Quattro chiacchiere con...Mauro Balestra
a cura di: Rockfox18 febbraio 2004
Rockfox: Dunque Mauro, i fratelli Balestra sono stati un fenomeno musicale degli anni '80...
Mauro: Aspetta! Devi bloccare tutto, si sente un fischio incredibile!
R: Adesso come va?M: Adesso è pulito.
R: Allora Mauro, ti dicevo che i f.lli Balestra sono stati un fenomeno come i Superobots o i Cavalieri del Re. Hanno la loro importanza e vanno ricordati.
M: Grazie.
R: Nell'ambito delle sigle molto spesso c'erano collaborazioni con altri artisti, anche nel vostro caso ci sono state collaborazioni esterne?
M: Con moltissimi artisti; parlo però del panorama generale della musica leggera. Comunque anche per sigle di cartoni animati, certamente.
R: Per esempio nelle sigle di Candy Candy o Anna dai capelli rossi, chi erano gli altri musicisti?
M: Allora...di Anna dai capelli rossi non ricordo assolutamente nulla, invece in Candy Candy c'erano i Rocking Horse e ti posso dire che in questa sigla ho suonato una chitarra hawaiana e il basso. I cori poi li ho fatti con i miei fratelli.
R: Nei vostri cori possiamo apprezzare dei falsetti davvero eccezionali che spesso si fondevano quasi in un'unica voce; questo significa che il vostro timbro vocale è molto simile.
M: Grazie, si il timbro è molto molto simile, siamo fratelli...R: Quindi è una caratteristica genetica...
M: Certamente.
R: Ci parli di alcuni anedoti accaduti durante le vostre registrazioni che non sono giunti con molta notorietà?
M: Così su due piedi mi prendi un po alla sprovvista, sono passati un po' di anni... Guarda, ti posso dire una cosa: quando abbiamo cantato con Fogus la sigla di Jeeg robot l'abbiamo cantata veramente in quattro e quattro'otto! Non è un anedoto ma...
R: Un fatto di storia!
M: Si, è stata una cosa veramente ultrarapida nel senso che non abbiamo avuto tempo di parlare, di contrattare o di decidere cosa fare o non fare. Per quei tempi era veramente nuovo che degli artisti dovessero fare delle cose così strane. Per il periodo era una grossa novita. Qui in Italia erano inusuali le sonorità che provenivano dal Giappone anche a livello di orchestrazione...era veramente particolare date le cose che si facevano nel nostro paese. Ci arrivò questa base con la voce giapponese che avevamo tolto dal missaggio per inserire il coro in italiano; e ripeto, l'orchestra originale era molto, molto particolare.
R: Mauro come componevate le vostre perle, con una tecnica fissa o una tecnica variabile?
M: Mah! Variabilissima!
R: Quindi non avevate schemi fissi.M: No! Di solito tornando dagli appuntamenti con mister Tominaga, che era il manager che si occupava di queste cose (e quindi di importazione e di broadcasting televisivo). Ma dopo discutavamo ancora fra noi 3 in ufficio delle sinopsi o degli appunti che ci dava. Lì leggevamo tutto e ci commissionò 2 o 3 sigle tra cui anche Koseidon. Pensa che proprio mentre tornavamo a casa parlando fra noi venne fuori il riff di "Koseidon". Chiaccheravamo io e Claudio e venne fuori questa "tara-tara-tara-tara tara taaaaa" che poi venne sviluppata.
R: Fra l'altro è la mia preferita in assoluto tra quelle dei "F.lli Balestra".
M: Bene ora c'e l'hai in esclusiva... "Koseidon partirà, con Banno, Tetsu e Go..." erano questi no?
R: Si, si, erano questi!
M: Poi con Giancarlo completammo tutto in studio, la composizione era variabile.
R: Mauro, oggi i F.lli Balestra potrebbero tornare sulla scena? Noi lo speriamo col cuore.
M: Beh, tutto puo succedere. Se qualcuno mi chiedesse di scrivere una sigla domani non mi tirerei certo indietro!
R: Quindi ancora oggi hai l'ispirazione o comunque tante idee da potere realizzare!
M: Si certo. E poi le ho sempre fatte tutte con divertimento e passione sicuramente prima del fattore del business o del lavoro vero e proprio. Questi lavori li ho fatti con voglia di farli.
R: Quindi prima della commissione c'era lo spirito artistico!
