Devilman: Mao Dante
a cura di: KojiMao Dante: il manga
A.D. 1971
Mao Dante è conosciuto a molti come "prefazione" all'osannato Devilman. Sennonché la fama di prologo è inesatta essendo semmai Devilman la progenie di Mao Dante, o al massimo Mao Dante l'archetipo di Devilman.
Il manga fu commissionato a Go Nagai dalla Kodansha, al quale serviva per inaugurare la rivista Bokura no Magazine, che chiuse prematuramente lasciando l'opera incompleta.La storia (come al solito) non ve la racconto perché preferirei che la leggeste di persona.
"Mao Dante" è figlio di parecchi fattori che condizionavano la vita dell'autore in quel periodo.
Innanzitutto la ricerca delle vere origini... Infatti Nagai (come da lui stesso affermato) si riconosce più nella cultura occidentale che in quella orientale, credendo egli stesso, secondo i dettami della metempsicosi Buddista di essere stato in qualche vita precedente un occidentale. Proprio in quel periodo, Nagai si documentava sui miti nostrani al fine di ricercare in essi la sua "vera origine". Un altro fattore condizionante del periodo era l'impatto che le sue opere precedenti avevano avuto sul pubblico...
Qualche anno prima (per la precisione nel 1968) Nagai aveva scritto un manga chiamato Harenchi Gakuen ("Scuola senza pudore"), in cui metteva in risalto, in maniera molto enfatica, il rapporto professori/alunni e come i primi abusassero dei secondi per sfogare le loro repressioni...
Mai un manga fece più scalpore: dibattiti televisivi, denunce e persino il rifiuto da parte di alcuni rivenditori di distribuire la rivista in alcune zone del Giappone...Questa caccia alle streghe fece insorgere in Nagai un sentimento di "diffidenza" verso il genere umano e soprattutto verso i suoi compatrioti che volevano mettere al rogo le sue opere...
L'ideogramma che foneticamente si rende con "Ma" significa "Demone". Il concetto di "demone" nella tradizione orientale è ben diverso dal nostro. Infatti nelle religioni politeistiche orientali, sono presenti molti tipi di demoni: da quelli "protettori" (una sorta di "Lari Tutelari") ai "Majin" (una sorta di Dei/Demoni), a quelli effettivamente "avversi". Il "Ma" è di solito il "Demone avverso"...
Un ultimo fattore da non sottovalutare è il rapporto del Nostro con la sua infanzia... Infatti in un periodo di introspezione come quello che viveva Nagai, era logico che il suo pensiero si sarebbe rivolto verso i felici lidi dell'infanzia, con i suoi miti (Gojira/Godzilla) e i suoi piaceri (come lo sfogliare una vecchia edizione della "Divina Commedia" per bambini).
Mao Dante è tutto questo: è la visione caleidoscopica dei miti e delle religioni occidentali attraverso gli occhi di un orientale, è un'espressione di odio verso gli umani, è una sorta di viaggio Dantesco con protagonista Godzilla... Detto così sembra stonare in confronto alla "linearità" di Devilman, ma al lettore non sfuggirà come tutti questi elementi non contrastino tra loro, anzi interagiscano alla buona riuscita di un opera molto più genuina della progenie.
L'artificio a cui Nagai si rivolge per disorientare il lettore è il comunissimo "gioco degli opposti".
Per correttezza devo informarvi che chi è di fede cristiana potrebbe trovare un po' blasfema quest'opera, ma il bello del "contrappasso" è proprio questo: far cadere (in questo caso nel lettore) tutte le certezze della vita.
I personaggi e i luoghi sono tutti presi dalla nostra cultura, da quelli della mitologia classica a quelli prettamente biblici, in modo che ognuno di essi abbia un ruolo e una caratterizzazione ben diversi da quelli originari... Figuratevi (ed è l'unica anticipazione che voglio darvi) che Ryo Utsugi (il protagonista) è figlio del capo di una setta cristiana, ma allo stesso tempo è il Re Demone Dante!!!
