Introduzione


Salve picciotti, i nostri amici di vecchia data avranno già avuto modo di leggere la storia di questo mitico gruppo musicale da un mio racconto che è stato ospitato su questa pagina per molto tempo.

Però, da quando ho conosciuto Gianni Soru ho sempre sperato che un giorno mi chiedesse di riscriverla lui stesso. Fortunatamente lui era della mia stessa idea e così è nato lo scritto che vi apprestate a leggere. Vi anticipo che è un articolo bellissimo, pieno di tante notizie che solo pochi altri, oltre a Gianni, conoscevano prima di adesso e quindi fatene tesoro. Sono tutte notizie di prima mano visto che Gianni conosce l'intero gruppo dai lontani anni '80 e quindi nessuno meglio di lui avrebbe potuto scrivere una cosa simile.

I Cavalieri del Re Story è la narrazione cronologica della storia del gruppo dalle origini ad oggi e contiene l'esatta sequenza in cui Riccardo compose le sigle. Ad impreziosire il tutto tantissime immagini tratte da giornalini dell'epoca e delle foto esclusive che Gianni ha voluto regalarvi.

In questa sede io posso solo dire grazie a Gianni perché, oltre ad essere un bravissimo ragazzo, è davvero preparato in materia di sigle avendo scritto per anni per diverse testate nazionali e non (ricordiamo i suoi ottimi lavori su "Japan Magazine", "Cudowny", "Di tutti i colori" ma l'elenco è lungo). Attualmente Gianni è impegnato nella pubblicazione di un bel giornalino chiamato Manga Club reperibile nelle migliori fumetterie italiane. Sono davvero orgoglioso anche perché questo è un lavoro inedito che impreziosisce e completa un articolo che in questi anni ci e vi ha dato parecchie soddisfazioni! Grazie Gianni!

I Cavalieri del Re Story: 1946/1982

a cura di: Gianni Soru

La musica li ha fatti conoscere, la musica li ha divisi e la musica li tiene uniti; sembrerà una favola ma tutto ciò che è accaduto sarà stato, forse, destino. Doveva comunque accadere e un motivo c'era...

Riccardo


RiccardoRiccardo Zara è nato a Monfalcone (in provincia di Gorizia) il 9 Novembre del 1946 sotto il segno dello Scorpione. A 12 anni comincia a suonare la chitarra (un regalo della sua cara nonnina Carolina) per poi passare alla batteria, alla tastiera ed a tutti gli altri strumenti musicali! Negli anni '60 scopre l'amore per i Beatles e con tre amici fonda il suo primo gruppo: I Draghi.

In quel periodo svolse il servizio militare a Trapani (e l'esperienza non gli piacque moltissimo).

Negli anni successivi, insoddisfatto dalla vita di Monfalcone, Riccardo va a suonare sulle navi da crociera in giro per il mondo, vita che farà per ben 4 anni.

Riccardo, Sergio Alemanno e Bruno LauziIn questo periodo Riccardo compone molte delle canzoni che poi, una volta sbarcato a Milano nel 1972, inizia a proporre alle case discografiche che le smistava agli artisti che riteneva adatti.

Una di queste, andata ai Dik Dik, era Viaggio di un poeta (che vinse il "Festivalbar" di quell'anno). Visto l'enorme successo della canzone il gruppo richiese a Riccardo altre canzoni e lui gli scrisse Storia di periferia, Il cavallo, l'aratro, l'uomo e Ultima estate: questi pezzi hanno in se un po' delle esperienze e della malinconia che certamente accompagnò Riccardo nei suoi 4 anni di mare.

Negli stessi anni Riccardo inizierà una lunga collaborazione (quasi 10 anni), come bassista e corista, per le esibizioni dal vivo di Bruno Lauzi. Dalla autobiografia di Lauzi si legge:"I due straordinari individui che subentrarono ai F.L.B. ("Fratelli La Bionda" ndr.) quando questi giustamente presero il volo, erano più personaggi che musicisti ma, non essendolo neppure io, non ce ne accorgemmo per dieci anni, così che la gente si andò abituando a quei due: Riccardo Zara, detto 'Ezechiele Lupo', e Sergio Alemanno detto 'La Zia' [...], che restarono finché non fui costretto a riprendere Sergio che faceva l'anarchico - maglione coi buchi, cappellaccio di lana e fiasco di vino sotto la sedia - mentre il pubblico era ora così borghese e perbenista che ci avrebbe voluto addirittura in giacca e cravatta". ("Tanto domani mi sveglio", Giammarò Editori)

Riccardo (che, come Lennon, non ama particolarmente la sua voce) cantava solamente per i provini che poi portava alle case discografiche e solo in un secondo momento lo costrinsero ad interpretare lui stesso le sue creazioni (la prima canzone ufficialmente incisa con la sua voce è la sigla di Rin Tin Tin.

Inoltre compone Ave Maria no more per la cantante brasiliana Maria Creuza e per Graziella (la madre di Arianna Bergamaschi) compone Non so dir di no. E' il periodo in cui le canzoni per bambini vanno forte e Bruno Lauzi stesso spopola con "Johnny Bassotto" e "La tartaruga" realizzando persino un album interamente per i bambini nel 1976. Sicuramente Riccardo entrerà nel mondo delle sigle per necessità ma le braccia della fama lo prenderanno anche così.

Clara


ClaraClara Maria Teresa Serina nasce a Itapetininga (San Paolo del Brasile) il 22 Dicembre nel 1949 sotto il segno del Capricorno.

