Introduzione


Salve picciotti, i nostri amici di vecchia data avranno già avuto modo di leggere la storia di questo mitico gruppo musicale da un mio racconto che è stato ospitato su questa pagina per molto tempo.

Quando ho conosciuto Gianni Soru, però, ho sempre sperato che un giorno mi chiedesse di riscriverla lui stesso. Fortunatamente lui era della mia stessa idea e così è nato lo scritto che vi apprestate a leggere. Vi anticipo che è un articolo bellissimo, pieno di tante notizie che solo pochi altri, oltre a Gianni, conoscevano prima di adesso e quindi fatene tesoro. Sono tutte notizie di prima mano visto che Gianni conosce l'intero gruppo dai lontani anni '80 e quindi nessuno meglio di lui avrebbe potuto scrivere una cosa simile.

I Cavalieri del Re Story è la narrazione cronologica della storia del gruppo dalle origini ad oggi e contiene l'esatta sequenza in cui Riccardo compose le sigle. Ad impreziosire il tutto tantissime immagini tratte da giornalini dell'epoca e delle foto esclusive che Gianni ha voluto regalarvi.

In questa sede io posso solo dire grazie a Gianni perché, oltre ad essere un bravissimo ragazzo, è davvero preparato in materia di sigle avendo scritto per anni per diverse testate nazionali e non (ricordiamo i suoi ottimi lavori su "Japan Magazine", "Cudowny", "Di tutti i colori" ma l'elenco è lungo). Attualmente Gianni è impegnato nella pubblicazione di un bel giornalino chiamato Manga Club reperibile nelle migliori fumetterie italiane. Sono davvero orgoglioso anche perché questo è un lavoro inedito che impreziosisce e completa un articolo che in questi anni ci e vi ha dato parecchie soddisfazioni! Grazie Gianni!

I Cavalieri del Re Story: 1946/1982

a cura di: Gianni Soru

La musica li ha fatti conoscere, la musica li ha divisi e la musica li tiene uniti. Sembrerà una favola ma tutto ciò che è accaduto sarà stato, forse, destino. Doveva comunque accadere e un motivo c'era...

Riccardo


RiccardoRiccardo Zara è nato a Monfalcone, in provincia di Gorizia, il 9 novembre del 1946 sotto il segno dello Scorpione.

Inizia a suonare la chitarra, regalo della cara nonna Carolina, a dodici anni ma, dotato di grandi capacità musicali, non avrà problemi ad intraprendere lo studio di molti altri strumenti.

Da ragazzo, con tre amici di Monfalcone fonda il gruppo I Draghi, con i quali suona pezzi tratti dal repertorio del rock di fine anni '50 / inizio '60, ovvero Elvis Presley, i Champs e soprattutto gli Shadows. A metà degli anni '60 scopre i Beatles e, come una intera generazione, ne diventa un accanito fan nonchè estimatore del loro modo di fare musica.

L'amore per i Beatles lo porterà, occupandosi degli arrangiamenti dei Draghi, ad imparare i primi rudimenti di quelli che erano, per l'epoca, le difficilissime parti vocali dei quattro di Liverpool.

In seguito Riccardo assolve all'obbligo di leva con stanza a Trapani (un'esperienza che non gli piacque moltissimo) e successivamente, insoddisfatto dalla vita di Monfalcone, va a suonare sulle navi da crociera in giro per il mondo per ben quattro anni.

Riccardo, Sergio Alemanno e Bruno LauziIn questo periodo Riccardo compone molte delle canzoni che poi, una volta sbarcato a Milano nel 1972, inizia a proporre alle case discografiche nella speranza che potessero tornare utili a qualche loro artista.

Una di queste, andata ai Dik Dik, era Viaggio di un poeta che vinse il Festivalbar di quell'anno (1972). Visto l'enorme successo della canzone, i Dik Dik chiesero a Riccardo altre canzoni ottenendo da lui Storia di periferia, Il cavallo, l'aratro, l'uomo e Ultima estate tutti pezzi che portano con se' un po' delle esperienze e della malinconia che certamente accompagnarono Riccardo nei suoi anni di mare.

In quei primi anni milanesi, e per quasi un decennio, Riccardo iniziò a collaborare con il famoso cantautore Bruno Lauzi facendogli da bassista e corista nei concerti. Proprio dall'autobiografia di Lauzi si legge: "I due straordinari individui che subentrarono ai F.L.B. ("Fratelli La Bionda" ndr.) quando questi giustamente presero il volo, erano più personaggi che musicisti ma, non essendolo neppure io, non ce ne accorgemmo per dieci anni, così che la gente si andò abituando a quei due: Riccardo Zara, detto 'Ezechiele Lupo', e Sergio Alemanno detto 'La Zia' [...], che restarono finché non fui costretto a riprendere Sergio che faceva l'anarchico - maglione coi buchi, cappellaccio di lana e fiasco di vino sotto la sedia - mentre il pubblico era ora così borghese e perbenista che ci avrebbe voluto addirittura in giacca e cravatta". ("Tanto domani mi sveglio", Giammarò Editori)

Riccardo (che, come John Lennon, non ama particolarmente la sua voce) cantava solamente per i provini che poi portava in giro per le case discografiche e fu solo in un secondo momento che lo convinsero ad interpretare le sue creazioni (la prima canzone ufficialmente incisa con la sua voce è Rin Tin Tin).

Tra i brani più famosi composti da Riccardo prima del periodo "sigle" ricordiamo Ave Maria no more (per la cantante brasiliana Maria Creuza) e Non so dir di no per Graziella (la madre di Arianna Bergamaschi).

Sicuramente Riccardo entrerà nel mondo delle sigle per necessità ma le braccia della fama lo prenderanno anche così.

Clara


ClaraClara Maria Teresa Serina nasce a Itapetininga (San Paolo del Brasile) il 22 dicembre nel 1949 sotto il segno del Capricorno.

Giunta in Italia, Clara si iscrive all'Università di Medicina e Chirurgia ma capisce, fin dal primo esame, di essere più portata per la Facoltà di Psicologia e si iscrive così all'Università di Padova.

In questo periodo conosce Riccardo con il quale va a vivere in una casa in Ripa Porta Ticinese, sui suggestivi navigli di Milano.

Clara suona la chitarra e il pianoforte e scrive la sua prima canzone, dal titolo Illusao no samba, a soli 15 anni e fu una prime cose registrate insieme a Riccardo.

La canzone venne successivamente pubblicata a metà degli anni '80 sul mercato belga, interpretata però dalla sorella del cantante Adamo. Della Clara compositrice non conosciamo che pochissime cose, tra cui la simpatica Jonathino ed il testo per la seconda canzone natalizia dei Cavalieri dal titolo Se Natale verrà.

