Maison Ikkoku: la trama

a cura di: Koji

Stilare "trame complete" delle serie di cui scriviamo non è tra le nostre prerogative perché preferiamo che voi non perdiate (magari leggendo degli spoiler) l'occasione di guardarle di persona. Se tutto questo vale per le serie "aseriali" vale a maggior ragione per Maison Ikkoku che ha una trama lineare piena di sorprese e colpi di scena.

La vicenda ruota su un triangolo "elastico" tra la giovane vedova Kyoko Otonashi e i suoi due pretendenti: Yusaku Godai e Shun Mitaka. Yusaku Godai (Godai nell'edizione italiana dell'anime) è uno squattrinato studente universitario che abita nella pensione che la ragazza gestisce (la Ikkoku-kan o se volete Maison Ikkoku) mentre Shun Mitaka è un ricco maestro di tennis.

Yusaku ha dalla sua parte la "convivenza" con la ragazza mentre Shun la posizione sociale che gli permetterebbe di sposarsi in qualsiasi momento.

La caratteristica principale della vicenda è che si sviluppa quasi sempre "per fraintendimenti", una sorta di "teatrino degli equivoci" spesso casuali che faranno pendere l'ago della bilancia su uno o sull'altro dei contendenti. Il problema comunque non è solo "chi" sposerà Kyoko ma anche "se" questa deciderà di sposarsi abbandonando nell'ombra il ricordo del suo defunto marito Soichiro.

Tra feste notturne a base di saké, l'invadente compagnia di Yotsuya, Ichinose e Akemi, i continui "mistake" tra i personaggi e tanti simpatici comprimari non vi accorgerete nemmeno che siete già arrivati alla novantaseiesima (ed ultima) puntata.

Maison Ikkoku: storia di un sogno ad occhi aperti

a cura di: Koji

In questo spazio vi racconterò i motivi che mi hanno portato alla decisione di non vedere le puntate finali di questa splendida storia d'amore.

Quando nell'inverno del 2001 entrai in possesso di tutte le puntate di Maison Ikkoku non ero molto convinto della sua fama di "capolavoro" perché (stoltamente) ero convinto che gli anime che valeva la pena di rivedere erano solo quelli della mia infanzia.

Onestamente non so come mai mi venne voglia di guardarne qualche episodio perché di solito non ho mai tempo per vedere nulla, figuriamoci per qualcosa che "non mi piaceva".

Ma una cosa mi incuriosiva: non riuscivo a capire come mai quella serie era stata votata (su un vecchio sondaggio internet del 1997 proposto da Lista Cartoni) come il "miglior cartone giapponese trasmesso in Italia" (votarono solo 55 persone ma a quel tempo erano davvero tante).

Così vuoi per curiosità, vuoi l'insitenza degli amici una sera ho inserito la vhs numero 1 nel mio vcr. Credo di essermi "innamorato" di MI all'istante. Sarà per l'alta presenza alcoolica, sarà per l'originalità della trama, fattostà che mi creai una nicchia notturna completamente dedicata al cartone che iniziava a mezzanotte e finiva fino a quando resistevo sveglio.

La trama era sorprendente, la storia ricca e io mi accorgevo sempre di più che "Maison Ikkoku" era un ottimo anti-stress e che non potevo fare a meno di vederne una "dose" giornaliera. Tutto ciò durò circa un mese (credo fino a fine Aprile dello stesso anno) ed ero già arrivato alla puntata numero 70...

Più andavo avanti più mi accorgevo che non avrei voluto che la serie avesse un termine e, complice alcuni difetti della registrazione di cui ero entrato in possesso ed un accordo preso con un mio amico per entrare in possesso della sua registrazione, decisi di sospendere la visione per quell'anno riservandomi di proseguirla non appena mi fosse arrivata la versione migliore. All'inizio fu durissima (ero in "crisi d'astinenza") ma compensai con forti dosi di bgm della serie, solo così ritornai alla normalità.

Quando a Settembre ebbi (finalmente) quella registrazione della serie ripresi subito la sua visione ma, temendo di "bruciarmi" il finale in poco tempo, ricominciai dal primo episodio perché volevo gustarmi le sigle originali (che mancavano alla precedente registrazione).

Questo "ripasso" mi fece scoprire tante scene che avevo dimenticato o che non avevo ben capito ed in mente mia prendeva forma un'idea: distillare la serie a poco a poco iniziando ogni anno dall'inizio per vedermi solo qualche episodo in più. Così mi ritrovo da anni a 6-7 puntate dal finale senza la voglia di vedere gli ultimi episodi!

Se vi state chiedendo perché sto facendo tutto ciò (che vale anche per il manga) non siete appassionati di Maison Ikkoku.

Lo faccio perché credo che le cose che amiamo non hanno il diritto di avere una fine. La stessa parola "fine" è triste e definitiva e perciò vorrei evitarla anche per questa magnifica storia d'amore.

Mi sono chiesto più volte cosa mi attrae così tanto in Maison Ikkoku: la bellezza della storia? la simpatia dei personaggi? No, in realtà io stesso vorrei vivere dentro quella pensione fuori dal tempo.

"Maison Ikkoku" è come un sogno che ogni tanto mi viene voglia di rivivere, una bolla di allegria e di malinconia a portata di mano quando ne ho bisogno, uno stimolo a fare della mia gioventù un periodo magnifico.

Lo stesso titolo della serie mi da ragione: "maison ikkoku" significa "la casa senza tempo" e il tempo, pur scorrendo inesorabile, sembra sia fermo come l'orologio che orna la pensione (che è anche il primo elemento della casa ad essere inquadrato nel primo episodio dell'anime). In quello stesso segmento la casa sembra piangere, bagnata da una pioggia triste; ma è comprensibile, non ha ancora conosciuto la nuova amministratrice.

Credo che la mia folle scelta sia il migliore omaggio che possa essere fatto ad una "stupida" serie a cartoni animati.