Quattro chiacchiere con...Albertelli e Tempera

a cura di: Gianni Soru

Vincenzo Tempera (in arte "Vince") e Luigi Albertelli sono stati una coppia prolifica e vitale nel mondo delle sigle dei cartoni animati. Il primo è un noto compositore, il secondo un grande paroliere. Questa "intervista doppia" realizzata da Gianni Soru ripercorre le loro origini musicali e si sofferma sul ricordo di quei primi anni di splendide sigle per la RAI tra cui spiccano Ufo Robot, Capitan harlock e Remì. Un viaggio nelle origini del "fenomeno sigle" con il famosissimo "dinamico duo"!

Lo stesso testo è stato precedentemente pubblicato sulle seguenti riviste: Di tutti i colori (1999), Cudowny (2001), Japan Magazine (2001) e Manga Club (2005). Per guardare le scansioni delle interviste visitate il sito Telecartoni.

Milano, 1999

Gianni: Salve signor Albertelli, dove e quando è nato?

Luigi Albertelli: Sono nato a Tortona il 21 giungo del 1934

Gianni: E lei signor Tempera?

Vince Tempera: Io sono nato a Milano il 18 settembre del 1946

Gianni: Signor Albertelli, prima di comporre le sigle per i cartoni animati di cosa si occupava? Ed attualmente di cosa si occupa?

Luigi Albertelli: Io ho sempre scritto canzoni per vari cantanti, ne avrò fatte mille! Per farti qualche esempio ho scritto per Drupi ("Piccola e fragile", "Sereno è", "Sambariò", "Vado via"), per Adriano Pappalardo: ("Ricominciamo"), per Mina ("Uomo", "Fiume azzurro"...), per i Dik Dik ("Io mi fermo qui"), per Ornella Vanoni ("Fammi andar via"), per Milva ("Non pianger più Argentina"), per Mia Martini ("Sabato", "Amanti", "Donna sola"...), per Maurizio Vandelli ("Casa mia"), per Michele Zarrillo ("La notte dei pensieri"), per Fiordaliso ("Non voglio mica la luna", "Fatti miei", "Il mio angelo"). Che altro? Ah, si! Per Bobby Solo e Iva Zanicchi feci "Zingara", con il quale vinsero il Festival di Sanremo...poi ho scritto per tanti altri cantanti: i Nomadi, Fred Buongusto, Donatello, Latte e Miele, Dori Ghezzi, Zucchero... Ora invece sono anche autore televisivo: fui io l’ideatore di "Happy Circus", un vecchio programma delle reti Rai.

Gianni: E lei signor Tempera?

Vince Tempera: Io a 16 anni ero pianista, suonavo in vari gruppi, poi ho fatto l'arrangiatore per altri cantanti, cosa che continuo a fare tutt'ora. Dirigo anche le orchestre sanremesi sul palco dell'Ariston.

Gianni: Com'è nata la coppia Albertelli-Tempera?

Albertelli/Tempera: Noi ci conoscevamo prima ancora di iniziare a collaborare insieme, era l'epoca dei film western e c'era anche chi realizzava canzoncine per bambini fatte veramente male! Consideravano i bambini persone stupide, invece non lo sono! Così decidemmo di fare una scommessa, di provare anche noi a realizzare delle canzoni per i più piccoli. Volevamo fare delle canzoni semplici, normali, non bambinesche, con ritmica da grandi.

Gianni: Quando è avvenuto il vostro esordio nel campo delle sigle televisive?

Albertelli/Tempera: Nel 1978, la Fonit Cetra acquistò il primo cartone animato giapponese dal titolo Atlas ufo robot e volevamo essere noi a realizzare la sigla. Il direttore della RAI voleva vedere che cosa avremmo tirato fuori e ci disse di arrangiarci da soli perché nessuno sapeva il giapponese, quindi come si poteva tradurre la sigla?

Gianni: E come andò a finire?

Albertelli/Tempera: A noi le musiche giapponesi non piacevano, le reputavamo troppo scarse e non adatte al nostro mercato musicale: erano troppo sdolcinate! Così ci siamo basati su di uno studio di marketing, cioè fare una canzone orecchiabile che potesse piacere a grandi ed a piccini. Realizzammo Ufo robot e fu un enorme successo ed andò in hit-parade. In seguito la RAI comprò altre puntate del cartone animato così noi pensammo di ripetere l'operazione con una nuova sigla e componemmo Goldrake e come sigla di coda Shooting star. Questa la facemmo volutamente in inglese per dimostrare che anche in lingua straniera si potevano fare delle buone canzoni. Avevamo venduto più di un milione di pezzi e dal successo che si continuava a riscuotere si decise alla fine di realizzare un intero L.P. dedicato al cartone animato con canzoni nuove "Rigel", "Venusia", "Alcor", "Vega", "Procton"...

