Quattro chiacchiere con...Mitzi Amoroso (Le Mele Verdi)
a cura di: Gianni SoruMitzi Amoroso è stata una delle prime cantautrici degli anni '60 per poi diventare direttrice ed anima delle Mele Verdi, un longevo gruppo/contenitore di bambine che imperversava per le le reti private e nazionali negli anni '80. Accanto a lei e alle sue bambine hanno lavorato artisti del calibro di Roberto Vecchioni, Corrado Castellari, Riccardo Zara. Andiamo alla scoperta di un coro davvero moderno ed ingiustamente scomparso!
Gianni Soru l'ha intervistata qualche anno fa e ci ha gentilmente concesso il testo dell'intervista per la pubblicazione.
Lo stesso testo è stato precedentemente pubblicato sulle seguenti riviste: Di tutti i colori (1999), Japan Magazine (2000), Cudowny (2004), Il giornale di noi ragazzi (2004), Manga Club (2005) e Otaku (2005). Per guardare le scansioni delle interviste visitate il sito Telecartoni.
1998
Gianni: "Mitzi" non è il tuo vero nome vero? E quando sei nata?
Mitzi: Mi chiamo Maria Letizia Amoroso e sono nata nel 1957, ma non si chiede l’età a una signora!
Gianni: Ci parli un po' dei primi anni della tua carriera, degli studi che hai fatto...Mitzi Amoroso: Sono stata una delle primissime cantautrici degli anni '60, ho inciso tante canzoni tra cui Un cuore da vendere, L’orologio, La sedia a tre gambe, Spegni la luce, La ballata dell’addio, Il mio vestito, Scendi alla mia fermata, Bagno di mare a mezzanotte, Ruggine... Ho vinto anche diverse manifestazioni come il Festival di Cassino, mentre al Festival di Lucca mi sono piazzata seconda. Mi sono diplomata al Conservatorio nel 1977 e poi mi sono iscritta alla S.I.A.E.
Gianni: Stavi per diventare una cantante famosa, eri apprezzata da critica e pubblico, poi hai deciso di lavorare per i più piccoli...come mai?
Mitzi: L'ho deciso quando mi sono sposata, dopo aver avuto 3 figli di cui sono orgogliosissima. Mi sono promessa che avrei abbandonato la carriera di cantante ed avrei intrapreso quella di mamma. Le prime canzoni per bambini le ho scritte per i miei figli quando erano piccolissimi, gli cantavo fiabe e canzoncine inventate da me.
Gianni: Tu sei stata la direttrice delle Mele Verdi, com’è nata questa idea di "allevare" ragazze?
Mitzi: Nel 1974 scrissi una canzone dal titolo Il super timidissimo e questa vinse l'Ambrogino d'Oro di quell'anno. Questa canzone era piaciuta molto alla nonna di un bambino e mi chiese se potevo arrangiarla per eseguirla alla festa del nipotino. Così mi è venuta un'idea...perché non mettere anche un coretto per questa canzone? Presi le compagne di mia figlia e le feci cantare!
Gianni: Da dove viene il nome Le Mele Verdi?
Mitzi: Sempre durante la festa di quel bambino. Decisi di preparare magliette e pantaloncini per le ragazze, come divisa. Dietro gli disegnai una mela, di colore verde perché erano giovanissime!
Gianni: Di chi è stata l’idea di far interpretare le sigle dei cartoni animati alle ragazze?
Mitzi: Il produttore di Roberto Vecchioni aveva sentito cantare "le mie bambine" e le aveva fatto anche un provino. Così ci chiese di interpretare la sigla dei Barbapapà con lo stesso Vecchioni. Il successo fu tale che realizzammo un intero album con canzoni nuove: La famiglia dei Barbapapà, Chi ce l'ha un'idea?, Rosso, bianco, verde, blu, Il miglior amico degli animali, Ecco arrivare i Barbapapà...Gianni: Ma perché solo femminucce e niente maschietti?
Mitzi: Perché orami il nome era fatto. Si chiamavano "Le Mele Verdi", al femminile. E poi un maschietto c'era, ed era mio figlio Paolo, che faceva la parte del bruco. E' entrato nel gruppo all'età di 3 anni, quando abbiamo cantato la sigla del telefilm di Woobinda cantata assieme a Riccardo Zara: io non ero soddisfatta della parte solista fatta da un altro bambino, così dopo l’incisione portai mio figlio Paolo! Al mio tre doveva urlare “Aiutami”, “Ma sbrigati” e fu più convincente...così gli venne affidata quella parte. Il disco andò fortissimo ed entrò in alta classifica.
Gianni: Ci spieghi un po' come si entrava nel gruppo, che età avevano le componenti e se c'era un numero prestabilito?
Mitzi: Il gruppo era formato a volte da 11 o 14 bambine di età compresa tra i 6 e i 13 anni, c'erano anche le mie due figlie ed erano tutte bambine che andavo a scegliere io per le scuole.
