Lamù: schede approfondite dei personaggi
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Questo sfondo indica che la scheda riguarda la descrizione dei personaggi della serie Uruseiyatsura |
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Questo sfondo indica che la scheda riguarda personaggi mitologici, leggende o tradizioni nipponiche |
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Lamù: Il suo nome originale è scritto Lum ma si pronuncia Lamu. Non si conosce il motivo perché gli adattatori italiani gli aggiunsero l'accento finale. E' della razza degli Oni extraterrestri ed è figlia del loro capo. Protagonista della storia (a furor di popolo) arriva sulla Terra quando il suo popolo decide di invaderla. Per scongiurare l'invasione ai terrestri viene lasciata un unica opportunità: una gara in cui un umano deve rincorrere un Oni e toccargli i cornini! |
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Ten:
Ten: http://knc.altervista.org/images/LumImages/ten5.gif
cuginetto di Lamù che, venuto a trovarla sulla Terra, si stabilisce a casa Moroboshi. Ha un'avversione innata per "l'idiota" (indovinate chi potrà mai essere...) che sua cugina ha sposato, e lo combatte a furia di fiammate! |
Notizie
sul popolo degli Oni:
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Ataru
Moroboshi: Il suo nome significa sfortunato con le stelle a sottolineare sia che è un tipo sfigato sia che la sfortuna che perseguita il nostro povero Ataru è legata proprio ad un popolo extraterrestre! E' nato di Venerdì 4 Aprile (quindi il 4/4 quando il 4 in Giappone porta sfiga) e mentre sua mamma si recava in ospedale ha fatto praticamente tutto quello che tradizionalmente porta sfortuna (passare sotto le scale, incontrare un gatto nero, rompere uno specchio etc.). Nella versione italiana dell'anime (episodio Buon compleanno) viene però detto che Ataru è nato giorno 13 e nel manga addirittura il 17 (forse per far risaltare la data nefasta)! Noi, non sapendo a quale di queste date dare ragione propendiamo per il 4 di Aprile che è di provenienza "nipponica". |
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I
coniugi Moroboshi:
A parte che è già difficile trovare del materiale genetico talmente scarso da generare un disgraziato come Ataru, ritengo che sia stato ancora più difficile crescerlo! L'unica colpa di questi due signori è avere generato un figlio degenere come Ataru e lui li ha ben ripagati regalandogli l'esaurimento nervoso!!! |
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Shinobu
Miyake: La "dolce" Shinobu! All'inizio della storia è, in sostanza, la ragazza di Ataru ma dopo breve tempo, stanca della presenza di Lamù, "ripiega" verso Shutaro Mendo... All'apparenza è una ragazza dolce e sensibile, ma in realtà è pericolosissima!!! Quando si arrabbia (o si ingelosisce) afferra la sua arma preferita: i banchi di scuola!
Basta farla arrabbiare e sfodera la forza di Maciste e a farne le spese (di solito) è quel pirla di Ataru! |
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I compagni di classe
di Ataru: La caratterizzazione di questi personaggi avviene nell'anime dove assumono anche delle identità stabili (nel manga sono una entità indistinta): Chibi, Perma, Kagugari e Megane. Satoshi Megane (che significa occhiali) è l'unico di una certa importanza ed è innamorato matto di Lamù. Kosuke Perma (che significa permanente), Akira Chibi (che significa pulcino) e Hiroyuki Kagugari (che significa taglio alla moda) sono delle figure comprimarie che servono solo nelle immancabili lotte di classe ma non avranno mai un ruolo da protagonista. Sono i fondatori del club scolastico degli ammiratori di Lamù e che si servono spesso del famoso capitano del "club scolastico delle torture" Sadoyama (sic!) per punire le malefatte del povero Ataru (previa deliberazione del loro "Tribunale segreto"!). Sono i responsabili della venuta di Lamù in via definitiva sulla Terra: la loro canzone "venite venite gente dello spazio" era in realtà intonata da tutti gli adolescenti giapponesi che volevano rivedere la bella aliena del pianeta degli Oni! |
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Shutaro
Mendo: Primogenito di una famiglia ricchissima è uno dei personaggi più gustosi della serie! Esordisce dopo qualche numero del manga ma diventa subito uno dei protagonisti. |
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La
famiglia Mendo:
Che è una delle famiglie più influenti del Giappone lo sapete, quello che forse non sapete è che anche loro (come i Moroboshi) hanno i loro problemini... Il padre sembrerebbe una persona normale, molto distinto ed educato se non fosse per le assurde prove che impone al figlio per renderlo (a parer suo) un degno successore della stirpe. La mamma di Shutaro, per contro, è uno spasso! Da donna nobile qual'è, è legata alle tradizioni...ma del Giappone medioevale! Se deve spostarsi da un posto all'altro della città lo fa su un carro cerimoniale trainato da un bue e si deve partire di casa 2/3 giorni prima!!! Se deve parlare bisbiglia sempre con un ventaglio davanti la bocca e per questa ragione non la si vede mai in volto. Chi comunica i suoi pensieri è di solito il maggiordomo che l'accompagna ovunque. |
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Sakurambo&Sakura:
Metterli nella stessa scheda mi è sembrato il minimo! I due voracissimi religiosi meritano tutti gli onori del caso! Zio e nipote sono il simbolo della religiosità nipponica! Essendo esponenti di due "religioni" diverse (Sakurambo è un monaco errante buddista mentre Sakura è una sacerdotessa di Shinto) non fanno altro che litigare ma in fondo si vogliono "bene" (quando non sono impegnati a rivaleggiare in esorcismi). Sakura è bellissima mentre suo zio è un obbrobrio, tanto che, quando nel manga lo inquadrano in primo piano, i personaggi stessi rimangono inorriditi (nell'anime "scoppiano")! Un'altra "qualità" di Sakurambo è quella di predire sventure al povero Ataru (che poi in verità sono tutte esatte). Le predizioni vengono fatte sulla base dei lineamenti del viso del povero Ataru, e quindi basta incontrarlo per predire qualche nuova yazza ("sfortuna" in giapponese). Sakurambo è un grande amico del gatto Kotatsu (chiamato anche Kotatsu-neko) e lo si trova sempre accampato in qualche ricovero di fortuna a preparare filtri magici e fesserie simili. |
Notizie
sul Buddismo e sullo Shintoismo:
