Toriton: il film pilota

a cura di: Daigojira

Molti di voi ignoreranno l'esistenza di un film pilota della serie di Toriton. Non venne mai mandato in onda ed intitolato Blue Toriton come il nome originale del manga ai tempi della sua pubblicazione su rivista. Più che un film pilota si può considerare uno studio (data anche la brevità -solo 8 minuti-) in cui sono state sperimentate particolari tecniche di animazione.

Gli artisti della Mushi, in particolare Ueguchi Teruhito come disegnatore e Kobayashi Junji come animatore, hanno caratterizzato i personaggi in maniera infantile e grottesca. se Umi no Toriton fosse stato realizzato in questo stile avremmo avuto qualcosa di profondamente diverso da quello che abbiamo visto. Per fortuna tutto passò in mano ad uno sconosciuto di nome Yoshizuki Tomino...



Toriton: l'animazione e l'adattamento italiano

a cura di: Daigojira

Ponendoci davanti al teleschermo per esaminare questa serie così particolare da aver lasciato un segno indelebile nei ricordi di una generazione di telespettatori si rimane meravigliati dal fatto che Umi no Toriton risalga al lontano 1972: tecnicamente, infatti, ci troviamo davanti ad un vero gioiello dell'animazione.

Il tratto grazioso e rotondo che caratterizza i "buoni" è in contrasto con quello grezzo e sporco con il quale vengono ritratti i mostri marini malvagi; frequente è l'uso delle linee cinetiche e dei graffi di china utilizzati in genere per enfatizzare i movimenti o rendere maggiormente la drammaticità di alcune scene; le animazioni in genere risultano molto fluide ed è praticamente assente il "reciclo" delle immagini, splendidi i fondali dipinti su cui si muovono i personaggi nelle scene più importanti e meravigliosi gli acquerelli con i quali in genere si concludono le puntate (come nella migliore tradizione degli anime).

Con Umi no Toriton, seguita a breve da Microid S (in Italia Microsuperman), Tezuka interrompe definitivamente la produzione delle serie televisive concentrandosi esclusivamente sui lungometraggi cinematografici in cui potrà affrontare liberamente le tematiche politico-filosofiche dei suoi manga.

Una curiosità...nel primo passaggio televisivo giapponese la prima puntata era più lunga di qualche minuto ed aveva un montaggio leggermente diverso. In questa trasmissione vengono utilizzati dei dipinti (ripresi con la telecamera) che ritraggono un Toriton in lacrime mentre sta per abbandonare il villaggio nel quale è cresciuto, con l'effetto di aumentare la rappresentazione dello strazio del povero ragazzo.

Nei successivi passaggi (ed anche nella versione internazionale giunta da noi), gran parte di queste scene sono state tolte: peccato perchè oltre ad essere materiale di pregevolissima fattura, queste scene rendevano molto meglio la psicologia del personaggio, che nella versione italiana sembra non soffrire affatto per l'allontanamento dai suoi affetti. Fortunatamente quest'episodio è stato integrato nella versione in dvd uscita in Giappone alcuni anni fa (purtroppo senza doppiaggio italiano).

L'adattamento italiano, come in genere accadeva in quel periodo, è piuttosto fedele e non presenta stravolgimenti o tagli di nessun genere ad esclusione delle "anticipazioni della puntata successiva" che però, in genere non vengono mai messi o forse nemmeno forniti dai Giapponesi (spesso i geniali adattatori italiani li utilizzavano montandoli all'interno del filmato della sigla finale come in Ransie o God Sigma). L'unico dubbio sull'adattamento che ci è venuto riguarda la corretta traduzione del nome del protagonista...

Infatti Toriton è la versione traslitterata in katakana del termine Triton (che sia in latino sia in greco indica il dio marino Tritone). A quanto pare questa derivazione si è persa per strada visto che in giapponese oramai viene da tutti scritto (anche in romanji) e pronunciato Toriton (e ciò è evidente nelle scritte all'interno nei libri tipo i "roman album" e nel doppiaggio originale della serie).

Quindi, per seguire l'etimologia, in Italia Toriton si sarebbe dovuto chiamare Triton (come hanno fatto gli americani) ma immagino che gli adattatori italiani, non avendo la benché minima idea di tutto questo discorso, avranno seguito la pedissequamente il parlato giapponese senza porsi nessun problema... Meglio così! Riflettendoci troppo forse l'avrebbero chiamato Lacerto (era un tritone anche lui, no?). Di questa serie venne realizzato persino un lungometraggio riassuntivo per il circuito dei cinema che uscì nelle sale giapponesi il 15 luglio del 1979.

