "Baila".
Gianni: Come hai debuttato nel mondo dello spettacolo?Giorgio: Mi esibivo in un locale di Milano che si chiamava "La Bolgia umana", ci chiamavamo Giorgio Vanni e i Braccobaldo show. Una ragazza di Mediaset ci vide e mi disse: "vorrei che lavorassi in TV" così, dopo un anno, feci un casting e venni scelto per il programma di Ambra, Generazione X, era il 1995.
Gianni: Tra le sigle che hai inciso, qual'è la tua preferita?
Giorgio: Mi sono piaciute molto due sigle che ho scritto per Cristina D’Avena. Imbarchiamoci per un grande viaggio, che è bellissima, non ha avuto successo perché era un cartone animato meno importante, e poi Ai confini dell'universo, e poi, va beh, Superman che è stata la prima che ho fatto.
Gianni: Una che non ti piace affatto?
Giorgio: Non lo so, perché comunque dietro a una sigla che facciamo, anche se sappiamo che il cartone ha un'importanza minore, o che ha meno episodi, c'è dietro un lavoro enorme e dobbiamo essere prima di tutto ipersoddisfatti io e Max. Una sigla che magari mi piace meno delle altre...sicuramente quando abbiamo fatto Tutti all’ arrembaggio, però la seconda mi piace meno della prima.Gianni: C'è una sigla non tua che avresti voluto cantare?
Giorgio: Quella di Lupin dei Castellina Pasi, è meravigliosa! Bellissima!
Gianni: Come interpreti delle "vecchie" sigle hai delle preferenze?
Giorgio: I Cavalieri del Re! Sono molto simpatici...ho anche conosciuto Riccardo!
Gianni: Ti piace cantare le sigle per bambini?
Giorgio: Noi non le consideriamo "sigle per bambini"...ho fatto un sacco di spettacoli e non solo i bambini, ma anche gli adulti cantavano le sigle! Io mi diverto un casino con le sigle perché canto esattamente quello che voglio cantare! Anche Rossana, che ha fatto Franco Fasano, è un pezzo che mi piace molto.Gianni: E' vero che hai partecipato al Festival di Sanremo?
Giorgio: Si, è vero! L'ho fatto con i Tomato! Era il 1992 e il nome del gruppo lo ha trovato il bassista Paolo Costa! Decise questo nome perché era facile, semplice, allegro, diretto! Abbiamo cantato "Sai cosa sento per te" e fu disastroso ma l'anno prima ci andò bene, cantammo "Nasce il sole". Ci siamo sciolti, perché non ne potevamo più, volevamo fare il punk, il rock... Ho fatto anche un disco prodotto da Eugenio Finardi, era il 1993/94, cantavo tutti i pezzi in italiano. I testi erano di Finardi e le musiche mie; erano pezzi che dovevano andare da altri perché a me non è mai piaciuta la musica italiana.
Gianni: Come ti rapporti con le critiche che ti fanno?
Giorgio: Bene, finchè ci sono vuol dire che sono in piazza! Figurati che su internet mi accusavano di aver copiato What my destiny Dragon Ball da un pezzo dei "Depeche Mode". Copiare un pezzo vuol dire copiare la melodia, altrimenti saremo tutti morti!
Gianni: I tuoi amici, la tua famiglia, che ne pensano della tua attività?
Giorgio: Beh, la mia famiglia ne pensa molto bene, sono figlio unico e non ho più i genitori. La mia famiglia sono i miei due nonni e i miei zii che mi adorano e mi vogliono bene. Ci sono alcuni miei amici meno intimi che mi dicevano che son sprecato, che dovevo fare anche altre cose.Gianni: Oltre a cantare le sigle dei cartoni di cosa ti occupi a Mediaset?
Giorgio: In Italia ho fatto altri lavori per la tv: per Real Tv, Top Secret, Le Iene... Poi, come ti dicevo, scrivo pezzi per altri artisti, anche all'estero. In Spagna per esempio abbiamo lavorato per Beth, Sergio Dalma ed altri. Ho prodotto e scritto!
