I Cavalieri del Re: intervista a Riccardo Zara

a cura di: Rockfox

Salve picciotti! Questa per il nostro sito è una pagina speciale e sono onorato di poterne scrivere una breve introduzione per presentarvi ciò che state per leggere e per ringraziare Rockfox a nome di tutti noi (voi compresi!).

Poter pubblicare una intervista al Maestro Riccardo Zara è stato sempre il mio sogno di redattore, per cui quando Rockfox mi comunicò che quanto prima sarebbe andato a trovarlo feci letteralmente dei salti di gioia! Immaginate adesso quanto sono contento di offrirvela in lettura! Posso solo dirvi che il risultato è magnifico, nessuno prima di Rockfox vi aveva mai fatto conoscere il vero Riccardo Zara. L'intervista che vi accingete a divorare è un capolavoro di bravura non solo di Rockfox ma anche di Riccardo Zara che è rimasto davvero contento delle domande mature che gli sono state rivolte (al posto delle solite "perché vi chiamate Cavalieri del Re"): considerazioni sulla storia, sulla sua filosofia di vita, sulle tecniche di composizione...sono davvero rimasto estasiato dopo averla letta la prima volta (come anche la seconda e la terza!). Esultate amici miei, perché scoprirete un ritratto personale del grande Zara, una persona che scoprirete (anche se non ce n'era bisogno) possedere un mare di sensibilità e di armonia, una saggezza che lo avvicina al "Fool on the hill" di beatlesiana memoria.

Grazie Fabio, te lo dico con molta sincerità, grazie a nome di tutti i ragazzi che vedono al di là di una singola canzone, di quelli che mirano all'artista che c'è dietro ogni componimento d'autore. Più che come redattore te lo dico come appassionato: da sempre avrei voluto conoscere le risposte di Riccardo a domande vere come queste e sono contento di non essermi mai sbagliato nel giudicarlo (pur non conoscendolo personalmente) un grande uomo...ma, come i più acuti sanno, la musica è una autobiografia sincera.

Infine un grazie a Riccardo Zara, persona di cui non finirò mai di parlar bene pur non conoscendolo personalmente; grazie dell'apprezzatissima dedica e spero davvero che un giorno ci onori di leggere tutto ciò che abbiamo scritto su di lui e sui nostri amatissimi "Cavalieri" in tutti questi anni.

Agosto 2004

Rockfox: Riccardo i vostri lavori nascevano in collaborazione fra di voi oppure prevedevi già il tutto spiegando agli altri cosa volevi esattamente per un pezzo durante le sessioni? Gli altri lavoravano autonomamente nei pezzi?

Riccardo: No. I tempi erano così brevi che dovevamo fare tutto entro 4 o 5 giorni dall'ordine, pertanto non avevo nemmeno il tempo di spiegare agli altri. Di solito io mi mettevo, non appena ricevuta la telefonata, a riflettere sulle cose essenziali del cartone animato però contemporaneamente lavoravo su altre cose in studio e quando ricevevo la telefonata avevo già la testa altrove... Generalmente scrivevo durante il tragitto in tram! Grande parte delle idee per i testi nascevano in tram, perchè la musica mi nasceva brevemente, nell'arco di 5 minuti avevo già l'idea musicale. La cosa più difficile era il testo ma appena fatto il giorno successivo buttavo giù le prime basi e cantavo i primi cori. A quel punto interveniva Guio (che stava già in studio con me come tecnico del suono) e cantava anche lei. Poi si chiamava Clara che veniva qui senza sapere nulla del brano ma imparava tutto velocemente! Questo in genere, perchè comunque chi era il cantante solista del pezzo chiaramente doveva avere più tempo a disposizione per studiare il pezzo anche fuori dallo studio oltre a cantare i cori. Nel frattempo io finivo la base...

Rockfox: Se alcune volte fra voi 4 nascevano litigi quale era il motivo più frequente? E in ogni caso se ciò succedeva questi erano valutati dal complesso come un'occasione di fastidio o di crescita?

Riccardo: Ma no... sotto l'aspetto professionale non c'erano litigi...le cose andavano bene e tranquillamente. Eravamo legati dal fatto che eravamo una famiglia e quindi appuntamenti, impegni, orari... magari ognuno aveva i suoi. Quindi qualche piccolo litigio, se c'era, era di famiglia fra marito, moglie, cognata e figlio. Il figlio alcune volte si stancava e voleva andare a mangiare il gelato o uscire...ecco...però sotto l'aspetto lavorativo eravamo tutti molto uniti! Mi ricordo alcuni momenti e alcune sere che sentivamo proprio l'entusiasmo di lavorare insieme perchè eravamo molto soddisfatti di ciò che facevamo.