Toriton: la trama della serie regolare

a cura di: Daigojira

Un ragazzo coi capelli verdi chiamato Toriton vive in un villaggio di pescatori con il vecchio Ippei che tredici anni prima lo aveva accolto con sè trovandolo neonato sulla spiaggia, assieme a dei vestiti dalla strana foggia e un pugnale antico. Dato il particolare colore dei suoi capelli molti lo guardano con sospetto, specialmente una vecchia che sostiene che Toriton sia un uomo del mare. Un giorno Toriton si tuffa dal picco del cane, una scogliera innalzata al disopra di un braccio di mare molto pericoloso, quando uno stupefacente delfino bianco che parla la lingua degli uomini gli appare e riportandolo con la forza in superficie gli rivela il segreto della sua nascita, lui è un Tritone, un uomo del mare. (in realtà è lui che capisce il linguaggio dei delfini N.D.R.)

Poseidone, grazie alle maledette meduse spia scopre la presenza del giovane e invia contro di lui un terribile mostro. Tornato a casa il ragazzo scopre in una cassa il pugnale e i vestiti della sua gente, dopo averli indossati corre a difendere il villaggio. Dopo che aver sconfitto il mostro marino Salamandra che aveva attaccato il villaggio dei pescatori, Toriton, non senza dispiacere, decide di partire per il mare per seguire il suo destino.

Toriton segue la delfina Ruka nel mare, e insieme vanno dalla tartaruga gigante Medon che vive al centro di 7 vortici marini nell'oceano pacifico. Medon dona a Toriton la conchiglia eredità dei suoi genitori che può essere suonata come richiamo; Toriton scopre che mettendo la conchiglia sull'orecchio può sentire la voce dei suoi genitori le loro ultime parole sono inequivocabili: Combatti per la pace nei mari!.

Il ragazzo è sempre più desideroso di conoscere la sua storia e il suo destino e nonostante le ammonizioni di Lukar, decide di recarsi nell'oceano Atlantico da dove la stirpe dei Poseidoni esercita il suo giogo sui mari terrorizzando tutte le creature.

Doritea, che governa il Pacifico del nord, sta già aspettando Toriton per ucciderlo. Il protagonista cade in una sua trappola nel cimitero del mare e combatte una feroce battaglia. Medon è costretta a sacrificarsi per permettergli di vincere. Sembra che i Poseidoni abbiano i Tritoni, tuttavia potrebbero esserci dei sopravvissuti, così Toriton e Lukar vanno verso nord, iniziando così la ricerca.Nel mare del Nord incontrano l'anziano leone marino Proteus, egli sta proteggendo una ragazza della stessa famiglia dei Tritoni. La Ragazza è una sirena chiamata Pipi, che ha davvero un bel caratterino!

Inizialmente Toriton e Pipi non simpatizzano molto tra loro; in seguito Demorer servo di Minotus, governatore del mare del nord attacca Toriton il quale dopo aver sconfitto il suo nemico, viene acclamato ad eroe da tutti tranne che da Pipi. Unicorno, mandato da Minotus, rapisce la sirenetta: il ragazzo dai capelli verdi e le foche corrono a salvarla e riescono poi a scappare verso il sud, ma solo grazie al sacrificio di tutte le foche. Poichè la zona non è sicura Toriton e i suoi amici decidono di andare sull'isola dei delfini nel Pacifico del sud.

Poseidone ordina a Poliremo, governatore del pacifico meridionale, di fermarli. Con l'aiuto dei delfini Iru Karu e Fin riesce a respingere l'attacco dei "pesci lanterna" di Polifemo. Toriton e Pipi si stabiliscono sull'isola che si trova presso l'equatore, ma i due bisticciano in continuazione: Pipi rimprovera a Toriton di averla portata via dai mari del nord accusandolo addirittura della morte di Proteus, il ragazzo non riesce a sopportare i continui capricci di Pipi che spesso la portano ad allontanarsi da sola dall'isola mettendo in pericolo se stessa e gli altri.

Durante il periodo che trascorre sull'isola, a volte Toriton visita le zone circostanti; un giorno fa amicizia con un ragazzo chiamato Butcha che vive in un'isola a largo dell'Isola dei Delfini. Quando Butcha porta Toriton sulla sua isola, il nonno del ragazzo si spaventa: un antica leggenda narrava infatti che quando dal mare fosse giunto un uomo che con un mantello rosso, un maremoto avrebbe distrutto l'isola. In effetti la leggenda-predizione si avvera: è il sistema usato dai Poseidoni per sterminare i Tritoni sopravvissuti.