Giunta in Italia, Clara si iscrive all'Università di Medicina e Chirurgia e dopo il primo esame capisce di essere più portata per la facoltà di Psicologia e così cambia facoltà e si iscrive all'Università di Padova.

In questo periodo conosce Riccardo con il quale va a vivere in una casa in Ripa Porta Ticinese, sui suggestivi navigli di Milano.

Clara suona la chitarra e il pianoforte e scrive la sua prima canzone, dal titolo Ilusao de samba, a soli 15 anni e fu una prime cose registrate insieme a Riccardo.

La canzone venne successivamente pubblicata a metà degli anni '80 sul mercato belga, interpretata però dalla sorella del cantante Adamo.

Guio


GuiomarGuiomar Serena Serina è nata a Ibirarema (San Paolo del Brasile) il 7 Marzo del 1955, sotto il segno dei Pesci.

Nell'estate del 1972, con sua madre e altri due dei suoi fratelli (7 in tutto, compresa Clara) vengono in vacanza in Italia.

Dopo questa vacanza Guio decide di stabilirsi definitivamente nel nostro paese (che tanto ama).

A soli 17 anni trova lavoro come disk-jockey a Rimini: una delle canzoni più richieste per radio in quel periodo è appunto "Viaggio di un poeta" dei Dik Dik ma Guio, stanca di sentirsi sempre richiedere questa canzone, decide di nascondere il disco dicendo che si è rotto!!!

Quando Guio decise di andare a trovare la sorella Clara e conobbe il suo fidanzato Riccardo fu molto sorpresa di sapere che questi era l'autore di quel brano!

Jonathan


JonathanJonathan Samuel Zara è figlio di Riccardo e di Clara. Nasce a Milano il 12 Giugno del 1975 sotto il segno dei Gemelli.

Componente effettivo dei "Cavalieri" per meriti sul campo: oltre che a cantare, fare i cori e giudicare le sigle è adesso il maggiore promotore della rinascita del gruppo degli ultimi anni.

Oltre ad avere intrapreso le orme del padre nel campo della musica Jonathan lavora come grafico a Milano. Forza Jonathan che sei un grande!

Un componente mai citato ma sicuramente effettivo dei "Cavalieri del Re" è il batterista Walter Shebran (o Scebran secondo alcuni).

Di lui si sa poco e solo per provocazione l'ho inserito in questo paragrafo. Però secondo me va rivalutato perché l'anima di molte canzoni è stata conferita anche grazie ai suoi colpi di "bacchetta".

Shebram abitava a Luino e Riccardo lo chiamava in Cascina ogni qual volta c'era da incidere un pezzo (era una specie di turnista). Dopo il matrimonio è volato in Argentina e da quel momento se ne son perse le tracce.

Partito Shebram (1985) Riccardo cominciò ad usare la batteria elettronica.

1974/1977


Verso la metà degli anni '70, Riccardo e tre soci aprono a Milano lo studio di registrazione Central Studio e si metteno subito di buona lena per entrare nel mondo della musica.

A proposito dell'esordio nella discografia per bambini, in una intervista rilasciata da Riccardo e Jonathan a Kinart.it, il compositore di Monfalcone racconta che Rin Tin Tin era una specie di cover commissionatagli dalla Fonit Cetra, tramite Marino Marini, per sostituire la sigla musicale originale (che dovrebbe essere il motivetto alla base della canzone di Riccardo).

Riccardo racconta: "mi chiesero di fare un canzone inedita, anzi, ricordo che io mi ero rifiutato dicendo che non volevo fare cose per bambini, e il produttore mi disse 'non lo vuoi fare perché non ne sei capace'. Così tre giorni dopo gli ho consegnato il lavoro finito".

Nell'interpretare queste sigle Riccardo e gli altri membri del "Central Studio" si chiamano Cheyennes. La sigla sarebbe dovuta andare su un circuito minore ma venne consegnata tardi e venne pubblicata solamente su vinile.

Tra la fine del 1976 e l'inizio del 1977 a Riccardo arriva la proposta di scrivere la sigla per Furia cavallo del West che viene però affidata agli Oliver Onions ed a Luigi Albertelli e poi cantata da Mal).

Nei mesi successivi, dopo Rin Tin Tin, Marino Marini propose al gruppo di realizzare una canzone sul cane Lassie: così venne realizzata l'omonima canzone, un brano originale di Riccardo, che divenne la seconda (ed ultima) canzone dei Cheyennes. Il destino di questa canzone fu impietoso: venne scartata a favore di quella cantata da Cristian De Sica (intitolata "Guardando Lassie in TV").

La cosa curiosa è che, ad oggi, non si è capito bene perché questa canzone venne commissionata dalla Fonit Cetra. Si pensa che fosse destinata a siglare la serie "Le nuove avventure di Lassie" e che si prevedesse (o si sperasse) lo stesso successo che stava avendo "Furia" (e la sua sigla) sui teleschermi italiani.

Non si hanno però conferme certe ed il fatto che la serie venne (ri-)siglata nel 1980 dal brano "Ciao Lassie" di Georgia Lepore, nonché il fatto che nessuno si ricordi la canzone di De Sica in onda con quel telefilm, impongono delle riflessioni. Che si cercasse solamente una canzone dedicata al cane (per quanto strano possa sembrare)? Che, per qualche ragione, la canzone scelta non andò in sigla? Quien sabe.

