Astroganga: le origini

a cura di: Koji

Astroganger si colloca nel filone classico delle serie robotiche giapponesi anni '70 ma a sua volta presenta delle peculiarità uniche nel suo genere. Infatti, al contrario delle altre serie robotiche del periodo, il robot in questione è senziente, ha la facoltà di parlare, una sua personalità e non ha bisogno di un pilota. Il dibattito sulle origini del cartone è tutt'ora aperto e io vi presento la mia suggestiva teoria sull'argomento. Per analizzare la genesi del nostro amico Ganga facciamo un bel salto indietro nel tempo!

Il primo cartone con protagonista un robot gigante (lo dovreste già sapere) fu Tetsujin 28-go, trasmesso in Giappone nel 1963. Nel 1965 questa serie venne trasmessa in America col nome di "Gigantor" e l'idea del robot gigante venne subito "rubata" dalla Hanna&Barbera che in breve tempo (due mesi circa) realizzò una miniserie di 19 episodi (di 6 minuti circa a puntata) dal titolo Frankenstein Jr. (lo abbiamo visto anche in Italia nella stessa trasmissione de "Gli Impossibili").

Si tratta di una serie umoristica per bambini nello stile proprio della H&B, non è certamente un capolavoro ma neanche così insulsa come altri cartoni dello stesso genere. Sicuramente vi starete chiedendo il nesso tra questo excursus e "Astroganger", no? Beh, se ricordate "Frankenstein Jr." la risposta vi verrà da sola! Il robot in questione parlava, ragionava e volava proprio come Astroganga (addirittura in volo assumono la stessa posizone!).

A completare la situazione "sospetta" il fatto che il piccolo Buzz chiamasse il robot con un campanellino (mi ricorda tanto il medaglione di Charly!). Probabilmente (rimarco il "probabilmente" essendo la mia solo un ipotesi) l'idea che era nata in Giappone con "Tetsujin 28" e che si era sviluppata negli USA con "Frankenstein Jr." era tornata in patria per la chiusura del cerchio...

E' giusto dirvi che "Astroganger" presenta anche molti elementi "rubacchiati" al "Tetsujin 28" di Mitsuteru Yokohama. Per esempio il rapporto d'amicizia che lega i robot ai bimbi è molto simile ma non si deve neanche dimenticare l'assoluta mancanza di armi sui robot (che combattevano a calci e pugni). Però non dimentichiamoci che ai tempi non era certo facile innovare un genere poco sfruttato come quello robotico. Io stesso sto facendo una valutazione su questo cartone basandomi sulla conoscenza degli innumerevoli robottoni che si sono susseguiti dopo "Astroganga" e non posso esimermi da farvi notare che anche questa serie ha le sue peculiarità.

Sicuramente la fusione del bambino con il robot è una di queste ma non dobbiamo neanche scordarci della presenza del primo popolo alieno invasore (il "Tetsujin 28" lottava contro criminali occasionali e non contro una struttura organizzata come i Blaster). Erano dei pollastri ma anche loro volevano un pezzo del nostro affollato pianeta : )