Gianni: Chi erano gli interpreti delle vostre sigle?

Albertelli/Tempera: Noi andavamo a cercare i migliori coristi che c'erano, anche tra i bambini. Si sceglievano 8 persone, 4 maschi e 4 femmine, però alcune volte non erano sempre le stesse persone a cantare. C'è chi andava e chi veniva, alcune volte venivano sostituite da altre, tra di loro ci sono stati Fabio Concato, Bruno D'Andrea, Giancarlo, Mauro, Claudio Balestra, Giampi Daldello, Paola Orlandi (la sorella di Nora Orlandi)...

Gianni: Ma perche' proprio i cori e non un cantante solista?

Albertelli/Tempera: Abbiamo pensato ad un tipico concetto americano. I bambini, ascoltandoli, avrebbero anche loro canticchiato la canzoncina, cosa che difficilmente può accadere con un cantante solita.

Gianni: Come mai ogni volta che bisognava interpretare una sigla il nome del complesso veniva continuamente cambiato?

Albertelli/Tempera: Sceglievamo nomi di fantasia e per farlo ci basavamo sulla storia o sul titolo del cartone animato. Così nacquero "Actarus", "I Pungiglioni", "I ragazzi dai capelli rossi", "Gli Ypsilon", "Gli amici di Marco", "I fratelli Grimm", "Aiko e Company" ecc...

Gianni: Ora tutte le persone che hanno interpetato le vostre sigle che fine hanno fatto?

Albertelli/Tempera: Mah, non lo sappiamo, ognuno di loro avrà preso la propria strada.

Gianni: Avete mai pensato di interpretare voi stessi le vostre canzoni?

Albertelli/Tempera: No! Non ci abbiamo mai voluto provare, non sappiamo cantare!

Gianni: In alcuni vostri dischi, sul retro del 45 giri, ci sono delle canzoni inedite inerenti al cartone animato come: "Come le piume dei pettirossi", "I corsari delle stelle", "Futuromania", "Gran capitano", "Quattro super eroi"...

Albertelli/Tempera: Beh, dipendeva, alcune volte volevamo dedicare una canzone nuova al cartone animato e la mettevamo sul lato B del disco altrimenti vi lasciavamo solo la versione strumentale.

Gianni: Vi piaceva realizzare le sigle dei cartoni?

Albertelli/Tempera: Si, ci piaceva!

Gianni: Signor Albertelli, vorrebbe realizzare altre sigle?

Luigi Albertelli: E' stata un'esperienza unica, irripetibile, la ricordo ancora con simpatia! Assieme ad altri artisti ho realizzato tantissime altre sigle: La Principessa Zaffiro (la voce solista di chi la canta è di Marco Ferradini), poi ho fatto Monkey, per Katia Svizzero ho fatto una nuova sigla intitolata L'ape Maia va, assieme ad Augusto Martelli ho fatto quella dei Gatchaman e di Tansor five... Mi è piaciuto, è stato divertente, era l'epoca delle sigle, ma non si guarda indietro, si guarda al futuro!

Gianni: E lei Signor Tempera?

Vince Tempera: Certamente! Lo rifarei, ma con il passare del tempo c'è stata l'inflazione, troppe cose, tutte le case discografiche volevano comperare i cartoni animati e quindi sono arrivati tanti altri cantanti che hanno voluto provare a cantarne la sigla e tra di loro ci sono stati alcuni che non hanno fatto che tradurre la sigla originale in italiano. Comunque verso la metà degli anni '90 ho fatto la sigla del telefilm Superhuman samurai per le reti Fininvest ed è stata cantata da un bambino di nome Marco Destro.

Gianni: Avete composto anche sigle per i telefilm?

Vince Tempera: Abbiam fatto Na no Na no che fu la sigla di Mork e Mindy e quella di George e Mildred.

Luigi Albertelli: Io con altri autori ne ho fatte di diverse, come Furia cavallo del West (per Mal) che ha venduto più di un milione di copie! Dal successo che ottenne realizzai un'altra sigla Tv dal titolo "Furia soldato". Sono stato l'autore anche di altri pezzi usciti nell'LP di "Furia". Ho fatto anche la sigla del film Pussy la balena bianca, assieme ad Augusto Martelli per le reti Fininvest ho fatto quelle dei due famosissimi telefilm di Dallas e Hazzard.

Gianni: Signor Tempera, ha mai composto sigle per programmi televisivi?

Vince Tempera: Ricordo Ty Uan, che fu la sigla di "3, 2, 1 contatto..." sempre per le reti RAI.

Gianni: E lei signor Albertelli?

