Lady Oscar: l'edizione teatrale e quella cinematografica
a cura di: KojiVersailles no Bara (Lady Oscar) non è un semplice cartone animato, ma una vera e propria opera di letteratura popolare prestata al mondo dell'immagine. Opera tipicamente shojo, propone da subito un trittico di personaggi su cui si regge l'intero impianto narrativo: Maria Antonietta, il conte di Fersen e Oscar (ho letto interpretazioni metafisiche sulla corrispondenza "morte/destino/bellezza" dei tre personaggi che francamente non mi sento di riproporre).
Nell'anime l'attenzione viene focalizzata sulla sola Oscar lasciando un passo indietro gli altri due (indicativo, a questo proposito, la magnifica sigla in cui compare solo la bella eroina). Ma l'anime è solo l'ultimo passo di una carriera cominciata con il manga e proseguita con il teatro e il cinema prima di approdare alla serie televisiva.
Grazie all'interesse suscitato nelle lettrici, che avevano fondato un fan club che riuniva tantissimi appassionati, il soggetto di "Versailles no Bara" venne notato dal Takarazuka kagekidan, famosissima compagnia teatrale giapponese. La speciale prerogativa che caratterizza questa compagnia si adatta in maniera eccellente al personaggio di Oscar François de Jarjaiyes: è composta esclusivamente da donne. Attrici che, cantando e ballando, interpretano anche i ruoli maschili (l'esatta antitesi del teatro Kabuki, rigorosamente composto di soli uomini e nel quale le parti femminili vengono interpretate dai cosiddetti "onnagata").Il "Takarazuka" mise in scena "Versailles no Bara" per la prima volta nel 1974. Quella fu la svolta decisiva: la storia originale era infatti molto lunga e ricca di personaggi e situazioni così che, per adattarla ad uno spettacolo teatrale, fu necessario ridurla. Dei tre protagonisti venne favorito il personaggio di Oscar, senza dubbio il più originale, e la trama fu lievemente modificata. In questa nuova veste, "Berubara" conobbe una seconda ventata di straordinaria popolarità. La compagnia Takarazuka ottenne, per questo spettacolo, il premio Art Festival Prizes for the Excellent Artist. L'opera venne replicata oltre seicento volte! Da quel momento in poi si aggiunsero nuovi appassionati ai precedenti e questa volta non erano bambine o adolescenti essendo un genere di teatro molto apprezzato anche dalle donne adulte. Così molte persone che non avevano mai letto "Berubara" prima, o addirittura non avevano mai letto alcun tipo di fumetto, si appassionarono alle vicende di Andrè, Oscar, Fersen e Maria Antonietta. Tra queste (oltre all'erede al trono giapponese) anche la famosa scrittrice giapponese Seiko Tanabe la quale tramite questo spettacolo teatrale è diventata un'ammiratrice di Riyoko Ikeda. Lo spettacolo è stato ripreso dalla compagnia nel 2001.
Dopo quattro anni di successi teatrali in compagnia delle attrici del "Takarazuka", nel 1978 viene
realizzata una versione cinematografica di "Versailles no Bara". Questo film venne diretto da Jacques Demy che decise di girarlo nei luoghi dell'azione, principalmente il parco e la reggia di Versailles. Per questo film si preferì utilizzare attori non orientali. Per la parte di Oscar venne scelta Domenique Sanda che però si rivelò irraggiungibile a livello economico (anche se lo sponsor era la Shiseido, colosso cosmetico del Sol Levante). Demy (regista di numerose opere musicali) propose la brava ballerina Catriona Maccoll che divenne anche la nuova testimonial della
Shiseido.Il soggetto del film, girato in inglese, venne basato sull'opera teatrale e, dal momento che questa era incentrata maggiormente sulla figura di Oscar, il titolo Le rose di Versailles (il giapponese non fa molta differenza tra singolare e plurale e "bara" può essere indifferentemente tradotto sia come "rosa" che come "rose") non era più adatto.
Il film viene così intitolato Lady Oscar ed è la prima volta che questo nome si lega al destino di "Berubara". L'opera di Demy si differenzia molto dal manga della Ikeda, tanto più se si considerano tutte le influenze occidentali.Oscar è tratteggiata come una persona insicura, costretta in un ruolo che non le si addice, per quanto ella si sforzi di apparire convinta e convincente. Demy, forse a causa delle sue origini francesi, rimaneggiò pesantemente le figure di Maria Antonietta e di Fersen. La prima divenne spocchiosa, autoritaria, frivola e capricciosa mentre il secondo un giovane e vacuo cicisbeo.
L'intento di dare un taglio realista al film mal si concilia con le caratteristiche shojo (praticamente impossibili da rendere plausibili nella realtà) dell'opera originale e questo il principale motivo dello scarso successo ottenuto dalla pellicola.
In Italia venne trasmesso da Italia 1, in prima serata, il giorno di Natale del 1982 (il giorno del 227° compleanno della bella eroina) sull'onda del successo del cartone animato ma l'accoglienza fu tiepida, nonostante l'accurata preparazione e l'enorme battage pubblicitario. Il film, essendo realizzato prima dell'anime e per un target differente poteva generare dei pericolosi equivoci in chi non ne conosceva la trama. Il film è stato anche pubblicato in vhs da Yamato Video.
