I Cavalieri del Re: commento alle sigle

a cura di: Koji

Woobinda

sigla di: Woobinda
scritta da: Kronos, A. Lo Vecchio e Riccardo Zara
interprete: Riccardo Zara e Le Mele Verdi
voce principale: Riccardo Zara
cori: Le Mele Verdi
partecipazioni esterne: non disponibile
anno di incisione: 1978
anno di pubblicazione: 1978
pubblicata in: Woobinda/strum. (45 giri, Cetra Ed. Usignolo), Ufo Robot&Co. (CD, Fonit Cetra)

Commento alla canzone|Testo della Canzone|Copertina del Disco|Scheda di TDS


Woobinda è la prima sigla di Riccardo Zara che andò in onda in TV. Da un'intervista dello stesso Riccardo (rilasciata a Mauro Agnoli e Marco Auditore e pubblicata su Animania n°5) leggiamo: "nel '78 il compianto Marino Marini mi passò la sigla di "Woobinda", un bruttissimo telefilm australiano. Gli presento la sigla, ma mi dicono che il testo non va bene, così cambiano quasi tutto, chiamano Andrea Lo Vecchio per fare questo. Il motivo in realtà è che volevano firmare anche loro. Hanno voluto anche un coro, hanno chiamato le Mele Verdi di Mitzi Amoroso: è risultato un prodotto commerciale, io non avrei mai messo il coro".

Invece Mitzi Amoroso (la creatrice delle "Mele Verdi") ricorda che "quando mi chiamarono per fare "Woobinda" mi dissero che avrebbero messo il mio nome a patto che non prendessi soldi. Io accettai perché a me interessava far conoscere il nome del gruppo. Nel pezzo, inizialmente, la parte della solista era quella di una bambina di sette anni. Mio figlio Paolo era con me quel giorno e stette tutto il tempo a tirasi i calzini. Incidemmo il disco ma quando stavamo per andar via dissi a Marini che a me il prodotto non piaceva così come era nato. Misi allora le cuffie a Paolino dicendo al bambino che quando mi vedeva fargli un gesto doveva gridare "aiutami!". Incidemmo di nuovo il disco con la voce di Paolo, con tutte le persone in studio che applaudivano, a cominciare da Marino Marini" (brano tratto da un'intervista rilasciata da Mitzi Amoroso a Mauro Agnoli e Marco Nacci e pubblicata su Man-ga). Questi brani sono stati riportati per farvi capire che questa sigla non è stata proprio apprezzata dal suo autore.

Intromissioni a parte, l'architettura della melodia e la ripartizione dei cori sono facilmente riconducibili al famoso compositore di Monfalcone. Nelle strofe risalta il bell'effetto della voce di Riccardo Zara inserita su due canali diversi in due tonalità diverse. Lo rifarà poche volte con i Cavalieri del Re perché quando si rese necessario un arrangiamento del genere spesso e volentieri si ricorse a Clara per la parte alta. Comunque si ottenne un effetto stereo davvero lodevole!

Il ritmo è il classico 2/4 delle ballate italiane degli anni '70 (merito della chitarra con chorus che costituisce i 3/4 dell'arrangiamento delle strofe) e la sezione ritmica (che comunque interviene negli incisi) è composta da maracas, bongos e la grancassa della batteria. Credo che ci sia anche una batteria "standard" perché sento dei piatti ma è anche probabile che vennero usati da soli oppure che i tom sono coperti dal ritmo, abbastanza fastidioso, delle maracas. Il basso è insopportabile!

Scherzo, è ben suonato con slide interessanti e tiene bene l'andare della canzone, ma ad un ascolto in cuffia le sue sonorità acute penetrano nel cervelletto causando non poche crisi isteriche. La cosa migliore (per lo meno diversa dalle successive sigle di Riccardo Zara ) è la divisione del coro in due parti distinte affidate prima al coro delle "Mele Verdi" con Paolino grande protagonista (anche se, son sicuro, il coro di quinta lo esegue Riccardo o in falsetto o con l'ausilio di effetti di equalizzazione) e poi da un coro di adulti.

Potrei anche dire un eresia ma probabilmente al secondo coro partecipa Andrea Lo Vecchio mentre Riccardo potrebbe anche fare il falsetto in ottava (ma non ne sono sicurissimo). E' inutile dire che il bridge di uscita dall'inciso è concesso al piccolo Paolino (avviene il 99% delle volte che un bambino canta una sigla).

Il finale è "ad libitum". A me questo brano piace ma non è proprio esaltante perché si sente che è una miscela di stili diversi ed anche il testo non mi sembra dei più riusciti. Comunque sempre meglio delle nefandezze della AVM e perciò si merita:
voto: 6,5

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