Gianni: Ma perché proprio bambine così piccole?
Mitzi: Avevano un certo fascino vederle cantare e ballare. Attiravano l'attenzione del pubblico ed i grandi si affezionavano...riscuotevano simpatia! Ricordo che durante un programma Tv dissero a mio figlio Paolo “ma che bella bambina che sei” e lui per questa cosa ci rimase molto male.
Gianni: E che accadeva quando diventavano troppo grandi?
Mitzi: In armonia loro uscivano dal gruppo, loro stesse non si sentivano più di essere dei "bambini". Solo mio figlio Paolo è rimasto dall’inizio alla fine nel gruppo.Gianni: Che ricordi hai delle sessioni di registrazione? Le ragazze come si comportavano in sala d'incisione?
Mitzi: Ci si divertiva molto! Mi ricordo le risate! Ho fatto cantare tutte, senza alcuna preferenza...quando capivano che era il momento di lavorare sodo erano molto professionali.
Gianni: Cosa ricordi del Festival Nazionale delle Sigle che si è tenuto a Pavia?
Mitzi: Le mie bambine sono state molto brave! Tra una canzone e l’altra si cambiavano di abito per adattarlo alla sigla. Si vestivano da rane per La banda dei ranocchi o da scoiattolini per Banner... Potevano dare anche a noi almeno una coppa!
Gianni: Scorrendo la lista dei vostri lavori meno noti c'è un disco che si chiama Cantagioco, ti ricordi cos'era?Mitzi: Era un doppio disco e credo che sia stata io la prima ad aver inventato il karaoke (ride)... La cosa è nata alla fine degli anni '70 e in questo disco c’erano due versioni delle stesse 4 canzoni: la versione cantata da noi e la base musicale per far cantare i bambini. C'era Capricci colorati, Lupo rimbambito, C’era un vecchio Re e Filastrocca 1, 2, 3.
Gianni: Che mi dici della canzone Sabato al supermercato?
Mitzi: Era una canzone che introduceva un LP dove in un lato c'erano tutte le canzoni delle Mele Verdi. Io chiesi alla R.C.A. di dedicare un intero album alle mie bambine ma loro non hanno mai voluto, non hanno mai creduto nella validità del gruppo.
Gianni: E della canzone Tagallo, cosa ricordi?Mitzi: Ah, che simpatica quella canzone! L’abbiamo incisa assieme a Sandra Mondaini nelle vesti di Sbirulino! Ricordo che è stato fatto anche un video per il programma Il circo di Sbirulino...se non erro.
Gianni: Spazio 12, Africa bambina, Che sballo...sono tutti titoli di canzoni legate all'Ambrogino d'Oro, che ti ricordi di questi pezzi?
Mitzi: Con Spazio 12 abbiamo vinto l’edizione del 1982 dell'Ambrogino. Nel 1984 eravamo ritornati con questi due nuovi pezzi, Africa bambina e Che sballo e pensa che il disco era pronto ma alla fine non lo fecero uscire. Questo mi è dispiaciuto molto perché i pezzi erano molto belli ed avrebbero avuto di sicuro molto successo. Le due canzoni vennero comunque inserite nel disco dell’Ambrogino d’Oro di quell’anno.
Gianni: L’amore è un topolino fu davvero la sigla di un’edizione del Festival di Sanremo?
Mitzi: Esatto, era molto carina quella canzone, era il 1983 se non sbaglio. Le Mele Verdi si erano esibite anche sul palco dell’Ariston, era l’epoca in cui si dava una sigla a tutto, e chiesi di farne fare una anche a me.Gianni: E Stadio giovane? Per cosa è stata scritta?
Mitzi: Ah si, ricordo, quella è stata scritta come sigla per i Mondiali di Calcio del 1986.
Gianni: Le Mele Verdi sono state spesso ospiti di molti programmi televisivi, che cosa ricordi?
Mitzi: Avevamo fatto Il trenino, Tandem, Superflash... Sulle reti Rai eravamo ospiti fissi del programma Cartoni magici e qualche anno più tardi eravamo nel programma Junior star; lì le "Mele Verdi" cantavano le loro canzoni e facevano i loro balletti, con i loro abiti "a tema"! C'erano abiti scozzesi per Hello Sandybell, le divise da baseball per Pat la ragazza del baseball, gli abiti esotici per Africa bambina... Li realizzai per quell'occasione ma poi li sfruttammo anche per molte altre apparizioni in Tv.Gianni: Perché ora le Mele Verdi non ci sono più?
Mitzi: Ci sciogliemmo in seguito alla crisi discografica ma non avevo mai avuto un buon rapporto con i discografici. Nel 1980 chiesi alla R.C.A. di far interpretare qualche sigla di cartoni animati anche alle "mie allieve", me lo hanno fatto fare, ma hanno sempre cercato di tagliarmi le gambe, bocciando molte delle mie canzoni. Mi facevano realizzare solo due sigle all'anno e comunque fino al 1984. Il gruppo delle "Mele Verdi" l'ho tenuto per 12 anni, dal 1975 al 1987, poi non è stato più possibile.
