Osamu Tezuka: note biografiche

a cura di: Daigojira

Scrivere qualche riga su Osamu Tezuka è davvero difficile. Da solo ha inventato il manga moderno ed è definito in patria Dio del manga ("manga-sama"); su di lui sono stati scritti fiumi di inchiostro e non c'è autore che non abbia appreso qualcosa da lui, sia "la vecchia guardia" che lo ha avuto come maestro, sia la generazione dei suoi lettori, divenuti a loro volta dei mangaka. Tezuka Osamu nacque a Toyonaka in provincia di Osaka nel 1928 e nonostante abbia lasciato questo mondo a soli 61 anni ci ha donato in eredità una sterminata produzione cartacea (raccolta in oltre 1000 volumi).

Della sua infanzia ricordava di essere stato un bambino timido e gracile sempre in contrasto con i modelli di vigore fisico e morale che propagandava il regime all'epoca. L'unica abilità che gli era riconosciuta era quella nel disegnare. All'infanzia risale anche la passione per gli insetti, quando decise si aggiungere al suo nome il kanji mushi ("insetto") ottenendo così la firma per i sui primi lavori. Dopo la guerra si laurea in medicina anche se eserciterò mai la professione.

Scherzando diceva che i professori gli consigliarono di cambiare mestiere per il bene dell'umanità, ma in realtà erano già anni che pubblicava fumetti con successo.La sua passione e conoscenza di medicina e biologia gli saranno utili in seguito in molte delle sue opere in cui non disdegnerà mai di inserire precisi spaccati medici, per esemplificare ciò che raccontava nelle sue storie.

Affascinato dai film di Walt Disney (soprattutto da Biancaneve e Bambi) riuscì ad assimilarne le tecniche di animazione ed a trasferirle su carta. Gli occhi arrotondati il tratto rotondo e armonioso, le tavole disegnate come se fossero le inquadrature di una macchina da presa saranno il suo "marchio di fabbrica" che si trasferirà in seguito a tutte le produzioni nipponiche. A lui si deve l'invenzione di un nuovo genere, lo "story manga" ovvero "un fumetto basato su un racconto che adopera la tecnica del cinema" non più basato "dalla battuta o dalla comicità ma dall'enfasi posta nella individualità dei personaggi, nel loro carattere umano" (le frasi tra virgolette sono di Tezuka).

Aprì così la strada a quello che in seguito sarebbe stato definito gegika manga ("fumetto-dramma") ovvero il fumetto che affronta tematiche adulte per un pubblico di diverse età. Nel 1951 pubblica Jungle taitei Leo noto da noi come Kimba il leone bianco, salito anni orsono agli onori della cronaca per il vergognoso atto di pirateria da parte della Disney (con "Il re leone").

Dello stesso anno è Tetsuwan Ato (in Italia Astroboy), il ragazzino robot dal cuore umano: nasce il primo robot senziente.

Del '53 è Ribbon no Kishi ("Il cavaliere col fiocco", noto da noi per la serie animata la Principessa Zaffiro), il primo "shojo manga" (fumetto per fanciulle) della storia. Da qui inizia una produzione sterminata di opere che affronteranno tutte le tematiche possibili ed immaginabili dall'avventura pura al tema sociologico, dall'horror alla fantascienza in un susseguirsi di personaggi meravigliosi che hanno riempito i sogni di generazioni di bambini.

Negli anni '60 inizia la sua avventura nell'animazione fondando la Mushi che cominciò a trasferire sul piccolo e sul grande schermo le "visioni" di questo "poeta dell'immagine". Questo suo fiuto per gli affari, la produzione di opere spesso commerciali, uniti alla sua particolare personalità (si dice che comandasse a bacchetta i suoi dipendenti da una cattedra sopraelevata e che li costringesse ad ascoltare la musica classica) gli creò una certa cattiva fama di "uomo di estrema destra".

Tra le tante, le accuse più stupide, nate sicuramente per denigrare la sua opera , è quella di razzismo e di filoimperialismo! Una vera assurdità! Da cosa vengono le accuse? Nel manga di Kimba vengono rappresentati degli africani come degli indigeni selvaggi e ritratti alla stessa maniera dei giornali fascisti degli anni '20. Io credo che sia un po' poco per poterlo condannare! Basta leggere anche una singola storia dei suoi manga per chiudere il discorso senza grandi problemi...

Forse la "leggenda nera" deriva da un vecchio articolo che ricordo di aver letto una decina di anni fa, in cui si definiva Tezuka una sorta di "eroe combattente" portavoce di una fantomatica "destra nipponica" sicuramente all'epoca nessuno si era preso la briga di andarsi a leggera qualcuna delle sue opere, all'epoca pressochè tutte inedite.