Guiomar


GuiomarGuiomar Serena Serina è nata a Ibirarema (San Paolo del Brasile) il 7 marzo del 1955, sotto il segno dei Pesci.

Decide di trasferirsi in Italia dopo essersi innamorata del nostro paese dopo una vacanza fatta nell'estate del 1972 con sua madre e due dei suoi fratelli (complessivamente sono sette tra fratelli e sorelle).

Così, a soli 17 anni, Guio trova lavoro a Rimini come disk-jockey giusto in tempo per "godersi" il successo nelle radio di "Viaggio di un poeta" dei Dik Dik... finchè, stanca di sentirsi sempre richiedere la stessa canzone, decide di nascondere il disco dicendo al pubblico che si era rotto!!!

Ovviamente, quando Guio decise di andare a trovare la sorella Clara, e conobbe il suo fidanzato Riccardo, fu molto sorpresa di sapere che era lui l'autore di quel brano!

Successivamente ai Cavalieri del Re, Guio si è dedicata alla figlioletta ed alla carriera di imprenditrice nel settore della ristorazione con la consueta allegria.

Jonathan


JonathanJonathan Samuel Zara è figlio di Riccardo e di Clara. Nasce a Milano il 12 giugno del 1975 sotto il segno dei Gemelli.

Componente effettivo dei "Cavalieri" per meriti sul campo: oltre che a cantare, fare i cori e giudicare le sigle è adesso il maggiore promotore della rinascita del gruppo degli ultimi anni.

Oltre ad avere intrapreso le orme del padre nel campo della musica Jonathan lavora come grafico a Milano. Forza Jonathan che sei un grande!

Walter Scebran


Il batterista Walter Scebran (o secondo altre fonti "Shebran" o "Shebram") può essere considerato, a nostro giudizio, un "componente ombra" dei Cavalieri del Re o, come magari piacerebbe al beatlesiano Riccardo, il "quinto Cavaliere".

Sicuramente conosceva Riccardo già dai tempi del "Central Studio" (vedi infra), dove veniva chiamato come turnista per le parti di batteria.

Di lui non si sa molto ma la sua costante partecipazione, in qualità di turnista, a quasi tutte le incisioni dei "Cavalieri" fino al 1985 e la sua bravura con lo strumento lo rendono una componente importantissima del sound del gruppo.

Scebran, nel periodo dei "Cavalieri", viveva a Luino (VA) e veniva convocato in Cascina ogni qual volta c'era da incidere fino a quando, dopo essersi sposato nel 1985, si trasferì in Argentina.

Non è un caso se, partito Scebran, Riccardo non cercò un altro turnista ma preferì cominciare ad usare, benchè alla moda, la batteria elettronica.

1974/1977


All'incirca nel 1975, Riccardo e tre soci aprono a Milano lo studio di registrazione Central Studio, sito nella via Cadore.

I soci di Riccardo al "Central Studio" erano Marcello Minerbi (dei "Los Marcellos Ferial"), facente funzioni di direttore artistico, il pianista Giulio Del Santo e il polistrumentista Gianni Bobbio (chitarrista, bassista e flautista). L'unico turnista di cui si avvaleva lo studio era Walter Scebran, il batterista ufficiale dei Cavalieri del Re, mentre per i cori dei bambini ci si avvaleva molto spesso di Mitzi Amoroso e le sue Mele Verdi.

Per quel che riguarda l'attività di Riccardo, il capitolo "Central Studio" è ancora, in parte, da integrare e siamo davvero contenti di aver iniziato a parlarne su queste pagine tanti anni fa, analizzando e ponendo tanti interrogativi che sono stati, in larga parte, chiariti dallo stesso Riccardo in diverse occasioni, con particolare riferimento ad una lunga intervista realizzata dai ragazzi di SigleTv.net (nella specie Pellegrino, Lorenzo "OFM" e Matteo "Hiroshi") e trasmessa da RadioAnimati nel dicembre del 2008.

Il "Central Studio", oltre alla normale attività di qualsiasi studio di registrazione, era specializzato nella realizzazione di cover delle hit del momento e nell'ambito di questa produzione aveva stretto un sodalizio con la casa discografica LS (riconducile all'odierna Duck Record) che era solita pubblicare le loro incisioni sotto il nome di Boys Group, salvo rivendere la stessa incisione a diverse case discografiche (come accadde, ad esempio, per Zorro). Il compenso per ogni cover era, per stessa ammissione di Riccardo, molto basso: 250 mila lire circa.

In merito ai Boys Group c'è da sottolineare che non siamo in grado, ad oggi, di stabilire una corrispondenza diretta ed univoca con i soci del Central Studio, essendo questo gruppo-contenitore della LS per commercializzare i suoi dischi di cover (almeno quelli destinati alla vendita per il pubblico maschile).

Con tutta probabilità il primo contatto artistico di Riccardo con le sigle avvenne proprio nell'ambito delle cover per la LS ed in maniera piuttosto naturale: visto che sul finire degli anni '70 molti dei dischi più venduti erano delle sigle televisive, era logico che le case discografiche ne richiedessero delle cover.

Era il periodo del successo della "Tartaruga" di Bruno Lauzi (1975), a cui l'artista fece seguire un intero 33 giri di canzoni per bambini intitolato Johnny Bassotto, la tartaruga... ed altre storie (1976) per cui lo stesso Riccardo Zara (musiche) e il collega Sergio Alemanno (testo e musica) avevano scritto il brano Cristoforo Colombo, che però non venne utilizzato (lo sarà nel 1996, col titolo "L'uovo di Colombo", quando verrà pubblicato nel disco di Lauzi dal titolo Johnny Bassotto e i suoi amici per le edizioni J. Records).

In questo contesto, circa sei mesi dopo, venne chiesto al Central Studio di fare un 33 giri di canzoni per bambini famose con le Mele Verdi di Mitzi Amoroso (che conteneva, tra le altre cose, La pecora nel bosco e molte canzoni dei classici animati della Disney tra cui quelle di Cenerentola e Pinocchio). In seguito all'inaspettato successo, per guadagnare sulle royalities di edizione, si pensò di fare un altro volume con tutte canzoni inedite ("Furiadisuccessi n. 4", Quadrifoglio, 1978) e così Riccardo, tra le altre, propose di metter dentro due canzoni: la Cristoforo Colombo di cui parlavamo prima e una strana canzone che aveva scritto interamente Clara sei mesi prima dal titolo Jonathino (che poi era il piccolo Jonathan).