Gianni: Ma non facevate solo sigle ed apparizioni Tv, anche a teatro eravate molto attive!
Mitzi: Si! Abbiamo fatto molte recite: Cantagioco, Melomania, Cappuccetto Rosso story, Fantaltà, La favola delle stelle e le abbiamo portate nei più importanti teatri di Milano! Queste recite venivano spesso accompagnate da diverse canzoncine nostre come Capricci colorati, Lupo rimbambito, Gesù Cristo passò e venivano spesso pubblicati anche i dischi.
Gianni: Le ragazze che facevano parte del gruppo hanno ancora rapporti di amicizia? E tu?
Mitzi: Credo che alcune di loro si vedano e si frequentino ancora ma sai, alcune si sono sposate, altre vanno all'Università... Per quel che mi riguarda ricevo spesso loro telefonate ed ogni volta mi dicono che il periodo più bello della loro vita è stato quello con Le Mele Verdi.
Gianni: Quali delle vostre canzoni ricordi con più simpatia?
Mitzi: Ci siamo divertiti molto a cantare La banda dei ranocchi, Belfy e Lillibit, Gli gnomi delle montagne, Lo scoiattolo Banner, Ippotommaso, ma sono legata anche alle sigle di Sandybell e Mademoiselle Anne; la bambina che cantava questa sigla si chiamava Stefania (Mantelli -ndR-) ed aveva una voce davvero molto sexy. Poi Pat la ragazza del baseball ed era molto bella anche Ikkiusan il piccolo bonzo.Gianni: In alcune sigle delle Mele Verdi si sente una voce maschile, di chi è?
Mitzi: E’ di Corrado Castellari, collaborava con noi per le musiche ed ogni tanto si divertiva a cantare con noi, lo si sente in La banda dei ranocchi in Ippotommaso, negli Gnomi delle montagne, nello scoiattolo Banner, in Belfy e Lillibit. E’ l’unica voce di adulto che si sente (anche se in alcune sigle, come Mademoiselle Anne i cori sono di Silvio Pozzoli -ndR.-).
Gianni: Ci sono sigle inedite delle Mele Verdi? Provini scartati?
Mitzi: La R.C.A. ha bocciato molte mie canzoni, come L’isola del tesoro e Chobin ma anche la nostra Angie girl! Di questa hanno tenuto la mia sigla ma non hanno voluto che la cantassero Le Mele Verdi, l’hanno voluta dare ad altri. Peccato perché la versione delle "Mele Verdi" era molto meglio. Han sempre cercato di tagliarmi le gambe, non credevano nella nostra bravura!
Gianni: Facevate anche tanti spettacoli per le città, come li organizzavate?
Mitzi: Grazie alle promozioni televisive ed al consenso della R.C.A. Per ogni disco creavo spettacoli, coreografie e costumi...li preparavo tutti io! Inizialmente insegnavo io alle ragazze a ballare, poi sono state seguite da esperti: ci si esercitava per un'ora alla settimana. Si lavorava con lo spirito di una squadra di calcio, il divismo non doveva nascere e si era tutti importanti. Io ero il portiere (ride).
Gianni: Adesso di cosa ti occupi?Mitzi: Fin dai tempi delle Mele Verdi, mi occupavo della realizzazione sonora delle pubblicità. Con le "Mele" abbiamo fatto le pubblicità del the Twinings, le pubblicità dei dolci natalizi della Bauli, lo shampo Clear, il cioccolato Galak e i bastoncini Findus. Su richiesta continuo a farle, poi ho aperto tre scuole teatrali, scrivo commedie musicali, faccio spettacoli da bambini per bambini come per esempio Da generazione in degenerazione.
Gianni: Ti piacerebbe realizzare ancora delle canzoni per bambini?
Mitzi: Si! Ogni volta che lo faccio mi sento come se ritornassi bambina, riscopro quanto sia magica la parola fantasia... Ma se non c'è un progetto, scrivere una canzone è come se concepissi un bambino per poi esser costretta ad abortire.
Gianni: Cosa ne pensi dei cartoni animati?
Mitzi: Il cartone animato più bello è quello di Walt Disney, segna un'emozione universale, senza tempo, è intramontabile. In due ore, Disney, riesce a dire una cosa indimenticabile; il cartone animato giapponese, invece, segna un periodo.
Gianni: Qual'è il sogno di Mitzi Amoroso?
Mitzi: Che mi chiamasse Mediaset e che mi dicesse "Abbiamo scoperto che esiste, potrebbe venire qui?". Non è che voglia lavorare a Mediaset ma vorrei che volessero i miei bambini, che riesco a far diventare fantastici con la loro semplicità, tutto qui!
Gianni: Davvero mille grazie e in bocca al lupo per il futuro!
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