Lady Oscar: breve biografia di Riyoko Ikeda
a cura di: KojiC'era una volta...
una mangaka di Osaka, nata nel 1947 (il 18 Dicembre), appassionata di storia e letteratura occidentale che, dopo essersi documentata a fondo su tutto ciò che riguardava la Francia (Versailles, le biografie sui regnanti, Robespierre...) volle dedicare un opera alla vita dell'Arciduchessa d'Austria, nonché Regina di Francia, Maria Antonietta (di cui ne aveva letto la biografia scritta dall'austriaco Stefan Zweig).
Il suo nome è Riyoko Ikeda, un'artista dal tratto fortemente caricaturale ma allo stesso tempo capace di ottimi acquerelli. Influenzata dal grande Osamu Tezuka, le sue opere inizialmente ne assumono una caratterizzazione molto simile (diciamo che per una disegnatrice della sua "classe" era difficile discostarsi dai canoni fumettistici imposti da Tezuka, visto che lui fu il principale artefice della nuova arte fumettistica giapponese).Molte sono le similitudini tra il "manga-sama" e la mamma di Oscar sia per quanto riguarda la caratterizzazione fisica dei personaggie le loro espressioni sia per i modo di impostare la suddivisione di una tavola. Prendendo in esame i primi due manga serializzati dalla Ikeda, ovvero Bara yashikino shojo ("La ragazza della casa delle rose", 1967) e Sayo kaze no Mary ("Mary dello Zefiro"), noterete che fare un accostamento con il tratto caratteristico di Tezuka è doveroso.
Ma non si può nascondere il fatto che anche i contenuti delle opere di Tezuka siano serviti alla Ikeda come modello per i propri lavori personali. L'idea della androginità di Oscar si deve far risalire ad una delle più famose storie del Sommo Tezuka, ovvero Ribbon no Kishi ("La principessa Zaffiro" manga edito in Italia dalle edizioni Hazzard in 3 volumi). Inizialmente ebbe dei problemi a far accettare l'idea di un manga storico al suo editore ma in seguito riuscì a convincerlo e iniziò la serializzazione del manga nel 1972 sul settimanale della "Shueisha" Margaret.
Per la Ikeda fu un successone, il cartonato vendette almeno 12.000.000 copie e in Giappone divenne un vero e proprio fenomeno culturale tanto che nel 1974 il celebre teatro Takarazuka (composto da sole attrici donne) ne trasse una rappresentazione basata proprio sul manga.
La sceneggiatura è di Shinji Ueda e le repliche si susseguono fino al 1991 per un totale di circa 1200 rappresentazioni (furono inscenate addirittura due distinte versioni della storia).
Nel 1979, con capitale nipponico, viene realizzato in Francia un film cinematografico intitolato (per la prima volta) Lady Oscar, diretto da Jacques Demy.
Nel biennio 1979/80 viene realizzata dalla Tokyo Movie Shinsha l'ormai celebre serie animata (che vanta il contributo di gente del calibro di Shingo Araki e di Osamu Dezaki.
La Ikeda, dopo aver terminato la serializzazione del manga di Berubara, dal 1974 si dedica ad altri manga a sfondo storico tra i quali ricordiamo Orpheus no mado ("La finestra di Orfeo", ambientato ai tempi della rivoluzione russa ed edito in Italia da "Planet manga" col titolo di Orpheus), Jotei Ekaterina ("L'imperatrice Caterina") ed Eiko no Napoleon: Eroika ("Il glorioso napoleone: L'Eroica").
Nell'84 la Ikeda ritorna sul personaggio di Oscar realizzando una manciata di storie brevi in chiave gotica chiamate Versailles no Bara Gaiden (pubblicate in Italia negli ultimi 4 volumi del manga edito da Planet Manga).
Credo di non sbagliare dicendo che l'unico manga della Ikeda che, oltre a Lady Oscar, ebbe un successo degno di nota fu Oniisama e... (pubblicato in Italia da Star Comics) da cui è stata tratta anche una serie Tv sempre della TMS (pubblicata in Italia da Yamato Video).
Negli ultimi anni la Ikeda si è dedicata alla musica lirica e sta progettando di trasformare "Berubara" in un'opera in italiano della durata di oltre tre ore. Nel frattempo, dopo una pausa di 10 anni, sono ricominciate le rappresentazioni dei due adattamenti scenici al teatro Takarazuka col nuovo titolo Versailles no Bara 2001.
Alcuni stralci e informazioni per questo articolo sono tratte da un editoriale di Claudia Baglini apparso sul numero 7 del manga di "Lady Oscar" del Marzo 2002 (Panini Comics).