In ogni caso sia Rin Tin Tin che Lassie vennero editate in due singoli della Cetra con le rispettive versioni strumentali nei B side, oltre ad essere riproposte, in seguito, in diverse compilation della Fonit Cetra.

Degli stessi mesi del '77 è la sigla di Zorro, nella versione cantata da Riccardo. Questa canzone gli era stata "promessa" e quindi si suppone che la registrazione esistente dovesse essere una sorta di provino definitivo non andato poi in sigla a vantaggio della versione cantata dagli Zig Zag Ensemble (con voce di Arturo Zitelli) regolarmente trasmesso dalla Rai con il telefilm La spada di Zorro.

Sempre nel 1977, Riccardo intraprende una collaborazione con la casa discografica LS che in quel periodo, sfruttando la richiesta del mercato, produceva e commercializzava dischi di cover di famose canzoni per bambini attribuendole poi ad un gruppo-contenitore chiamato Boys Group.

Il numero ufficiale delle cover della LS a cui partecipò Riccardo non è ancora noto, e non si sa' se tutte queste cover siano state materialmente registrate o arrangiate al "Central Studio". Ignoti sono altresì quasi tutti i cantanti di queste cover (vi daremo maggiori notizie non appena disponibili).

Tornando alle canzoni cantate da Riccardo in questi dischi, se ne conoscono attualmente cinque.

Due di queste sono le cover delle sopracitate Rin Tin Tin e Lassie, contenute in un unico disco rispettivamente come lato A e B.

In buona sostanza, Riccardo realizzò due versioni di sue recentissime sigle (che, anche se non erano mai andate in Tv, erano già state pubblicate in 45 giri) cambiandone l'arrangiamento e cantandole con un tono di voce leggermente più grave. Il motivo di questa scelta non è del tutto chiaro, anche se una motivazione potrebbe essere il fatto che questi brani erano di proprietà della Fonit Cetra e che quindi non potevano essere utilizzati, nelle loro versioni originali, senza pagare loro le royalities (e questo non conveniva alla LS).

Discorso diverso va fatto per Zorro, che venne pubblicata dalla LS nella stessa versione incisa tempo prima per la Fonit Cetra e che, in sostanza, viene commercializzata come una cover della sigla dei "Zig Zag Ensamble" (anche se abbiamo già avuto occasione di dire che potrebbe anche essere un provino per la versione ufficiale della sigla). Nel B side del disco di Zorro della LS c'è una canzoncina dal titolo "C'era una volta..." che non dovrebbe essere riconducibile a Riccardo.

Gli altri due contributi ai dischi di cover della LS attualmente conosciuti sono la voce solista in Sei forte papà di Gianni Morandi (che riportava, nel B side, una cover di Tarzan lo fa di Nino Manfredi) ed i cori in Orzowei (del quale 45 giri non mi è noto il B side).

1978/1979


L'anno seguente (1978), per la Cetra, Riccardo riesce a realizzare la sigla di un telefilm trasmesso dalle reti Rai: Woobinda.

A nessuno piace, pensano sia un fallimento ma la sigla di Riccardo va in top ten vendendo 550.000 copie! Per incidere questa canzone gli viene affiancato il coro delle Mele Verdi di Mitzi Amoroso che, al posto dei soldi, chiede che compaia anche il nome del suo coro sul disco (edito dalla Cetra Ed. Usignolo).

La voce del bimbo che urla "Woobinda, aiutami! Woobinda, ma sbrigati!..." è di Paolo, figlio di Mitzi. A soli tre anni, "Paolino" diventa già popolare (Paolo adesso è il miglior amico di Jonathan).

Subito dopo Woobinda, Riccardo inizia una breve collaborazione con l'attore Franco Romeno che frutterà tre brani. Il primo in ordine di tempo ad essere realizzato fu Cristoforo Colombo (che doveva essere una sigla Tv), cantata da Franco Romeno, mentre il secondo brano ad essere realizzato fu Jonathino, una canzoncina scritta da "Serina - Zara" (ovvero Clara e Riccardo) ed evidentemente dedicata al piccolo Jonathan. Questo brano avrebbe dovuto riempire il lato B del disco di Cristoforo Colombo ma il 45 giri in questione non verrà mai stampato e le due canzoni verranno inserite in una compilation dal titolo "Furiadisuccessi n. 4" (Quadrifoglio, 1978).

Sorte un po' migliore ebbe il terzo brano scritto per Franco Romeno ed interpretato da quest'ultimo insieme con Riccardo ed il piccolo Jonathan (alla sua prima interpretazione!) col nome Franco Romeno e i piccoli rangers: Ranger Pier, scritta per un programma per ragazzi che non andò mai in onda, venne pubblicata dall'etichetta Intensity (sotto-compagnia della "Duck Records") con la sua versione strumentale nel retro (Intensity, 1980).

1980


In quell'anno Riccardo è anche al fianco di Bruno Lauzi al Rally Canoro di Corrado dove scrive Bye bye Frankenstein per la voce dell'attore Jack La Cayenne.

Sempre nello stesso anno Marino Marini gli propone di scrivere una sigla per un ciclo di film che la RAI voleva dedicare a John Wayne così Riccardo compone West. Prima la incide lui stesso al Capolinea come provino e successivamente la fa incidere a Nevio Russo (anche se Riccardo non fu molto contento di questa versione che finì con l'essere pubblicata in un disco dello stesso Russo dal titolo "Folle crisi").

