Maison Ikkoku: la produzione "dal vivo"

a cura di: Tano-kun

Maison Ikkoku: Apartment fantasy (1986)

a cura di: Tano-kun

Nel 1986, quando Maison Ikkoku si accingeva a terminare sotto forma di manga e l’anime era agli inizi, i giapponesi pensarono bene di realizzare un film dal vivo basato sulla serie. La prima proiezione avvenne nei cinema nipponici il 10 Ottobre di quello stesso anno. Ad impersonare Kyoko troviamo Mariko Ichihara, mentre Godai è Ken Ishiguro, per chi si intende di attori giapponesi. Da rimarcare l’assenza dal film di un importante personaggio come Shun Mitaka.

Il titolo completo del film è Maison Ikkoku: Apartment fantasy. La sua durata sfiora i cento minuti ed inizia con una scolaresca (ma non notiamo Ataru e Shinobu) che, guidata dalla maestra, intona qualche canzoncina/filastrocca tipica. Subito dopo la visuale si allarga e scorgiamo, su una collinetta e semi-nascosta dagli alberi, una casa con un orologio… peccato che però segni le 9:03, un particolare non da poco per chi conosce la maison più famosa di tutta Tokyo. Improvvisamente l’orologio scatta (di 5 min!!) e si mette a suonare, tra lo stupore degli inquilini. Godai, che stava manifestando l’intenzione di abbandonare la casa, non si fa da questo scoraggiare e s’incammina verso la porta. Ma la sua corsa è interrotta dall’abbaiare di un cane e da un «Konnichiwa». Già da ciò si nota come, per ovvie necessità di condensare quanto più possibile nello spazio di un film, si mescolino un po' di avvenimenti che sia nel manga sia nell’anime sono spalmati su più episodi.

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Soichiro MGM titolo Ikkoku-kan


Il "malefico trio" non si lascia scappare l’occasione e ne approfitta per fare bisboccia nella stanza, naturalmente, del povero ronin, che proprio il giorno dopo deve sostenere l’esame d’ammissione all’Università. Finito l’esame, sotto la musica di Get down, Godai fa la conoscenza di Kozue Nanao, che l’accompagna a casa con il treno. Più si va avanti più gli sceneggiatori inseriscono nel film riferimenti tratti qua e là alla rinfusa dalla serie: da Godai che segue Kyoko di nascosto al cimitero, alla gamba rotta del nostro protagonista cadendo dal tetto, all’amore gridato in stato di ubriachezza a tutto il quartiere; è inserita anche la fuga di Godai dall’Ikkoku-kan, anche se in questo cosa è più corretto parlare di cacciata.

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Kyoko Soichiro l'orologio fermo


È presente anche il famoso buco che mette in comunicazione le stanze 4 e 5 (cioè quelle di Yotsuya e Godai). Ma in questo film, che non esito a giudicare mediocre, c’è una storia che poco ha a che vedere con Maison Ikkoku. Al centro c’è una rapina effettuata da due misteriosi individui, un uomo ed una donna, he trovano ospitalità nella pensione, grazie a Yotsuya e Akemi. Per ravvivare un po' la situazione gli sceneggiatori hanno ben pensato di inserire uno stacchetto-musical di alcuni minuti, introdotto da una presentazione in stile MGM con Soichiro a fare la parte del tradizionale leone (vedere per credere!).

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Godai e gli inquilini Godai e Kyoko Godai e Kozue


Non vi sveliamo come finisce il film, ma ci limitiamo a segnalare la presenza come canzone di coda di Alone again. Questo svela il piccolo mistero delle "sigle solitarie" dell’episodio 24. Le hanno inserite nell’anime per fare da traino al film, in programmazione nelle sale proprio quella settimana.

Maison Ikkoku: Live drama special (2007)

a cura di: Tano-kun

Negli ultimi anni in Giappone si sta affermando la tendenza, da parte dei produttori, di realizzare versioni "dal vivo" di manga e anime di successo. Fra gli esempi più eclatanti citiamo le due serie televisive di Ace wo nerae (Jenny la tennista), i film di Devilman, Kyashan (importato anche in Italia), Rough (che addirittura non ha mai avuto una trasposizione in animazione), Cutey Honey o ancora l’annunciato (per il 2008) 20th Century boys o GTO che si è rivelato, in Giappone, tra i serial più seguiti di tutti i tempi.

