Gowapper 5 Godam
a cura di: Daigojira
Godam è una serie che ho amato da sempre, ma, riguardandola adesso con attenzione alla luce di maggiori conoscenze ho potuto notare numerose peculiarità che, contestualizzate nel suo anno di produzione (il 1976, anno di svolta nel genere robotico), hanno fatto sorgere in me quasi il dovere di fare chiarezza su un prodotto che merita di uscire dall'anonimato e dall'incredibile disinformazione di molti nippo-fan."Godam" è un anime robotico particolare, decisamente fuori dagli schemi; è la prima (e decisamente l'unica riuscita) di non moltissime incursioni della Tatsunoko in un genere che sino al 1976 era stato il regno incontrastato del grande Go Nagai. In quell'anno infatti inizia il tentativo, da parte di tutte le case produttrici di anime, di inserirsi in un filone di successo come quello robotico finendo così per rinnovare l'intero genere e ponendo le basi per successive serie di successo.
"Godam" inaugura il filone dei robot trasformabili pur riprendendo la caratterizzazione tipica degli ingenui robottoni anni '50 e '60. Infatti Godam, come "Super Robot 28", "Giant Robot" e "Astroganga", ha coscienza in qualche modo propria e come loro appare come comprimario in una serie non prettamente "robotica". Però, a loro differenza, utilizza alcune armi ed è in grado di trasformarsi anche grazie a dei componenti aggiuntivi che vengono prima progettati e poi lanciati dallo stesso robot.
Questa caratteristica modulare (citata anche nel titolo originale) è un po' passata in secondo piano nell'adattamento italiano che ha appiattito alcuni presupposto chiave della serie. Godam, grazie a questi moduli aggiuntivi, è così in grado di trasformarsi in mezzi più potenti e funzionali come, ad esempio, le configurazione "drago" o "pantera" che conferiscono al robot anche un aspetto decisamente più aggressivo, visto che il designes della macchina iniziale è fortemente (e volutamente) "post industriale" (leggi "caffettiera").La storia, infatti, narra che il Godam venne costruito oltre 30 anni prima dal professor Hoarai, l'unico ad essere a conoscenza della imminente invasione della Terra da parte dell'Imperatore Yokokuda, il capo dell'impero degli abissi, una millenaria civiltà ipertecnologica abitante il sottosuolo del nostro pianeta. Gli autori non hanno fatto altro che riadattare la teoria esposta da Jules Verne nel suo famoso romanzo "Viaggio al centro della Terra" dove questa, cava e abitata, era riscaldata dalle radiazioni e illuminata da alghe fosforescenti. Protagonisti della vicenda sono una banda di ragazzi (di differente età): i Gowapper 5! "Gowapper 5" dovrebbe significare "i 5 sgominatori" (ma è una traduzione alquanto campata in aria visto che il cinque viene ripetuto alla fine).
In questa serie, Tatsuo Yoshida applica per la prima volta ad una serie robotica il cosiddetto schema del sentai in cui un gruppo eterogeneo di eroi combatte indossando dei caratteristici costumi colorati. Il genere "sentai" venne ideato dallo stesso Yoshida in un vecchio manga anni 60 dal titolo Shonen nonjatai Gekko dal quale fu tratto un telefilm nel 1963 "Ninja butai gekko". La stessa idea venne applicata in animazione nel 1972 con i "Gatchaman" e divenne ben presto uno stereotipo di tutta l'animazione giapponese di fine anni '70 ed inizio '80, nonchè fenomeno tipico di decine di serie dal vivo ideata da Shotaro Ishinomori.