Rintuzzato da Luigi Albertelli che avrebbe voluto cambiarne il testo, Riccardo si tirò indietro dall'affare e reinciderà la canzone con i "Cavalieri" (col titolo di Tornare al vecchio West) nel 1983 in occasione di un loro album antologico (dal provvisorio nome di Album di famiglia) che poi non vedrà la luce (info tratte dal booklet del CD C'erano una volta i Cavalieri del Re della KBL).

Nello stesso anno il "Central Studio" andò malauguratamente in fiamme ed Enzo Jannacci propose a Riccardo una buona occasione: una cascina abbandonata alle porte di Milano. Si tratta di un posto molto famoso tra i milanesi; venne costruita come stalla nel 1778 (anno in cui venne costruita anche la Scala): al piano di sopra vi si teneva il fieno e al piano terra i cavalli.

Nei primi dell'800 la cascina divenne una locanda (al piano terra) mentre il piano rialzato veniva usato sempre come fienile. A metà del 1860 avvenne l'invasione delle truppe francesi di Napoleone III che arrivarono a Milano da Pavia. Proprio in questa cascina vi si dislocò il reggimento guidato dal Generale Trois Effe (in italiano "3F"); questo Generale era un uomo molto simpatico che godeva di grande favore presso la popolazione milanese. Col tempo la cascina ritornò ad essere un'osteria e tutti i milanesi vollero sempre tornare ospiti del simpatico Generale. Negli anni '50 l'osteria divenne un posto chic, molto frequentato nelle domenicali gite fuori porta. Negli anni '60 l'osteria venne chiusa e la cascina restò disabitata fino all'arrivo della "famiglia musicale".

Riccardo e Clara l'acquistarono e vi si trasferirono nel Novembre del 1980 ma la cascina era in pessime condizioni e così si rimboccarono le maniche e la ricostruirono secondo le loro esigenze. Un giorno Clara chiese a Riccardo quale fosse il suo sogno e lui rispose "avere uno studio di registrazione tutto mio". Così il suo sogno sarà realizzato nella cascina! I due sposini si impegneranno a costruire uno studio di registrazione al piano terra mentre il piano superiore verrà adibito ad abitazione della famiglia. Mantennero invariato il nome della cascina: Tre Effe. Di conseguenza lo studio di registrazione di Riccardo si chiamò Cascina Tre Effe Recording Studio (S.A.S.). Clara aprirà il suo studio di psicologa presso la vecchia abitazione della famiglia sui navigli e tra una canzone e l'altra continuerà a dedicarsi alla sua professione.

foto foto foto
La cascina TreEffe TreEffe Rec. Studio TreEffe Rec. Studio


Nel 1980 Guiomar ritorna in Italia per iscriversi all'Università di Scienze Politiche (dato che in Brasile non vi erano molte possibilità per farlo). Farà due anni in Scienze Politiche, poi un anno in Lettere ed infine uno in Psicologia. Guio (che si pronuncia "Ghio") va così a stabilirsi in cascina con sua sorella Clara, Riccardo e Jonathan.

1981


VickyNel 1981 Clara vorrebbe che Riccardo lavorasse con lei ed è pronta a scommettere sulla loro bravura, così lo "costringe" a realizzare una sigla senza l'aiuto di nessuno (tutto fatto da loro: dai testi, alle musiche, agli arrangiamenti alle registrazioni). Così, sfogliando il "Tv Sorrisi e Canzoni", Riccardo nota tra i cartoni animati che devono andare in Tv quello di Vicky il vichingo. In soli tre giorni realizza la sigla (cantata da lui, Clara ed una compagnetta di Jonathan di nome Katia Vaghi) e Clara va in giro a proporla per le case discografiche.

Avendo saputo che la sigla era già stata assegnata non si perse d'animo e, dopo aver creato una cassettina, la consegnò alla Numero Uno (stessa casa discografica di Bruno Lauzi) nella persona di Silvano D'Auria affinché la facesse ascoltare ai vertici della R.C.A. di Roma. Questa versione dei fatti non è l'unica in quanto Clara mi raccontò di ricordare di aver spedito lei stessa il nastro a Roma.

Tornando a questa famosa "cassettina" fatta girare da Clara, ci sono due diverse versioni. Riccardo ricorda che la cassettina contenesse una decina di pezzi, praticamente tutti quelli che lui aveva realizzato per il mercato dei "bambini" dal 1977 al 1980, con le aggiunte di Vicky il vichingo e di una loro versione di Bye bye Frankenstein. In realtà la versione più plausibile è quella che ne da la stessa Clara, che sostiene che la cassettina contenesse solamente Vicky il vichingo proprio perché la sua intenzione era quella di voler dimostrare ai discografici la loro bravura e non solo quella di Riccardo.

Un altro problema che si pone è quello sulla presenza o meno, nella "cassettina demo", di Bye bye Frankenstein, canzone che però dovrebbe essere stata incisa con i Cavalieri non prima del 1983, visto che, secondo le nostre informazioni, alle registrazioni partecipò Guio come tecnico del suono e visto che fu registrata solo dopo che Riccardo venne a conoscenza, dopo aver firmato il contratto con R.C.A., che per aggiudicarsi una sigla bisognava partecipare ad una gara con altri artisti. Il compositore pensò che prima o poi un cartone animato sul mostro di Frankenstein lo avrebbero fatto e loro avrebbero battuto la concorrenza.

