Quattro chiacchiere con... Mikan
a cura di: Koji
Mikan è una cosplayer giovane ma decisamente molto brava! Un giorno di qualche anno fa, ad un Romics, scopre il cosplay e si lancia nell'avventura con entusiasmo e passione! Mikan, oltre al cosplay, è una appassionata a tutto tondo di anime&manga e vi consigliamo di visitare il suo bel sito Shoujo no Yume.Febbraio 2009
Koji: Ciao Mikan! Benvenuta nella Tana, visto che sei ancora molto giovane posso chiamarti Micchan?
Mikan: Ciao Koji, certo che puoi chiamarmi Micchan! Molti miei amici in vari forum mi chiamano così, e secondo me è davvero carino.
K: Scherzi a parte, ci spieghi il perchè del tuo nick-name?
Mikan: Inizialmente (e parliamo di più di 7 anni fa) il nick che avevo scelto era Mika, un nome giapponese che mi era piaciuto. Poi gli amici cominciarono a chiamarmi Mika-chan, ma con il passare degli anni mi sembrava una cosa troppo da bambina così lo abbreviai in Mikan.
Solo dopo ho scoperto che in giapponese "mikan" significa mandarino, buffo eh? Da allora su internet sono conosciuta così ed è diventato come il mio secondo nome.K: Vediamo un po'... studentessa, innamoratissima del Giappone contemporaneo e delle sue espressioni artistiche... Che ci dobbiamo aspettare da te? Voli via per il Sol Levante o resti in Italia a sognarlo?
Mikan: Il mio sogno sin da ragazzina è di volare in Giappone e penso proprio si realizzerà quest'estate! Per il resto... sono al terzo anno di Lingue Orientali e conto di laurearmi a dicembre. Mi piacerebbe trovare un lavoro in Italia, perchè vivere in Giappone mi allontanerebbe dalle persone che amo.
K: Come scopri il Giappone ed il suo immaginario?
Mikan: Come un po' tutti credo: guardando i cartoni animati da bambina e cantando le sigle di Cristina D'Avena (che imbarazzo!). Crescendo mi sono appassionata alla cultura veicolata dagli anime, anche se molto censurata e modificata, ed ho iniziato a leggere manga, la mia vera passione.
K: Ed in tutto questo come ti ritrovi a fare Cosplay...Mikan: Perchè mi sono ritrovata alle fiere del fumetto. Al primo Romics a cui andai, quando avevo appena 15 anni, vidi (per la prima volta) persone vestite dai personaggi di One Piece, che allora per me era sconosciuto... e ne rimasi molto colpita!
K: Sembrerebbe una domanda scontata, ma perché Mikan fa cosplay?
Mikan: Per divertimento e per indossare gli abiti di un personaggio della fantasia!
K: Solitamente come scegli i soggetti dei cosplay? E come realizzi i tuoi costumi?
Mikan: Di solito, i personaggi che interpreto sono di anime (o manga, film, ecc...) che che mi sono piaciuti molto. Oppure può succedere che abbia visto, su internet o su un artbook, un personaggio con indosso un vestito stupendo e decida di realizzarlo.
Poi è un lavoro di squadra tra me e mia madre, che non è sarta ma ha un gran talento nel cucire e nell'improvvisare idee geniali. Possono partecipare al progetto anche mio padre e il mio ragazzo, che aiutano a fabbricare gli accessori. Ovviamente ci vuole parecchio tempo e pazienza, una buona macchina da cucire, buone idee, tanta colla per tessuti (molto costosa!)...
K: Hai impersonato protagoniste di videogame, di film, di anime, ma, tra questi generi, quale preferisci?Mikan: Manga e anime, sicuramente. Soprattutto i manga sono il genere mediatico che preferisco, quello più "giapponese". Chi non vorrebbe vivere in un manga?
K: Quanto influisce la bellezza di una ragazza nel suo successo di coslayer o più in genere nella riuscita di un cosplay?
Mikan: Direi abbastanza. Non voglio fare l'ipocrita, mi piacerebbe che l'unica cosa ad essere importante fosse il costume ben realizzato, però ovviamente un bel fisico o un viso grazioso danno maggiore visibilità.
K: Ti è mai capitato di fare "cosplay di gruppo" oppure preferisci esibirti da sola?
Mikan: Ho fatto coppia con il mio ragazzo, ma non ho mai avuto un gruppo, anche se mi piacerebbe. Il problema è che, secondo me, ci vuole un grande affiatamento e un lavoro di squadra non indifferente per realizzare costumi della stessa qualità. Per adesso continuo a fare cosplay "individuali".