Queste due canzoni, però, erano accomunate dal fatto che erano state scritte da autori che non facevano parte del Central Studio, i cui soci avevano stabilito la regola che a "firmare" i pezzi in S.I.A.E. dovevano essere sempre tutti e quattro, indipendentemente dal reale autore (comprese anche Rin Tin Tin e Lassie). Così, una volta che i legittimi autori accettarono di condividere con gli altri quattro le proprie canzoni, vennero registrate con il contributo di Riccardo, Gianni Bobbio e Giulio Del Santo alle voci (pesantemente raddoppiate).

Sicuramente a questo primo periodo appartengono le cover di Zorro e di Orzowei.

Per quel che riguarda Zorro (con "C'era una volta..." nel lato B), si tratta di una cover cantata da Riccardo della sigla del telefilm La spada di Zorro (trasmesso dalla RAI) ed incisa originariamente dalla Zig Zag Ensemble (con voce di Arturo Zitelli).

Per quel che riguarda invece Orzowei, cover della sigla dell'omonimo telefilm ed incisa dagli Oliver Onions, il contributo vocale di Riccardo è limitato ai soli cori (in merito a tale 45 giri non mi sono noti altri dati).

Ad ogni modo, a detta dello stesso Riccardo, in quel periodo gli venne anche chiesto di cantare dei brani di Gianni Morandi. In mancanza di altri riscontri (i dischi della LS sono tantissimi e non sempre di facile reperibilità) sicuramente interpretò una riuscita cover di Sei forte papà (che riportava, nel B side, una cover di Tarzan lo fa di Nino Manfredi).

Sicuramente più interessante e curiosa è la vicenda che portò Riccardo a scrivere e cantare delle sigle per i programmi Tv.

Avvenne infatti che era stata richiesta una cover della sigla di Rin Tin Tin ma che, essendo questa solo un tema musicale, non avrebbe avuto molto senso e sicuramente avrebbe avuto poco appeal commerciale. Fu così che a Bruno Barbone, produttore della LS, venne l'idea di realizzare un brano "nuovo" e lo chiese a Riccardo il quale rispose con le seguenti, testuali, parole: 'Nono, quelle cose per bambini a me non piacciono, non le farò mai!'. Per tutta risposta il produttore lo pungolò sul piano personale dicendogli 'dici così perché non ne sei capace'. Fu così che Rin Tin Tin, scritta sul tram di ritorno a casa, venne finita e consegnata in tre giorni.

La canzone piacque così tanto a Bruno Barbone che, al posto di smerciarla nel circuito delle cover, la portò alla Fonit Cetra da Marino Marini (che si occupava delle sigle in onda sulla RAI) che, essendo interessato al pezzo ma non potendolo più usare come sigla, decise di farne un 45 giri.

Nell'interpretare queste sigle Riccardo e gli altri membri del "Central Studio" si chiamano Cheyennes e tra gli autori compare quello di tale John Raimonds, che era poi uno pseudonimo di Gianni Bobbio.

Adocchiata la bravura di Riccardo, Marino Marini, a distanza di sei mesi da Rin Tin Tin, propose al gruppo di lavoro del "Central Studio" di realizzare una sigla per il telefilm di Lassie: così venne realizzata l'omonima canzone, un brano originale di Riccardo, che divenne la seconda (ed ultima) canzone dei Cheyennes. Il destino di questa canzone non fu fortunato in quanto le trasmissioni che andavano in onda in RAI venivano programmate con molto anticipo ed il nastro arrivò fuori tempo massimo. Anche per questo brano però, fortunatamente, venne stampato un 45 giri.

Una cosa curiosa che vale la pena segnalare è che non si sa con certezza a quale telefilm "italiano" di Lassie (la cui serie originale conta tantissime stagioni) dovesse servire questa sigla. Generalmente si pensa che possa essere quella che andò in onda accompagnata dal brano "Guardando Lassie in Tv" di Cristian De Sica, ma non si hanno però conferme certe. Come argomentazioni contrarie possiamo ricordare che la serie venne (ri)siglata nel 1980 dal brano "Ciao Lassie" di Georgia Lepore e che nessuno sembra ricordarsi la canzone di De Sica in onda in Tv. Quien sabe?.

In ogni caso, per riassumere, sia Rin Tin Tin che Lassie vennero editate in due singoli della Cetra con le rispettive versioni strumentali nei B side, oltre ad essere riproposte, in seguito, in diverse compilation della Fonit Cetra.

In un contesto di lavoro come quello descritto poco più in alto, non bisogna meravigliarsi se, quasi in contemporanea con i 45 giri della Fonit Cetra, la LS metta in commercio un 45 giri contenente, rispettivamente come lato A e B, le cover (sic!) di Rin Tin Tin e Lassie sotto il nome dei Boys Group!

In buona sostanza, Riccardo realizzò per la LS le cover dei suoi brani "Cetra", presso cui era stato introdotto proprio dal loro produttore, cambiandone l'arrangiamento e cantandole con un tono di voce leggermente più grave per differenziarle dagli originali.

Sembra inoltre che tra la fine del 1976 e l'inizio del 1977 a Riccardo fosse anche arrivata la proposta di scrivere la sigla per Furia cavallo del West che venne però "acchiappata" da Luigi Albertelli con il prezioso aiuto degli Oliver Onions, e poi cantata da Mal.

Non ci sono conferme precise ma non ci sarebbe neanche nulla di strano, visto che i bravissimi Luigi Albertelli e Vince Tempera erano gli autori di punta delle sigle della Fonit Cetra e veniva assegnato ad altri autori solamente ciò che loro due "scartavano" (ed ovviamente scartavano solamente i prodotti per i quali non si prevedeva un successo di ascolti).

1978/1979


A fronte delle mancate scalate alla Tv di Rin Tin Tin e Lassie, Marino Marini propose a Riccardo, per mantenere una promessa fattagli, di scrivere lui la sigla di un nuovo telefilm estero che la RAI avrebbe mandato in onda e che Albertelli e Tempera avevano scartato.

Questo telefilm narrava delle avventure di un veterinario australiano e fu così che nel 1978), sempre per la Cetra, Riccardo scrisse Woobinda.

A nessuno piace, pensano sia un fallimento ma la sigla di Riccardo va in top ten vendendo solo in prima tiratura quasi mezzo milione di copie (in totale ne vendette 550.000)! Per incidere questa canzone gli viene affiancato il coro delle Mele Verdi di Mitzi Amoroso che, al posto dei soldi, chiede che compaia anche il nome del suo coro sul disco (edito dalla Cetra Ed. Usignolo).

