Quattro chiacchiere con...Nico Fidenco
a cura di: Gianni Soru
Nico Fidenco è un notissimo autore di musica leggera italiana con alle spalle tantissimi successi e tanti anni di carriera. Probabilmente è l'unico artista di grosso calibro a non rimpiangere di avere fatto sigle di cartoni animati e a non "vergognarsene".Oltre a sigle per i cartoni ha realizzato tantissime musiche per diversi tipi di film (dall'erotico al western) ma tutte con la stessa professionalità che contraddistingue un artista di livello.
Gianni Soru l'ha intervistato qualche anno fa e ci ha gentilmente concesso il testo dell'intervista per la pubblicazione.
Lo stesso testo è stato precedentemente pubblicato sulle seguenti riviste: Di tutti i colori (1999), Japan Magazine (2001) e Manga Club (2005). Per guardare le scansioni delle interviste visitate il sito Telecartoni.
1999
Gianni: Salve Nico, ci dici luogo e data di nascita?Nico Fidenco: Sono nato a Roma il 24 gennaio del 1933, il mio vero nome è Domenico Colarossi.
Gianni: Sono trascorsi ormai 17 anni da quando ti occupavi di musiche per ragazzi, ora sei tornato alla tua professione di grande artista?
Nico: Si, certo, continuo a fare quello che ho sempre fatto: musica nazionale ed internazionale.
Gianni: A che età hai iniziato a fare musica?
Nico: Ho cominciato a 25 anni, per scherzo! Io studiavo Legge, la musica per me era un hobby. Ho iniziato facendo The sky che era la sigla del film "I delfini": vendetti 600 mila copie! Poi ho fatto la sigla di un altro film, Il mondo di Susy Wong, poi è seguita Legato a un granello di sabbia con un milione e 600 mila copie vendute... Da lì è cominciata la mia carriera...
Gianni: Quali canzoni le han dato più soddisfazione?Nico: Sono tante: La voglia di ballare, Se mi perderai, Come nasce un amore, Con te sulla spiaggia, A casa di Irene, Tra le piume di una rondine... Canzoni che i vostri genitori sicuramente ricorderanno.
Gianni: E' vero che ha inciso sotto diversi pseudonimi tante sigle di famosi telefilm e film?
Nico: Esatto! Ho fatto Trust me per il film "L'avventura", Moon river fu per il famosissimo film "A colazione da Tiffany", poi ho cantato per tanti altri film come "La donna con la valigia", "Cleopatra", "L’uomo che non sapeva amare", "E venne la notte", "Emanuelle nera"...
Gianni: Come cominciò a lavorare per le canzoni dei bambini?
Nico: Tutto ebbe inizio da un episodio legato a mia figlia Guendalina; lo feci per lei quando era ancora piccola. L'ho fatta cantare con me in ogni sigla...sono quei giochetti che dopo un po' lasci.
Gianni: Ci racconti come ha esordito nel mondo delle sigle?Nico: Era il 1979 e sapevo che in circolazione c'erano tanti cartoni animati. Ho proposto dei miei pezzi ai discografici, sono piaciuti e così mi hanno fatto provare a fare qualcosa.
Gianni: Quale è stata la prima sigla che hai realizzato?
Nico: Fu quella di Don Chuck il castoro! Fu un grande successo, vendetti 400 mila copie.
Gianni: Sul retro del disco compare un'altra sua sigla, Pierino a quadretti, ci spieghi com'è nata?
Nico: Non mi ricordo, era una sigla per un cartone animato mi pare... (-una serie di Osvaldo Scardelletti mai prodotta- ndr.)Gianni: Durante la tua esperienza da "cantante per ragazzi", hai mai ricevuto critiche?
Nico: No, affatto! E perché? Sono stati tutti molto contenti, non è stato affatto un passo indietro: era un settore preciso, che fino allora non era stato mai esplorato. E'era solo lo "Zecchino d'Oro". Il fatto che i grandi della musica italiana avessero deciso di dedicarsi al pubblico dei più piccoli è stato visto con simpatia ed è stato apprezzato da molti.
Gianni: Hai trovato più impegnativo lavorare come cantante solista o con i cori dei bambini?
Nico: La presenza di bambini dentro ad una canzone per bambini è importante: con me cantava Il Coro di Torre Spaccata. I bambini sono artisti, anzi, io mi sentivo fuori posto perché sarebbero dovuti essere loro a cantare le canzoni, sarebbe stato più giusto.
Gianni: Questa esperienza ti è piaciuta?Nico: E' stato un bel periodo! Per me era un gioco, non mi è costata nessuna fatica, sono stati 4 anni divertenti!
Gianni: Era un lavoro che facevi con superficialità o con convinzione?
Nico: Lo facevo con serietà, sono proprio quelle cose che si fanno senza secondi fini: mi divertiva e la cosa funzionava.
Gianni: Come nasceva l'ispirazione per una tua sigla?Nico: Volevo sempre prendere spunto dal cartone animato, mi sono sempre attenuto allo spirito del cartone. Poi ci lavoravamo su, solitamente, con Giacomo Dell'Orso, un bravissimo arrangiatore!
