Go Nagai's original artworks: Mazinga Z
a cura di: Fa.Gian.- Pagina 25 - Non potevo cominciare questa
sezione se non con la prima apparizione
di Mazinga Z, che si mostra ad un esterrefatto Koji.
Fino a questo punto la narrazione ha pesanti
debiti con Devilman, il climax che si raggiunge
non ha nulla di fantascientifico, ma è piuttosto
tutto giocato sui sentimenti del protagonista;
se invece del robot avessimo visto dei demoni,
credo che nessuno si sarebbe sorpreso più di tanto.
Graficamente, la sequenza appare molto anni '70
(sicuramente i migliori ^^), ma anche se può sembrare
datata, la tensione che si percepisce è efficace
ancora oggi. Soprattutto l'idea di mostrare,
nella prima vignetta di pag. 25, il volto del robot in
controluce, ma con l'inquietante occhio illuminato,
sottolinea benissimo i sentimenti
che deve provare il giovane Kabuto
- Pagina 29 - Ecco finalmente la prima immagine a
figura intera del più importante robot nipponico
(va bene così, Koji? ^^). Poiché Nagai non è certo
un dilettante, la scena è davvero memorabile.
Sotto lo sguardo spento del potente robot
(va bene così, Koji? ^^) si svolge il dramma di Koji;
suo nonno ha subito un incidente e
sta morendo. Per anni ci si è chiesto come potesse,
il dott. Kabuto, avere un simile, attrezzatissimo
e costosissimo laboratorio segreto sotto il
garage di casa, ma, logica a parte, non si può non
pensare che Mazinga è davvero frutto di
una tecnologia avanzatissima, almeno a
giudicare da tutti i dettagli che lo circondano.
- Pagina 35 - Con un ultimo sforzo, il vecchio
dott. Kabuto dà prova della sua straordinaria
capacità interpretativa (questa scena sarà
copiata da tutti i mangaka negli anni a venire,
ma fino a qui era solo una citazione dello
scienziato pazzo dei vecchi film tipo "Frankenstein").
Graficamente è da notare che il robottone sullo
sfondo è magistralmente disegnato mediante
carboncino su carta ruvida, che impreziosiscono
l'immagine e danno maggiore forza alle parole
del dottore (non credo di sbagliare
presumendo che il discorso sia rivolto
all'immensa potenza del Mazinga Z).
Un ultimo appunto, per fare notare come
il Dott. Kabuto, nel manga sia straordinariamente
somigliante al folle dottor Hell, oltre che nelle
pose anche nei lineamenti.
- Pagina 62 - L'agganciamento dell'Hover Pilder.
Cosa posso aggiungere ad una sequenza
che parla da sola? Splendida!
Mazinga Z non è mai stato così bello e
possente (va bene così, Koji? ^^).
- Pagina 92 - Ecco come appaiono nella
realtà gli scontri di Mazinga, quando Nagai
si sforzava di disegnare anche le ambientazioni.
Graficamente l'effetto è un po' da telefilm,
e avrebbe beneficiato di un diverso uso della
prospettiva, ma tutto sommato si colloca in un
periodo storico ben preciso (gli anni '70)
e quindi appare tutto sommato piacevole.
- Pagina 117 - Il seguito dello scontro precedente,
mostra come Mazinga Z sia vulnerabile alle
proprie stesse armi (in questo caso il raggio
ciclonico), mi piace da matti vedere almeno una
volta in difficoltà il robottone e quindi l'ho inserita
in questa selezione di immagini (scusa Koji ^^).
Una curiosità: la trama di questo paragrafo del
manga, sarà ripresa poi nell'anime del Grande
Mazinga (ep.50 "Il sole dietro le lacrime").
- Pagina 158 - in un episodio di impostazione
horror, ecco fare la sua apparizione perfino
l'illustrissimo Devilman. Anche se il chara
appare ispirato alla versione "supereroica" dell'anime,
Nagai non si esime dal mostrarlo in tutta la sua
demoniaca possanza (il sottile vapore che si
alza dalla vasca da bagno, potrebbe infatti, anche
sembrare vapore di zolfo).
