Quattro chiacchiere con...Enzo Draghi
a cura di: Gianni SoruEnzo Draghi è stato per più di un decennio il principale autore delle sigle targate "Mediaset". E' la più importante personalità artistica nelle sigle dalla fine degli anni '80 a tutti gli anni '90. E' stato la voce "cantante" di Mirko dei Beehive in tutte le sue diverse "incarnazioni italiane", ha scritto tutte le sigle interpretate da Giampi Daldello per Italia7 nonché lui stesso interprete di sigle di grandissimo successo come "Lupin, l'incorreggibile Lupin" e "I 5 samurai".
Gianni Soru l'ha intervistato di recente e ci ha gentilmente concesso il testo dell'intervista per la pubblicazione.
Lo stesso testo è stato precedentemente pubblicato su Manga club (2005). Per guardare le scansioni delle interviste visitate il sito Telecartoni.
2005
Gianni: Salve Enzo, dove e quando sei nato? Che studi hai fatto?Enzo Draghi: Ciao a tutti, sono nato a Voghera il 15 marzo 1952. Ho la maturità scientifica, poi ho studiato medicina e chirurgia oltre a 14 anni di musica.
Gianni: Prima di iniziare a cantare che facevi?
Enzo: Ho cominciato a masticare musica appena fuori dalla culla, quindi posso dire che la musica ha sempre fatto parte della mia vita.
Gianni: Come hai iniziato a lavorare nell'ambito delle sigle?
Enzo: Per caso! In occasione delle registrazioni delle prime versioni dei brani dei Bee Hive conobbi Alessandra Valeri Manera che si innamorò della mia voce. Da lì nacque stima, simpatia, amicizia e, successivamente, collaborazione a tutto campo.
Gianni: Lupin l'incorreggibile Lupin vende 50 mila copie e va in classifica ma il merito lo danno ad un altro interprete, che ne pensi di questo?
Enzo: Non lo sapevo...e, ti dirò...non mi interessa molto dato che "Lupin" ha avuto comunque quel che si meritava.
Gianni: Per le sigle di "Lupin" e de I 5 samurai come mai non è stato usato il tuo nome ma gli pseudonimi de Gli amici di Lupin e I samurai?Enzo: A quel tempo non mi andò di associare il mio vero nome ad una sigla per cartoni animati...non lo ritenevo abbastanza prestigioso.
Gianni: Il successo di chi canta una sigla dipende dal pezzo o dal cartone animato?
Enzo: Il soggetto principale è senza dubbio il cartone: se il cartone ha successo, la sigla può senza dubbio trarne vantaggio, sempre che sia un buon brano, e di conseguenza anche la voce che lo interpreta.
Gianni: Ci parli un po' delle tante canzoni che hai cantato nei telefilm di Licia e di Cristina?
Enzo: E’ stato semplicemente uno dei tanti aspetti della mia professione. Ero stato chiamato e pagato per interpretare quei brani. A quanto pare ho lavorato bene, poiché la mia performance ha contribuito al successo di quei brani e di quelle fortunate serie televisive.Gianni: Che ne pensi del fatto che le sigle cantate da te non siano mai state stampate come singoli ma sempre inserite in qualche compilation?
Enzo: Che, evidentemente, chi produceva non aveva intenzione di promuovere nessun altro artista all’infuori di Cristina D’Avena.
Gianni: Come nascevano le tue sigle? Da dove traevi gli spunti e l'ispirazione?
Enzo: L’ispirazione non si può spiegare, o ti viene o non ti viene. A me, per fortuna o per merito naturale, la lampadina si è sempre accesa e, fatto molto importante per un creativo, in tempi brevissimi!
Gianni: Qual'è la più bella sigla che hai cantato?
Enzo: Lupin, l’incorreggibile Lupin. Può non esser la più bella ma senz’altro è quella alla quale sono più affezionato.Gianni: E quella più brutta?
Enzo: A questa non posso rispondere...qualcuno si offenderebbe!
Gianni: Ci spieghi perché alcune sigle scritte da te (come "Gli amici cercafamiglia", "Juny peperina inventatutto", "Palla al centro per Rudy", "Conte Dacula", "Una sirenetta fra noi"...) sono state affidate a Cristina D'Avena?