Buddismo e Shintoismo sono le due maggiori religioni seguite in Giappone.Il culto scintoista si rivolge solo ai Kami, gli "esseri divini" che possono essere in ogni cosa: nei fiumi, negli alberi, nelle montagne, negli uomini, specialmente defunti. Per questa ragione lo shintoismo è la religione chiamata dei mille Dei. È una religione nata dalla spontaneità del popolo; solo più tardi fu rielaborata pur non presentando alcun dogma e nessuna scrittura sacra né un codice morale. Gli unici precetti sono "non dar retta alle cose false" e "non vedere e non parlare falsamente". Qualche studioso definisce lo shintoismo, più che una religione uno stile di vita tipicamente giapponese. L'imperatore è visto come figura centrale dello shintoismo: è proprio in lui che dimora Amaterasu O Mi Kami, dea del sole (di cui vi invito a leggere l'apposita scheda). Tutte le cose vennero dall'azione reciproca di due elementi: il principio attivo Yo e quello passivo In. Nello shintoismo esiste solo l'autocoscienza: l'uomo in ogni momento sente ciò che deve e ciò che non deve fare. Nessun senso di colpa ma solo una purificazione non per il perdono dei peccati, concetto sconosciuto nello shintoismo, quanto per un senso di rispetto verso chi è più grande, più potente, più giusto, più buono. Tra i più alti valori etici vi sono la fedeltà ai propri doveri, all'imperatore, l'ubbidienza ai superiori, la riuscita negli studi e nella vita, l'autocontrollo, la fedeltà al gruppo a cui si appartiene, il non recare disturbo. I santuari sono il luogo per feste annuali, chiamate matsuri, e sono meta di pellegrinaggi. La prima cosa che colpisce il visitatore è il torii, il portale d'ingresso del santuario. Costruito solitamente in legno, è costituito di pali cilindrici, collegati da due travi orizzontali e tra loro parallele. Entrando nel santuario il fedele troverà delle vasche d'acqua: nessuno infatti può presentarsi al Kami senza essersi prima purificato. Nel tempio ci sono tre oggetti sacri. Lo specchio: simbolo della dea del sole; significa amore e pietà. Riflette senza interesse e senza errori, è la sorgente dell'onestà e indica giustizia e imparzialità. La spada: simbolo della lotta contro il male. La collana: simbolo della linea ininterrotta della dinastia imperiale e delle benevolenza degli dei che hanno creato le isole del Giappone. Si potrebbe definire come una religione chiassosa perché per attirare l'attenzione degli dei si ricorre ai suoni (come un tocco di campana o una moneta su una grata). Possono diventare officianti di Shinto anche le donne (cosa non ammessa nel buddismo) e i sacerdoti sono anche esperti in esorcismi (che è la principale prerogativa di Sakura). I sacerdoti Shinto si abbigliano con toghe bianche e rosse. Il Buddismo si diffuse in Giappone attraverso la dottrina Zen a partire dal 1215 a.c. ma il suo nucleo centrale si formò in India tra il 600 e il 400 a.C. dall'esempio di Siddhartha Gautema. Per alcuni più che una religione è una filosofia di vita che si basa sugli insegnamenti dell'illuminato. I sacerdoti buddisti (come Sakurambo) predicano la meditazione nel silenzio e i colori delle tonache sono per lo più scuri. Nei tempi remoti erano anche depositari della scienza medica (che Sakurambo esercita tuttora!). Il Buddismo considera la vita umana come una sequenza interrotta di processi fisici e mentali che modificano costantemente l'uomo. "Di nessuna cosa posso dire -insegna il Buddha- come il dire". Per il Buddha il desiderio è sofferenza. Il concetto di sofferenza è qualcosa che va al di là di un malessere fisico o psicologico. Si può dire che l'intera esistenza è caratterizzato dal dolore. Un altra causa di sofferenza è la sete di desiderio o di piaceri sensuali, poiché questa sete non può essere mai placato e porterà con se solo malessere. La sofferenza può essere messa a tacere quando cessa il desiderio ed allora inizia il Nirvana. La via da percorrere per eliminare lo stato di sofferenza è descritta dal Buddha grazie ad 8 dettami: giusta conoscenza, giusta risoluzione, giusto uso della parola, giusta pratica, giusta condotta di vita, giusto sforzo, giusta attenzione e giusta meditazione. Inoltre ci sono 5 regole di vita che vengono imposte come fondamentali per il percorso di vita del buon buddista: non danneggiare nessuna creatura vivente, non prendere ciò che non si è ricevuto, non comportarsi scorrettamente in rapporto ai piaceri sensuali (proprio come fa Sakurambo -Koji ndr.-), non dire falso e non fare uso di alcol o di droghe. Il buddismo prevede l'escatologia, ovvero la vita ultraterrena. Infatti nella dottrina dell'Illuminato è previsto il Paradiso (o i Paradisi) e l'Inferno (o gli Inferni). Come ben notate queste due "religioni" sono molto diverse fra loro pur non avendo punti di contrasto evidenti, così la maggior parte dei giapponesi seguono entrambe le discipline finendo col fonderle. Gli unici che continuano la guerra santa sono Sakura e Sakurambo! Curiosità: in Giappone i matrimoni si svolgono secondo il rito shinto mentre i funerali secondo quello buddista. Questa è una divisione di puro pragmatismo nipponico perché per la dottrina shinto non esiste la possibilità di una vita ultraterrena mentre in quella buddista si. I vantaggi di poter scegliere tra due o più religioni sono evidenti... |
Notizie Amaterasu O Mi Kami:
Amaterasu, o Tensho-Daijan, è la dea del sole della religione shintoista (praticamente l'incarnazione stessa del sole). Il suo nome significa Paradiso splendente o colei che brilla nel Paradiso. E' la figura principale del panteon shintoista e la famiglia imperiale del Giappone si dice che discenda direttamente da lei. Amaterasu è anche la dea dell'agricoltura, avendo inventato i campi di riso (inada) ed avendoli coltivati per prima. Inventò l'arte della tessitura col telaio e insegnò agli uomini come coltivare il grano e l'utilizzo dei bachi da seta. Il suo tempio, chiamato Ise-Jingue, si trova tuttora ad Ise sull'isola di Honshu nella prefettura di Mie. Questo tempio viene demolito e ricostruito nella stessa forma ogni vent'anni. Nel santuario interno al tempio la dea è rappresentata tramite uno specchio (che rappresenta il suo corpo). E' la prima figlia di Izanagi e Izanami ed era così bella e radiosa che i suoi familiari la fecero ascendere per la "scala celestiale" al Paradiso dove gli venne concesso di governare per l'eternità. Quando suo fratello Susanowo (il dio delle tempeste) distrusse la Terra (ma c'è anche una versione che dice che teneva un comportamento scandaloso nel prato