Quale che sia la verità su questi "demo", alla R.C.A. Vicky il vichingo piaque molto e pensarono che fosse adatta ad un loro nuovo cartone animato: La spada di King Arthur. Così chiesero a Riccardo di cambiare il testo entro tre giorni e di adattarlo alla serie in questione. Una volta terminata e spedita la sigla subì un'altra variazione: vennero eliminati (si pensa direttamente a Roma) i coretti "evviva il re!" di cui era dotata la canzone. La giustificazione fu che la cosa poteva essere fraintesa come un'inno alla monarchia...

Per La spada di King Arthur si decise di chiamarli I Cavalieri del Re perché era il nome che più si addiceva al cartone animato. Purtroppo però Olimpio Petrossi e Anselmo Natalicchio (che erano i funzionari R.C.A. che si occupavano di questo settore discografico) avevano precedentemente scelto un'altra sigla per "La spada di King Arthur" e Riccardo e Clara non pensavano che la loro sigla fosse talmente bella da contravvenire ai patti presi.

King ArthurQualche mese dopo, mentre in cascina stavano preparando un pezzo (I miei 16 anni) da far cantare alla circense Ambra Orfei, questa li avvisa che su Antenna Nord (futura Italia1) stava andando forte un cartone animato con una sigla molto bella: si tratta di "La spada di King Arthur" che nel giro di 6 mesi va in top ten vendendo 300 mila copie! La spada di King Arthur venne definita da molti giornalisti "una delle sigle di cartoni animati più bella in assoluto" e da grandi e piccini viene definita "un classico".

Riccardo e Clara vengono così invitati a Superclassifica Show da Maurizio Seimandi e Riccardo, abbastanza spaventato dall'idea, decise di portare con loro Jonathan e Guiomar (che vengono ufficialmente inseriti nel gruppo). Seimandi in quella trasmissione chiese a Riccardo: "ma chi sono questi Cavalieri del Re? Le Mele Verdi adulte?" e lui rispose dicendo che si trattava della sua famiglia. Per l'esibizione televisiva decisero inoltre di usare dei vestiti a tema: delle armature.

Guio, fino a quel momento estranea al gruppo, ama la musica e, viste anche le sue esperienze di dj, Clara le proporrà di collaborare anche lei alle sigle occupandosi della parte fonica delle registrazioni al fine di mantenersi all'Università da sola. Guio diventa così la prima "tecnica del suono" italiana. Ovviamente verrà aggiunto anche il piccolo Jonathan e nel giugno del 1981 nasce "ufficialmente" il gruppo. La loro idea era quella di lavorare nascosti dietro le quinte senza mai esporsi al pubblico e non immaginavano nemmeno che questo loro "gioco" li avrebbe poi portati al successo e a numerosissime richieste discografiche.

Anselmo Natalicchio, una volta conosciuto di persona Riccardo, invitò il gruppo ad una riunione di lavoro per visionare "cinque cartoni in cerca di sigla": Banner lo scoiattolo, Sasuke il piccolo ninja, X Bomber, L'uomo tigre e Moby Dick 5. I "Cavalieri" però trovarono sul posto anche Mitzi Amoroso e Giorgio La Neve...fu subito chiaro che ci sarebbe stato da lottare. Riccardo, Clara e Guiomar visionarono i filmati e ricevettero del materiale informativo.

KimbaIn quel periodo l'R.C.A. commissionava le sigle per i suoi cartoni animati a diversi artisti, le ascoltava tutte e poi sceglieva la più bella che sarebbe andata in Tv (e soprattutto nel 45 giri). Per le sigle future la R.C.A. avviserà i "Cavalieri del Re" sempre per telefono, raccontando a grandi linee la storia del cartone animato e dai quei dati tirati giù frettolosamente nasceranno tutte le loro sigle. Ovviamente per ogni loro sigla scelta riceveranno diversi milioni e si dedicheranno molto seriamente alla musica sacrificando le attività principali di Clara (che doveva rimandare molti appuntamenti con i pazienti), di Guio (che saltava spesso gli esami univeritari) e di Jonathan (che, con sua grande gioia, si assentava spesso da scuola).

Per quanto riguarda gli interpreti delle sigle, i Cavalieri del Re decideranno a chi farle cantare in base alla storia del cartone animato oppure alla disponibilità di quel determinato giorno. Passeranno notti intere a lavorare, tenendo sveglio il piccolo Jonathan, che oltre a cantare aveva il compito di giudicare le sigle, promettendogli gelati ed altri regali!

BannerCome accennavo prima, i membri del gruppo coprivano ogni ruolo, sia nel mixaggio sia in fase di registrazione. Le basi le realizzava tutte Riccardo. Una volta mi disse "suono tutto, ma male"! L'unico strumento per cui c'era sempre la necessità di un aiuto esterno era la batteria. Riccardo, nell'intervista rilasciata a Rockfox, ci dice che a volte per esigenze di tempo chiamava in sala di incisione due "esterni", un batterista che abitava a Luino di nome Walter Shebram e un chitarrista/bassista di nome Gino Panariello (per maggiori info vi rimandiamo al testo dell'intervista).

Vuola la leggenda che Riccardo in cascina abbia ogni tipo di strumento e che li comprava anche per utilizzarli solo per una sigla! Si dice pure che nei primi anni '80 lo studio ospitasse persino un'arpa (usata per alcune rifiniture in Lady Oscar). Questo si che è amare la musica!

