Lamù: l'adattamento dell'edizione televisiva italiana

a cura di: Koji

Pur non presentando alcuna censura (e c'è da esserne orgogliosi!), l'adattamento denota dei limiti dovuti alla difficoltà oggettiva della serie che spesso ricorre a doppi sensi e luoghi comuni intraducibili fuori dal Giappone. Oltre a questo, molte scene vengono mal adattate e solo grazie alla lettura del manga si può realmente conoscere quello che succede nell'anime. Insomma un adattamento aglio&olio che non rende merito al genio della Takahashi.

Tuttavia il risultato è godibilissimo e sfido chiunque a non scoppiare dal ridere vedendo un salutare episodio di Lamù!!! Peccato però che alcuni passaggi risultino poco chiari, ma ritengo che alla maggior parte degli estimatori di Lamù&soci non interessi minimamente chi siano Kintaro e Taro Urashima e che invece siano più attratti dalla iella cosmica e dai bollenti spiriti del magico Ataru! Per una volta mi schiero con gli stolti: viva Ataru!!!!!!

Discorso a parte va fatto per le leggende "modificate" che popolano il magico mondo di Sakurambo...
Sotto questo aspetto, per rendere comprensibile la serie ci vorrebbe uno special in coda ad ogni puntata!!!

Nella seconda serie italiana (Super Lamù) cambiano gli adattatori e l'insieme ne risulta leggermente migliorato salvo delle invenzioni agghiaccianti (ad esempio i detti di Sakurambo) ed alcuni nomi totalmente travisati (come Ryunosuke che diventa Rinosuke).

Se siete davvero così curiosi da voler sapere tutto su Lamù ci sono due strade possibili: o recuperate i 48 volumi del manga della Star Comics che riportano, ogni tanto, l'origine di molti degli strani personaggi che si aggirano nella storia, oppure recatevi alla sezione personaggi di questo mini-sito.

Lamù: edizioni televisive italiane

a cura di: Koji

Uruseiyatsura approda in Italia nell'autunno del 1983 e viene diffusa in Italia dalle Tv private del circuito EuroTv con il titolo di Lamù la ragazza dello spazio ma sembra che il titolare dei diritti sulla serie fosse la Tbs (Telecapri Broadcasting System). Vengono importati e doppiati ben 86 episodi, tutti quelli prodotti fino a quel momento.

Nel 1987 viene importato un'altro blocco di episodi (43 per l'esattezza) che vanno comunemente sotto il nome di Super Lamù e che verranno trasmessi dal circuito Odeon Tv all'interno del programma Slurp!.

Entrambe le serie erano introdotte dalla sigla Com'è difficile stare al mondo (per la quale vi rinvio al capitolo sulle sigle di questo mini-sito). Per la prima serie "italiana" vennero usati i filmati di Lum no love song (op.) e Uchuu wa tai hen da! (en.) mentre per la seconda quelli di Dancin' star (op.) e Yume wa love me more (en.).

Anche se in tv si son visti solamente 129 dei 195 episodi realizzati, tutta la serie è stata pubblicata da Yamato Video e DeAgostini a cavallo tra il 2006 e il 2007 (per conoscere i dettagli dell'opera vi rimando al paragrafo sulle edizioni televisive dell'anime.

Il titolare dei diritti di distrubuzione di tutti gli episodi di Lamù era anticamente la Tbs (Telecapri Broadcasting System), il cui logo campeggia in entrambe le edizioni originali, ma adesso i diritti della serie sono nelle mani di Yamato Video.

Quando la serie (in realtà solamente le prime 23 puntate) tornò in Tv alla fine degli anni '90 veniva trasmessa con il logo della Primetime animation (una società di broadcasting riconducibile alla Yamato). Suppongo che questa trasmissione servisse ad invogliare i fans all'acquisto del resto delle loro vhs e, come elemento innovativo, fu accoppiata con una nuova sigla italiana di Stefano Bersola dal titolo Tu mi hai rapito il cuore Lamù (anche se il filmato restava quello a cui eravamo abituati).

Nel 2003 su Italia7 Gold (in base ad un accordo con la Yamato Video) sono stati trasmessi i primi 72 episodi (tutti quelli pubblicati in vhs originali) ma l'esperimento, al momento, non è stato replicato per nessun'altra emittente analogica (sui canali criptati invece la serie è trasmessa con regolarità). Per questa edizione il filmato di apertura è composto da un montaggio di spezzoni tratti del cartone (e che venne fatto da Stefano Bersola stesso al momento della realizzazione della seconda sigla italiana).