Takamagahara), Amaterasu, non sopportando la vista di questo scempio si nascose dietro la porta di roccia del cielo lasciando il mondo nell'oscurità. A questo punto i demoni presero il sopravvento e neanche gli stessi dei sapevano come contrastarli. Allora tentarono di farla uscire dal suo nascondiglio ma senza successo... Finalmente ad Uzume venne una splendida idea: organizzare una splendida festa sotto il suo rifugio! Quando Amaterasu schiuse l'uscio per sbirciare l'incantevole ballo di Uzume ne uscì un raggio di sole (che oggi viene chiamata "alba"). Gli altri dei se ne accorsero grazie ad uno specchio che Uzume aveva appeso in un albero vicino. Fu così che Tajikara spalancò la porta con la forza riportando la luce nel mondo. Poco fa vi ho accennato ad un luogo mitico della mitologia shinto: il prato Takamagahara. Si tratta del "più alto livello dei cieli" e, assieme a Izumo e Hyuga, è vitale per la narrazione della nascita del Giappone e delle gesta delle divinità che vi presero parte.Di questa bellissima leggenda (chiamata La leggenda della porta di roccia nel cielo) ne esiste una versione interpretata da Ataru&company davvero spassosa! Approssimamente succede questo: Amaterasu scende sulla Terra in prima persona in cerca del paese di Izumo in occasione del mese di Ottobre (in cui si dice che tutti gli dei scendano nel paese di Izumo). Così incontra il piccolo Ten e si imbatte per caso nella recita scolastica del Liceo Tomobiki. Il soggetto scenico è la "leggenda della porta di roccia del cielo"! Tra un equivoco e l'altro si ripresenta la stessa situazione di millenni prima... Così Amaterasu, offesa da una boccaccia di Lamù, si ritira nel rifugio e lascia il mondo nell'oscurità. In soccorso giungono gli dei reali, solo che al posto di tirarla fuori dalla porta di roccia, la richiudono dentro per godersi la festa ancora un po'!!! In questo episodio Amaterasu illumina il mondo grazie ad un potente faretto posto sulla sua fronte!!! Secondo il mio modesto parere anche la scena di Godai che si rinchiude nell'armadio offeso dalle parole di Kyoko durante la prima festa in onore della nuova amministratrice (ovviamente in Maison Ikkoku) è uno strampalato adattamento della stessa leggenda. |
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La
famiglia Mitsunokoji:
E' la famiglia rivale dei Mendo. Sono a capo di una azienda che produce attrezzature sportive e sono anch'essi molto ricchi ed altrettanto antiquati. Il padre viene raffigurato come un inetto mentre la madre è la vera capo-famiglia. La situazione della prole è alquanto complicata... Tobimaro (detto Ton) è vissuto per tutta la sua vita senza mai sapere di avere una sorella. Questa (Asuka) è una bellissima ragazza dotata di una forza immensa ed è stata cresciuta (come vuole la "tradizione di famiglia") senza aver mai visto un maschio! Il fato volle che il primo maschio che incroci nella sua vita sia il "nobile Moroboshi" che, con la sua inconfondibile classe, tenta subito di zomparle addosso segnando la poverina a vita! Immaginate il casino che fa ogni volta che vede un uomo... Gli unici esseri umani di sesso maschile che non la spaventano sono i suoi fratelli Tobimaro e Shutaro!
Shutaro è il suo promesso sposo (tramite accordo tra le famiglie), anche se non ci verrà mai rivelato il destino della coppia. Con Ton invece ha un rapporto piuttosto ambiguo... Infatti, non conoscendo bene come comportarsi con gli uomini, si infila spesso nel letto di Ton per dormire insieme a lui e spesso si infila anche nella sua stessa vasca da bagno (con l'unico effetto di farle buscare al povero Ton). Tobimaru Mizunokoji è anche un patito di baseball e per tutta la serie tenta (invano) di battere il suo rivale Shutaro reo di averlo battuto da piccolo. |
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Benten:
Come Oyuki e Ran, Benten è una amica di infanzia di Lamù. Tutte e quattro erano nella stessa classe alle elementari e ne combinavano di tutti i colori. Le loro marachelle divennero così leggendarie che le Space Girl tenteranno per più volte di offuscarne l'antica gloria allo scopo di dimostrarsi "le più grandi teppiste della galassia"! Queste tre ragazzine sono: Sugar dai 7 colori (che ha il potere di mimetizzarsi), Ginger degli inganni (che ha il potere di far finta di morire) e Pepper serpe velenosa (che fa la muta come i serpenti). Delle quattro ex-compagne lei è sicuramente la più irruente ed è chiaramente la leader del gruppo. E' la versione biker (teppista motorizzata) di una dea della fortuna e Rumiko Takahashi la ritrae seminuda con tanto di catene e bazooka addosso! E' rozza e aggressiva e non è certo lo specchio della femminilità anche se Ataru sembra apprezzarla anche così! Essendo in origine una divinità benevola ai terrestri viene mostrata, all'inizio, come un'avversaria degli Oni. Infatti gareggia con Ataru (che aspetta sempre questo giorno con ansia) all'annuale festa del Setsuban! Famosissimo il suo mitra spara fagioli e la catena che porta addosso è la sua chiave di casa!!! (ma se volete entrare nella sua astronave ricordatevi che la porta di servizio è sempre aperta!). |
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Notizie
sugli "Shichi Fujukin":
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Notizie
sul Setsuban:
E' una festa nipponica in cui si suole scagliare dall'uscio di casa dei fagioli contro degli umani travestiti da orchi. Questo rituale servirebbe a scacciare gli spiriti maligni dalle proprie case. In Uy è narrata nell'episodio Match di ritorno. Notizie sul Gara Kohaku:
In realtà non si tratta di una gara ma di un antica cerimonia propiziatoria che avviene tra tendaggi di colore bianco e rosso, all'interno dei quali vengono poste coppie di manju (una specie di dolce) dei medesimi colori. In occasioni meno allegre, il rosso cambia in nero. Questa tradizione deriva da un conflitto avvenuto nel XXII secolo tra la famiglia Taira e la famiglia Minamoto, le cui bandiere erano rispettivamente rossa e bianca. Da allora, ogni volta che due squadre sono in competizione fra di loro, si dividono in Squadra Bianca e Squadra Rossa, e la gara viene chiamata kohaku-jiai. Il significato letterale di kohaku è, in effetti, "cremisi e bianco", detta anche "la coppia di buon auspicio". (cfr Lamù n° 2 Leggendo leggende sprint di Andrea Baricordi). |
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Oyuki: Una delle amiche di Lamù e compagna di scuola delle elementari di Lamù.