Bisogna osservare che il Maestro si è documentato benino, visto che ogni personaggio è documentato e che persino i Demoni citati compaiono veramente nei testi demonologici medioevali... Certo l'opera non è completa e molti dei personaggi a cui si accenna soltanto nelle prime pagine del manga non vengono neanche presentati graficamente (come Adamo ed Eva) e in realtà non sappiamo come sarebbero finiti gli eventi narrati. Anzi si! Come Nagai stesso dice in un intervista Il manga sarebbe con ogni probabilità finito con la distruzione del genere umano. Graficamente il manga non è molto appetibile ai palati fini...
Il tratto è ancora allo stato embrionale, poco maturo, anche se l'autore si dimostra un ottimo regista: molti tagli verticali per contribuire graficamente al gioco degli opposti, buon uso del chiaroscuro e massiccio utilizzo di sfondi neri (in vece dei soliti bianchi) per accentuare le vicende truci del manga. Nagai inizia ad usare la famosa "linea nera" sotto gli occhi per sottolineare la diversità dalla specie umana, riconoscibile anche in altri suoi eroi (Akira Fudo, Actarus/Duke Fleed, Jiro Shutendo etc.).
Una curiosità: quando nel manga si narra la vera storia della Terra, la vegetazione è molto simile, graficamente, a quella di "Nausicaa della Valle del Vento". Che Hayao Miyazaki abbia preso spunto?
Mao Dante arrivò in Italia per la prima volta nel '92 (a venti anni di distanza dall'edizione originale!) sfruttando il clamoroso successo del manga di Devilman e fu edito dalla defunta Granata Press.
Successivamente (nel 1996) la Dynamic Italia rilevò i diritti dell'opera ripubblicandola in due massicci volumi (identici a quelli della Granata) al modico prezzo di 13.000 lire a volume. Al momento questo manga è esaurito (la cosa un po' mi dispiace per chi di voi volesse leggerlo) e i prezzi dei suddetti volumi nel mercato dei privati sono praticamente triplicati.
Mao Dante: Trama e considerazioni
a cura di: Marco
Mao Dante, è una raccapricciante storia horror a fumetti, targata Go Nagai, che tratta (spesso con troppa leggerezza) la sfera religiosa occidentale, e in modo particolare il culto cristiano. Purtroppo, l'autore nipponico, che fino ad allora aveva disegnato per lo più vicende a sfondo comico, nel voler cambiare genere narrativo, pagò a caro prezzo lo scotto del noviziato, infatti, il manga del Re demone Dante per ovvie ragioni di censura, fu lasciato incompleto, proprio in prossimità dell'epilogo finale.
La colpa che si può maggiormente imputare al Nagai, è quella di non essersi documentato a sufficienza sulla religione cristiana, ma soprattutto quella di aver dapprima messo sullo stesso piano e poi totalmente invertito la vera natura delle fazioni avverse, in altre parole, per l'autore nipponico i "buoni" ed i "cattivi", sono due facce della stessa moneta, e per questo tendono cinicamente a comportarsi nel medesimo modo, cioè in una maniera tanto efferata, quanto crudele.
Trattandosi della religione cattolica, le parti in causa, sono gli adepti cristiani (che logicamente adorano il loro Dio) da un lato, e le sette sataniche (che ripongono la loro fede verso la razza demoniaca) dall'altro. Per quanto trapela dal manga, i due opposti schieramenti, lottano fin dalla notte dei tempi, per riuscire ad avere definitivamente la meglio l'uno sull'altro. Per far sì che tale disegno si compia, sia i satanisti (ed è normale) che i loro antagonisti, cioè i cristiani (ed è assolutamente atipico) combattono senza sosta, rispondendo colpo su colpo, dando vita ad un contesto assai cruento e del tutto insano.
