Astroganga: l'animazione
a cura di: Koji
Ho visto per intero solo 3 episodi di questo cartone (tralaltro sono tuttie tre della prima metà quindi l'anime potrebbe essere ancora migliorato nel proseguio) ma abbstanza per farmi un'idea sommaria.Stranamente l'animazione è abbastanza fluida pur essendo essenziale. Ovviamente i mecha sono quasi assenti e anche se i robot nemici sono poco più che scatole ambulanti, i personaggi sono caratterizzati abbastanza bene. I colori usati sono perlopiù caldi e molti di voi noteranno che il colore usato per la "carne" dei personaggi è lo stesso di quello delle serie di Tezuka (notate il chiarore del rosa?).
Gli effetti speciali son perlomeno decenti e io ho apprezzato davvero la sequenza (riciclata parecchie volte) dell'assorbimento di Charlie in Ganga. A questo proposito vi pongo un quesito: ho notato che quando Charlie viene assorbito non diventa solo il "pilota" o "l'ospite" di Ganga ma in un certo qual modo i due si fondono in un'unica personalità... Che siamo di fronte ad una identificazione uomo/macchina ante litteram?
C'è anche chi dice che l'idea dell'assorbimento verrà scopiazzata proprio da Mitsuteru Yokohama (il "papà" di "Tetsujin 28-go!") per il suo "Rokugai God Mars" (in Italia "God mars")...che abbiano ragione???
Staff di produzione e date di trasmissione
"Astroganger" viene trasmesso dalla Nihon Tv dal 4/10/1972 al 28/03/1973. Se non ricordo male il suo giorno di trasmissione era la Domenica mattina. E' una delle prime serie tv di una casa di produzione emergente: la "Knack production". Questa era nata qualche anno prima (fine anni '60) e prima di Astroganga aveva prodotto nel 1970 "Ijiwaru Baasan" (mai visto in Italia) e "Seigi O Aisuru Mono Gekko Kamen" (del '72) che noi conosciamo col titolo "Moon Masked Rider". Il character design è di Eiji Tanaka che era un artista di stanza alla Knack e al quale si devono i disegni preparatori di "Don Chuck il castoro".
I più maligni tra di voi non mancheranno di notare una certa somiglianza tra il "castoro" e il buon Charlie. Il progetto editoriale è di Seiichi Nishino al quale si devono anche le produzioni di "Che famiglia è questa family" ("Oh! Family" dell'86) e di "Shogun Mitsukunemito". La regia è di Masashi Nitta sulla storia di Tetsuhisa Tsusukawa. Quest'ultimo nome (in pratica è il papà di "Astroganger") è stato oggetto di accurate ed infruttose ricerche. Se verrò a sapere a quali altri anime ha collaborato vi farò sicuramente sapere, ma non mi stupirei di trovarlo nel cast di produzione di "Don Chuck".
Considerazioni sull'anime
Astroganga è uno di quei prodotti del Giappone di mezzo che si fa fatica a collocare in una particolare nicchia di mercato. Sembrerebbe una serie destinata ad una fascia di età tra i 5 e i 7 anni ma ad un'attenta visione dei pochi stralci che ci sono rimasti non mancheremo di notare che in realtà è una di quelle tante serie evergreen che si riguardano sempre con piacere.Qualche tempo fa si accese un feroce dibattito sul fatto che fosse l'effettiva rarità della serie a decretare la fama di questo (in realtà oscuro) cartone animato. Molta gente è disposta a giurare che questa serie fosse molto bella (almeno ai loro occhi di bambini) e che di conseguenza il suo "mito" è appoggiato su solide basi di qualità.
Io non me la sento di distruggere il loro mito infantile ma sono ancora dell'idea che se "Astroganga" non avesse la fama di "Gronchi Rosa" delle serie d'animazione ben poca gente gli darebbe grande importanza, abbandonandola (come Mechander e Ginguiser) nel limbo del "mi piaceva ma c'è di meglio". Il plot di un episodio è molto semplice, quasi schematico, con i Blaster (che hanno capacità di mutare forma) che prendono l'aspetto di qualche essere umano prima di essere inevitabilmente scoperti e sconfitti da Charlie e Ganga.Quindi una storia lineare senza un nesso di congiunzione tra gli episodi che però sono tutti sullo stesso spartito logico dell'eterna lotta bene/male. Questo perché i Blaster sono amorali come tutti i cattivi che si rispettino e il fatto che i bambini possano immedesimarsi con Charlie (un bambino anch'esso) è pedagogicamente inappuntabile. Altra caratteristica dei Blaster è che erano "numerati" e il numero identificativo era anche il loro nome.
Quindi un nemico inquadrato in un ordine preciso con delle gerarchie stabili degne di un esercito reale. Quello in cui pecca Astroganga invece è nello spessore delle storie e dei dialoghi. Non che da un cartone per bambini ci si aspetti trame elaborate e dialoghi aulici ma questa serie è troppo semplice. Quello che da realmente fstidio (almeno in quel poco che o visto) è l'assoluta mancanza di un pathos reale nelle storie! I personaggi sembrano pensare "tanto ala fine vinco sempre io".
E dire che in quel periodo i bambini nipponici erano oramai svezzati alle trame sofferte e alle tematiche truci (si ricordino, tra le altre, le serie di Lupin III, Rocky Joe e Ninja Kamui!).