E' la versione moderna della Signora delle nevi. Come facilmente intuibile ha un carattere di ghiaccio! Abita su Nettuno, del quale è la regina, in un palazzo a forma di pannocchia. E' a capo di un impero economico non indifferente e gira sempre col registro commerciale in tasca... Farla arrabbiare è difficilissimo, ma chi ci riesce deve ringraziare di essere un personaggio di un manga! Alcuni dei prodotti della "fertile Nettuno" sono piuttosto pericolosi e spesso finiscono nelle mani sbagliate causando guai ai terrestri! Notizie sulla Dama delle Nevi: Anche Oyuki (vedi schede dei personaggi) in realtà non è altro che una leggenda giapponese. La leggenda parla di una Dama delle Nevi (anche Regina dei ghiacci), che giungeva sulla Terra soltanto per recuperare degli schiavi. Veniva rappresentata come una ragazza avvolta in un kimono bianco, con occhi rossi e capelli color ghiaccio che "rapiva" i viandanti che si facevano sorprendere durante le nevicate. Con molta probabilità era soltanto una figura che veniva usata per insegnare ai bimbi i pericoli delle basse temperature e delle nevicate. Rumiko Takahashi li ha dato un regno (Nettuno) e una personalità conforme al suo habitat preferito! |
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Ran: Questa ragazzina era forse la migliore amica di infanzia di Lamù (nonché anch'essa sua compagna di classe). Dico "era" perché, a causa di un incredibile numero di situazioni sfortunate, Ran ha finito per odiare la nostra Oni del cuore! |
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Rei:
Ecco un altro bell'animaletto allegro che si può trovare nel "boschetto della fantasia di mamma Takahashi"! Come Ran ha due personalità che esterna con l'aspetto. Se guardate la figura in alto vedrete un gran bel ragazzo intento a degustare (anche con una certa classe) probabilmente del ramen o una zuppa. Se invece guardate la seconda immagine lo vedrete intento in una lotta furibonda con Moroboshi&soci... Ma non cercatelo tra gli studenti in divisa, perché il nostro "bel" Rei quando si "incavola", si "eccita" o è affamato si trasforma in quel caprone tigrato gigante che vedete sollazzarsi allegro nella foto! |
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Ryunosuke
e la "bestia":
Ovvero: leggere Lady Oscar innaffiandolo abbondantemente con del sakè può genera mostri... E' proprio quello che deve essere accaduto a Rumiko Takahashi prima di decidere di creare questi due fondamentali personaggi. Vi dico prima che non sono tra i miei personaggi preferiti, ma sono delle figure abbastanza importanti all'interno dell'intera produzione della "principessa". Sia Ryu che il padre arrivano verso metà serie ma si fanno notare subito per la loro vivacità! Liti e distruzioni saranno ancor di più di casa al Tomobiki! |
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La
famiglia di Lamù:
Eccoli in tutto il loro splendore! Siore e siori (rullo di tamburi in pelle umana) gli Oni! |
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Kurama:
La storia è complicatuccia... Lei è Kurama principessa dei Tengu alieni. E' figlia della regina dei Tengu unita in matrimonio ad una figura storica del Giappone medioevale: Yoshitsune Minamoto. Rimane per parecchi anni in una capsula criogenica ed arriva sulla Terra in compagnia dei suoi fedeli sudditi (dei karasutengu mezzi rimbambiti) in cerca di un compagno con cui perpetuare la sua razza! Vi è una similitudine con la storia della "bella addormentata nel bosco" perché il prescelto dovrà svegliare la bella Kurama con un bacio. Per ironia della sorte (e anche grazie allo stato di ubriachezza di uno degli assistenti) il prescelto è Ataru che, non appena la vede perde completamente la testa e grazie all'aiuto di un karasutengu ubriaco (lo stesso che lo aveva scambiato per un figaccione) la bacia! Non pensate che la poverina sia molto d'accordo tanto che alla fine della serie arriverà persino a cambiare le leggi del suo popolo (alquanto discutibili) pur di sbarazzarsi dell'obbligo di giacere con Ataru! E guardate che per non contravvenire all'assurda regola del primo bacio (che poi si rivelerà una invenzione di un antico karasutengu mezzo scemo) tenta persino di educare Ataru con tutti i mezzi! Prima tenta di stimolare in lui l'anima femminile in modo da contemperare quella troppo esuberante maschile, poi tenta con la terapia d'urto facendolo scontrare in una stanza speciale con tutte le ragazze che più adora! Disperata per non aver ottenuto dei risultati tenta l'ultima carta...farlo incontrare col padre! Per ironia della sorte sarà proprio il grande Ataru (il vero grande eroe della storia giapponese) a far scoprire al povero Yoshitsune la vera gioia del guerriero: dare caccia alle donne! |
Notizie
sui Tengu:
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Notizie
su Yoshitsune Minamoto:
Questo personaggio, realmente esistito, è uno dei più grandi eroi della storia giapponese. La sua storia si svolge nell'arco di trent'anni, cioè dall'anno della sua nascita (1159) a quello della sua morte (1189). |
Notizie
su Benkei Musashibo:
Benkei è una figura leggendaria che fa da contorno alla storia di Yoshitsune Minamoto. Era un uomo alto quasi 2 metri (che per il giapponese di allora era una misura inarrivabile) e c'è chi dice che padroneggiasse l'houriki (una tecnica quasi magica adoperabile soltanto dai sacerdoti buddisti). In principio Benkei era uno yamabuse (ovvero un'asceta delle montagne), disciplina che abbandonò per intraprendere la strada di ladro!
