Lady Oscar: storia di un adattamento tribolato
a cura di: KojiLa trasposizione in animazione del manga di Riyoko Ikeda viene realizzata dalla TMS (Tokyo Movie Shinsha) tra il 1979 e il 1980. La serie si compone di quaranta episodi più un quarantunesimo che in realtà è un montaggio artistico sulla storia delle rose della serie (ovvero le protagoniste della vicenda).
La serie televisiva di "Berubara" viene trasmessa per la prima volta in Giappone il 10 Ottobre 1979 per concludersi il 3 Settembre 1980. L'emittente era l'autorevole NTB (Nippon Television).
Questa perla animata ha goduto in Italia di un grande e duraturo successo. Inizialmente (nel 1981) questa serie era stata offerta alla Rai che la ritenne "poco adatta ad un pubblico di bambini" e la scaricò e così venne acquistata e trasmessa (nel Gennaio 1982) da Italia1.
Ai tempi i quadri dirigenziali di Italia1 erano soliti affidare le serie per ragazze alle cure della CITIEMME (che precedentemente si era occupata di Candy Candy ed è per questo che ci sono molti doppiatori uguali) che scelse come voce per Oscar quella di Cinzia De Carolis, un accoppiamento che si rivelò felicissimo. Infatti, grazie al timbro forte e altero della De Carolis, Oscar assunse una personalità forte e tridimensionale ma allo stesso tempo la bravissima doppiatrice riuscì a dare il meglio di se stessa nelle romanticissime scene della parte finale della serie.
L'adattamento della serie non fu, però, altrettanto impeccabile. Alcuni dialoghi (come quello dell'episodio 10 tra Oscar e Rosalie al loro incontro a Parigi o quello, nell'episodio 14, quando le stesse conversano sul campanile) vengono modificati perché giudicati poco adatti ai bambini. Fin quì nulla di gravissimo, ma i montatori, per far combaciare i dialoghi inventati con il filmato originale tagliarono alcuni secondi della pellicola mutilando così l'anime di parti non essenziali ma comunque necessarie.
Per il resto lo spessore dei dialoghi è persino troppo alto per dei bambini e non manca nemmeno un fotogramma delle scene di sangue. La sigla di questo anime venne scelta dalla RCA tra 24 provini presentati dai migliori artisti dell'epoca (c'erano anche i Rocking Horse!) ma alla fine la spuntarono i Cavalieri del Re con la splendida sigla che venne montata sul filmato originale creando così un ensamble inscindibile: tutti gli appassionati non possono non ricordare la sequenza iniziale in cui la camera fa un movimento dal basso in alto scoprendo a poco a poco il corpo nudo di Oscar coperto solo dai rovi intrecciati sinuosamente su di lei!Stranamente lo Studio Mafera (che si occupò della titolatura) fece seguire alla sigla iniziale un piccolo cartello che ripropone il titolo della serie in un tentativo (mal riuscito) di coprire qualche fotogramma in giapponese. Molti appassionati ricordano inoltre che in una replica trasmessa di mattina (bei tempi) venne trasmessa la grandiosa sigla originale giapponese.
Alla trasmissione di questo cartone seguì un grande battage pubblicitario ed un ottimo seguito di merchandise: album di figurine, dischi, fumetti, magliette e bambole (della Ceppiratti) campeggiavano nelle case di tutti noi ed io (personalmente) ne sento la mancanza! Tutto questo avveniva all'inizio degli anni '80 ma la serie di "Versaille no Bara" doveva subire col tempo delle offese molto gravi ed ancora non del tutto vendicate.
Col passaggio di Italia1 all'interno di RTI e con l'assunzione di Alessandra Valeri Manera a responsabile del settore ragazzi del gruppo, assistiamo ad un cambio generazionale di cartoni e serie come "Candy Candy" e "Lady Oscar" (che prima venivano trasmesse molto spesso) vengono dimenticate e riproposte solo come tappabuchi estivi a vantaggio di tantissime serie shojo o maho che sembravano fatte con lo stampino (da "Kiss me Licia" a "Lucy May" a "Sandy dai mille colori") per non parlare delle insulse serie "kawaii" ambientate in villaggi di animaletti (maledetta "Mapple Town"!).
Purtroppo per noi il peggio doveva ancora arrivare... Nel 1988 RTI attira nella sua orbita un canale minore che diventa subito una specie di network visibile in tutta Italia: Italia7. Per lanciare la rete viene considerata buona l'idea di prestargli molti dei cartoni in via di ammuffimento nei magazzini Mediaset. Tra le altre cose ricordo che si rividero Moby Dick 5, Magaloman mentre alcuni cartoni (acquistati in precedenza e mai trasmessi dall'odierna Mediaset) vennero proposti in prima Tv (come Rocky Joe 2, le Tartarughe Ninja, Starcom e tanti altri).
L'idea non era affatto male perché, dopo anni di schifezze tutti quei cartoni "shonen" rappresentavano un'ottima boccata d'ossigeno per noi ragazzi. Uno dei cartoni che doveva (almeno così si dice) andare su Italia7 era proprio Lady Oscar che proprio in quel periodo (e grazie all'acquisto di altri cartoni della "TMS") il gruppo del "Biscione" aveva assorbito definitivamente nel proprio parco cartoni. Non dovendo più rendere conto a nessuno del trattamento del cartone e ritenendolo non adatto alla nuova razza di bambini "ultrasensibili" degli anni '90, la mano del Censore si abbattè ingorda sul povero Berubara: nuova sigla affidata ad Enzo Draghi (sulla scorta di questa, la serie venne rinominata Una spada per Lady Oscar), nuovi filmati per le sigle (stavolta dei ridicoli collage di immagini della serie) ed una serie interminabile di tagli e fermo-immagine che resero incomprensibile il logico svolgimento della serie!