La voce del bimbo che urla "Woobinda, aiutami! Woobinda, ma sbrigati!..." è di Paolo, figlio di Mitzi. A soli tre anni, "Paolino" diventa già popolare (Paolo adesso è il miglior amico di Jonathan).

A questo periodo, caratterizzato in ambito musicale mondiale dal grande successo per la disco dance, risalgono due grandi successi del "Central Studio" ovvero La Comparcita Dance e Delicado Dance, popolarissimi in Argentina.

Nello stesso anno il "Central Studio" andò malauguratamente in fiamme (durante una sera in cui era in onda il Festival di Sanremo) ed Enzo Jannacci propose a Riccardo una buona occasione: una cascina abbandonata alle porte di Milano. Era un posto con una storia personale molto interessante, ed era molto famoso tra i milanesi. Questa cascina venne costruita, come stalla, nel 1778 (anno in cui venne costruita anche la Scala): al piano di sopra vi si teneva il fieno ed al piano terra i cavalli.

Nei primi dell'800 la cascina divenne una locanda (al piano terra) mentre il piano rialzato veniva usato sempre come fienile. A metà del 1860 avvenne l'invasione delle truppe francesi di Napoleone III che arrivarono a Milano da Pavia. Proprio in questa cascina vi si dislocò il reggimento guidato dal colonnello Troiseffe, un uomo molto simpatico che godeva di grande favore presso la popolazione milanese. Col tempo la cascina ritornò ad essere un'osteria e, negli anni '50, divenne un posto famoso per la cucina delle rane ed anche molto frequentato nelle domenicali gite fuori porta. Negli anni '60 l'osteria venne chiusa e la cascina restò disabitata fino all'arrivo della "famiglia musicale".

Quando Riccardo e Clara l'acquistarono, la cascina versava in pessime condizioni e così si rimboccarono le maniche e la ricostruirono secondo le loro esigenze. Un giorno Clara chiese a Riccardo quale fosse il suo sogno e lui rispose "avere uno studio di registrazione tutto mio". E fu così che il suo sogno verrà realizzato all'interno della cascina: i due sposini si impegneranno a costruire uno studio di registrazione al piano terra (che fu operativo dall'estate del 1980) mentre il piano superiore verrà adibito ad abitazione della famiglia (dal novembre del 1980).

Mantennero invariato il nome della cascina: Tre Effe. Di conseguenza lo studio di registrazione di Riccardo si chiamò Cascina Tre Effe Recording Studio (S.A.S.). Clara aprirà il suo studio di psicologa presso la vecchia abitazione della famiglia sui navigli e tra una canzone e l'altra continuerà a dedicarsi alla sua professione.

foto foto foto
La cascina TreEffe TreEffe Rec. Studio TreEffe Rec. Studio



Dopo che il "Central Studio" andò a fuoco, in mancanza di una sala di incisione, Riccardo comprò un registratore multitraccia Revox anche per sperimentare le tecniche di sovraincisione. Proprio durante una di queste prove, che faceva canticchiando in inglese maccheronico, saltò fuori un interessante motivetto armonizzato che Riccardo pensò subito di sfruttare e che fece girare per le case discografiche. Fu così che il provino di Riccardo attirò l'attenzione dei produttori del gruppo brit-pop dei Marmalade mentre in Italia lo stesso brano avrebbe dovuto essere inciso dai fratelli Reverberi (sotto il nome de I Surf?) ma l'esecuzione del brano era molto difficile ed il progetto tramontò.

Il motivo principale del brano venne così usato da Riccardo per la sua Messaggio d'amore, ricantata anni dopo insieme ai Cavalieri.

1980


Una delle prime canzoni che Riccardo scrisse nel 1980 è Bye bye Frankenstein per la voce dell'attore Jack La Cayenne, in occasione dell'annuale Rally Canoro, un programma originale di Corrado Mantoni e presentato, causa indisponibilità di quest'ultimo, dall'amico Bruno Lauzi.

Nello stesso periodo Riccardo viene ricontattato da Marino Marini che gli propone di scrivere una sigla per un ciclo di film che la RAI voleva dedicare a John Wayne: nasce così la versione originale di West che inizialmente incide lui stesso, come provino, al Capolinea e che successivamente verrà fatta cantare a Nevio Russo (anche se Riccardo non fu molto contento di questa versione che finì con l'essere pubblicata in un disco dello stesso Russo dal titolo "Folle crisi").

Rintuzzato da Luigi Albertelli che avrebbe voluto cambiarne il testo, Riccardo si tirò indietro dall'affare e reinciderà la canzone con i "Cavalieri" (col titolo di Tornare al vecchio West) nel 1983 in occasione di un loro album antologico (dal provvisorio nome di Album di famiglia) che poi non vedrà la luce (info tratte dal booklet del CD C'erano una volta i Cavalieri del Re della KBL).

Nel frattempo Guiomar decise di tornare in Italia per studiare Scienze Politiche, dato che in Brasile non vi erano molte possibilità per farlo. Avrà una carriera molto variegata, passando per due anni in Scienze Politiche, un anno in Lettere ed infine uno in Psicologia. Guio (che si pronuncia "Ghio") va così a stabilirsi in cascina con sua sorella Clara, Riccardo e Jonathan.

In quel periodo Clara comincia a maturare l'idea che fosse le possibile lavorare musicalmente con Riccardo così, stimolata da tale convinzione, gli propone di provare a realizzare una sigla "in famiglia": dai testi, a musiche, arrangiamenti e registrazioni. Del resto anche Riccardo era ben consapevole dell'enorme possibilità commerciale di questo settore in espansione e già dai tempi di Rin Tin Tin si era ricreduto sul suo iniziale "rifiuto" a fare musica per bambini.

Così accadde che Riccardo, nell'estate del 1980, sfogliando il "Tv Sorrisi e Canzoni", noti tra le anteprime dei cartoni animati previsti per stagione successiva quello intitolato Vicky il vichingo e decide di dargli una sigla. In soli tre giorni realizza l'omonimo brano e ne fa due versioni: una con le sole voci adulte di casa (la sua e quelle di Clara e Guio) ed un'altra con l'aggiunta di un coro di bambini tra cui una compagnetta di Jonathan di nome Katia Vaghi, per registrare la quale in cascina venne organizzata una festicciola.

