Rocky Joe: confronto fra le due serie dell'anime

a cura di: Koji

Una sequenza dalla sigla della seconda serieLe due serie di Ashita no Joe sono molto diverse tra loro sia per questioni prettamente grafico-tecniche (tra le loro realizzazioni intercorse quasi un decennio!) sia per quanto riguarda l'evoluzione caratteriale dei singoli personaggi e delle ambientazioni della storia. E' come se nella realizzazione di Ashita no Joe II lo staff della Tms (Tokyo Movie Shinsha) abbia apportato una cesura netta con la prima serie dell'anime. La prima cosa che colpisce l'appassionato di vecchia data è la trasformazione del malfamato quartiere dove Joe risiede in un posto solare, pulito, splendente!

I personaggi principali, se non bastasse, mutano completamente personalità e, se la tristezza cronica del protagonista potrebbe essere giustificata dalla tragica fine della prima serie, non si capisce come mai Dambei e Yohko sembrano altre persone (specialmente Yohko!) e soprattutto dove sia finita (a distanza di solo un anno!!!) quella infinita massa di attaccabrighe e di lestofanti, di Yakuza e di carogne che infestava le strade della periferia di Tokyo! Mi viene da ridere pensando che tutto ciò che sembrava marcio, decadente, cattivo, ma che allo stesso tempo costituiva il bello della serie, possa essere stato sostituito dalla nuova faccia pulita, sorridente, luminosa del Giappone.

Una sequenza dalla sigla della seconda serieBasti ricordare che nella prima serie di Joe sembra notte anche di giorno a quanto sono squallidi e tristi i colori usati dallo staff e che invece nella seconda serie la luce è talmente sfavillante da costituire proprio un elemento scenografico importantissimo che influisce attivamente sulla percezione degli eventi della serie (ve ne accorgerete guardando con attenzione una puntata qualsiasi).

Non che dalla Tms ci sia da aspettarsi tantissimo in fatto di sequel o comunque di adattamenti di vecchi manga (vedasi lo scempio su God Mars), loro si limitavano solamente a rendere bellissimo (dai personaggi agli ambienti) ogni loro anime. Se ci fate caso tutti i loro prodotti dell'epoca (a partire dalla seconda serie di Lupin per finire a Lady Oscar) sono perfetti, dei piccoli soli...ma forse Ashita no Joe era l'unica storia che avrebbero dovuto lasciare nel fango (anzi sporcarla ancora di più!).

Il tratto originale del manga non era neanche così lercio come la prima serie del cartone (visto che Tetsuya Chiba ha uno stile molto raffinato, simile a quello di Kentaro Miura), e credo che questa impronta si debba invece ad Ikki Kajiwara (che curò i testi del manga ed è sempre affezionato a paesaggi decandenti).