SasukeNel frattempo un'amica di Riccardo, della casa discografica della K-Tel, gli chiese di realizzare la sigla per un loro cartone animato: "Kimba il leone bianco" e così Riccardo compone Kimba. La sigla la canta Clara e va in onda, assieme al cartone, su Euro TV. Siccome non potevano adoperare il nome de "I Cavalieri del Re" perché l'avevano adoperato per il disco con la R.C.A. e dato che la sigla era cantata da Clara decisero di utilizzare come nome La mamma di Jonathan. Il disco andò in classifica e per le esibizioni in TV si presentarono con una lunga fascia rosa sulla fronte. L'effetto speciale di questa sigla sarà il cinguettio degli uccelli in apertura del brano. Questa è una delle sigle più amate dagli "otaku" (per "otaku" si intende in Italia "appassionato di cartoni animati giapponesi").

Tom StoryBanner lo scoiattolo (scritta per l'omonimo anime in onda su Telemontecarlo) viene cantata da Clara ma Mitzi Amoroso consegnerà prima la sua sigla e quella dei "Cavalieri" verrà momentaneamente messa da parte. L'effetto speciale utilizzato per questa sigla sarà di nuovo il cinguettio degli uccellini.
Come vi avevo detto le sigle venivano commissionate dalla R.C.A. a diversi cantanti e poi Petrossi e Natalicchio sceglievano la canzone che ritenevano più adatta. Di solito gli interpreti spedivano a Roma solo un abbozzo di sigla (così detto provino), con basi monostrumentali (chitarra o piano) e testi approssimativi ma i "Cavalieri", avendo un loro studio di incisione e contando molto sulle capacità, spedivano a loro rischio la canzone completa (da Lady Oscar in poi)! Questa trovata aveva due effetti: li poneva in una posizione di rilievo sugli altri contendenti però faceva imbestialire Riccardo quando gli imponevano dei cambiamenti al testo o alla musica (perché doveva rifare tutto!).

Altro brano di quell'anno sarà Sasuke, sigla di "Sasuke il piccolo ninja" (in onda su Telemontecarlo). Anche per questa sigla, cantata da Riccardo, useranno il nome "I Cavalieri del Re" perché si addiceva anche a questo cartone animato. Per cantare questa sigla in televisione si presenteranno con il kimono e anche questo disco andrà in classifica. Poi sarà la volta di X Bomber (che andrà in onda su Telecity), ma alla R.C.A. la sigla cantata da Riccardo non piace e sceglieranno il brano dei "Condors". Per questo brano avevano chiesto a Riccardo un testo molto fantasioso e lui li prese in parola coniando frasi normalmente improponibili! Stessa sorte avrà la sigla scritta per la C.B.S. per il cartone animato "Tom Story" (in onda su Rai Uno): Tommy e Huck non andrà in sigla perché viene consegnata in ritardo, quando in Tv c'è già quella de "La Banda di Tom".

1982


L'uomo TigreIl 1982 si apre con L'uomo tigre, sigla de "L'uomo Tigre, il campione" (in onda su Antenna 3).

Visto che il nome "Cavalieri del Re" non si addiceva alla serie viene adoperato il nome dell'interprete della sigla: Riccardo Zara. Il disco entra in classifica e per cantare questa sigla in Tv si presentano con una maschera di tigre. Il titolo della canzone doveva essere Tiger man ma la R.C.A. si mostrò ostile persino ai titoli in inglese!!! L'effetto speciale di questa sigla sarà il ruggito di una tigre (in realtà si userà il ruggito di un leone!). Questa è una delle sigle più amate da grandi e piccini (viene definita "un classico").

Lady OscarDopo L'uomo Tigre, sempre per la R.C.A., realizzano una delle loro sigle più famose: Lady Oscar. Canta Clara e il cartone viene trasmesso su Italia1. Questo cartone venne snobbato dalla Rai perché ritenuto diseducativo, anche se i giapponesi li avevano avvisati che si sarebbe trattato di un grosso successo.

La R.C.A. incaricò ben 24 artisti per la Lady Oscar realizzazione di questa sigla ma quando ascoltarono il brano di Riccardo (tra l'altro nel provino, poi andato perduto, cantava proprio lui) si accorsero subito che era quello giusto. Chiesero di chi fosse ma, saputo chi erano gli interpreti, stava per saltare tutto: non volevano un'altra sigla dei "Cavalieri" perché ne avevano in giro già quattro! così fecero interpretare questa sigla da Marisa Interligi (la cantante di "Dancin days"). Fortunatamente alla fine si optò per la versione cantata dai "Cavalieri" perché era troppo bella...

LupinAnche qui il nome di "Cavalieri del Re" si addiceva e venne mantenuto. Il cartone animato ebbe un enorme successo e il disco va in top ten vendendo 700 mila copie! Il "Corriere dei piccoli" bandì persino un concorso e, tra vari premi, c'erano in regalo ben trecento 45 giri con la sigla di Lady Oscar. Per l'esibizione dal vivo a Superclassifica Show si presentarono vestiti con giacca in velluto marroncino, foulard bianco al collo e pantaloni neri e la loro esibizione verrà alternata con delle sequenze tratte dal cartone animato. Questa è una delle sigle più amate da grandi e piccini (viene definita "un classico"). La melodia della sigla era stata composta da Riccardo nel 1981 per un jingle musicale intitolatato Verdi praterie (o Verdi foreste) per la tv Tele Alto Milanese 56.