Enzo: E' una decisione che non spettava a me, era la produzione che decideva sempre a chi affidare la creazione e l’interpretazione di un brano.
Gianni: Qual'è, secondo te, la sigla più bella che hai realizzato per la D’Avena?
Enzo: Se dovessi dare un premio ad una su tutte, oggi sceglierei Una scuola per cambiare.Gianni: E la più brutta che gli hai scritto?
Enzo: Ma no, non ho mai lavorato con l’intenzione di realizzare un brano "brutto" per Cristina.
Gianni: Ti piaceva cantare le sigle dei cartoni animati?
Enzo: Mi piace cantare, suonare, comporre, arrangiare. Che sia una sigla o altro non fa alcuna differenza, l'importante è fare della buona musica.
Gianni: Perché allora non le canti più?Enzo: Perché non mi si chiede più di cantarle. Come ho già detto, è la produzione che decide e l’azienda produttrice sai benissimo qual'è.
Gianni: Cosa hai pensato quando ti hanno chiesto di scrivere delle "nuove" sigle per delle serie storiche che erano state rese famose dalle sigle precedenti? ("Cuore", "Supercar Gattiger", "Jenny la tennista", "Flo la piccola Robinson", "I fantastici viaggi di Fiorellino"...)
Enzo: Nessuno mai mi ha chiesto di "cambiare" delle sigle; mi si proponeva di scrivere una sigla per il cartone dal titolo "xxxxxxx". Io non mi sono neanche mai chiesto se quel cartone avesse avuto già una sua sigla italiana, inglese o altro, non era un aspetto che mi competeva. Personalmente poi, non sono mai stato un esperto conoscitore di cartoons. Il mio interessamento per il genere non va oltre Topolino, Paperino, Braccio di Ferro e pochi altri cartoni animati della mia infanzia.
Gianni: Sappiamo che hai lavorato con Paola Orlandi, cosa hai realizzato con lei?Enzo: Paola Orlandi! Splendida donna, amica, cantante, autrice, ha alle spalle una carriera artistica di tutto rispetto! Fin dai primi anni '80 ho collaborato con lei nel suo gruppo di vocalist per numerosissime produzioni pubblicitarie, discografiche e televisive. Paola collaborò poi con me nella realizzazione delle versioni italiane, come autrice di testi, dei brani interni di numerose serie animate ("Ciao Sabrina", "Muppets" e molte altre).
Gianni: Cosa ci dici delle sigle che hai scritto per Giampi Daldello? ("A tutto gas", "Motori in pista", "Sceriffi delle stelle", "Capitan Dick", Tartarughe ninja alla riscossa"...)
Enzo: Creare e realizzare quei brani è stato per me veramente divertente ed appagante. Avevo piena libertà di scelta riguardo il genere musicale, potendo così uscire dagli schemi che, inevitabilmente ma giustamente, ero costretto a considerare quando invece scrivevo qualcosa su misura per la voce di Cristina. Erano pressochè tutti cartoni d’azione dove potevo finalmente liberare quella prepotente vena rock che è in me e Giampi, allora giovane virgulto, mi seguiva a ruota con molto entusiasmo!!!Gianni: Perchè non hai cantato tu Tutti in campo con Lotti affidata poi a Manuel De Peppe?
Enzo: E perché dovevo cantarla io?! Povero Manuel! (ride) Quel brano è stato il suo esordio come cantante! Era molto emozionato, aveva diciassette anni, mi pare. Ci eravamo conosciuti dietro le quinte del set del telefilm di "Licia", aveva una gran voglia di provare e l’abbiamo fatto! Il risultato penso sia stato soddisfacente per entrambi.
Gianni: Hai collaborato anche con Augusto Martelli?
Enzo: Si, con Augusto ho collaborato parecchio come vocalist insieme al gruppo vocale di Paola Orlandi soprattutto nella prima metà degli anni '80 quando Augusto, stimato maestro e "principe" dell'allora nascente "biscione", scriveva pressochè tutto per le tv del "Cavaliere".Gianni: Sai qualcosa della sigla dei Trasformers cantata da Cristian Draghi?