In un'altra occasione, durante una sua esplorazione, Toriton scopre il relitto di una nave, al suo interno vi trova Camilla che è stata trasformata in un vampiro da Poseidone. Camilla attacca il ragazzo, ma la luce del pugnale distrugge l'influenza della magia malvagia di Poseidone, lo spirito della donna viene liberato, potendo così finalmente riposare in pace. Come al solito Toriton e Pipi litigano ogni volta che sono insieme. Iru Karu e Fin stanchi, li portano su un'altra isola per farli distrarre un poco. Tuttavia i due continuano nei loro quotidiani bisticci ed ancora una volta Pipi si allontana da sola, ma, questa volta, non facendo ella ritorno a casa, costringe i suoi amici a dare avvio alle ricerche. Mentre Toriton combatte contro Polifemo, Doritea che lo vuole screditare di fronte a Poseidone, si intromette nella contesa, ma durante la battaglia, rimane uccisa.

Quando Poseidone scopre che Doritea ha perso la battaglia contro Toriton si infuria e scatena tutto il suo potere, liberando il Magma dal sottosuolo, facendo così prima esplodere e poi affondare nell'oceano l'isola dei delfini! Toriton e Pipi riescono a salvarsi scappando e naufragano su di un'isola deserta. Mentre cercano la "delfina" Lukar dispersa, vengono attaccati dal mostro gigante Bakyura. Combattendo Toriton scopre che il mostro teme la luce del sole. La luce del pugnale gli sarà di nuovo d'aiuto.

Toriton e Pipi, alla deriva verso l'oceano atlantico, sentono il suono della conchiglia. Seguendo il suono trovano Fin che li stava cercando, ad un certo punto appare un antico dinosauro, che risvegliato dall'esplosione dell'isola dei delfini, era stato attirato dalla conchiglia. In seguito Polifemo attacca Toriton, ma viene respinto e dopo la battaglia uccide il dinosauro a sangue freddo, senza nessun motivo apparente.

Poseidone, stanco dell' ennesimo insuccesso di Polifemo decide di eliminarlo. Il crudele Markus ne sarà l'esecutore. Ora che ha perso sia Doritea che Poliremo, Poseidone nomina Leaharl comandante dell' intero oceano Pacifico. Leaharl è in grado di manipolare luce ed oscurità a suo piacimento ed è un maestro dell'illusione.

Tramite i suoi poteri attira Toriton e Pipi in una caverna in fondo al mare, facendo credere loro che lì fossero nascosti Proteus e i genitori di Toriton, ma si tratta soltanto di una trappola.

I giovani protagonisti riescono ancora una volta a salvarsi, ritrovano Lukar e proseguono il viaggio verso l'Atlantico: la loro rabbia contro gli spietati Poseidoni cresce sempre più. Innumerevoli saranno le difficoltà che il giovane eroe affronterà lungo il suo cammino!

Un vulcano sottomarino erutta improvvisamente e ostruisce la via di Toriton, sicuramente per opera di Poseidone. Uno scienziato che stava lavorando in zona rimane coinvolto nell'esplosione; Toriton lo mette in salvo su di un'isola lì vicino, fatta riemergere dall'esplosione stessa. In una grotta vengono rinvenute delle pitture che rievocano la storia del popolo dei tritoni: Toriton è molto eccitato per questo, ma Poseidone lo attacca nuovamente e fa esplodere l'isola distruggendo le rovine e prendendosi la vita dello scienziato.

Il gigante Taros viene destato da un lungo sonno, Poseidone lo vuole usare per distruggere Toriton. Taros è il custode dei pinguini e nonostante non appartenga alla stirpe dei poseidoni è costretto ad ubbidire; così, a malincuore, è costretto a combattere Toriton ed i suoi amici; durante la battaglia, Pipi e Fin vengono presi da Learl.

Toriton per cercare di salvarli torna indietro verso il pacifico. Lo sta aspettando una balena bianca riportata in vita da Learl . Durante la battaglia Toriton trova un inaspettato aiuto dal pescatore Laurence che a suo tempo aveva ucciso la balena e da suo figlio Guilty. I due pescatori combattono la balena resuscitata per poter portare le prove della loro impresa al villaggio dove la volta precedente non erano stati creduti.

Pipi e Fin sono imprigionati da un ragno marino, lì, insieme al mostro, Heptapoda attende l'arrivo del ragazzo. Poseidone Le aveva promesso che se avesse ucciso Toriton le avrebbe dato la possibilità di vivere alla luce del sole. Durante la battaglia tuttavia scopre che la vera luce non è in cielo ma nel cuore di ogni individuo, per questo tradisce Poseidone facendo fuggire Toriton e i suoi amici.

Fuggiti dalla prigione, Heptapoda e Toriton devono fronteggiare il reggimento di Guerpes comandato da Learl il quale ha creato un intero esercito di creature marine grazie alle sue illusioni. Toriton e i suoi amici ingaggiano una durissima battaglia contro la truppa di fantasmi. Leharl uccide Heptapoda, ma Toriton lo acceca con la luce del pugnale magico. Learl vagherà per sempre nell' oscurità del mare.