Superauto mach 5Quando si trattò di dare una sigla a "Le nuove avvenuture di Lupin III" (in onda su Euro TV), Riccardo propose la sua Lupin, ladro gentiluomo (cantata Jonathan e Riccardo) ma la R.C.A. volle qualcosa di più classico così bocciò la loro sigla a favore di quella di Macchiarella (cantata dall'orchestra Castellina Pasi). Lupin, ladro gentiluomo, tra le sigle scartate, è la loro preferita; Riccardo una volta mi disse che era sicuro del fatto che, se la R.C.A. avesse pubblicato il loro brano, avrebbe certamente venduto di più della sigla apparsa in Tv. In quella occasione venne subito smentito dalle due donne del gruppo che invece adorano la sigla dei "Castellina-Pasi".

Altra sigla che Riccardo scrisse per R.C.A. fu Superauto mach 5 go! go! go! (sigla dell'omonima serie in onda su Italia1), cantata da Guiomar. Il cartone non c'entrava nulla con sovrani e cavalieri medioevali così decisero di usare il nome sciolto Guiomar. Il ritornello della canzone doveva essere "Go go go mach five..." ma alla R.C.A. non volevano termini in inglese altrimenti, pensavano, i bambini avrebbero fatto fatica a capire i testi. Con questa sigla ritorneranno in classifica. L'effetto speciale di questa sigla sarà il rombo dei motori delle automobili.

Alla R.C.A. il fatto che la "famiglia Zara" usasse pseudonimi (i prossimi nomi scelti per le sigle sarebbero dovuti essere "La zia di Jonathan", "Il papà di Jonathan" e altri simili) o che firmassero le sigle di altre ditte non andava giù. Così Petrossi gli disse: "ragazzi ma che fate, lavorate con la concorrenza?". Risultato: li prendono sotto contratto in esclusiva per 3 anni (1982-1985) per interpretare 4 sigle all'anno (per un totale di 12 sigle) adoperando sempre il nome di Cavalieri del Re...in realtà le sigle saranno molte di più!

La copertina dell'album "La storia di Lady Oscar"Grazie al successo che continuava a riscuotere Lady Oscar alla R.C.A. si decise di realizzare un intero LP/audiostoria della serie dal titolo la storia di Lady Oscar.

Così contattano Riccardo per incidere delle canzoni nuove ed invitano il gruppo a Roma a visionare degli spezzoni del cartone animato per poi trovare spunti migliori per le canzoni. Così incideranno Minuetto per la regina (cantata Clara e Riccardo), Canto di Andrè (cantata da Riccardo; l'effetto speciale di questa canzone sarà il frinire delle cicale), Complotto a corte (cantata da Guiomar; l'effetto speciale di questa canzone sarà il rumore degli zoccoli dei cavalli realizzati battendo le dita su di un asse di legno), ed Alle porte della rivoluzione (cantata da Clara).

I Cavalieri vestiti per SasukeI "Cavalieri del Re" verranno persino chiamati ad esibirsi dal vivo a Pavia per il lancio della bambola di "Lady Oscar" prodotta dalla "Ceppiratti". Per questa occasione si vestiranno con giacca e pantaloni neri ed una camicia bianca con il foulard bianco. La storia di Lady Oscar sarà il secondo album di sigle, dopo "Atlas Ufo Robot", a piazzarsi nella classifica di vendita dei 33 giri con 300 mila copie vendute.

Quando parlammo della sigla di Lady Oscar vi dissi che il "Corriere dei piccoli" aveva indetto un concorso tra i quali premi erano compresi trecento 45 giri della sigla. Siccome però l'afflusso dei piccoli partecipanti fu di gran lunga maggiore alle aspettative rispetto ai premi preventivati, i dirigenti del "Corrierino" decisero di aggiungere al montepremi la bellezza di trecento Lp de La storia di Lady Oscar. I "Cavalieri", ovviamente andranno anche in TV a cantare questi brani...

Nel frattempo tutti i giornali parlano dei "Cavalieri del Re": "TV Sorrisi e Canzoni", "Famiglia TV"; "Corriere dei Piccoli", "Il Topolino", "Il Giornalino", "Telesette", "Novella 2000", "Il giornale di Barbie", "La Stampa"... Molti giornali pubblicano anche l'indirizzo a cui scrivergli e loro risponderanno personalmente alla posta inviando ai loro fan una foto/cartolina! Spesso si troveranno fuori dalla cascina tanti bambini che vogliono almeno vederli ed ogni tanto li inviteranno dentro a far baldoria ed a cantare qualcosa con loro.

Il successo delle loro sigle farà sì che tutte le trasmissioni televisive li vogliano come ospiti, grandi e piccini vorranno vedere i volti di chi canta queste sigle: "Bis", "Bim Bum Bam", "Ciao Ciao", "Fresco fresco", "Oggi cartoni", "Discoring", "Patatrac", "Topolino show", "L'Ambrogino d'oro", "L'orecchiocchio", "Calcio matto", "Yo Yo", "Direttissima dalla tua antenna" e tantissime altre reti locali li chiameranno ad esibirsi! Dovettero anche rifiutare tanti inviti a causa dei loro impegni e dei loro capricci.

