Esteban e le misteriose città d'oro: mito&storia

a cura di: Dai Gojira

Tra mito e storia, le sette città d’oro


Il mito delle sette città d’oro deriva da una vecchia leggenda spagnola che ha origine nel XII sec., periodo in cui Merida era sotto il dominio saraceno. Secondo la leggenda, sette vescovi lasciarono la città per portare in salvo alcune reliquie: anni dopo cominciò a circolare la voce che i vescovi avevano fondato sette città in una terra sconosciuta, due delle quali prendevano il nome di Cibola e Quivira. Sempre secondo la leggenda, queste città erano talmente ricche da essere costruite interamente d’oro e di pietre preziose. Nel corso dei secoli diverse spedizioni furono fatte in cerca di queste mitiche città e la scoperta delle ricchezze delle civiltà nel nuovo mondo sembrava confermare questa vecchia storia.

I personaggi del romanzo di O’Dell (e quindi per riflesso anche quelli della nostra serie animata) sono ispirati ai protagonisti di una delle più famose spedizioni nel nuovo mondo avvenuta nel XVI secolo. Il viceré Antonio de Mendoza organizzò una spedizione assieme al frate francescano Marcos de Niza, che a sua volta ingaggiò un cartografo moro chiamato Estevanico. Durante il viaggio, in un luogo chiamato Vacapa, il frate inviò Estevanico in esplorazione ed il giovane ritornò tempo dopo raccontando di aver incontrato un frate che gli raccontò alcune leggende dei nativi americani riguardo a delle città costruite interamente d’oro. Marcos de Niza pensò immediatamente che le storie si riferissero alle leggendarie "sette città di Cíbola e Quivira".

In seguito, però, durante il viaggio, diverse persone, compreso Estevanico, persero la vita e la spedizione fu quindi costretta a tornare indietro. Il frate, volendo convincere Mendoza ad organizzare una nuova spedizione, sostenne di aver scoperto, e visto con i propri occhi, una città più grande e ricca di Tenochtitlan. Credendo a queste notizie, il viceré accordò a Francisco Vásquez de Coronado il comando di un enorme manipolo di soldati che, sotto la guida di Marcos de Niza, avrebbe dovuto ritrovare quella città e, nel frattempo, vennero inviati addirittura rinforzi dalla Spagna. Giunti nel luogo stabilito, scoprirono che il frate si era inventato tutto e lo mandarono a render conto al suo datore di lavoro.

Eldorado


Ironia della sorte, l’avidità degli spagnoli trovò conferma nelle leggende delle popolazioni native che parlavano appunto de L’eldorado vista però come luogo di origine della loro civiltà e quindi di un ipotetica età dell’oro o forse, come intendono alcuni studiosi, la reminiscenza di una civiltà precedente da cui provenivano (in fondo gli Atzechi, che non conoscevano Platone, sostenevano di essere originari di un isola nota come Aztlan). Degna di nota è un antica leggenda che raccontava di un rito in cui il sacerdote di Eldorado si cospargeva di povere d’oro e poi si immergeva nelle acque per farne dono alle divinità fluviali. Questo rito, raccontato anche nel romanzo di O’Dell, è ricostruito in maniera perfetta in un episodio della serie.

Atlantide e Mu


Tornando al cuore della serie animata, anche in Esteban e le misteriose città d’oro ricompare il tema "fanta - archeologico" presente in un infinito numero di serie animate giapponesi. Secondo questa visione, in epoca preistorica, esistevano diverse civiltà tecnologicamente avanzate che finirono per auto - distruggersi.

All’interno degli anime, in genere, viene contrapposta Atlantide (malvagia e occidentale) a Mu, situata nel pacifico e in cui regna l’armonia. Questa teoria, che ha comunque il suo seguito, viene in genere utilizzata per screditarne altre meno avventate (e più probabili) e deriva principalmente da alcuni miti indiani che raccontano delle guerre tra alcune divinità che fecero largo uso di macchine volanti e che sembrano descrivere in maniera inquietante l’effetto delle armi nucleari (per la cronaca quello che per noi è mito, per gli indiani è verità di fede).

Comunque sia, secondo diversi studi, che cominciano flebilmente a trovare riscontro in ambito accademico, sembrerebbe che un antica civiltà marinara, fosse diffusa a livello globale prima di tutte le civiltà conosciute, sia davvero esistita.

Prerogativa principale di questa civiltà erano: l’uso di un architettura megalitica realizzata con enormi macigni in opera poligonale, perfettamente sagomati ed incastrati gli uni con gli altri, che si ritrovano dall’Egitto all’America, dalla Grecia al Giappone ed un'unica religione dedicata prettamente al culto del sole, con avanzate conoscenze astronomiche e culturali. Sempre secondo questi studi, la fine di questa civiltà avvenne in conseguenza degli sconvolgimenti climatici e dei cataclismi avvenuti con lo scioglimento dei ghiacci al termine dell’ultima glaciazione. I superstiti contribuirono poi alla ricostruzione e alla fondazione delle civiltà che vennero dopo. Queste teorie sono supportate da miti comuni a tante civiltà lontane migliaia di chilometri e di diversa cultura e da evidenze archeologiche sparse in giro per tutto il mondo.

Questo argomento è troppo complesso ed ampio per essere trattato su queste pagine, ma consiglio a tutti di approfondirlo.