Gianni: Secondo te il successo dell’inteprete dipende dalla sigla o dal cartone animato?
Giorgio: Secondo me da tutti e due. Le videocassette che vengono pubblicate mettono le nostre sigle. Le edizioni volendo potrebbero mettere quella giapponese invece vedo che hanno richiesto quasi tutte le nostre.
Gianni: Hai un'idea di quanto hai venduto?Giorgio: Mah, in tutto saranno 60 mila copie. Ogni disco vende sulle 20 mila copie e questo al giorno d'oggi è tantissimo! Ma sai quante cover delle nostre sigle ci sono in giro? Alcune volte le fanno prima ancora che esca il pezzo! Sarei contentissimo se ci fosse un mercato più ampio, sentire più voci, però gente in gamba...
Gianni: Come mai non ti si vede spesso in Tv e sui giornali?
Giorgio: Preferisco lavorare dietro le quinte. Per tre anni ho dato spettacoli in giro per l’Italia e mi chiamano tante trasmissioni ma preferisco produrre e stare in studio a scrivere.
Gianni: Con sigle per serie come Pokemon, Dragon ball, All'arrembaggio, Beyblade e Yi-Gi-Oh, che hanno avuto un grandissimo successo, in altri tempi avresti venduto parecchio! Peccato non esista più il 45 giri...Giorgio: Il mercato è cambiato e purtroppo il 45 giri non esiste più. Comunque avrebbero venduto un botto... Pensa che What's my Destiny Dragon Ball è stata tra le suonerie più scaricate!
Gianni: Come si può definire lo stile di Giorgio Vanni?
Giorgio: Dinamico!
Gianni: Perchè nelle tue sigle ricorrono spesso parole in inglese?
Giorgio: Perché a me piace molto ed Alessandra (Valeri Manera -ndr-), che è la mia produttrice, ha abbracciato l’idea.
Gianni: Perché mettete i cori di bambini nelle sigle?Giorgio: Mah, non ci sono sempre in tutte le canzoni. I cori che usiamo sono quelli di Laura Marcora ed un altro coro. Servono per dare una connotazione al brano.
Gianni: Come e perché è nato il tuo sodalizio con Cristina D'Avena?
Giorgio: C’era una necessità di creare una coppia maschile/femminile e poi la voglia da parte di Cristina ha fatto il resto.
Gianni: Non è sconveniente creare più sigle per una stessa serie televisiva?
Giorgio: No, non è che è sconveniente ma non c’è il tempo per far assimilare il pezzo al bambino.
Gianni: Questi sono stati gli anni di Giorgio Vanni, il tuo "turno" e Cristina è "passata" al secondo posto; però lei si prende sempre i meriti sulle compilation e sulle canzoni...Giorgio: Non mi interessa nulla, io sono il produttore artistico di Cristina. I Fivelandia sono conosciuti come suoi album da tanti anni, anche se adesso sono io a produrli, ed anche I tuoi amici in Tv. I cd di Cartuno invece sono una mia idea e contengono quasi tutti pezzi miei. Vanno molto bene e al momento ne abbiamo fatto 4 volumi.
Gianni: Che musica ascolti?
Giorgio: Parecchia! Molta musica "nera" e poi...di tutto!
Gianni: Per quanto tempo vorrai ancora cantare le sigle?
Giorgio: Fino a 75 anni e 6 mesi! (ride) Non lo so, finchè reggo! Più pezzi faccio e più sono contento!
Gianni: Hai degli hobbies che coltivi con passione?
Giorgio: Non ho molto tempo... Comunque mi piace nuotare, fare sport, sci, calcio...
Gianni: Hai un sogno?
Giorgio: Mi piacerebbe diventare padre!
Gianni: Grazie mille Giorgio, in bocca al lupo per il futuro!
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