All'incirca nello stesso periodo in cui Riccardo inizia a lavorare in proprio con Clara, Bruno Barbone gli propone di scrivere una sigla per il programma Tv di Antenna 3 dal titolo "Ranger Pier", che era una versione moderna di un vecchio programma della RAI intitolato "L'amico degli animali" (condotto a cavallo degli anni '50 e '60 da Angelo Lombardi). La nuova versione di questo programma, pensato dal figlio di Lombardi, era condotta da Franco Romeo (un noto televenditore dell'epoca) per la cui voce Riccardo scrisse Ranger Pier, su cui fece i cori insieme a Clara, Guio, Jonathan e il solito nutrito gruppo di suoi compagnetti. Di questa sigla uscì un disco (Intensity, 1980) con la base strumentale sul lato b. Inoltre, nella prima puntata del programma, insieme con Franco Romeo si presentarono in Tv Jonathan e compagni con degli abiti cuciti in fretta e furia dalla stessa Clara.

1981


VickyPurtroppo però anche questa volta gli Zara arrivano in ritardo con i tempi, ovvero la sigla era già stata assegnata... Riccardo però non si perse d'animo e, dopo aver riversato alcuni brani in un nastro magnetico, la consegnò alla Numero Uno (stessa casa discografica di Bruno Lauzi) nella persona di Silvano D'Auria affinché la facesse ascoltare ai vertici della R.C.A. di Roma. Allo stesso tempo anche Clara si dava da fare per far girare il magnetico che gli avrebbe, in seguito, permesso di diventare delle celebrità.

Riccardo ricorda che la cassettina contenesse una decina di pezzi, praticamente tutti quelli che lui aveva realizzato per il mercato dei "bambini" dal 1977 al 1980, con le aggiunte di Vicky il vichingo e di una loro versione di Bye bye Frankenstein, anche se sembra più plausibile la versione raccontatami da Clara, che sostiene che questa contenesse solamente Vicky il vichingo, proprio perché la sua intenzione era quella di voler dimostrare ai discografici la loro bravura come gruppo. Potrebbe, a mio avviso, essere possibile che i due si fossero occupati dell'autopromozione con due cassette diverse.

Tenendo per buona la ricostruzione di Riccardo, resta da chiarire quale versione di Bye bye Frankenstein fosse presente nel demo. E' possibile che si tratti del provino cantato da Riccardo ed inciso al "Capolinea" (di cui si parlava poco sopra) mentre è difficile che si tratti della stessa versione successivamente comparsa nell'album C'erano una volta i Cavalieri del Re in quanto questa versione venne incisa intorno al 1983, all'indomani della firma del contratto con R.C.A., essendo stata "ripresa" per battere la concorrenza in un eventuale, prevedibile, cartone animato sul mostro di Frankenstein.

Quale che sia la verità su questi "demo", alla R.C.A. Vicky il vichingo piaque molto e pensarono che fosse adatta ad un loro nuovo cartone animato: La spada di King Arthur. Così chiesero a Riccardo di cambiare il testo entro tre giorni e di adattarlo alla serie in questione. Una volta che la sigla venne ultimava e spedita a Roma, questa venne rimaneggiata del coro "evviva il re!" con cui questa terminava, con la giustificazione che la cosa poteva essere fraintesa come un'inno alla monarchia... Non è ancora chiaro se ad effettuare il taglio fu lo stesso Riccardo su loro direttive o se l'editing venne fatto direttamente a Roma.

King ArthurPer La spada di King Arthur si decise di chiamarli I Cavalieri del Re perché era un nome che si addiceva al cartone animato. Inizialmente però alla cascina non si pensava che questo fosse un nome definitivo, avendo pensato Riccardo (e come in parte farà in seguito) di inventarsi un nome per ogni sigla, a seconda di chi la cantasse (per cui se cantava Clara si sarebbe scritto "La mamma di Jonathan", se cantava Guio "La zia di Jonathan" etc etc.).

Purtroppo però Olimpio Petrossi e Anselmo Natalicchio (che erano i funzionari R.C.A. che si occupavano di questo settore discografico) avevano precedentemente scelto un'altra sigla per "La spada di King Arthur" e Riccardo e Clara non pensavano che la loro sigla fosse talmente bella da contravvenire ai patti presi.

Qualche mese dopo, mentre in cascina si preparava una canzone da far cantare alla circense Ambra Orfei intitolata I miei 16 anni, la ragazza raccontò che a Roma stava andando forte un cartone animato con una sigla molto bella: si trattava di "La spada di King Arthur" che nel giro di sei mesi vendette ben 300 mila copie.

Conoscendo le capacità musicali di Guio, brava cantante nonchè DJ, Clara le propone un giorno di collaborare con loro alle sigle per occuparsi della parte fonica delle registrazioni per permetterle di mantenersi all'Università da sola e così Guio divenne il primo tecnico del suono donna in Italia. Ovviamente anche il piccolo Jonathan divenne parte integrante del gruppo e nel giugno del 1981 nascono "ufficialmente" quelli che saranno poi i "Cavalieri del Re". La loro idea iniziale era quella di lavorare in studio senza mai esporsi al pubblico e quindi non avrebbero mai immaginato che questo loro "gioco" li avrebbe portati al successo.

Il pretesto per la prima apparizione al completo avviene quando Riccardo e Clara verranno invitati a Superclassifica Show da Maurizio Seimandi e Riccardo, abbastanza spaventato dall'idea, decide di portarsi dietro sia Jonathan che Guiomar. Seimandi in quella trasmissione chiese a Riccardo: "ma chi sono questi Cavalieri del Re? Le Mele Verdi adulte?" e lui rispose dicendo che si trattava della sua famiglia. Per l'esibizione televisiva decisero inoltre di usare dei vestiti a tema: delle armature.

Anselmo Natalicchio, una volta conosciuto di persona Riccardo in una notte di temporale, invitò il gruppo ad una riunione di lavoro negli uffici della Mondadori di Milano per visionare "cinque cartoni in cerca di sigla": Banner lo scoiattolo, Sasuke il piccolo ninja, X-Bomber, L'uomo tigre e Moby Dick 5. I "Cavalieri" però trovarono sul posto anche Mitzi Amoroso, Corrado Castellari e Giorgio La Neve...fu subito chiaro che ci sarebbe stato da lottare. Riccardo, Clara e Guiomar visionarono i filmati e ricevettero del materiale informativo.

KimbaIn quel periodo l'R.C.A. commissionava le sigle per i suoi cartoni animati a diversi artisti, le ascoltava tutte e poi sceglieva la più bella che sarebbe andata in Tv (e soprattutto nel 45 giri). Per le sigle future la R.C.A. avviserà i "Cavalieri del Re" sempre per telefono, raccontando a grandi linee la storia del cartone animato e dai quei dati tirati giù frettolosamente nasceranno tutte le loro sigle. Pur se fatto in allegria ed in famiglia, era pur sempre un lavoro (redditizio) e i Cavalieri del Re prendevano molto seriamente il loro impegno sacrificando sull'altare del successo le altre attività di Clara (che doveva rimandare molti appuntamenti con i pazienti), Guio (che saltava spesso gli esami univeritari) e Jonathan (che, con sua grande gioia, si assentava spesso da scuola).