La leggenda vuole che solesse apparire sul ponte Gojo (a Kyoto) per rubare, dopo averli battuti, le spade ai passanti.
Il suo scopo era quello di rubarne 1000 ma, dopo averne prese 999, incontrò sul ponte Gojo Yoshitsune Minamoto.
"Tu sei la mia millesima vittima!" gli disse e gli si avventò contro. Il problema era che Yoshitsune era talmente agile che Benkei non riusciva in nessun modo ad afferralo, e così alla fine venne sconfitto. Quella era la sua prima sconfitta, e così Benkei divenne seguace di Yoshitsune nonché suo migliore amico. Benkei era un indomabile guerriero con una resistenza fuori dal comune, e la sua arma favorita era la naginata ovvero un'arma simile all'alabarda (non quella di Goldrake però:). Benkei aiutò sempre Yoshitsune sia con la sua abilità di guerriero sia con la sua saggezza di yamabuse. Si dice che seguì Yoshitsune nel tentativo di sottrarsi alla ferocia dell'armata del fratello Yoritomo e venne sopraffatto soltanto da migliaia di frecce che gli vennero scagliate su tutto il corpo. Il nome Musasibo era il nome che portava quando era yamabuse, e quindi veniva chiamato indifferentemente con entrambi i nomi. La "naginata" di Benkei è un'arma leggendaria, e molti dicono sia ancora da qualche parte in Oushu (attualmente nel distretto di Tohoku). C'è anche qualcuno che crede che essa si trovi in Mongolia se si prenda per veritiero il mito di Yoshitsune-Gengis Kahn. |
Notizie
sui Kappa:
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| Notizie
su Taro Urashima:
La leggenda narra di un pescatore di nome Tango (chiamato Urashima) che salva una tartaruga impigliata nelle sue reti e la lascia libera. In realtà la tartaruga era una delle figlie di Ryujin (uno dei dio-drago della mitologia giapponese). Per ricompensarlo lo porta al Ryugu ovvero il palazzo del Drago (che si troverebbe vicino le isole Ryu Ku) al cospetto del padre. Gli appare come una splendida fanciulla e i due si sposano. Passati 3 giorni al pescatore viene voglia di rivedere i suoi parenti e decide di ritornare in superficie per salutarli. Così scopre che un giorno nel "palazzo del Drago" equivale a 100 sulla Terra e che di conseguenza erano passati 300 anni! Così anche il povero Taro muore. C'è una variante della storia che vede protagonista il Dio Drago. Infatti, prima di lasciare andare Taro, Ryujin gli dona una scatoletta, dicendogli di non aprirla per nessun motivo. Ma questi, una volta che non riusciva più a capire che fosse successo al suo paese, la apre invecchiando istantaneamente e morendo. Quello scrigno, che conteneva il tempo perduto, era l'unico modo per permettergli di ritornare al suo mondo e così si spiega anche lo sguardo triste di sua moglie quando lo lascia andar via. Di questo famoso racconto (che stato richiamato in tanti anime come per esempio in Dragon Ball e nella Principessa Zaffiro), Rumiko Takahashi ha dato la sua versione nell'episodio del manga Le zucche vuote tornano sempre a galla (nell'anime il titolo italiano è Il re delle rane). In questo episodio Ataru (incoraggiato da Shinobu che lo avrebbe ricompensato in "natura") salva un Kappa mezzo essiccato sopra un albero. Per questo (visto che quello che aveva salvato era il re dei Kappa) viene portato nel palazzo in fondo al "lago", dove a posto di divertirsi si annoia parecchio! Infatti gli viene offerto da mangiare l'unico alimento di cui si nutrono i Kappa: i cetrioli! Oltre a questo smacco subisce l'onta di essere scambiato per un omosessuale!!! Siccome i reggenti non sanno più che fare per farlo divertire decidono di farlo andare prima del tempo e gli regalano la loro "cagnolina"...una splendida sirena che Ataru dimostra di gradire moltissimo!!! Peccato che non appena uscito dalle acque i suoi compagni (disperati per la sua scomparsa) non appena lo vedono arrivare con quello splendore di fanciulla lo accolgano con una pioggia di macigni!!! |
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Kintaro:
Kintaro significa letteralmente bambino d'oro. Infatti "kin" significa "oro" mentre "Taro" è un nome comunissimo per un bambino. Viveva in un villaggio alle pendici del monte Ashigara con la madre Yamauba (una strega di montagna) nel periodo Heian (794-1192). Era solito giocare con i cervi, le scimmie e molti altri selvaggi animali. Con sé portava sempre la sua ascia con la quale abbatteva da solo molti grossi alberi. Un giorno volle sfidare in un combattimento di Sumo l'animale più forte della foresta: l'orso che lo aveva sconfitto prendendosi gioco di lui. Ma Kintaro si allenò duramente e alla fine sconfisse l'orso che divenne la sua cavalcatura. Capite benissimo la valenze pedagogica della favola il cui motto può essere riassunto in: "con l'impegno si riescono a raggiungere anche gli obiettivi più difficili". |
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Notizie su Kintaro:
Kintaro significa letteralmente "bambino d'oro". Infatti
"kin" significa "oro" mentre "Taro" è un
nome comunissimo per un bambino. Viveva in un villaggio alle pendici del
monte Ashigara con la madre Yamauba ( una strega di montagna ) nel
periodo Heian (794-1192 ). Era solito giocare con i cervi, le scimmie e
molti altri selvaggi animali. Con sé portava sempre la sua ascia con la
quale abbatteva da solo molti grossi alberi. Un giorno volle sfidare in
un combattimento di Sumo, l'animale più forte della foresta, l'orso,
che in un primo tempo lo sconfisse prendendosi gioco di lui. Ma Kintaro
si allenò duramente e alla fine sconfisse l'orso che divenne la sua
cavalcatura. Capite benissimo la valenze pedagogica della favola il cui
motto può essere riassunto in: "con l'impegno si riescono a
raggiungere anche gli obiettivi più difficili". Kintaro è una
figura molto cara ai bambini nipponici e quindi è stata bellissima
l'idea della Takahashi di farlo atterrare sulla Terra il giorno della loro festa. Ma la storia di Kintaro non è finita ( altrimenti Ataru non
avrebbe Curiosità:
ora capite perché il protagonista di "Golden Boy" si chiama
"Kintaro Oe"? "Kintaro" significa appunto
"Golden Boy", mentre "Oe" è il luogo dove viveva
l'Oni che sconfisse. Che Egawa si sia ispirato anche a questo episodio? |