Il manga La storia dei tra Adolf non è certo una biografia compiaciuta del dittatore nazista ma una delicata analisi storica della seconda guerra mondiale, paragonata a Maus di Spiegelman da diversi autori. Oltretutto nella stessa opera vengono mostrate le atrocità compiute dai giapponesi stessi in Manciuria (cosa che tuttora si continua a sorvolare nelle scuole nipponiche); quindi consiglierei una lettura attenta anzichè soffermarsi alle svastiche disegnate in copertina (che c'erano anche nei comics di Capitan America).

In Ayako, altro capolavoro pubblicato in Italia dalla Hazard, viene mostrato come negli anni '50, in Giappone, fosse attuata una persecuzione verso i rappresentanti sindacali che giungeva spesso fino alla loro eliminazione fisica, o il famosissimo episodio che racconta l'infanzia di Black Jack quando solo un suo amico di colore accetta di donargli un lembo di pelle per salvargli al vita.

Tezuka è un autore troppo complesso per essere contenuto in una categoria politica, in tutte le sue opere l'unica cosa che traspare, in maniera chiara, cristallina e inequivocabile, è un amore viscerale per il genere umano, un grande rispetto per ogni diversità e per la vita, la condanna della guerra e di ogni violenza e ipocrisia.

Sicuramente Tezuka, anche per motivi anagrafici, rispetto ai suoi colleghi che abbiamo conosciuto negli anni è il meno politicizzato e forse per questo il più strumentalizzabile.

La sua figura va ricordata come un artista puro, slegato dagli schemi, libero da ogni influenza, con una dedizione assoluta per il suo lavoro che, a differenza di altri, non ha mai abbandonato nemmeno in punto di morte.

Tezuka, il più grande fumettista di tutti i tempi!

Yoshiyuki Tomino: note biografiche

a cura di: Daigojira

Questo artista conosciuto da tutti come il papà di Gundam è in realtà un talento multiforme che prima di cambiare per sempre il concetto di "anime robotico" aveva già un curriculum di tutto rispetto.

Nato ad Odawara (una cittadina di mare a 50 km da Yokohama) nel 1941, Tomino inizia la sua carriera giovanissimo. Appena laureato in Cinematografia si alloca presso la Mushi di Osamu Tezuka, dove subentra nello staff di Tetsuwan Atom (la prima serie televisiva di anime della storia!). Sue saranno le sceneggiature e la regia di un numero elevatissimo di episodi della lunghissima serie. Toriton risale agli ultimi anni della sua collaborazione con Tezuka.

Dopo il fallimento della Mushi entra a far parte dello staff della Nippon Animation in cui si è dedicato, come regista e come sceneggiatore, a serie quali Heidi, Marco, dagli Appennini alle Ande, Conan, Rascal, Peline e della regia degli episodi nella prima serie di Rocky Joe... In quell'azienda collabora con altri "mostri sacri" come Hayao Miyazaki, Isao Takahata, Yasuji Mori, Osamu Dezaki, Shingo Araki e Yasuo Otsuka.

Da regista indipendente comincia a lavorare per la Sunrise esordendo alla regia con Yusha Raydeen (il primo robot non creato da Go Nagai dai tempi di "Astroganga"). Successivamente, con la serie Zanbot 3, inizia l'opera di innovazione del genere robotico creando una delle più entusiasmanti e drammatiche serie animate di tutti i tempi (altro che il "Grande Mazinga"!).

La serie che gli donò la giusta notorietà fu Gundam 0079...forse anche troppa! Infatti Tomino, che spesso confessa di non aver mai sopportato gli anime robotici, era talmente ossessionato dai fan del "mobile suit bianco" (che lo assillavano per avere notizie sulle novità riguardanti le nuove serie) che ad una Convention prese il primo modellino di "Gundam" che gli capitò sotto mano e lo calpestò urlando: "ecco il prossimo Gundam!!!". Non c'è da stupirsi, chi lo ha conosciuto ci assicura che è un personaggio unico, un artista eccentrico ed estroverso!

Diventato negli ultimi anni un romanziere di successo, continua la sua ormai quarantennale carriera nel mondo dell'animazione, supervisionando gli adattamenti delle sue opere in giro per il mondo! Attenzione! Se per caso a Roma avete visto un giapponese in una Fiat 600 guidata da Fabrizio Mazzotta si trattava proprio del Sensei Tomino!