A livello di sceneggiatura e recitazione questi lavori rappresentano un notevole passo avanti rispetto ad analoghe trasposizioni realizzate nel corso degli anni ’80 e ’90. Chi ha avuto la fortuna (o sfortuna?) di visionare la versione live di Occhi di gatto, Dragonball o City Hunter in genere li descrive come imbarazzanti (se non peggio).

Col passare degli anni, vuoi per la sempre crescente globalizzazione mediatica, vuoi per una progressiva occidentalizzazione delle tecniche e dei modi di recitazione, i risultati si sono fatti senz’altro migliori. Certo, siamo ancora lontani dagli standard ai quali siamo abituati noi occidentali ma soprattutto abbastanza lontani dall'impresa di riuscire a rendere con persone reali la magia dei mezzi espressivi a cui questi film si ispirano (e per quest’ultimo fattore non nutro speranze nemmeno se ad occuparsene fossero le più grandi case di produzione del mondo).

Nel 2007 è toccato anche a Maison Ikkoku avere la sua controparte live, a ben ventun’anni dal succitato Apartment fantasy: il risultato ottenuto è ben superiore a quest'ultimo anche se, a mio giudizio, resta lontano dalla qualità della serie televisiva.

La trama


Un premessa è d’obbligo: questo special è stato trasmesso in Giappone il 12 Maggio del 2007 su Asahi TV e, al momento, lo abbiamo visionato in versione originale senza sottotitoli per cui la comprensione delle scene si basa esclusivamente su ciò che accade sullo schermo e grazie ai chiari riferimenti alla serie animata.

La storia è narrata in forma di flashback e la prima scena è ambientata nel 2007 con una bambina che, insieme al padre, esce dalla stazione di Tokeizaka. Stanno rincasando, attraversano una salita familiare, e si fermano qualche minuto in un piccolo parco giochi. La bambina viene chiamata Haruka, quindi l’uomo non può che essere Yusaku Godai. Ma ciò causa un’incoerenza: infatti gli anni dimostrati dalla ragazzina sono molti meno di quelli che dovrebbe avere seguendo la cronologia della serie: dovrebbe infatti essere nata tra il 1989 e il 1990. Pur scalando a ciò 3 anni (infatti il flashback piazza l’inizio della storia nel 1983 anziché nel 1980) l’età di 14 non sarebbe assolutamente realistica. Dopo essersi un po’ divertita con l’altalena e la scivola la bambina si siede accanto al padre, che inizia a narrargli una storia, una meravigliosa storia d’amore...

Parte quindi il flashback, che inizia con una carrellata della Maison Ikkoku dall'alto verso il basso: il vecchio orologio, l’uscio e poi un bellissimo tour all’interno della maison come se fossimo dentro una steady-cam, più o meno come accade nella prima sigla di testa della serie animata. Riusciamo quindi a scorgere varie particolarità familiari, come il telefono rosa all’angolo di fronte alla stanza dell’Amministratore (anche se, in realtà, esso verrà introdotto dopo l’arrivo di Kyoko), oggetti distrattamente ammassati nell’angusto corridoio, il piccolo bagnetto a pianterreno. Proseguiamo poi salendo le scale e giungendo nella stanza più visitata durante la serie: la numero 5. Una mano invisibile apre la porta e vediamo un ragazzo seduto davanti alla scrivania.

La scena è chiaramente quella iniziale della serie, e anche qui Godai (interpretato dal giovane Taiki Nakabayashi) decide di cercare un altro alloggio a causa del comportamento di certi inquilini con cui è difficile convivere e studiare per riuscire a passare l’esame d’ammissione all’Università!

