Superobots: la storia e lo stile musicale
a cura di: Koji
Nel 1979, all'alba del boom dei successi discografici "per bambini" legati all'animazione nipponica, Dougie Meakin realizzò con Mike Fraser ed Aldo Tamborrelli la canzone Tarzan, Tarzan per la voce di Elisabetta Viviani ma non firmò il pezzo perché era ancora sotto contratto con la "Sasim". Questa canzone doveva essere il b-side di Heidi ma alla fine venne dirottato nel retro de La banda dei cinque.Proprio questa canzone lo fece notare ad Olimpio Petrossi (produttore della R.C.A. che si occupava del mercato delle sigle) che gli disse: "arrivano cinque cartoni animati che non sono mai stati trasmessi in Italia...". I 5 anime di cui la R.C.A. si era assicurata le sigle erano Il Grande Mazinger, la cover della sigla di Jeeg Robot, uomo d'acciaio, Falco, il superbolide, Guerre fra galassie e Candy Candy (per la quale vi rimando al capitolo sui Rocking Horse).
L'idea di creare i Superobot non si sa di chi sia stata ma sicuramente in tanti se ne sono attribuiti (sicuramente a ragione) il merito. Da varie interviste posso capire che il merito di aver formato il "gruppo" fu di Meakin e Tamborrelli mentre negli anni i suoi maggiori "amministratori" furono lo stesso Meakin e Massimo Cantini/Argante.
A differenza dei Rocking Horse, i Superobots non furono mai un gruppo "stabile", ma una specie di contenitore vuoto formato quasi sempre da persone diverse. Secondo una mia idea, il nome di Superobots veniva utilizzato per i 45 giri realizzati all'interno della R.C.A. utilizzando artisti della propria orbita creativa, anche se ciò implicava che gli autori e gli esecutori materiali delle sigle cambiassero a seconda del periodo.
Le sigle pubblicate come Superobots furono: Il grande Mazinger, Jeeg robot d'acciaio, Ken Falco, Guerre fra galassie, Gran Prix e il campionissimo, Daltanious, Supercar Gattiger, Blue Noah, Trider G.7, Gordian, Ufo Diapolon, Koseidon, Starzinger, Babil Junior e Superobot 28.
Su questo "contenitore" venivano dirottate tutte le sigle degli anime robotici di cui la R.C.A. si accaparrasse la sigla, senza passare da alcuna "gara interna" come di consueto.
Essendo il filone robotico quello che attirava maggiormente il pubblico maschile e che quindi avrebbe consentito una maggiore diffusione della sigla, la R.C.A. preferiva assegnare le loro sigle ad una ristretta cerchia interna di suoi artisti quali Franco Migliacci (il paroliere di "Nel blu, dipinto di blu") e Massimo Cantini (che usava lo pseudonimo Argante) ma anche Franco Micalizzi e Franca Evangelisti.Non per nulla molte delle persone di questo elenco sono attualmente nei quadri direttivi della SIAE (Società Italiana Autori ed Editori): Franco Migliacci è il presidente, Franco Micalizzi fa parte del comitato e qualche poltrona più in basso siede Massimo Cantini!
La produzione "non robotica" dei Superobots (che non per nulla devono il loro nome al genere robotico ma che poi si allargò fino a comprendere tutte le canzoni per i cartoni animati per "ragazzi") ha diversi autori ed è qui che si nota il loro essere "gruppo contenitore": Aldo Tamborrelli (chiamato "Jimi" per il suo stile chitarristico "alla Hendrix"), Vito Tommaso, i fratelli Balestra, Lucio Macchiarella, Douglas Meakin e Mike Fraser.
La R.C.A. era una casa discografica tra le più importanti d'Italia e quindi aveva autori e musicisti di grande livello per i quali fare queste sigle (che garantivano discreti guadagni) era un lavoro di grande impegno (a vantaggio della qualità del lavoro).Quando c'era la possibilità di farlo, (come nel caso di Vito Tommaso o Jimi Tamborrelli) gli stessi autori intervenivano anche in studio per la realizzazione materiale delle basi o semplicemente per cantare nei cori altrimenti lasciavano questa incombenza a dei turnisti.
Inizialmente alla R.C.A. facevano cantare sempre Dougie Meakin (magari insieme a Massimo Cantini) perché contribuiva alla realizzazione del brano ed aveva una voce abbastanza adatta al genere ma successivamente iniziarono a raffreddare le sue partecipazioni a vantaggio di nuovi cantanti: i fratelli Balestra, Sara Kappa, Fabiana Cantini e Rino Martinez. Intervistato sulla questione, Dougie Meakin disse che "fu giusto far lavorare tutti" ma è giusto anche dire che, anche quando lui non era la voce solista era quasi sempre nei cori.
Per i cori si chiamava chiunque potesse dare un valido apporto: coristi di professione (come Roberta Petteruti), gli stessi autori delle sigle come Massimo Cantini e Franco Migliacci nonché (in certi casi) addirittura gli impiegati della R.C.A. (come nel caso di Simona Pirone in Trider G7).
Credo che realizzare queste sigle sia stata una cosa divertentissima! Come si può evincere dal nome del gruppo, i Superobots venivano "usati" quasi esclusivamente per le sigle delle serie robotiche o comunque futuristiche (che, all'inizio dell'anime boom, era il genere che tirava di più); di conseguenza anche le sonorità dovevano essere necessariamente "forti" (sono parole di Dougie).Il tipo di strumentazione usata era la logica conseguenza dei temi trattati e non il contrario come molti vogliono fare credere. Chitarre distorte, sezione ritmica molto grintosa accompagnata sempre da linee di sinth e da voci poderose...ecco lo stile dei Superobots! Un'iniezione di pura adrenalina musicale che richiamava tutta la popolazione maschile davanti alla Tv!!!
I fratelli Balestra
Parlando dei Superobots un paragrafo a parte è d'obbligo dedicarlo ai fratelli Balestra, ovvero Mauro, Giancarlo e Claudio ("Balestra" è il loro vero cognome). I tre facevano inizialmente parte dei Pandemonium (un gruppo di lavoro nelle cui fila militavano artisti della caratura di Amedeo Minghi) ma svolgevano contemporaneamente l'attività di turnisti e così iniziarono a collaborare alle sigle televisive.Le prime collaborazioni nel mondo delle sigle le fecero come semplici strumentisti e/o coristi ad esempio in Jeeg robot d'acciaio nella versione "originale" di Fogus e in Candy Candy dei Rocking Horse.
Le prime sigle come solisti le realizzarono alla Rai nell'altro storico "gruppo contenitore" chiamato i Micronauti. In Anna dai capelli rossi con il nome di "I ragazzi dai capelli rossi" (o anche "Gli amici di Anna") e nella famosa Daitan 3 (insieme a Paola Orlandi) con il nome di "Micronauti".
Come Superobots, nome "generico" che accettarono di usare perché prevedevano di poter sfondare nella musica leggera nazionale col loro vero cognome, scrissero e incisero Supercar Gattiger, Starzinger e Koseidon.
Hanno lavorato anche in proprio col nome di Condors o F.lli Balestra incidendo le seguenti sigle: Muteking, X-Bomber, Teppei, L'invincibile ninja Kamui, Monjiro, samurai solitario, Catch e Dieci magnifici eroi. Mauro Balestra ha gentilmente concesso a Rockfox una breve intervista incentrata sul periodo in cui lavoravano alle sigle televisive, se vi fa piacere leggerla cliccate qui.