Luigi Albertelli: Io ho fatto anche le sigle di Five per le reti Fininvest, poi Dai dai dai che fu la sigla di Gran varietà, cantata da Gino Bramieri. Poi ricordo Veramente amore che fu la sigla di un'edizione di "Domenica in", Lo dice la mamma che era la sigla di "Arrivano i vostri", La valigia che era la sigla di "Una valigia tutta blu" (ed era cantata da Iva Zanicchi). Poi ho scritto la famosissima Aria di casa che fu la sigla di "Happy circus" ed era cantata da Sammy Barbot. Ho realizzato anche Amico Misha che fu la sigla dei giochi Olimpici degli anni 80...

Gianni: In base a quale criterio la Fonit Cetra sceglieva a chi dare da realizzare la sigla di un cartone animto?

Albertelli/Tempera: Al 90% venivamo chiamati sempre noi!

Gianni: E come nasceva poi la vostra sigla?

Albertelli/Tempera: Ci chiamavano, ci facevano vedere degli spezzoni del cartone animato e ci raccontavano la storia, da li poi noi tiravamo più musica e testo.

Gianni: Quante sigle avete realizzato insieme?

Vince Tempera: In 6 anni abbiamo realizzato una ventina di sigle, abbiamo venduto tantissimo, più di 5 milioni di dischi, e questo è un record che nessuno ha raggiunto!

Luigi Albertelli: Nel 1984 avevamo smesso con le sigle televisive, io feci l'ultima cosa nel 1987, sempre per le reti RAI, mi chiesero una nuova sigla per il telefilm di "Dolce Lassie", a cantarla fu una bimba di nome Giorgia.

Gianni: Qual'è la sigla che ha venduto di più?

Albertelli/Tempera: Senza dubbio Ufo robot, seguita però da Goldrake, Remì ed Anna dai capelli rossi.

Gianni: E quella che ha venduto di meno?

Albertelli/Tempera: Il fedele Patrash è anche quella meno conosciuta.

Gianni: Quali sono state quelle che vi hanno soddisfatto di più?

Albertelli/Tempera: Mah, un po' tutte, Ufo robot, Goldrake, Capitan Harlock, che arrivò in cima alle classifiche, poi anche Remì ed Anna dai capelli rossi, che arrivarono ai primi posti della hit-parade. Marco, Capitan Futuro, Huck e Jim, Daitarn 3, ma sono belle anche Nils Holgersson, Hello! Spank, Mork e Mindy, Ape ape ape Maia...

Gianni: Ci date un vostro giudizio riguardo i cartoni animati giapponesi?

Albertelli/Tempera: Non sappiamo cosa dire, non ci abbiamo mai pensato, non ci siamo mai preoccupati di dargli un giudizio sulla loro funzione o utilità.

Gianni: Mantenete ancora rapporti di amicizia?

Albertelli/Tempera: Certo! Anche se abbiamo le nostre famiglie e continuiamo a vivere in due città diverse (-Milano e Tortona ndr.-) ci sentiamo e ci vediamo ancora!

Gianni: Negli anni 2000 avete fatto nuove sigle?

Albertelli/Tempera: Si! Abbiamo fatto Ufo Baby qualche anno fa per le reti RAI! Ci è stato richiesta con insistenza dato che le nostre sigle piacevano ed ancora oggi vengono ricordate!

Gianni: Grazie mille ad entrambi!


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Albertelli/Tempera: le sigle da "top ten"

a cura di: Gianni Soru

1977
Furia: 1 milione e 200 mila copie
1978
Ufo Robot (sigla di "Atlas ufo robot"): 650 mila copie
Goldrake (sigla di "Atlas ufo robot"): 600 mila copie

1979
Capitan Harlock: 400 mila copie
Remì le sue avventure: 600 mila copie

1980
Anna dai capelli rossi: 600 mila copie

1981
Aria di casa (sigla di "Happy circus"): 800 mila copie

Albertelli/Tempera: le sigle da "classifica"

a cura di: Gianni Soru

1978
Atlas Ufo Robot (33 giri): 300 mila copie

1979
Na No Na No (sigla di "Mork&Minky"): 400 mila copie

Arizona: 80 mila copie

1980
Daitan 3: 300 mila copie
Astro Robot contatto Ypsilon: 200 mila copie
Huck e Jim (sigla de "Le avventure di Huckleberry Finn"): 150 mila copie

1981
Capitan Futuro: 200 mila copie
L'ape Maia va (sigle de "L'ape Maia"): 200 mila copie
Ape ape ape Maia (sigle de "L'ape Maia"): 300 mila copie
Gatchaman, la battaglia dei pianeti: 200 mila copie
Ma che Five (sigla di "Pomeriggio con Five"): 100 mila copie
La ballata di Bo e Duke (sigla di "Hazzard"): 300 mila copie
Dallas: 200 mila copie

1982
Marco: 200 mila copie
Nils Holgersson: 100 mila copie

1983
Hello! Spank: 200 mila copie