M: Si sicuramente. Sentendo le altre sigle di quel periodo c'era la voglia di
poterle fare anche noi, come no! Parlo anche di colonne sonore oltre che di sigle; io ascoltavo sempre le colonne sonore e sigle Rai o di trasmissioni varie e così avrei tanto desiderato di farle anch'io. C'era sempre l'idea pronta: qui avrei messo questo, qui invece avrei fatto quest'altro...per me è sempre stato
un pallino.R: Mauro, c'era armonia nel vostro complesso?
M: Certo, sicuramente, non c'erano conflitti.
R: La vostra sigla preferita?
M: Mah, che posso dirti forse...guarda...una sigla come autori forse Monjiro samurai solitario. E' una ballata folk-country ed a me piace questo genere. Oggi però la farei diversamente, ci lavorerei un po' di più.
R: Con quali musicisti avevate più feeling durante le sessioni? Con quelli abituali o con quelli non abituali?
M: Parli sempre di sigle?
R: Si
M: Mah, le sigle come autori le abbiamo registrate sempre in privato, per conto nostro, quindi di altri musicisti ce ne sono stati veramente pochi. C'era un caro amico batterista che ha lavorato con noi anche dal vivo ed un altro amico alle tastiere. In altri casi invece (come per esempio in Starzinger) trovavamo la base già pronta...
R: Che fra le altre cose è un vero gioiellino!
M: Grazie, Starzinger è fra le mie preferite per quel piccolo coro che c'è, molto semplice e molto rapido perchè per questi casi non è che io scrivevo molto le parti: io le mie parti le immaginavo davanti al microfono. E questo è cio che piaceva a me anche come divertimento nei pezzi semplici, non in quelli impigliatissimi.
Però, dato che avevo poco tempo a disposizione immaginavo il coro così e cercavo di svilupparlo nel tempo più breve possibile perchè in quelle occasioni non potevi dire "domani torno" oppure "tra una settimana torno perchè questo è il mio disco!". Non era un mio disco, era una commissione che andava consegnata brevemente. Per esempio alla R.C.A. ci richiedevano diversi interventi del tipo: "quì per la settimana prossima vanno 20 violini...". Però, ripeto, nei limiti dei tempi se avessi voluto mettere quel coro lo avrei potuto fare e questo mi è piaciuto.R: Esistono vostri provini che furono bocciati e rimasero nel cassetto?
M: Si sicuramente si, ci sono!
R: Ma potrebbero essere pubblicate?
M: Potrebbero, perchè no. Nessuno me lo impedirebbe ma dovrebbe esserci l'occasione e non so se oggi potrebbe capitare.
R: Mauro, a lavoro finito (parlo sempre delle sigle) vi siete mai accorti del classico errore dell'ultimo momento? E se è successo come avete provveduto?
M: No no. Noi eravamo macchine da sala d'incisione per cui si cancellava, si ripeteva oppure si chiudeva subito o si riapriva la pista. E poi, se nelle tracce base di basso e batteria c'erano errori, alla fine si riascoltava e poi si cancellava il pezzettino in questione e si ripeteva. Se alcune cose non ci piacevano bastava chiudere un attimo la pista, dopo si alzava il coro...
R: Chi sono i tuoi idoli nella musica?
M: Ce ne sono troppi. Diciamo che una trentina di anni fa sono rimasto letteralmente folgorato dai Beatles...e poi la west-coast e comunque il pop rock molto vocale. E poi la musica in questione, si capiva che aveva il suo gigantesco spazio anche vicino al rock più scatenato: io per esempio ascoltavo anche i Deep Purple senza pormi nessun problema.R: Ancora oggi ascolti rock "scatenato" o quello più estremo?
M: Non ho mai ascoltato il rock-metal. Io ascolto il rock quando è giustificato non quando viene fatto per produzioni industriali, questo non mi interessa.
R: Nell'ambito delle vostre sigle c'è un pezzo come interpreti che è rimasto un po' meno noto anche perchè è un b-side. Per me è un altro gioiellino, oserei dire che l'avrei vista bene a "Sanremo" in quegli anni: parlo di Come le piume del pettirosso.
M: La facciata b di Anna dai capelli rossi di Tempera?
R: Si proprio quella, un'interpretazione davvero fantastica. Ci puoi dire qualcosa in proposito?
M: Grazie! Purtroppo però mi ricordo pochissimo di quella registrazione...
R: Mauro, quando la musica è una buona musica?
M: La musica è una buona musica quando ha la giustificazione di esserci.
R: Intendi quando non ha un secondo scopo?
M: No, non è neanche questo. E' buona quando non ti occupa solamente lo spazio materiale in casa, quando la cassetta o il cd non significa un oggetto in più. La musica è buona quando è una necessità, quando si ascolta senza far fatica. Se dobbiamo gia attizzare l'orecchio per ascoltarla...insomma la musica deve essere come l'aria o come una buona pizza. Se una pizza la mangi con fatica è inutile mangiarla!