K: Secondo te è più divertente sfilare in costume oppure
il lungo lavoro di preparazione dell'abito?Mikan: Entrambi. Il lavoro di preparazione può essere molto stressante ma è anche divertente andare a cercare le stoffe oppure pensare a come fare un accessorio modificando qualcosa che hai già o inventando completamente...
Far vedere il risultato agli altri, sia facendo un servizio fotografico che sfilando sul palco, è molto appagante, soprattutto quando il costume è riuscito bene.
K: Qual è la parte più pesante del cosplay? Il freddo, le ore di lavoro oppure l'ansia da palcoscenico prima delle esibizioni?
Mikan: Direi che la parte più pesante è il lavoro fatto sull'abito, la ricerca delle parrucche ed il denaro speso. Ho sofferto sia il freddo che il caldo alle fiere ma alla fine si sopporta, così come l'esibizione sul palco non mi spaventa più di tanto.
K: Il mondo del cosplay italiano, è dura negarlo, è sicuramente fatto di amicizia e sana passione ma anche di un pizzico di invidia, delle piccole gelosie delle colleghe... Come si gestisce la competizione? Ci si pone mai il problema?Mikan: Il problema delle invidie c'è in qualunque campo, secondo me, e non me lo sono mai posto. So quel che faccio e non mi importa molto del giudizio degli altri, soprattutto quando sono malignità gratuite. E' anche vero che non frequento "questo mondo" da tanto, e non vado alle fiere di tutta Italia.
K: E il tuo ragazzo? Si sacrifica facendoti da guardia del corpo oppure è un cosplayer anche lui?
Mikan: Il mio ragazzo era un cosplayer e si è sempre diviso tra i due compiti. Ci siamo conosciuti tanti anni fa al Romics e proprio grazie al cosplay!
Io indossavo il mio primo cosplay (su cui è meglio sorvolare...), mentre lui vestiva (davvero bene) i panni di uno dei miei eroi, Zoro da One Piece. Dopo la dura prova con l'armatura dell'EVA 00, al Romics 2007, ha deciso di smettere con il cosplay ma all'ultimo Romics mi ha accompagnata indossando per la seconda volta i panni di Great Sayaman.
K: Spulciando il tuo sito è evidente che tu sia interessata di Giappone "a tutto tondo": anime, manga, drama, j-pop, lingua... Abbiamo anche letto diverse ottime recensioni, quand'è che inizierai a collaborare con noi? (Koji ride)Mikan: Grazie per il complimento e per averle lette! A dire il vero, ho già ricevuto parecchie proposte di collaborazione, ma preferisco dedicarmi solo al mio sito come attività puramente amatoriale e saltuaria.
Mi piace scrivere del Giappone in tutti i suoi aspetti, sia positivi che negativi. Mi interessa far conoscere la cultura e la storia giapponesi in modo un pò più approfondito, e poter condividere la mia passione con chi ha voglia di leggere qualche articolo.
K: Tra le altre cose vedo che hai segnato Maison Ikkoku come anime preferito! Visto che è anche il mio anime preferito, ce ne parli un po'?
Mikan: Maison Ikkoku è l'anime per antonomasia. A mio parere, è un piccolo capolavoro, anche se io mi riferisco unicamente all'anime, non avendo letto il manga.
E' una storia d'amore particolare, almeno per i giapponesi: Godai è un timido studente universitario, più piccolo
di Kyoko, mentre lei è rimasta vedova da poco e continua ad occuparsi da sola della pensione, contro il volere dei
genitori che la rivorrebbero in casa.Gi inquilini della pensione creano continuamente situazioni divertenti, come dimenticare i festini in camera del povero Godai? Ho visto tutte le 96 puntate anche più di una volta, dato che lo hanno ritrasmesso spesso su una rete locale, ma non mi stancavano mai. E poi adoro la colonna sonora, soprattutto la prima sigla iniziale.
K: E un cosplay di Kyoko???
Mikan: "Visivamente", Kyoyo sarebbe un cosplay davvero poco riconoscibile (dovrei andare in giro a spazzare per terra con un grembiulino giallo con scritto PIYO PIYO). Come carattere poi non mi ci ritrovo molto, è decisamente troppo timida... troppo giapponese!
K: Qual è la massima aspirazione di una cosplayer? La fama? I premi? Il rispetto della comunità? Il desiderio innato di fare la modella? O che altro?
Mikan: Non posso dire quale sia l'aspirazione di tutte, ma credo che per la maggior parte dei cosplayer basti il riconoscimento del lavoro fatto per un certo costume.