Una volta perso Leharl, Poseidone ordina a Leneus ,il suo braccio destro, di uccidere Toriton, Leneus anziché eseguire l'ordine personalmente fa attaccare Toriton da Bruda, governatore dell'oceano indiano. Bruda a sua volta ordina ad Armon, il dio della morte di eliminare il ragazzo. Toriton, ignorando le dispute dietro le fila degli avversari, continua a dirigersi verso la sua meta. Durante il viaggio quella che sembrava un'isola è in realtà un'altra insidia: Armon il mostro anemone!

Dopo la battaglia Toriton scopre che Heptapoda è rimasta uccisa. Gli viene poi rivelata l'esistenza di un pesce immortale di nome Rakan che vive a largo del Madagascar da tempo immemore. Rakan (un celacanto) dice a Toriton che i Poseidoni avevano distrutto la sua razza a causa di alcune terribili armi che possedevano. Rakan avvisa Toriton e gli amici di raggiungere l'oceano atlantico passando per il Meditrrraneo, ma Poseidone e i suoi li stanno già aspettando con il mostro Gadaru.

Una volta giunti nel Mediterraneo, Toriton e i suoi amici devono attraversare le grotte sottomarine di Golseno. Superata quest'ultima insidia, Toriton giunge finalmente nel mar Mediterraneo. Poseidone, che ha perso uno ad uno i suoi uomini, tenta un ultimo attacco contro Toriton: nonostante gli scateni contro migliaia di creature mostruose l'attacco sarà inutile.

Quella di Toriton non è più una battaglia solitaria: al suo fianco ci sono tutti gli esseri viventi del mare. Poseidone ha paura: è terrorizzato dal fatto che il sacro pugnale possa essere introdotto nel suo tempio.

Vinte le ultime resistenze, Toriton entra nel tempio di Poseidone accompagnato dagli amici che lo hanno seguito nel suo lungo viaggio. Quella figura mostruosa che si riteneva essere Poseidone stesso è in realtà una statua di pietra che si anima con l'avvicinarsi della luce del pugnale, mentre la voce continua a gridare di non avvicinarsi. La statua si alza lasciando intravedere un ingresso da cui proviene la voce.

Deciso a scoprire chi è che dà gli ordini al simulacro di Poseidone, Toriton scende lì sotto, dove trova l'antica città di Atlantide i cui abitanti sono però tutti morti. Su un trono il vecchio sovrano Poseidone, gli rivela l'accaduto parlandogli da una conchiglia. Ai tempi in cui l'isola di Atlantide era ancora emersa, Tritoni e Poseidoni facevano anticamente parte della stessa razza. Quando alcuni scienziati scoprirono un siero che donava l'immortalità, rifiutando di condividerlo con tutta la popolazione, decisero di isolarsi mettendo a difesa dell'ingresso una statua che poteva essere spostata soltanto dal pugnale di Olialcon. In seguito quando i Poseidoni scoprirono che i Tritoni (ovvero i Poseidoni mortali) erano in possesso del sacro pugnale temendo che lo avrebbero potuto usare contro di loro decisero di sterminarli. Ora, alzandosi, la statua aveva riaperto il passaggio tra i due mondi rimasti separati da secoli. L'acqua contaminata dai batteri aveva ucciso tutti gli abitanti della città sottomarina.

Poseidone stesso dice che sono stati puniti per il loro egoismo e la loro crudeltà.
La statua penetrata nell'antro attacca Toriton: prima di morire Poseidone rivela al protagonista che colpendo la statua col pugnale, i loro poteri si sarebbero annullati. Al termine di una terribile battaglia, il ragazzo riesce nel suo intento; una terribile esplosione (che poi è la stessa che si vede all'inizio della sigla) distrugge ogni cosa; la guerra è definitamente finita; assieme ai suoi amici Toriton si allontana verso l'alba di una nuova era di pace.



Toriton: credits di produzione

a cura di: Daigojira

Titolo originale: Umi no Toriton (Toriton del Mare), 27 episodi
Prima trasmissione in Giappone: dal 1/04/1972 al 30/9/1972 (ore 15.00)
Prima trasmissione italiana: TeleReporter, 1982
Storia originale: Osamu Tezuka
Produzione: Nishizaki Yoshinori e Animation Staff Room
Capo della produzione: Kurokawa Kejiro e Suzuki Norio

Assistente alla produzione: Katayama Hideo
Rendition: Tomino Yoshiyuki
Direttore dell'animazione: Hane Yoshiyuki
Art Director: Ito Kazue e Makino Mitsunari
Sound Director: Urakami Yasuo
Camera: Studio Sangosho
Shooting Director: Sugaya Masaaki
Musica: Suzuki Hiromasa

Doppiaggio: Edis Telecine
Toriton: Georgia Lepore
Pipi: Antonella Baldini
Copyright: Nippon Ongaku/West Cape Corporation, Doro tv Merchandising