Per quanto riguarda gli interpreti delle sigle, i Cavalieri del Re erano soliti scegliere l'interprete principale in base al cartone animato o, a volte, in base alla loro disponibilità per un determinato giorno. Passeranno notti intere a lavorare, tenendo sveglio il piccolo Jonathan, con la promessa di gelati ed altre regalie, svolgeva il doppio ruolo di corista e di critico musicale!

BannerCome accennavo prima, i membri del gruppo coprivano ogni fase del lavoro di studio, lasciando al solo Riccardo la fase compositiva e la registrazione delle basi musicali. Sull'abilità di strumentista di Riccardo c'è poco da dire, visto che riesce a suonare ottimamente un numero considerevole di strumenti, anche se una volta mi disse "suono tutto, ma male"! L'unico strumento per cui c'era sempre la necessità di un aiuto esterno era la batteria per registrare la quale Riccardo era solito chiamare, per esigenze di tempo, l'amico Walter Scebran e, ogni tanto, quando il pezzo lo rendeva necessario, un bravo chitarrista/bassista di nome Gino Panariello (per maggiori info vi rimandiamo al testo dell'intervista che Riccardo rilasciò a Rockfox per il nostro sito).

Sempre parlando di strumentazione musicale, vuola la leggenda che Riccardo in cascina abbia ogni tipo di strumento e che li comprasse anche solo per utilizzarli per una sigla! Altrettanto mitologica è l'arpa che comprò per fare le rifiniture in Lady Oscar.

Tom StoryRitornando alle sigle R.C.A., si era omesso di dire che, per esigenze di trasmissione, la prima a dover esser pronta doveva essere Banner lo scoiattolo (per siglare l'omonimo anime in onda su Telemontecarlo), che Riccardo compose affidandola alla voce di Clara; purtroppo per loro, Mitzi Amoroso, in accordo con il produttore Silvano D'Auria, riuscì a consegnare a Roma la sua versione prima di quella dei "Cavalieri", che verrà momentaneamente scartata.

La sigla di Banner lo scoiattolo, come molte loro canzoni del periodo, conteneva un, diciamo così, "effetto speciale", che in questo caso era il cinguettio degli uccellini.

Come vi avevo detto, le nuove sigle venivano commissionate dalla R.C.A. a diversi autori ed interpreti e dal novero di queste Olimpio Petrossi ed Anselmo Natalicchio sceglievano il pezzo che ritenevano più adatto. Di solito gli interpreti spedivano a Roma solo un abbozzo di sigla (così detto provino), con basi monostrumentali (chitarra o piano) e testi approssimativi. Su questo piano i "Cavalieri" erano avvantaggiati sulla concorrenza perchè avevano un loro studio di incisione e, contanto molto sulle loro abilità, spedivano (a loro rischio) a Roma una versione "definitiva" della sigla.

SasukeQuesto modo certosino di lavorare aveva due effetti: da un lato li poneva in una posizione di vantaggio sugli altri contendenti ma dall'altro c'erano seri problemi quando i discografici volevano dei cambiamenti al testo o alla musica.

Nello stesso periodo, accade che un'amica di Riccardo, Liliana Azzolini, editrice della casa discografica canadese K-Tel, gli chiese di realizzare la sigla per un cartone animato di cui avevano comprato i diritti: "Kimba il leone bianco" (andato poi in onda su EuroTv). Così nacque Kimba, con la voce di Clara. Siccome non potevano adoperare il nome de "I Cavalieri del Re" perché l'avevano adoperato per il disco con la R.C.A. e dato che la sigla era cantata da Clara, decisero di utilizzare come nome La mamma di Jonathan.

I Cavalieri vestiti per SasukeIl disco entrò in classifica e per le esibizioni in TV si presentarono con una lunga fascia rosa sulla fronte. Come "effetto speciale" Riccardo si inventò i rumori della giungla che si sentono in apertura del brano. La qualità di questa sigla, ed il suo successo, contribuì a "costringere", in seguito, la R.C.A. (che, distribuendo la K-tel in Italia, si era subito accorta della paternità della sigla di Kimba) a blindare i Cavalieri del Re con un contratto in esclusiva.

Subito dopo Riccardo scrisse e cantò Sasuke, sigla di "Sasuke il piccolo ninja" (in onda su Telemontecarlo) per la quale si decise di mantenere il nome di "Cavalieri del Re" perchè si addiceva anche all'ambientazione di questo cartone animato.

Per promuovere questa sigla in televisione si vestirono con un kimono bianco con fascia nera e con i tratti del viso truccati per renderli più "orientali", il risultato fu talmente convincente che anche questo disco entrò nelle classifiche di vendite.

Non così bene andrà la successiva sigla nell'agenda di Riccardo, ovvero X Bomber (in onda su Telecity), perchè alla R.C.A. gli preferiscono l'omonimo brano dei "Condors" (i Fratelli Balestra). Una curiosità di questa registrazione è che per questo brano era stato richiesto un testo molto fantasioso e Riccardo superò addirittura le loro aspettative inventandosi frasi sintatticamente improponibili!

Stessa sorte di X Bomber avrà la sigla scritta per la C.B.S. per il cartone animato "Tom Story" (in onda su Rai Uno): Tommy e Huck non andrà in sigla perché viene consegnata in ritardo rispetto ai tempi previsti, quando in Tv c'è già quella de "La Banda di Tom".

1982


L'uomo TigreIl 1982 si apre con L'uomo tigre, sigla de "L'uomo Tigre, il campione" (in onda su Antenna 3).

Visto che il nome "Cavalieri del Re" non si addiceva alla serie viene adoperato il nome dell'interprete della sigla: Riccardo Zara. Il disco ha un enorme successo e per la sua promozione andranno in Tv con indosso una maschera di tigre! Il titolo della canzone doveva essere Tiger man ma la R.C.A. si mostrò ostile persino ai titoli in inglese!!! Come "effetto speciale" verrà usato il ruggito di una tigre (che in realtà è il ruggito di un leone!).

Lady OscarDopo L'uomo Tigre, sempre per la R.C.A., realizzano una delle loro sigle più famose: Lady Oscar. Canta Clara e il cartone viene trasmesso su Italia1. Questo cartone, snobbato dalla RAI perché ritenuto diseducativo, resterà una pietra miliare dell'animazione giapponese in Italia e la rete nazionale rimpiangerà a lungo di non aver dato retta alla TMS che li aveva preavvisati che si sarebbe trattato di un successo sicuro.