Per quanto mi riguarda, non mi interessa ottenere premi nè fama o addirittura il rispetto, che posso benissimo ottenere in altri campi che non in uno ludico come il cosplay. Inoltre, non ho un desiderio particolare di fare la modella come lavoro, anzi ho rifiutato proposte fattemi in tal senso da varie agenzie, però mi piace molto indossare abiti particolari, di personaggi solo immaginati.Mi piace fare il costume e, dopo averlo indossato, sentire commenti come "sei uguale" o "sembri uscita dal manga". E' una soddisfazione tutta particolare, che ovviamente ha chi fa cosplay. Ammetto anche che mi piace moltissimo posare per i servizi fotografici: adoro fare (e farmi fare) foto!
K: Un aspetto poco noto è il "costo" di un costume, mediamente quanto ti ritrovi a spendere per acquistare il materiale per i costumi? Ad esempio il plug-suit di Rei Ayanami penso sia molto costoso!
Mikan: Fare un buon cosplay è abbastanza costoso, ma più per i vari accessori, come la parrucca, che per la stoffa del costume.
Di solito arrivo appena al di sotto dei 100 euro; il costume più costoso, e più lavorato, è stato quello di Reith, portato al Romics 2008: mi è costato più di 200 euro e un mese di lavoro (intensivo).
Invece il plug-suit di Rei Ayanami era una cat-suit davvero economica, arrivata direttamente da Hong Kong, che poi ho "rimontato" e modificato secondo le necessità: ad esempio, le maniche sono state tagliate e sostituite con
quelle blu cucite a mano, così come i guanti e le scarpette sono stati fatti separatamente, più tutti gli
accessori.K: Solitamente che fiere preferisci? Riesci a partecipare a tutte quelle più importanti?
Mikan: Veramente finora sono andata solo al Romics! Mi piacerebbe però andare a Lucca, chissà che non riesca per il prossimo anno.
K: Parliamo dei servizi fotografici presenti sul tuo sito, sono spesso realizzati in location all'aperto, non temi il freddo a quanto pare!
Mikan: Mi piace molto fare foto all'aperto, soprattutto se la location è in linea con il personaggio. Il problema non è tanto il tempo, anche se è fastidioso dover aspettare la giornata buona con il sole al punto giusto ecc..., ma le persone!
I parchi sono sempre pieni, soprattuto nei fine settimana, e tutti si fermano a guardare incuriositi. Alcuni rimangono dietro di me ad osservare, altri commentano e si avvicinano per fare domande, diventando molto fastidiosi; inoltre rallentano il lavoro e fanno perdere molto tempo.
K: Hai mai davvero "invidiato" un bel costume di qualche collega?
Mikan: Invidiato no, ma ammirato sicuramente. Mi piacciono moltissimo i costumi di GiorgiaCosplay, in particolare il mio preferito è il cosplay di Alcyone tratto dal manga delle Clamp!Però ci sono tantissime brave cosplayer con ottimi costumi, basti vedere le nostre rappresentanti al WCS!
K: Ascolti punk, rock e gothic metal, hai vestito diversi model dark, sei una ragazza tosta allora!!!
Mikan: Di carattere sono molto diretta, odio l'ipocrisia e l'incoerenza! Nell'abbigliamento, invece, anche se mi piace la musica punk e metal, non vado in giro con la cresta o truccata di nero (però con le t-shirt delle band sì!).
Quando, al liceo, iniziai ad ascoltare i Sex Pistols e i Clash, indossavo solo jeans strappati con appese le catene, e qualche anno fa tinsi i capelli di viola... Ma con il tempo ho capito che non c'è bisogno di ostentare la propria personalità, autoproclamandosi ribelli e anti-conformisti, perchè anche così si finisce per rientrare in un genere ben codificato.
Poi è davvero noioso mantenere un look troppo definito, soprattutto per me che non amo perdere troppo tempo dietro ai vestiti. Semplicemente indosso quello che mi piace, magari con qualche accessorio particolare, limitandomi al nero ed al viola come colori nei capi di abbigliamento (il mio modello di riferimento è il look di Miwako nel manga ParaKiss!).
Ed ascolto quello che mi piace, che non vuol dire solo punk-rock, ma anche musica giapponese o addirittura classica (ho studiato anche canto lirico!). Poi, una volta a Tokyo, indosserò un bel vestito nero da Gothic Lolita passeggiando sul ponte di Harajuku!
K: Che personaggi vorresti interpretare in futuro? E non dimenticarti di Kyoko!
Mikan: Vi posso dare un'anteprima: sto preparando un cosplay di Bulma tratto dall'artbook di Dragon Ball. Inoltre mi piacerebbe fare il costume di Nico Robin, per indossarlo al Comiket di Tokyo ad agosto. E la lista è ancora lunga.... dai ci aggiungo anche Kyoko!
K: Ahahah ok, ci conto! Grazie mille Micchan, in bocca al lupo per il futuro e grazie mille per la chiacchierata!
Mikan: Grazie mille a voi per l'intervista, è stato divertente rispondere alle domande! Crepi il lupo!!!
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