I Cavalieri del Re: commento alle sigle

a cura di: Koji

Kimba il leone bianco

sigla di: Kimba il leone bianco
scritta da: Riccardo Zara
interprete: La mamma di Jonathan
voce principale: Clara
cori: Riccardo e Clara
partecipazioni esterne: Walter Shebram (batteria)
anno di incisione: 1982
anno di pubblicazione: 1982
pubblicata in: Kimba il leone bianco/strum. (45 giri, K-Tel), Tivulandia vol.5 (CD, BMG Ariola)

Commento alla canzone|Testo della Canzone|Copertina del Disco|Scheda di TDS


Questo è uno dei pochi brani che non portano il nome dei "Cavalieri del Re", visto che era il nome per cui il gruppo incideva per la RCA e questa sigla era un impegno precedentemente preso da Riccardo con la canadese K-Tel. E' anche il primo 45 giri completamente loro (lato A e B).

In realtà questa sigla è precedente a Sasuke visto che, quando venne composta, il gruppo aveva appena finito di lavorare a La spada di King Arthur.

Il testo è davvero bello, il primo tentativo di Riccardo (tralaltro riuscitissimo) di raccontare una storiella con una sigla. La chitarra iniziale non è altro che la riproduzione del passo felpato del leoncino nella savana (lo ha detto lo stesso autore!) e rimane una delle cose più belle dell'intera produzione di Riccardo Zara.

A questo ritmo dolcissimo Guio adattò il "sound effect" del gracidar di rane ed altri suoni che potevano essere ricondotti alla vita della foresta, mentre le trombe ed il vocione di Riccardo introducevano una delle migliori prestazioni di Clara.

Sono anni che tento invano di cantare decentemente questa sigla, ma è troppo difficile imitare la mamma di Jonathan!!! Non so come ci riesca (deve avere il collo più sottile di un cigno), ma arriva a note vertiginose ed ha anche la forza di modulare quei toni, veramente assurdi, con preziosismi che un uomo può solo stare ad ascoltare!!! Il basso e la batteria (con spazzole?) seguono il tempo e fanno il loro dovere con discrezione, ma quello che colpisce è sempre quella bellissima chitarra acustica che emette un suono allo stesso tempo caldo ed argentino.

La tastiera non manca (figurarsi), ma è quasi assente ad un orecchio oramai ipnotizzato dalla chitarra, come del resto non mancano i fiati (trombe) appollaiati come rapaci in attesa del momento giusto in cui "attaccare". Nella prima strofa il coro è ad opera della stessa Clara (con eco) e l'intervento di Riccardo è solo successivo (altre strofe ed incisi). Il ritmo della sigla cambia di colpo prima dell'inciso, quando un rullante deciso ci annuncia che è ora di correre davvero (il cacciatore altrimenti ci prende!).

D'un tratto gli strumenti "addormentati" prendono vita: il basso aumenta di colpo i battiti mentre la batteria inizia ad usare la grancassa ed i piatti. Riccardo e Clara si aggiungono alla voce della stella Clara (che nel frattempo era arrivata alle stelle) e le parole da pronunciare con solo due polmoni sembrano davvero troppo (provate!!!).

Sembra quasi che la savana sia davvero tutta in agitazione!!! Dopo di che, come tutto era iniziato finisce: un uscita dal ritornello che vede Clara sotto i riflettori e la chitarra che riprende il suo ritmo solito. L'impostazione di massima è questa, anche se in qualche momento della canzone potrete trovare qualche differenza con la prima strofa. La fine è della batteria che conduce tutti le voci fuori dalla storia. Che dire in più, non penso siate in disaccordo con me se gli do un bellissimo...
voto: 9,5


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