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Yorimitsu Minamoto: Anche se questo soggetto non è mai stato citato in "Uy", mi è sembrato giusto, in coda alla scheda di Kintaro, parlarvi della saga dello Shuten Doji e quindi del suo protagonista principale: Yorimitsu Minamoto. Visse tra il 948 e il 1021 (quindi nell'era Heian). Era un famoso maestro di spada al quale l'Imperatore ordinò di uccidere l'Oni che infestava il monte Oe. Questo si chiamava Shuten Doji e si supponeva che fosse un ladro trasformato in Oni a causa dei troppi delitti. Lui e i suoi 4 compagni (tra i quali Kintoki Sakada) si travestirono da yamabuse e partirono alla volta del monte Oe. Nel loro viaggio incontrarono tre misteriosi vecchi che gli donarono un magico elmo (con il potere di proteggere dagli spiriti maligni) e una pozione chiamata Shinbenkidokushu. In realtà i tre vecchi erano tre divinità locali: Sumiyoshi, Iwashimizu e Kumano. Così si presentarono al castello del mostro che li fece accomodare e gli servì pietanze a base di carne umana. Loro finirono l'intero pasto e così Shutendoji, avendo creduto alla loro identità, bevve dalla loro bottiglia lo Shinbenkidokushu cadendo infine addormentato. A questo punto Yorimitsu gli saltò addosso tentando di spiccargli la testa dal busto, ma l'Oni fece una resistenza strenua e tentò (con la testa oramai quasi decapitata) di staccare con un morso la testa di Yorimitsu. Ma l'elmo magico protesse il guerriero e i quattro tornarono vincitori dall'Imperatore. Questo mito è stato rivisitato da molti manga-ka, tra i quali Go Nagai che ne trasse una splendida e criptica versione a fumetti e quattro splendidi oav. |
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Momotaro:
Parlando di eroi dei bambini non possiamo non citare Momotaro...e se ne parliamo noi, come non poteva non citarlo Rumiko Takahashi? La sua storia è molto carina e merita di essere raccontata. Un giorno una signora anziana stava sulle rive di un fiume intenta a lavare i panni, quando vide un enorme pesca che galleggiava nel fiume, così decise di portarla a casa per mangiarla. Mentre la trasportava si rese conto che era anche molto pesante ma infine riuscì a trasportarla fino a casa. La sera, il suo anziano marito tornò dalle montagne e rimase molto sorpreso nel vedere l'enorme pesca. Al momento del taglio, la signora diede un colpo netto al centro e dalla pesca sbucò fuori un bimbo! |
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Notizie
sugli Amefushi:
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Il
corpo insegnanti del Liceo Tomobiki:
Questi personaggi, importanti nell'economia della serie, sono i protagonisti di molti esilaranti episodi e sono presenti in quasi tutte le storie. Sono molti e spesso alcuni non sono mai nominati per nome, quelli più importanti sono: il preside, il professor Onsen e il professor Hanawa. |
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Notizie
su Musashi Miyamoto:
Ben-nosuke, conosciuto con il nome di Miyamoto Musashi, in maturità con il nome di Shinmen Musashi-no-kami Fujiwara-no-genshin. La sua famiglia proviene dal clan Arima di Kyushu (isola meridionale tra le 4 principali del Giappone); suo nonno, Hirada Shoken fu vassallo di Shinmen Iga-no-kami Sudeshige, daimyo del castello Takeyama, di cui sposò la figlia acquisendo il diritto di portare il nome Shinmen. Musashi-no-kami significa signore dei Musashi, mentre Fujiwara-no-genshin sta per sapiente dei Fujiwara, clan che discende dai primi seguaci della dea Amaterasu (dea del sole) che fu per 1000 anni il più potente del Giappone. Venne abbandonato all’età di 7 anni dal padre Munisai, guerriero di professione, venendo adottato dallo zio materno prete da cui forse apprese i primi rudimenti della scherma, mezzo con il quale cercava di disciplinare la violenta aggressività del ragazzo. Musashi uccise all’età di 13 nel suo primo duello Arima Kihei, samurai noto per la sua abilità con la spada e con lo Yari (lancia), della scuola Shinto-ryu. Il secondo duello lo disputò a 16 anni contro Tadashima Akyama, il quale ottenne prima di morire un riconoscimento per il suo valore da Musashi, in seguito comincia un pellegrinaggio senza meta in cerca di avventure e affermazione personale. Durante il suo viaggio partecipa alla battaglia di Sekigahara sopravvivendo a quei terribili 3 giorni e alle feroci settimane successive.
Poi all’età di 21 si diresse a Kyoto progettando una vendetta, la famiglia Yoshioka dava tradizionalmente il maestro d’armi agli Ashikaga e in seguito alla sconfitta di questi ultimi Ieyasu aveva proibito agli Yoshioka di esercitare il mestiere delle armi. Molti anni prima il padre Munisai era stato invitato da parte dello shogun Ashikaga Yoshitaki a dimostrare la sua abilità e vinse 2 su 3 incontri contro gli Yoshioka, Cosi la presenza del figlio di Munisai in città provocò l’onore della famiglia, cosi giunse la sfida con il capo clan, Seijiro. Lo scontro avvenne su una collina vicino Kyoto, Musashi arrivò in ritardo all’appuntamento e, senza scusarsi, attaccò con violenza buttando a terra l’avversario munito di una vera spada. |






La razza aliena di cui Lamù fa parte si ispira agli Oni, ovvero i demoni Un Oni per come dovrebbe essere (o orchi) antropomorfi dell'antico Giappone. Si tratta essenzialmente di omaccioni grandi e grossi, nerboruti e dall'aspetto poco rassicurante; dotati di un numero variabile di corna (uno, due, tre, o anche più, in qualche caso), sfoggiano solitamente canini molto aguzzi che sbucano dal labbro inferiore conferendo ai possessori un'espressione truce in qualsiasi istante della giornata. Un Oni ha gli occhi sempre spiritati, sgranati, all'infuori, e il colore della sua pelle può essere rosso, blu, giallo o verde. Come indumenti usano tuniche a una bretella o mutandoni, ma tutti rigorosamente tigrati; le loro armi sono solitamente molto grezze (bastoni, mazze chiodate), ma alcuni conoscono anche l'arte della spada dei samurai. Naturalmente sono brutti e cattivi, mangiano bambini, rubano il bestiame e saccheggiano le città, ma la loro scarsa intelligenza li rende vulnerabili sul piano tattico e organizzativo. (cfr. Lamù n°1; Leggendo Leggende Sprint di Andrea Baricordi).