In questo scenario di odio e terrore, Nagai, delega (forse per la prima volta) il compito di eroe, anzi di anti-eroe, ad un giovane liceale, Ryo Utsugi, che come un fulmine a ciel sereno, viene catapultato in una realtà cupa, dai contorni neri come la pece. In effetti, il giovane Utsugi, non è altro che la reincarnazione vivente, del potente Re demone Dante, il cui titanico corpo è imprigionato fra le nevi della catena montuosa dell'Himalaya.
Il demone, attraverso un contatto onirico, si mette in contatto con Ryo, e tramite la telecinesi lo porta nella grotta in cui da circa due millenni è prigioniero, il ragazzo incautamente lo libera, e il demone lo mangia vivo, assimilando così tutta la sua conoscenza, dopodiché, la coscienza di Ryo prende il sopravvento su quella del demone, rinasce così: Mao Dante, la gigantesca creatura demoniaca in parte umana.
La doppia natura di Ryo sarà per lui fonte interrotta di molteplici interrogativi (spesso privi di risposta), che verranno dissipati, solo con la venuta del demone-donna, Medusa, che rivelerà al giovane Utsugi, ciò che realmente è accaduto alla Terra, milioni di anni or sono: Dio (puro spirito), invidioso della vita corporea dei terrestri, un giorno decise d'invadere il mondo, annientando tutti gli abitanti di Sodoma e Gomorra (contrari alla sua volontà), tutti coloro che si salvarono, divennero demoni o satanisti, che da lì in poi, iniziarono la loro battaglia contro Dio, e la stirpe di "Uomini" in cui egli si era insediato con la forza.
Nel suo racconto, Medusa, spiega a Ryo anche la vera genesi di Mao Dante, che è la seguente: Dante (cioè Ryo all'epoca del malvagio attacco di Dio alla Terra), riuscito a fuggire dalla carneficina divina, aveva un simile desiderio di rivalsa nei confronti di Dio, che progettò di attaccarlo con un velivolo spaziale di sua creazione, purtroppo nel tentativo di combatterlo, fu dapprima ostacolato dalla venuta di un pterodattilo e di un tirannosauro che presero di mira la sua navicella, e poi anche da quella di un messaggero di Dio, che lo colpì con un potente fascio di luce, ma il fato volle che la voglia di rivincita di Dante fosse così grande, da riuscire ad incamerare tutta quell'energia in sé, innescando una sorta di meccanismo di fusione fra lui, i due dinosauri e il velivolo bellico, e così si creò Mao Dante.
In seguito, Mao Dante, scontrandosi con Dio, perse il combattimento e fu relegato fra le montagne dell'Himalaya, tuttavia sebbene il suo corpo fosse imprigionato in quella caverna, il suo spirito fu libero di viaggiare nel tempo, reincarnandosi all'incirca duemila anni dopo, nell'animo del giovane Ryo Utsugi. Affermando tutto ciò, appare molto evidente che l'autore, abbia preso qualche elemento narrativo dalla Bibbia, ma ciò che più lo colpì in tal senso, fu il ricordo di una lettura (o solo la visione di qualche disegno) della Divina Commedia, che lesse (o vide) quando era ancora un bambino, ecco come si spiega l'uso del nome di Dante, legato al suo personaggio principale.
In conclusione, sebbene sia una storia che palesa molti aspetti che potremmo definire "anti-cristiani" (ad esempio Dio è visto come un'entità aliena e dispotica), va pure aggiunto che tale soggetto e la sua relativa sceneggiatura, hanno molti punti a favore, infatti l'azione è dinamica e mai banale, visto e considerato che dietro ogni pagina è sempre possibile un colpo di scena ad effetto, cosa che comprese anche il Nagai, visto che in seguito, quest'opera, gli ispirerà il suo personaggio più rappresentativo, cioè il mitico "Devilman", il che non è davvero poco, anzi tutt'altro.
Mao Dante: l'oav
Dal manga di Mao Dante è stato tratto di recente un oav. Purtroppo non sono riuscito ancora a vederlo ma appena potrò ne farò una piccola recensione.