La R.C.A. però diede retta ai giapponesi della TMS ed incaricò ben 24 artisti per la realizzazione di questa sigla ma persero interesse per le altre proposte quando ascoltarono il brano scritto e cantato da Riccardo (in un provino poi andato perduto).

Per ironia della sorte, avendo saputo che quel brano era dei "soliti" Cavalieri del Re, i produttori della R.C.A. pensarono prima di rifiutarlo (perchè avevano già in giro quattro delle loro sigle) e poi di farla interpretare a Marisa Interligi (la cantante di "Dancin days"). Fortunatamente alla fine si optò per la versione cantata da Clara, e non avrebbe potuto essere diversamente...

LupinMantennero il nome di "Cavalieri del Re" perchè si addiceva benissimo al contesto settecentesco della serie. L'anime ebbe un enorme successo ed il disco complessivamente vendette 700 mila copie! Il "Corriere dei piccoli" bandì persino un concorso e, tra vari premi, c'erano in regalo ben trecento 45 giri con la sigla di Lady Oscar. Per l'esibizione dal vivo a Superclassifica Show si presentarono vestiti con giacca in velluto marroncino, foulard bianco al collo e pantaloni neri e la loro esibizione verrà alternata con delle sequenze tratte dal cartone animato.

Curiosità: la melodia di questa immortale canzone in realtà era un vecchio jingle del 1981 intitolatato Verdi praterie (o Verdi foreste) che Riccardo aveva composto per l'emittente Tele Alto Milanese 56.

Superauto mach 5Quando si trattò di dare una sigla a "Le nuove avvenuture di Lupin III" (in onda su Euro TV), Riccardo propose la sua Lupin, ladro gentiluomo (cantata Jonathan e Riccardo) ma la R.C.A. volle qualcosa di più classico così la bocciò in favore di quella di Macchiarella (cantata dall'orchestra Castellina Pasi). Lupin, ladro gentiluomo, tra le sigle scartate, è la loro preferita; Riccardo una volta mi disse che era sicuro del fatto che, se la R.C.A. avesse pubblicato il loro brano, avrebbe certamente venduto di più della sigla apparsa in Tv. In quella occasione venne subito smentito dalle due donne del gruppo che invece adorano la sigla che andò in TV.

Altra sigla del periodo che Riccardo scrisse per R.C.A. fu Superauto mach 5 go! go! go! (sigla dell'omonima serie in onda su Italia1), cantata da Guiomar. Il cartone non c'entrava nulla con sovrani e cavalieri medievali così decisero di usare il nome sciolto Guiomar. Il ritornello della canzone doveva essere "Go go go mach five..." ma alla R.C.A. non volevano termini in inglese altrimenti, pensavano, i bambini avrebbero fatto fatica a capire i testi. Come "effetto speciale" di questa sigla Riccardo usò il rombo delle automobili.

Alla R.C.A. il fatto che la "famiglia Zara" usasse pseudonimi (i prossimi nomi scelti per le sigle sarebbero dovuti essere "La zia di Jonathan", "Il papà di Jonathan" e altri simili) o che firmassero le sigle di altre case discografiche non andava giù tanto che un giorno Olimpio Petrossi gli disse: "ragazzi ma che fate, lavorate con la concorrenza?". Ovviamente lo stesso Petrossi sapeva cosa si poteva aspettare in futuro da Riccardo e famiglia ed il risultato fu un contratto in esclusiva per 3 anni (1982-1985) per quattro sigle all'anno (per un totale di 12 sigle) con il patto che avrebbero dovuto adoperare sempre e solo il nome di Cavalieri del Re... La storia testimonia però che il numero di sigle dei Cavalieri sarà di molto superiore.

La copertina dell'album "La storia di Lady Oscar"Grazie al successo che continuava a riscuotere Lady Oscar alla R.C.A. si decise di realizzare un intero LP/audiostoria della serie dal titolo la storia di Lady Oscar.

Così contattano Riccardo per incidere delle canzoni nuove ed invitano il gruppo a Roma a visionare degli spezzoni del cartone animato per poi trovare spunti migliori per le canzoni. Così incideranno Minuetto per la regina (cantata Clara e Riccardo), Canto di Andrè (cantata da Riccardo; effetto speciale: il frinire delle cicale), Complotto a corte (cantata da Guiomar; effetto speciale: il rumore degli zoccoli dei cavalli realizzati battendo le dita su di un asse di legno), ed Alle porte della rivoluzione (cantata da Clara).

I "Cavalieri del Re" verranno persino chiamati ad esibirsi dal vivo a Pavia per il lancio della bambola di "Lady Oscar" prodotta dalla "Ceppiratti". Per questa occasione si vestiranno con giacca e pantaloni neri ed una camicia bianca con il foulard bianco. La storia di Lady Oscar sarà il secondo album di sigle, dopo "Atlas Ufo Robot", a piazzarsi nella classifica di vendita dei 33 giri con 300 mila copie vendute.

Quando parlammo della sigla di Lady Oscar vi dissi che il "Corriere dei piccoli" aveva indetto un concorso tra i quali premi erano compresi trecento 45 giri della sigla. Siccome però l'afflusso dei piccoli partecipanti fu di gran lunga maggiore alle aspettative rispetto ai premi preventivati, i dirigenti del "Corrierino" decisero di aggiungere al montepremi la bellezza di 300 LP de La storia di Lady Oscar. I "Cavalieri", ovviamente non mancheranno di promuovere in TV i brani del 33 giri...

Nel frattempo tutti i giornali parlano dei "Cavalieri del Re": "TV Sorrisi e Canzoni", "Famiglia TV"; "Corriere dei Piccoli", "Il Topolino", "Il Giornalino", "Telesette", "Novella 2000", "Il giornale di Barbie", "La Stampa"... Molti giornali pubblicano anche l'indirizzo a cui scrivere e da parte loro ci sarà sempre grande disponibilità a risponde personalmente alla posta inviando ai loro fan anche una loro foto/cartolina! Ai tempi non era neanche insolito che fuori dalla cascina ci fossero bambini lì solo per vederli, tanto che, ogni tanto, erano soliti invitarli dentro a far baldoria ed a cantare qualcosa con loro.

Il successo delle loro sigle farà sì che tutte le trasmissioni televisive li vogliano come ospiti. Tutti, grandi e piccini, vogliono conoscere chi canta queste sigle: "Bis", "Bim Bum Bam", "Ciao Ciao", "Fresco fresco", "Oggi cartoni", "Discoring", "Patatrac", "Topolino Show", "L'Ambrogino d'oro", "L'orecchiocchio", "Calcio matto", "Yo Yo", "Direttissima dalla tua antenna" e tantissime altre reti locali li chiameranno ad esibirsi! Dovettero anche rifiutare tanti inviti a causa dei loro impegni e dei loro capricci.