Il capo indiscusso, caso quasi unico nella storia dell'animazione nipponica, è anche l'unica ragazza del gruppo: Yoko! Possiede un carattere forte e deciso ed è una guida sicura per tutta la banda dei Gowapper 5. Go Tsunami è il tipico ragazzo ribelle e coraggioso ma un tantino imprudente, i muscoli della compagnia sono del corpulento Daikiki Koweiana mentre il piccolo Norisuke Kamakuci è la mascotte del gruppo (vivace e sempre in vena di scherzi). Spesso, essendo il più giovane, cerca di dimostrare il suo valore ai compagni finendo però nel cacciarsi spesso in situazioni pericolose.Lo scienziato della banda è il "fifone" Gobemomn Koishigawa, che come tutti i geni è anche un po' distratto; è lui che progetta (spesso durante le battaglie) e moduli aggiuntivi del Godam.
I personaggi non restano però incatenati ai loro stereotipi e durante il corso della serie maturano gradualmente. Già dalle prime puntate è evidente la cura che gli autori hanno avuto nel delineare le personalità e nel descrivere accuratamente le relazioni, spesso complesse e realistiche, che legano tra loro i giovani.
Ma "Godam" non è solo una serie drammatica, infatti gags e situazioni buffe (con il piccolo Norisuke a far la parte del leone) rendono i personaggi più umani e servono per sdrammatizzare la situazione che altrimenti risulterebbe eccessivamente cupa. Infatti sono frequenti gli eccessi di crudeltà e violenza da parte dei "cattivi" che non disdegnano di organizzare ed eseguire quotidiani genocidi a danno della razza umana: nella prima parte della serie attraverso disastri naturali da loro causati ed in seguito, fallito il tentativo di non farsi scoprire dalle autorità terrestri, attaccando direttamente le città con i loro complessi mezzi meccanici (in genere a forma di insetti, aracnidi o animali marini).Il popolo degli abissi è composto da organismi unicellulari praticamente immortali che controllano androidi antropomorfi, che sono forti ma relativamente fragili. L'imperatore Yokokuda è non sfugge a questa logica ma è più resistente perchè controlla un corpo fatto di fuoco. Sembrerebbe che le amebe degli androidi siano parte dello stesso organismo dell'imperatore ma non ho elementi sufficienti per poterlo affermare con certezza.
Originariamente i Gowapper 5 vivono ad Edo City, una fantomatica città nipponica (Edo era l'antica Tokyo) sulle rive dell'oceano. Il loro gioco preferito è darsi allegramente all'avventura (con i rischi che questa comporta) e il loro quartier generale è una vecchia nave in disuso arenata ai piedi di un promontorio. Un bel dì decidono di esplorare una strana isola sempre avvolta da minacciose nubi e resa inaccessibile da violenti gorghi.
Una volta approdati si imbatteranno nella base segreta di Godam e altresì nell'ologramma del professor Hoarai che metterà a loro disposizione i 5 mezzi meccanici ed il potente robot! La cosa inusuale (se confrontato con altri anime robotici) è che il robot può essere pilotato solo parzialmente in quanto la stessa mente del professor Hoarai, integrata nel computer, ne ha il controllo: quindi, in un certo senso, Hoarai è Godam!
Già prima dell'incontro con il professor Hoarai i cinque indossano un'uniforme abbastanza kitch "impreziosita" da un foulard e da un buffo cappello con il simbolo del teschio. Proprio questo simbolo è una sorta di marchio di fabbrica delle "Time Bokan Series" e ciò ha causato degli equivoci... Molti credono ancora che "Godam" fosse una delle "TBS", basandosi su somiglianze fisiche dei personaggi e su altri particolari (come il teschio sul cappello). E' anche vero che "Time machine" (in Italia "La macchina del tempo") è precedente a "Godam" ma quest'ultimo ha poco a che vedere con le altre TBS. Infatti, pur rifacendosi agli stilemi classici delle TBS, "Godam" non ha alcun punto di contatto con i c.d. sequel come "Yattaman" (che sarebbe stato prodotto solo l'anno dopo sempre dalla fantasia di Tatsuo Yoshida) e "Yattodettaman" (in Italia "CalendarMan").