Oltre alle scene "forti" vennero tagliati tutti i prologhi del cartone (per far spazio ad un passaggio pubblicitario extra) e tutti gli hiragana presenti nei filmati (per la solita, "maneriana", convinzione che i bambini potevano non capire di vivere in Italia...). Qualche anno dopo si scoprì anche come mai le pellicole originali sembravano irrimediabilmente rovinate: non potendo metter mano al magnetico originale lo duplicarono e lavorarono sulle copie! Non si sa come mai ma l'anime non venne più trasmesso su Italia7 e rimase (agonizzante) per un annetto abbondante nei loro magazzini.Nel 1990 la serie venne rispolverata e trasmessa su (credo) Italia1. Alle ragazzine degli anni '90 Una spada per Lady Oscar sembrò comunque una serie bellissima e (abituate come erano alle censure) non fecero caso alle parti mancanti e agli strani rallentamenti. Si ripartì di nuovo (ma molto meno di 10 anni prima) con il valzer del merchandising (ricordo con simpatia un nuovo album di figurine) mentre noi vecchi appassionati ci rodevamo l'intestino tenue (quello crasso già era andato al momento della sigla iniziale). Pur non essendo un appassionato di serie "per ragazze" ricordo che ero sicuro che mancassero molte scene e ne discutevo animatamente con mia sorella (che, essendo più grande, ricordava meglio). Ma il peggio doveva ancora arrivare (che vi credevate???).
Il 16 ottobre 1995 per il 202° anniversario della morte di Maria Antonietta, su Italia1 viene riproposta per l'ennesima volta la serie Una spada per Lady Oscar trasmessa però in mini-episodi da 10 minuti (escluso pubblicità)!!! Ma il peggio doveva ancora arrivare (che credevate???). Si scoprì allegramente che la sigla degli Amici di Lady Oscar (nome fittizio usato da Enzo Draghi) "non era cantata bene" e la si fece ricantare a Cristina D'Avena!!!
Io non sono un estimatore dell'assurda pratica della sostituzione delle sigle storiche ma sinceramente tra le due versioni di questa "nuova" sigla di Oscar quella di Enzo Draghi era cantata molto meglio di quella della D'Avena (oltre ad avere un arrangiamento migliore) e, se non avesse avuto il demerito di aver sostituito quella dei Cavalieri del Re, l'avrei giudicata sicuramente una buona sigla.A rendere ancora più simpatico il tutto la serie venne trasmessa su canali diversi e ad orari diversi (in quel periodo RTI diventava Mediaset e i contenitori per bambini venivano dirottati giornalmente). La puntata numero 8 ("L'incidente") non viene trasmessa volontariamente e per la prima volta fanno la loro comparsa i terribili loghi scuri e le immagini riciclate per coprire eventuali scene "forti"!
Per ironia della sorte, in quel periodo buio venne pubblicato per la prima volta il manga originale di Riyoko Ikeda (Granata Press). Della metà degli anni '90 sono invece le prime versioni della serie in vhs ad opera della De Agostini (che editò l'edizione televisiva censurata del 1990) e della Logica 2000 (che invece editò i master integrali del 1982 ma non riuscì a completare la serializzazione).
Per tutti questi anni ci siamo battuti insistentemente, invocando unanimemente su tutti i siti "nippo-oriented" il ripristino della serie almeno allo stato originario e non abbiamo mai perso le speranze che un giorno avremmo potuto rivedere in Tv la bellissima serie di Lady Oscar.
Un punto a nostro favore arrivò nel 2001 da parte della Planet Manga (che iniziò la pubblicazione del manga) e da parte della Yamato Video (che iniziò a pubblicare i dvd della serie nell'edizione integrale). Tutti noi eravamo già alle stelle ma il meglio doveva ancora arrivare (che vi credevate???).
Nell'autunno del 2001 viene annunciato che Alessandra Valeri Manera non era più la responsabile del settore ragazzi di Mediaset e dentro di noi Otaku si accese una fiammella di speranza che ben presto divenne un incendio di felicità! Nell'inverno del 2002 infatti, in occasione dei festeggiamenti per i 20 anni di Italia1, il nuovo responsabile (Fabrizio Margaria) fa trasmettere il primo episodio di Lady Oscar con la sua vecchia sigla! Migliaia di lettere e l'ottimo riscontro di successo fecero sì che nella tarda primavera dello stesso anno venisse ritrasmessa l'intera serie col vecchio adattamento e vecchia sigla dei Cavalieri del Re. Unici piccolissimi nei sono stati la costante interruzione della sigla finale ed un piccolo fermo immagine nell'episodio 9 ("La morte di Luigi XV") che molti si ostinano a non voler riconoscere ma che per me (che avevo conservato l'edizione in vhs della Logica 2000) è invece netto. Il 2002 (a 20 anni dal suo arrivo in Italia!) è a tutti gli effetti l'anno della rinascita di un capolavoro!
Grazie a tutti voi per non aver mai mollato!