La quarta sigla R.C.A. del 1982 è Il libro Cuore, cantata da Clara (ed introdotta dalle voci dei bambini all'uscita della scuola), venne scritta per l'anime "Cuore" (in onda su Retequattro). Per pubblicizzare la canzone in TV si vestiranno con pantaloni bianchi, camicia rossa con un cuore bianco sulla sinistra ed una cravatta bianca. I Cavalieri realizzeranno anche un videoclip del brano, sfruttando anche parti animate tratte dalla serie.

Il libro Cuore è stata, in una radio di Milano, prima nelle classifiche di preferenza e di richiesta per ben due mesi. Persino "Il Topolino" bandì un concorso legato al cartone animato di "Cuore" e tra i vari premi da vincere c'erano anche 100 dischi della sigla ma con la copertina leggermente diversa dall'edizione normale in quanto le strisce rosse che normalmente si trovavano ai lati della cover vennero messe sopra e sotto rispetto all'immagine di copertina ed inoltre sul disco viene riportato il titolo "Cuore" e non il più corretto "Il libro Cuore". Per il centenario del "Libro Cuore" di Edmondo De Amicis, I "Cavalieri del Re" avranno anche il piacere di portare in scena uno spettacolo commemorativo assieme ad Enzo Tortora. Questa è la sigla preferita da Riccardo e Guiomar ed è stata definita "la sigla più bella dei cartoni animati".

FloAltro disco che renderà bene sia in termine di vendite che di espressione artistica è L'isola dei Robinson, sigla di "Flo la piccola Robinson" (in onda su Retequattro) cantata da Riccardo e Clara ed annunciata dal sibilo del vento come effetto speciale. Il gruppo si presenterà in TV ad eseguirla vestiti con calzamaglia nera e camicia bianca molto larga.

NeroFino alla fine degli anni '70 le trasmissioni che andavano in RAI, cartoni compresi, erano quelle che potevano vantare una maggiore visibilità e quindi più potenziali acquirenti. Purtroppo, almeno in ambito animato, negli anni '80 la rete nazionale non riuscì, per vari motivi, a reggere la concorrenza delle serie in onda sulle private.

La vicenda della sigla dell'oscuro anime "Avventure, disavventure e amori di Nero cane di leva" è indicativa. Incisa una prima volta con il titolo Nero soldato (cantano Riccardo e Clara) viene giudicata inadatta da Olimpio Petrossi a causa degli effetti sonori usati (rumori di spari e l'abbaiare di cani) e di un testo "troppo violento". Non la scartarono però, preferirono chiedere a Riccardo di modificare il brano. Così Nero soldato diventò Nero cane di leva e, ma c'è chi sostiene il contrario, affiancherà il cartone "Avventure, disavventure e amori di Nero cane di leva" (in onda su Rai Due). Sia l'anime che la sigla ebbero pochissima fortuna.

All'interno dello stesso cartone animato doveva comparire Nero cucciolo (cantata da Guiomar) una canzone di un minuto e mezzo che serviva a coprire una canzone che il cane Nero cantava in giapponese durante la prima puntata del serial. A Roma hanno molta fretta e il pezzo viene preparato in un giorno, giusto in tempo per consegnarla al corriere che la consegna quando è già terminato il doppiaggio e questa canzoncina, con il suo bel cinguettio di uccellini, viene messa di lato.

In vista della programmazione televisiva per i fortunati mondiali di calcio di Spagna '82, la R.C.A. aveva acquisito i diritti per la sigla di un programma dal titolo "Calcio matto" (in onda sulla RAI) e chiese a Riccardo una sigla che lui intitolò Siam tutti italiani (cantata da Riccardo), ma questa arriva quando alla RAI si erano già accordati con Franco e Ciccio.

Neanche l'insistenza dei produttori della R.C.A., convinti dalle potenzialità del brano dei Cavalieri (che poteva diventare una sorta di inno popolare), riuscì a convincere i vertici RAI e Siamo tutti italiani, con i suoi effetti ben riusciti dei tifosi allo stadio, non venne utilizzata. Questo brano venne poi inciso da Nilla Pizzi per un suo album e dal cantante di liscio Corrado Graziani.

Calendar ManDopo questa piccola delusione è la volta della sigla di Calendar Men (in onda su Telereporter) cantata da tutto il gruppo al gran completo. Questa è una delle due sigle preferite da Clara seguita a breve distanza dalla sigla Din Don il villaggio fantasia, cantata da Jonathan per il programma per ragazzi "Yo Yo" (in onda su Telereporter). L'effetto speciale di questa sigla è il rumore degli zoccoli dei cavalli.

ChappyI Cavalieri concludono l'anno con Chappy lo stregone (cantata da Clara) sulla musica de Lo scoiattolo Banner al quale venne cambiato il testo.

La sigla ottiene l'ok della R.C.A. però c'è un "piccolo" problema... il sesso del protagonista! Chappy non è un maschietto ma una femminuccia! Riccardo aveva capito male durante la consueta telefonata della R.C.A. per le sinopsi e così dovette rifare tutto da capo per far nascere (finalmente) Chappy (sigla di "La maga Chappy" in onda su Italia1). La sigla, cantata da Clara, approda in classifica. Nella parte finale del brano si sente Jonathan dire "ciao Chappy" che fu una trovata estemporanea del bambino. Infatti, mentre stavano finendo di incidere, decise di voler salutare Chappy e, pur non essendo la cosa prevista nel testo, i "grandi" del gruppo trovarono la cosa carina e decisero di mantenerla nell'incisione.

Un'altra curiosità riguardante questa sigla è che il cartone Cyborg 009 (il lato A del 45 giri che ospitava Chappy) andò in onda alla fine del 1982 e per il lato B la R.C.A. scelse Chappy il suo anime venne trasmesso solo all'inizio del 1983.

Il "Corriere dei Piccoli", al termine del 1983, fisserà un appuntamento telefonico con i Cavalieri del Re per tutti i loro piccoli fans. La disponibilità del gruppo però era limitata a "sole" quattro ore e sarà molto difficile poter trovare la linea libera. Nello stesso periodo, inoltre, Jonathan presterà la sua voce per diverse pubblicità come quelle del dentifricio "Mentadent P", del cioccolato "Galack", delle "Figurine Panini", de "Gli Sgorbions" e dei "Bastoncini Findus"...