Gianni: Ci spiega qual'è la differenza tra una canzone di musica leggera ed una sigla di cartoni animati?
Nico: Le sigle dei cartoni animati si rivolgono ad un pubblico diverso, ai bambini, c'è un testo "giocherellone", non serio... E' musica più allegra!
Gianni: Secondo lei il successo di una sigla televisiva dipende dal cartone animato o dal cantante stesso?
Nico: Dipende... Anche dal cartone animato, perché se è di successo è un supporto importantissimo! Certamente poi dipende anche dalla bellezza del pezzo...se è orecchiabile.Gianni: Contrariamente a tanti suoi colleghi lei ha lavorato per tantissime cade discografiche (Meeting, WEA, C.B.S., R.C.A.)... Come è accaduto ciò?
Nico: Era un favore che ci si faceva a vicenda... Io avevo rapporti con i distributori e mi offrivo di lavorare per loro o alcune volte erano loro a cercare me. Accadeva che, se non avevo in mente niente, se non avevo l'ispirazione per scrivere una sigla dicevo ai discografici di chiamare qualcun altro.
Gianni: Ogni tanto riascolti le tue sigle?
Nico: Si, certo! Qui a Roma ci sono delle radio private che ritrasmettono le vecchie sigle televisive e poi ho visto che i "miei" cartoni animati vengono replicati di frequente in Tv!
Gianni: Tra le sigle che hai inciso, hai qualche simpatia particolare?
Nico: Mi piacciono le due sigle di Don Chuck, poi Microsuperman, Bem, Jenny la tennista che era molto carina, poi Sam ragazzo del West, i Cyborg, Arnold... Ma anche Jane e Micci era bellina! Invece Fantasupermega l'ho inventata come scioglilingua per far concorrenza al "Supercalifragilistichespiralidoso" di Mary Poppins!Gianni: Come mai non è mai stato pubblicato il disco di Jane e Micci?
Nico: Non lo so, forse perché il cartone animato non ha avuto un buon riscontro o forse perché erano talmente tanti i dischi da stampare che qualcuno è saltato...
Gianni: Ha idea di quanti dischi ha venduto?
Nico: Ho venduto moltissimo con le sigle di Don Chuck il castoro, Jenny la tennista, Sam ragazzo del West ed Arnold che è quella che ha venduto di più. Queste sigle vendevano più di 200 mila copie a testa! I bambini erano i padroni del mercato musicale delle sigle televisive, prendevano per mano i genitori, li portavano nei negozi di dischi e gli dicevano di comprare questo, quello, avrò fatto solo un buco nell'acqua...ma chi non lo fa?Gianni: La concorrenza era davvero così tanta?
Nico: E' vero ma molti hanno fatto fiasco. Chi lavorava veramente bene erano i Cavalieri del Re, hanno fatto tante belle cose! Non ne sbagliavano una di sigla, erano proprio bravi ed eravamo amici... Spesso ci si incontrava a Roma.
Gianni: Cosa ne pensi dei cartoni animati giapponesi?
Nico: Io sono talmente legato a quelli di Walt Disney che quelli giapponesi li guardavo un po' "di sbieco"!
Gianni: Vuoi dire che non ti piacciono i cartoni animati giapponesi?
Nico: No, ci sono anche cartoni animati belli! Non mi piacciono i cartoni animati con i robot anche se hanno fatto storia... I giapponesi uscivano un po' fuori da quello a cui ero abituato.
Gianni: Cosa ne pensi dei cartoni animati che ci stanno giungendo in questi ultimi anni?
Nico: Da un po' di anni il mercato dei cartoni animati si è spostato al nord... Prima ci si occupava di questo anche a Roma. Ho visto che ci è stato un grosso calo negli acquisti e che vengono trasmessi annualmente un terzo dei cartoni animati che venivano acquistati di solito anni fa...
Gianni: Che stai facendo di bello?
Nico: Con Gianni Fontana, Riccardo Del Turco e Gianni Meccia abbiamo fatto per diverse estati una cosa molto bella che ha avuto un enorme successo: per gioco abbiamo organizzato uno spettacolo chiamato "La voglia matta degli anni sessanta". Lo abbiamo fatto a Roma al Teatro Vittoria: abbiamo costruito una spiaggia con una rotonda, i posti a sedere, l'orchestra, il ristorante... E' stato molto divertente, forse porteremo questo spettacolo anche a Milano, se non farà troppo caldo!
Gianni: Grazie Nico, grazie mille!
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Nico Fidenco: le sigle da "classifica"
a cura di: Gianni Soru1979
Don Chuck il castoro: 400 mila copie
1981
Don Chuck story: 200 mila copie
Arnold (sigla di "Harlem contro Manhattan"): 500 mila copie
1982
Jenny and Jeremy destra-sinistra (sigla di "Jenny la tennista"): 180 mila copie
Sam ragazzo del west: 100 mila copie