- Pagina 198 - Ecco una scena davvero
memorabile, tutta la potenza di Mazinga Z è
sintetizzata in questa vignetta. Una immagine di
un eroico Koji, svetta sopra il Mazinga Z;
le linee cinetiche suggeriscono anche la
prospettiva rendendo così le possenti dimensioni
del robot in corsa, sembra davvero di essere
ai suoi comandi e pronti alla lotta, un'immagine
così si può solo ammirarla e gustarsela a fondo.
Per i meno attenti, aggiungo ancora un accenno:
questa immagine è quella che è stata copiata
sulla copertina del 45 giri della sigla italiana.
- Pagine 220/224/227/228 - Il conte Bloken lancia
all'attacco il favoloso Crocodile O-1.
Questa sequenza mostra uno dei combattimenti
più belli e dinamici di tutto il manga. L'inventiva di Nagai
dà vita ad un mostro meccanico tra i più belli
(dopo i mitici Garada K-7 e Dublas M-2, ovviamente).
Koji non appare troppo preoccupato durante questo
scontro, e benché il triplo robot si riveli abbastanza
ingegnoso da staccare addirittura una delle piastre
pettorali di Mazinga Z, quest'ultimo ha
gioco facile grazie ai soli pugni a razzo.
Graficamente le scene sono del tutto prive di fondali,
cosa questa che sottolinea il ritmo frenetico della
narrazione e anche la straordinaria forza del Mazinga.
Magnifica l'inchiostratura del mostro meccanico,
che appare composto di materiali diversi (alcuni
lisci altri ruvidi), onestamente faccio tanto di cappello
all'inchiostratore. Da notare che, nell'ultima vignetta
di pagina 229, Koji gongola con una espressione
facciale uguale all'autocaricatura di Go Nagai
stesso (evidentemente, il Maestro, era particolarmente
orgoglioso di questa sequenza).
- Pagina 230 - Il Dott. Inferno si presenta ai lettori
e ci mostra le sue armate di mostri meccanici.
Graficamente trovo eccellente l'idea di mantenere
il volto di Hell sempre in ombra accentuando sia la
sua follia che la drammaticità della scena;
mentre la pagina 231 è un capolavoro di
perizia e pazienza; può sembrare che i robot siano
semplicisticamente inchiostrati con un pennarello
chiaro, invece il tratto che li caratterizza
è ottenuto con una incredibile pazienza ripassando
a più riprese le linee più spesse con un sottilissimo
tratteggio di pennino (roba da perderci la vista anche
solo a guardarlo).
- Pagina 246 - Questa scena ha sconvolto la maggior
parte degli spettatori del recente Mazinkaiser, infatti
la visione del Barone Ashura NUDO sotto la doccia,
nel quinto OAV è stata considerata
un pugno nello stomaco dagli smaliziati spettatori
moderni; figuratevi l'effetto che deve aver avuto
quando uscì nel manga del 1972!
A quanto so, Nagai realizzò questa sequenza per
fugare i dubbi di coloro che accusavano il Barone
di semplice omosessualità, dato che sembrava solo
un uomo con mezzo volto truccato
da donna. Il Maestro decise quindi di togliere ogni
dubbio e per farlo ricorse al suo solito
collaudatissimo modo, sconvolgendo tutti.
Per i più curiosi rivelerò che l'ispirazione per il
personaggio del Barone Ashura venne a Nagai
da alcuni artisti dei primi del 1900.
All'epoca era di moda il Vaudeville, e una delle
rappresentazioni più curiose che si svolgevano,
presentavano un artista (di solito donna, ma più
spesso uomo) che si presentava in scena truccato
e vestito per metà da uomo e per l'altra metà da
donna; l'esibizione consisteva nel cantare una
canzone, mostrando al pubblico alternativamente
l'uno e l'altro profilo del corpo e adeguando la
voce ad ogni cambio di visuale così che
sembrasse che in scena c'era una coppia
e non una persona sola. Tutto qui.
Ricordo che perfino la grande Milva fece
una cosa del genere sulla RAI, qualche anno fa.
Nessuna interpretazione "pruriginosa" da parte
di Nagai, quindi, ma solo una curiosa
citazione storica.