Enzo: Come faccio a non sapere!? Christian è mio figlio! A quel tempo aveva undici anni: ho avuto la possibilità di dedicargli un piccolo spazio musicale e l’ho fatto. Tutto ciò l’ha fatto sentire molto importante ed ha rivelato un caratterino niente male a cospetto del microfono. Peccato solo che la serie cartoon non abbia avuto fortuna.
Gianni: Che ne pensi dei cartoni animati?
Enzo: Come ho prima già accennato, non sono mai stato un gran fruitore di questo tipo d’intrattenimento. Il fatto di scrivere musica dedicata ai cartoni animati non comporta necessariamente l’obbligo di esserne un appassionato. (ride)
Gianni: La tua famiglia cosa ne pensa del lavoro che hai svolto per la tv dei ragazzi?Enzo: La mia famiglia è certamente orgogliosa e soddisfatta del lavoro che ho svolto, soprattutto i miei due figli, Christian e Federica, ne vanno molto molto fieri.
Gianni: Come sei arrivato a lavorare per la De Agostini per "Storie e cartoni in tv" e "Le fiabissime"?
Enzo: Evidentemente mi avevano seguito e apprezzato come professionista; per questo mi hanno offerto quelle produzioni.
Gianni: Quanto tempo impiegavi per realizzare queste colonne sonore?
Enzo: Purtroppo i tempi non sono mai stati molto larghi, c’era sempre una fretta dannata per tutto. Per fortuna esiste anche la notte da utilizzare per lavoro.
Gianni: Tu hai preso parte a diverse trasmissioni televisive quali "Sabato al Circo", "Risate in famiglia", "Festa della mamma", "Simpaticissima", "Buon compleanno", "44 gatti" e molte altre, ci racconti qualche simpatico annedoto legato a queste partecipazioni?Enzo: Erano le produzioni più faticose in assoluto ma, nello stesso tempo, più spassose. Lo stress era dato dai tempi strettissimi: pochissimo tempo per pensare e realizzare. A volte ti cambiavano la scaletta dei brani quando tu eri già in studio di registrazione...perché il regista aveva cambiato idea! Molto, troppo stress. Il lato positivo e divertente era il fatto di lavorare fianco a fianco con grandi artisti spesso simpaticissimi, per esempio il mitico Lino Banfi...quante risate!!!
Gianni: Perchè non sei mai apparso in tv a cantare qualche tua sigla?
Enzo: Beh...non è esattamente così! Nel 2002 mi hanno invitato a "Matricole&Meteore" dove ho interpretato uno stralcio di "Lupin". Comunque è stata una mia scelta quella di preferire il lavoro "dietro le quinte" come autore o come arrangiatore...altrimenti avrei fatto il cantautore. Forse ho sempre considerato il canto più come un "giochino" che come una professione.
Gianni: Ora di cosa ti occupi?
Enzo: Da qualche tempo mi sto dedicando alla musica etnica delle mie parti e zone limitrofe. E’ stata una piacevole sorpresa scoprire che questo territorio possiede una ricca e antica tradizione musicale che, fino a poco tempo fa, conoscevo pochissimo. Con sorpresa ho scoperto che la musica etnica gode, in tutta Europa, di uno spazio di seguaci inaspettatamente grande e vi è un interesse in continua crescita (come al solito, in Italia, questo non succede). Dopo essermi documentato con molto interesse, sto offrendo la mia collaborazione a persone del settore che promuovono questo tipo di tradizione musicale oltre confine con un entusiasmo che mi sta contagiando. Nel frattempo sto elaborando un paio di miei progetti musicali di musiche inedite e, ogni tanto, mi affaccio alla finestra per vedere cosa sta succedendo nel panorama musicale italiano e quello che vedo mi rattrista sempre più. Ormai si è toccato il fondo e ci si accanisce pure a raschiarlo! Di questo passo andrà a finire che l’unica musica che sentiremo in Italia, sarà quella d’importazione e, chiaramente, in senso qualitativo, la peggiore! Mi si perdoni lo sfogo finale, ma...quando ci vuole, ci vuole!