Buddismo e Shintoismo sono le due maggiori religioni seguite in Giappone.
Notizie Amaterasu O Mi Kami:
Amaterasu, o Tensho-Daijan, è la dea del sole della religione shintoista (praticamente l'incarnazione stessa del sole). Il suo nome significa Paradiso splendente o colei che brilla nel Paradiso. E' la figura principale del panteon shintoista e la famiglia imperiale del Giappone si dice che discenda direttamente da lei. Amaterasu è anche la dea dell'agricoltura, avendo inventato i campi di riso (inada) ed avendoli coltivati per prima. Inventò l'arte della tessitura col telaio e insegnò agli uomini come coltivare il grano e l'utilizzo dei bachi da seta. Il suo tempio, chiamato Ise-Jingue, si trova tuttora ad Ise sull'isola di Honshu nella prefettura di Mie. Questo tempio viene demolito e ricostruito nella stessa forma ogni vent'anni. Nel santuario interno al tempio la dea è rappresentata tramite uno specchio (che rappresenta il suo corpo). E' la prima figlia di Izanagi e Izanami ed era così bella e radiosa che i suoi familiari la fecero ascendere per la "scala celestiale" al Paradiso dove gli venne concesso di governare per l'eternità. Quando suo fratello Susanowo (il dio delle tempeste) distrusse la Terra (ma c'è anche una versione che dice che teneva un comportamento scandaloso nel prato Takamagahara), Amaterasu, non sopportando la vista di questo scempio si nascose dietro la porta di roccia del cielo lasciando il mondo nell'oscurità. A questo punto i demoni presero il sopravvento e neanche gli stessi dei sapevano come contrastarli. Allora tentarono di farla uscire dal suo nascondiglio ma senza successo... Finalmente ad Uzume venne una splendida idea: organizzare una splendida festa sotto il suo rifugio! Quando Amaterasu schiuse l'uscio per sbirciare l'incantevole ballo di Uzume ne uscì un raggio di sole (che oggi viene chiamata "alba"). Gli altri dei se ne accorsero grazie ad uno specchio che Uzume aveva appeso in un albero vicino. Fu così che Tajikara spalancò la porta con la forza riportando la luce nel mondo. Poco fa vi ho accennato ad un luogo mitico della mitologia shinto: il prato Takamagahara. Si tratta del "più alto livello dei cieli" e, assieme a Izumo e Hyuga, è vitale per la narrazione della nascita del Giappone e delle gesta delle divinità che vi presero parte.


Gli Shichi Fujukin sono un gruppo di sette divinità benevole all'uomo (chiamate anche le sette divinità della fortuna) che derivano dalla religione shintoista.





Questa è una razza mitologica assai conosciuta in Giappone. Non siamo di fronte ad un'unica razza, ma a due diverse varianti. Abbiamo i karasutengu (karasu = corvo) che sono simili a grandi corvi antropomorfi con tanto di ali e che si dice possano mutare forma e i konohatengu (c.d. "tengu dalla foglia") che si distinguono per un aspetto umanoide ma facilmente riconoscibili per un naso lunghissimo. In effetti vuole la leggenda che non si tratti di un vero naso, ma soltanto di una maschera che usano per nascondere il becco tipico dei Tengu. Entrambi vestono lo yamabushi (l'abito degli asceti della montagna) ed indossano i geta (gli zoccoli tipici della tradizione nipponica). I karasutengu sono ottimi spadaccini (tanto che si disse addestrarono Yoshitsune Minamoto in gioventù), mentre i konohatengu non si preoccupano tanto delle arti marziali in quanto con la loro foglia riescono a creare dei piccoli uragani. Il loro capo Sojo-Bo (che si dice abbia la faccia rossa) inoltre possiede una foglia con la quale riesce a creare dei veri e propri uragani! Sull'indole della razza dei Tengu non c'è molta concordanza: c'è chi li definisce creature burlone c'è chi li accomuna agli spiriti malvagi e c'è chi addirittura li vede come creature benevole. Nella serie di Lamù i karasatengu (che sono gli assistenti di Kurama) sono creature maldestre come dei piccoli corvi-sacerdote che non si tirano indietro di fronte ad una sorsata di sakè, mentre Kurama stessa (che è della razza degli konohatengu) ha in effetti il naso longilineo e la vistosa foglia (che a me pare di fico) che crea uragani.
Yoshitsune Minamoto è passato alla storia come l'eroe che sconfisse gli Heike, una casata che spadroneggiava in Giappone in quel periodo. Quando nel XII° secolo la sovranità dell'Imperatore era decaduta e con lui il potere dei nobili notabili, il paese cadde in mano alla casta dei guerrieri "bushi", ovvero i Samurai. Tra le varie casate soltanto due avevano il potere necessario per ambire a guidare il Giappone: gli Genji (capeggiati dalla famiglia Minamoto) e gli Heike. In un primo tempo gli Heike ebbero la meglio, vincendo proprio nel 1159 (lo stesso anno della nascita di Yoshitsune) quella che va sotto il nome di battaglia di Heiji. Yoshiie Minamoto (il capo dei Genji) venne giustiziato e Yoritomo (il primogenito di Yoshiie) venne imprigionato ad Izu. Il nono figlio di Yoshiie venne risparmiato ma venne mandato al tempio di Kurama per essere educato alla vita di monaco buddista. Venne risparmiato soltanto perché (essendo troppo piccolo al tempo della battaglia di Heiji) non conosceva le proprie origini. Avendo vinto la guerra con il clan dei Genji, Kiyomori Taira divenne una sorta di reggente dell'impero nipponico. Le leggi imposte dagli Heike erano molto dure ed il popolo soffriva la loro feroce tirannia aspettando con ansia l'avvento di un grande eroe che li avrebbe liberati dal giogo degli Heike. Narra la leggenda che un bel dì un tengu si recò da Yoshitsune rivelandogli la sua appartenenza al casato dei Genji e addestrandolo all'arte della spada. Dopo di che lo incoraggiò a spodestare la crudele stirpe degli Heike!