R: Se potessi ripercorrere gli anni che hai passato, cambieresti qualcosa? Hai dei rimpianti?M: Si si. Duemila cose, un miliardo di cose!
R: Ma quale fu il vero motivo per cui i "Fratelli Balestra" uscirono di scena?
M: Varie cose... Mio fratello Giancarlo cominciò ad impegnarsi su altre cose... Noi poi facemmo dei passi sbagliati impegnandoci con una certa sala d'incisione... E poi non si possono fare tante cose contemporaneamente, finisci per distrarti...
R: Qual'è la cosa più importante per un artista?
M: Non saprei dirti di preciso cosa, io non mi sono mai reputato un "artista". Ho sempre fatto le cose d'istinto. Però la cosa più importante per un artista potrebbe essere il tempo e i mezzi adatti per lavorare bene!
R: Ma ti fa piacere essere ammirato ancora per quei vecchi lavori a distanza di anni ed essere intervistato da fan di ogni età?
M: Sicuramente ne sono riconoscente! Quando si è ben voluti è sempre una cosa bella e quando il lavoro che si è fatto è servito a qualcosa perchè qualcuno te lo riconosce ascoltandolo, è sempre bello!
R: Lasciati dire che sono in parecchi che vi continuano ad apprezzare...
M: Ritornando alla domanda se ho dei rimpianti...ebbene si! Ho la nevrosi del musicista. E' quella che ti prende a volte quando avresti voluto e potuto fare altre cose e non l'hai fatte...ecco, questo magari ti innervosisce un pò e ti porta quel malumore, quel rimpianto...in pochi riescono a fare ciò che vogliono proprio esattamente!
R: Oggi cosa fai esattamente?
M: Oggi mi occupo anche di altre attività ma ho lasciato un pò di spazio anche
per la musica.R: E il terzo fratello, Giancarlo, che adesso è in America, si occupa ancora di musica?
M: No no, gestisce altre attività.
R: Secondo te c'è dell'arte nelle sigle Tv di oggi?
M: Mi spiace, non le conosco.
R: Qual'è il tuo film preferito?
M: Sono tanti. Uno dei tanti può essere Il laureato per la musica sublime e per l'atmosfera.
R: Che rapporto c'era con la televisione e con i media in genere?
M: Frettoloso ma buono. Con la televisione è sempre stato difficile, come per
tutti. E' complicato, impegnativo e poi lavorare per la Tv o per la radio è sempre stato abbastanza delicato. Bisogna essere costanti e pazienti con le persone per cui...é un lavoro difficile. Ma abbiamo sempre avuto buoni rapporti.R: Ti senti di dare un consiglio ai giovani musicisti di oggi?
M: No, non mi sento di dare consigli. La musica è bella ma è una brutta bestia. Se la fai per te, a casa tua, o l'ascolti, è bella; però se vuoi "uscire fuori" per farla ascoltare o farla apprezzare agli altri o la diffondi per essere giudicato ed apprezzato allora ciò può essere molto pesante, anzi pesantissimo.
R: Un po' "tormento ed estasi"!
M: Si, ma l'arte e la musica sono state sempre così.
R: Mauro ti ringrazio moltissimo per il tempo che ci hai dedicato. Mi raccomando di andare a vedere il nostro sito, www.knc.135.it perchè prossimamente questa intervista sarà pubblicata, ci teniamo davvero molto!
M: Grazie a voi, non appena mi sarà possibile andrò a vederlo!
Attenzione: il contenuto di questa intervista è coperto dal "diritto morale d'autore" di Fabio "Rockfox" Viola e sono pubblicati su questo sito esclusivamente su consenso esplicito dell'autore (nonché dell'intervistato) che, per realizzarli, ha affrontato diverse spese oltre all'impegnativo lavoro intellettuale. Fabio "Rockfox" Viola diffida chiunque dal copiare i suoi testi o stralci di essi senza il suo esplicito consenso (oltre a riutilizzare le foto dell'articolo) e ricorda a tutti gli appassionati che anche copiare le domande (o far finta di averle già fatte) e riproporle agli stessi interpreti o autori da lui intervistati è indice di poca intelligenza, scarsa onestà e di maleducazione verso gli intervistati. Sperando che alcuni lì fuori abbiano colto il messaggio Fabio "Rockfox" Viola si riserva il diritto di agire in sede legale per la tutela dei suoi diritti.