In rapida sequenza facciamo la conoscenza di Yotsuya (Ittoku Kishibe, che, con i suoi 60 anni, appare più anziano del personaggio che interpreta), Akemi Roppongi (Yumiko Takahashi) con l’immancabile babydoll (anche se non rossa di capelli), e Ichinose (Kayoko Kishimoto), un po’ più alta e snella che in originale ma ugualmente pettegola e innamorata dell’alcool!

Ovviamente si sono riuniti nella camera di Yusaku con l’intento di organizzare una delle loro feste, durante la quale fa una piccola apparizione anche Kentaro (abbastanza simile al personaggio della Takahashi).

Nel frattempo, esattamente come nel primo episodio dell’anime, la scena si sposta in strada dove una giovane ragazza (mai inquadrata in viso), procede con al guinzaglio un cane di color bianco. In queste scene abbiamo modo di apprezzare come la ricostruzione degli esterni si riveli abbastanza fedele ed attinente all’originale e non mancano le strette stradine del quartiere Tokeizaka con i caratteristici negozietti e i venditori ambulanti. Attraversata la famosa salita, Kyoko si ferma sul ciglio della Maison Ikkoku proprio mentre Godai prende la decisione di abbandonarla... Esattamente nel momento in cui si appresta ad aprire la porta viene abbagliato da un luminoso raggio di luce: è il momento in cui Kyoko (la trentenne Misaki Ito, pseudonimo di Tomoko Anzai) mette piede alla Maison Ikkoku annunciando di essere la nuova amministratrice tra lo stupore generale.

Godai dà il benvenuto a Kyoko in modo molto formale e abbandona qualsiasi progetto di fuga!

Nelle scene seguenti vediamo Kyoko, con l’immancabile grembiule "piyo piyo", visionare il registro del precedente amministratore e scoprire qualcosa degli inquilini e, dopo questa introduzione, il film continua a essere un campionario di ciò che accade nei primi episodi della serie Tv, con pochissime modifiche: Godai che "studia" per gli imminenti esami con l’immancabile Sakamoto (Ryo Hashitsume, che manca del caratteristico ciuffo biondo), Kyoko che inizia a rendere vivibile i luoghi della pensione (con il culmine nella scena della riparazione del tetto, dove molla un sonoro ceffone a Godai), il Malefico Trio™ che si ritrova bere al Chachamaru, Yotsuya che spia dal famoso buco nel muro esistente tra la sua stanza e quella di Godai...

Tutte queste le scene sono ricostruite abbastanza fedelmente ed un appassionato conoscitore della serie non può non apprezzare lo sforzo degli autori e degli attori nel ricreare le stesse atmosfere: è presente persino la scena del colpo della strega che coglie il povero signor Otonashi durante la prima visita alla nuora alla maison. Peccato che l’attore scelto per impersonare questa parte appaia troppo giovane (Toshiyuki Hoskawa, classe 1940). Correlato al "colpo della strega" del vecchio Otonashi è ovviamente il fatto che Godai si offra di aiutarlo e che scopra così il motivo del perché Kyoko lo aveva chiamato "padre": infatti si dirigono alla tomba della famiglia Otonashi, dove riposa Soichiro, il defunto marito di Kyoko.

La restante parte dello special è incentrato sul regalo che Godai acquista per Kyoko in occasione dell’imminente Natale e che non avrà modo e coraggio di consegnare, sull’esame d’ammissione all'Università (fondamentale per la vita stessa del giovane); non mancano anche i momenti che i due trascorrono insieme, come la visione del tradizionale concerto a squadre di Capodanno e la visita al tempio, l’Hatsumode.

Arriva il giorno del terribile esame e arriva in quest’occasione a dar manforte a Yusaku anche un personaggio fondamentale per la storia: nonna Yukari (Kin Sugai). Non aspettatevi una vecchia signora improponibilmente bassa come nel manga e nell’anime (sarebbe fisicamente impossibile), ma il carisma e la decisione sembrano decisamente non difettare. Godai intanto si è rintanato da Sakamoto in attesa dei risultati dell’esame, ma una spedizione di ricerca parte alla sua volta. Non vi diciamo come si conclude questo spezzone dello special, ma dovreste saperlo bene...