Nella religione Shinto i Kappa sono dei folletti acquatici che erano soliti trascinare i bimbi nell'acqua ed annegarli ma potevano mostrarsi ostili anche con i viaggiatori ed i passanti. Probabilmente devono la loro nascita all'esigenza dei genitori di insegnare ai bimbi la pericolosità degli stagni. Erano talmente temibili che attaccavano con successo persino grossi animali come i cavalli. Essi non possono vivere per molto tempo fuori dall'acqua, perché per vivere hanno bisogno di mantenere bagnata la testa. Il loro nome significa figlio del fiume e di Kappa ne esistono diverse razze (organizzate in società): i suiko, i mintsuchikamui, i garappa, i kahaku, i fuchizaku, i kenmon, i kimujin, gli hyotoku, gli hyoosuki, gli hyoosue gli shibaten e gli shibatengu. Hanno un aspetto stranissimo: lunghi capelli, il corpo di una tartaruga, gli arti squamati e la faccia di una scimmia. Possiedono le virtù mimetiche di un camaleonte. Non superano generalmente il metro e venti e possono raggiungere un peso di dieci chili (anche se per alcuni arrivano a venticinque). Si nutrono esclusivamente di sangue e cetrioli. Usano i cetrioli anche per viaggiare, in pratica li cavalcano come se fossero dei dragoni! Sono delle creature intelligentissime e possono essere anche benevole verso l'uomo che sappia come ingraziarseli. Infatti soltanto agli uomini retti (o anche ai monaci retti) loro insegneranno l'arte dell'ortopedia.
potuto
demolire un mito! ). Quando Kintaro ebbe 20 anni incontrò Yorimitsu
Minamoto, un importante samurai (nonché facente parte della famosa
famiglia Minamoto di cui faceva parte anche Yoshitune), che sorpreso di
vedere un ragazzo su di un orso, lo convinse a seguirlo e a diventare un
suo
sottoposto. Kintaro così prese un nuovo nome: "Kintoki". A
questo punto la madre del giovane gli rivelò di essere figlio di un
Samurai della famiglia "Sakada" e per questo il piccolo
Kintaro completò il suo nome in "Kintoki Sakada". L'impresa
più importante della sua vita fu l'uccisione di un Oni che viveva sul
monte Oe in compagnia di Yorimitsu e altri due Samurai. Dopo di ciò
Kintaro tornò al suo villaggio per non tornare più. Ora capite come fa
Ataru a demolire agli occhi dei bimbi, infarciti delle nozioni di comodo
che gli aveva fornito la maestra, il mito di Kintaro. Non fa altro che
far loro notare che pur essendo stato un bimbo incredibilmente forte,
tanto da battere persino un orso, Kintaro da grande non andò oltre la
posizione di un comune "servitore". Qui è chiaro l'intento
della Takahashi di voler mettere in ridicolo l'impianto scolastico
nipponico! La storia adulta di Kintaro venne narrata per la prima volta
nell'11° secolo all'interno del "racconto del Konjaku",
mentre la sua infanzia è conosciuta solo tramite joruri (
comunemente "ballate" ). Al momento in Giappone non esiste
nessun monte "Ashigara", ma l'area montagnosa ai piedi del
monte Kintoki nella Prefettura di Kanagawa si chiama proprio così.
"Yuhi no Taki" ( ovvero "le cascate del sole del
meriggio" ) è il luogo dove si ritiene che Kintaro avesse fatto
per la prima volta il bagno ed è lì che gli yamabuse del luogo bagnano
i bimbi pregando per la loro salute. Al termine della cerimonia ad ogni
bambino viene dato il famoso pettino ( una specie di grembiule ) con su
scritto l'ideogramma "kin". Nella foto in alto vedete un
dipinto in cui Kintaro combatte contro Momotaro sotto lo sguardo della
madre.
L'Amefushi è uno spirito della pioggia. Si ritiene fosse avverso ai bimbi in quanto porta la pioggia e questa impedisce loro di giocare all'aperto. Di solito è raffigurato come un esserino minuto (delle dimensioni di un bimbo) con la faccia vagamente rassomigliante a quella di un ranocchio. E' vestito con un kimono e si protegge dalla sua stessa pioggia grazie ad una foglia di ninfea. Il suo più grande desiderio è giocare con i bimbi e quando si sente rifiutato (cosa che accade spesso visto che porta la pioggia) reagisce facendo dispetti.
Notizie sui
Tanuki invece significa tasso. Nell'immaginario nipponico il tanuki è dotato di poteri magici ed è davvero dispettoso. Per l'esattezza riesce a trasformare le foglie in qualsiasi cosa (anche se di solito le trasforma in gioielli o in denaro per divertirsi alle spalle degli uomini) ma l'effetto dura davvero poco!
L'unico tanuki di Uy è Oshima che appare per la prima volta su Lamù n° 20. In quella storia (intitolata La gratitudine del tanuki), Rumiko Takahashi dà la sua interpretazione della fiaba La gratitudine della gru. Questa fiaba narra di un uomo che un giorno, trovando una gru intrappolata, la libera. Dopo alcuni giorni una ragazza gli si presenta chiedendo ospitalità. Vedendo che l'uomo possedeva un telaio, gli chiede di poterlo usare per ripagarlo dell'ospitalità, ma non dovrà mai sbirciare dentro la stanza dove ella lavora. Dopo un po' la ragazza gli consegna uno splendido tessuto pregandolo di venderlo. Questo avvenne per molti giorni e l'uomo si arricchì copiosamente. Ma un giorno, incuriosito, sbirciò dalla porta e vide una gru che si strappava le penne più belle e le tesseva. La gru così spiegò lui che questo era il suo modo di ringraziarlo per avergli salvato la vita e che però, avendola vista lo avrebbe abbandonato. Di questa fiaba la "principessa" ne ha fatto una versione col tanuki protagonista ai danni di Ataru! Non so se esista una versione animata dell'episodio ne' se esso sia stato importato e tradotto, ma vi assicuro che è uno spasso!