Successivamente realizzano per la R.C.A. Il libro Cuore sigla dell'anime "Cuore" (in onda su Retequattro). L'interprete principale è Clara. Per cantare questa sigla nelle esibizioni live si vestono con pantaloni bianchi, camicia rossa, cravatta bianca ed un cuore bianco sulla sinistra. Anche questa sigla entrerà in classifica ed i Cavalieri realizzeranno un video alternato alle immagini del cartone animato.

FloL'effetto speciale di questa sigla sono le urla dei bambini che escono da scuola. Il libro Cuore è stata, in una radio di Milano, prima nelle classifiche di preferenza e di richiesta per ben due mesi. "Il Topolino" infine bandì un concorso legato al cartone animato di "Cuore" e tra i vari premi da vincere c'erano anche 100 dischi della sigla ma con la copertina leggermente diversa dall'edizione normale: le strisce rosse ai lati si trovano invece sopra e sotto alla figura del disco e sul disco la scritta riportata è "Cuore" e non "Il libro Cuore". Per il centenario del "Libro Cuore" di Edmondo De Amicis, I "Cavalieri del Re porteranno" in scena uno spettacolo commemorativo assieme ad Enzo Tortora. Questa è la sigla preferita da Riccardo e Guiomar ed è stata definita "la sigla più bella dei cartoni animati".

NeroAltro disco che entrerà in classifica sarà L'isola dei Robinson, sigla di "Flo la piccola Robinson" (in onda su Retequattro) cantata da Riccardo e Clara. L'effetto speciale di questa sigla sarà il soffio del vento e il gruppo si presenterà ad eseguirla in TV con calzamaglia nera e camicia bianca molto larga. Questa è una delle sigle più amate dagli "otaku".

Segue Nero soldato, scritta per "Avventure, disavventure e amori di Nero cane di leva". Gli interpreti della sigla sono Riccardo e Clara ma la sigla ha degli effetti sonori e un testo giudicati troppo violenti da Olimpio Petrossi e così la R.C.A. chiese a Riccardo di modificare il brano. Gli effetti speciali di questa sigla sono gli spari e l'abbaiare dei cani. Così Nero soldato diventa Nero cane di leva ed affiancherà il cartone "Avventure, disavventure e amori di Nero cane di leva" (in onda su Rai Due) con poca fortuna. All'interno dello stesso cartone animato doveva comparire Nero cucciolo (cantata da Guiomar) una canzone di un minuto e mezzo che doveva coprire una canzone che il cane Nero cantava in giapponese. Così in giornata preparano la canzone, giusto in tempo per consegnarla al corriere di Roma. Ma la canzoncina arriva in ritardo al doppiaggio e così non viene inserita nel cartone animato. L'effetto speciale di questa sigla è il cinguettio degli uccellini.

Calendar ManPer la trasmissione calcistica "Calcio matto" (in onda sulla Rai durante i fortunati mondiali di calcio di Spagna '82) i "Cavalieri del Re" realizzano il brano Siam tutti italiani (canta Riccardo), ma già alla Rai si erano accordati con Franco e Ciccio.

La R.C.A. insistette con i vertici Rai dicendo che quella dei "Cavalieri" era una sigla bellissima e che sarebbe diventata un inno ma Siamo tutti italiani non venne più utilizzata. Come effetto speciale si usarono le urla dei tifosi allo stadio. Sarà poi Nilla Pizzi a cantare questa canzone inserendola in un suo album (verra interpretata anche dal cantante di liscio Corrado Graziani).

ChappyDopo questa piccola delusione è la volta della sigla di Calendar Men (in onda su Telereporter) cantata da tutto il gruppo al gran completo. Questa è una delle due sigle preferite da Clara. Poi è la volta della sigla Din Don il villaggio fantasia, cantata da Jonathan per il programma per ragazzi "Yo Yo" (in onda su Telereporter). L'effetto speciale di questa sigla è il rumore degli zoccoli dei cavalli.

I Cavalieri concludono l'anno con Chappy lo stregone (cantata da Clara) sulla musica de Lo scoiattolo Banner al quale venne cambiato il testo. La sigla alla R.C.A. piace però Riccardo aveva sbagliato clamorosamente il sesso del protagonista: Chappy non è un maschietto ma una femminuccia! Riccardo aveva capito male durante la consueta telefonata della R.C.A. e così i Cavalieri ricorreggono il tutto e nasce Chappy (sigla di "La maga Chappy" in onda su Italia1). La sigla, cantata da Clara, approda in classifica. Nella parte finale del brano si sente Jonathan dire "ciao Chappy": questa fu un'improvvisazione del bambino. Infatti, mentre stavano finendo di incidere, decise di voler salutare Chappy e, pur non essendo la cosa prevista nel testo, i "grandi" del gruppo trovarono la cosa carina e decisero di mantenerla nell'incisione.

Un'altra curiosità riguardante questa sigla è che il cartone Cyborg 009 (il lato A del 45 giri che ospitava Chappy) andò in onda alla fine del 1982 e per il lato B la R.C.A. scelse Chappy il suo anime venne trasmesso solo all'inizio del 1983.

Il "Corriere dei Piccoli" fisserà in quell'anno un appuntamento al telefono con i Cavalieri del Re per tutti i fanatici del gruppo. La disponibilità del gruppo sarà limitata a 4 ore e sarà molto difficile poter trovare la linea libera. Jonathan inoltre comincerà a fare il doppiatore in diverse pubblicità: dentifricio "Mentadent P", cioccolato "Galack", "Figurine Panini", "Gli Sgorbions", "Bastoncini Findus"...