La scena lentamente sfoca e diventa una ingrigita fotografia: Godai e Haruka stanno idealmente sfogliando l’album de i ricordi, e questo narrato è il primo dei fondamentali capitoli della storia dell’innamoramento dei due nostri eroi.

La storia prosegue per altri due minuti circa, dove vengono introdotti altri due personaggi molto importanti per l’economia del proseguimento della stessa: Kozue Nanao (Nana Eikura) e Shun Mitaka (Ikki Sawamura), il maestro di tennis dai denti (realmente) scintillanti del club dove Kyoko s’iscrive. Possiamo anche in questo caso notare come gli autori si siano impegnati nell’adattare la scena al tempo della narrazione: Kyoko impugna infatti una racchetta in legno, ancora dominanti nel mercato di inizio anni ’80 a discapito delle nascenti nuove tecnologie.

Tra la disperazione di Yusaku che vede Kyoko tra le braccia di Mitaka attraverso il celeberrimo reticolato finisce questo primo appuntamento...

La sigla di chiusura, sulle cui immagini scorrono alcune illustrazioni di Rumiko Takahashi e fotogrammi dell’appena concluso special, è la canzone j-pop del 1981 Mamotte agetai di Yumi Matsutoya. Quanto alle altre musiche presenti, quelle d’atmosfera, sono state realizzate strizzando l'occhio alle meravigliose musiche della serie animata (ma, a livello di arrangiamento, sono decisamente povere e i temi hanno poco trasporto).

In fin dei conti questa rivisitazione dal vivo di una parte dell’epopea di Maison Ikkoku va ben sopra le aspettative di chi, come me, non apprezza i drama e tutto il metodo con il quale vengono essi costruiti. Rimane comunque ben lontana la magia e la poesia dell’anime ma può tornare piacevole guardare questo film con l’occhio divertito di chi cerca citazioni, differenze e quant’altro rispetto alla serie.

La scelta degli attori è azzeccata per i più: Kyoko, Godai, Akemi, ma anche il piccolo Kentaro sono credibili e calati nel ruolo. La signora Ichinose e la nonna sono fisicamente differenti dalle versioni takahashiane (e non poteva essere altrimenti) ma anche loro rientrano bene nella parte. Yotsuya appare più vecchio che nel cartone, ma il personaggio regge bene.

Senza infamia e senza lode il Master del Chachamaru (che non si capisce bene perché venga trasformato in un personaggio comico) e Sakamoto è forse un po' anonimo. Il padre di Soichiro appare fin troppo giovane e manca del carisma che il vecchio Otonashi portava nella serie.

Per finire, per quel poco che si sono visti, Kozue appare un po’ troppo giovane e Mitaka troppo in là con gli anni (l’attore che lo impersona ha 40 anni, una decina abbondante più di quanto descritto dalla Takahashi).

Ultima notazione, in attesa di ulteriori sviluppi della storia (che crediamo verranno prodotti quanto prima), è per il buon vecchio Soichiro (il cane) che, pur essendo davvero bello è un po' differente nella razza (per quel che conta, qui è una sorta di Sanbernardo e non un comune meticcio).

Live drama special: galleria di immagini


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Kyoko Kyoko Kyoko Kyoko e Godai


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Kyoko Kyoko e Godai Kyoko Kyoko alla kan


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Godai Godai e Sakamoto Godai Godai, Kyoko e Yukari


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Godai Godai Yotsuya Yotsuya


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Yotsuya e il "buco" Ichinose Akemi Akemi


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Kentaro Soichiro Soichiro Mitaka


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Mitaka e Kyoko Mitaka e Kyoko Mitaka e Kyoko Yukari


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Yukari e Kyoko Otonashi-sama Kozue Sakamoto e Godai


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Sakamoto il "Master"


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titolo road to Ikkoku-kan l'orologio della kan Ikkoku-kan


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riparazioni 1 riparazioni 2 riparazioni 3 party time


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Ikkoku-kan il "buco" il "buco" il "Chachamaru"


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il "Chachamaru" la stanza di Sakamoto i ciliegi in fiore la tomba di Soichiro


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ai giorni nostri ending ending