Sintomatico il fatto che Godam e i Gowapper 5 non vadano a far danni in giro per il tempo come fanno i protagonisti di quelle strampalate serie. Questo, come tanti errori di valutazione, è dovuto al fatto che l'importazione in Italia di centinaia di serie nel breve tempo di 5 anni ha creato non poca confusione; vedere, pressoché in contemporanea, 30 anni di produzione televisiva nipponica, ha causato improponibili confronti e accostamenti tra anime distanti stilisticamente e cronologicamente.I "cinque eroi", come li ha definiti il maestro Riccardo Zara nella bella sigla Italiana, affronteranno coraggiosamente numerose battaglie solitarie contro lo spietato Yokokuda subendo sonore sconfitte, le drammatiche conseguenze della guerra, l'indifferenza delle autorità (che rifiutano di credere all'esistenza di una civiltà sotterranea) e persino l'incomprensione dei loro familiari (che non sanno della loro missione).
Solo alla fine, sconfitto l'imperatore e liberati i loro sudditi umani schiavizzati da generazioni, i Gowapper potranno tornare alla vita normale di tutti i ragazzi della loro età. La serie fu ideata da Tatsuo Yoshida, diretta da Hisayuki Toriumi e vanta il character design di Yoshitaka Amano. Tecnicamente presenta animazioni fluide e un tratto gradevole e ben curato.
Molto particolareggiata la scena in cui il Godam esce dalla sua base (l'isola stessa). Il robot assume un aspetto imponente e l'immane pesantezza del metallo risalta nella lentezza delle operazione di lancio. Stranamente però vengono evidenziati anche gli anni che il robot ha alle spalle: vernice scrostata, saldature evidenti e tutto il campionario delle ruggini. Così diventa interessante il contrasto tra la modernità dei mezzi degli invasori e l'obsolescenza del Godam. Mentre i comprimari godono di una caratterizzazione "alla Tatsunoko", il quintetto e il professor Hoarai presentano un chara originale non riconducibile a nessuna delle serie del periodo d'oro.
La sigla è molto bella anche se Riccardo Zara (l'autore della sigla poi cantata con i suoi Cavalieri del Re, per la quale vi rimandiamo all'articolo specifico su di loro) afferma di non sapere assolutamente nulla di questo cartone!
Come spesso accadeva con i vecchi cartoni (che sfruttavano i filmati delle sigle originali), l'accoppiamento con la musica di Riccardo è perfetto, sembra che i personaggi (che improvvisano un improbabile balletto) si muovano a tempo di musica!Le 36 puntate di cui è composta la serie in questione sono state pubblicate dalla Doro Tv (detentrice dei diritti per lo sfruttamento della serie) in 6 vhs. Le prime 5 sono realmente uscite (le ho comprate) mentre la sesta (che loro mi hanno confermato essere stata prodotta e distribuita) è una chimera... La cosa strana è che il titolo dell'edizione (almeno nelle copertine delle vhs) è Godam il robot modulare.
L'adattamento italiano è ottimo: nomi originali, nessuno stravolgimento della storia o diavolerie simili; l'unico difetto che ho notato sono un paio di episodi fuori dalla continuità narrativa, evidentemente invertiti per sbaglio. Degno di lode il doppiaggio. Essendo una serie di secondo piano dall'alto numero di personaggi fissi (almeno 10) sarebbe stato lecito aspettarsi il famoso "effetto Devilman" (80 personaggi doppiati in due con esilaranti trucchi da circo per variare le voci:).
Il cast primario è composto da doppiatori di prima scelta: Laura Boccanera (Yoko), Riccardo Rossi (Go), Fabrizio Mazzotta (Godaemon), Corrado Conforti (Norisuke), Gastone Pescucci (Daikiki), Paolo Turco (Dr. Shima), Renzo Stacchi (Generale Magda), Riccardo Garrone (Imperatore Yokokuda) mentre Massimo Còrizza interpreta diversi personaggi in tutta la serie.
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