Rockfox: Perchè ad un certo punto avete detto basta con i CdR? Da cosa è dipeso fondamentalmente?

Riccardo: Beh, in effetti noi non lo abbiamo mai detto. Però i primi motivi nacquero col fatto che la RCA decise di non commissionare le sigle a nessuno perchè questo business non gli conveniva più sotto l'aspetto economico. All'epoca continuavamo a fare dischi come Baby Christmas Dance e C'erano una volta i Beatles...però furono lavori per niente promossi e quindi le vendite furono bassissime. Questa situazione non ci ha invogliato moltissimo a continuare; comunque abbiamo sempre aspettato l'occasione di una buona sigla che è capitata con Caro Fratello... però anche lì il cartone non è che abbia avuto molto successo o una buona distribuzione. Il nostro gruppo non si è mai fermato anche se ci fu un momento di crisi quando io e Clara ci eravamo separati. I dischi di cui parlavo prima furono incisi in questo periodo tanto per dirti. Però, ripeto, non avendo più l'incentivo della RCA che ci spronava ci siamo un pò seduti. Ma ti dico, che se ci chiedono una sigla ci mettiamo in moto come vogliamo insomma!

Rockfox: Con chi avevi più feeling nel gruppo? E questi rapporti oggi sono cambiati o sono rimasti?

Riccardo: Ma... no, un feeling particolare no. Non avevamo preferenze perchè eravamo una famiglia. Posso dirti che Guiomar assieme a me i pezzi li vedeva proprio nascere e crescere da zero fino a lavoro finito anche perchè li mixavamo noi due. Jonhatan e Clara intervenivano in un secondo momento. Questo lo ricordo...ma il feeling era fra tutti.

Rockfox: La recente reunion alla Notte delle Sigle che effetto ti ha dato?

Riccardo: Mmm... mi ha fatto... mi ha fatto vivere dei momenti di piacere nel vedere che a distanza di tanti anni siamo ancora ricordati e poi mi sono reso conto, dopo tutto questo tempo, di quanto siamo stati importanti per i ragazzi...questo lo devo ammettere.

Rockfox: Beh se tieni conto del fatto che oggi quei ragazzi di ieri vi ascoltano ancora e a volte si commuovono...

Riccardo: Gli abbiamo fatto venire i capelli bianchi... (RIDE)

Rockfox: Nel mio personale caso è così, sopratutto quando ascolto Il libro Cuore a volte mi emoziono.

Riccardo: Beh...ti capisco...però strano che "Cuore" possa commuovere dei giovani di oggi perchè la canzone che ho scritto è l'immagine della scuola che avevo frequentato quasi cinquanta anni fa, anche se il libro fu scritto ancora quaranta o cinquanta anni prima. In fondo io ho dato quell'immagine alla sigla, quella del libro.

Rockfox: Voi seguivate in TV i cartoni animati ai quali davate con la sigla un'anima in più?

Riccardo: Ti ringrazio per "l'anima in più"! No, onestamente no. Chiaramente appena usciva il cartone ero curioso di sentire l'effetto che la mia musica dava sulle immagini, cosa che non avevo mai visto. L'unico che tutti noi quattro abbiamo abbastanza seguito era Lady Oscar, perchè era proprio bello, e a sprazzi Re Artù ma questo lo ha seguito di più Jonathan perché é uno dei suoi preferiti insieme con Yattaman e L'uomo tigre. Io personalmente non ho mai visto molte cose: non ho mai visto Gamba, non ho mai visto Moby Dick 5...

Rockfox: Riguardo a questi lavori quale è stata la registrazione tecnicamente più complessa? E la meno complessa?

Riccardo: Beh non è che ci fossero grandi differenze tra l'una e l'altra...una delle più difficili fu Calendar men, ci fece un pò impazzire nelle registrazioni!

Rockfox: Durante quelle sessioni parteciparono musicisti temporanei o comunque collaboratori esterni, anche solo per pochi lavori? E se ci sono questi musicisti lavorano ancora in questo campo?

Riccardo: Mmm...credo di no (-questa è la risposta alla seconda domanda ndr-). Io lavoravo generalmente con due persone fisse: il batterista che era il bravissimo Walter Shebram il quale lavorava molto in televisione. Lo si vedeva spesso nei programmi di Funari ed era nell'orchestra del Maestro Siani. Si si! Si vedeva spesso in TV, era alto e robusto. Poi lui ha sposato una cara nostra amica argentina ed è andato a vivere lì. Contemporaneamente a ciò ho cominciato a lavorare con le batterie elettroniche e quindi ci siamo persi di vista. Non so se adesso lì fa ancora il musicista. L'altro che spesso collaborava con me era un chitarrista/bassista molto molto bravo, che si chiamava...si chiama ancora Gino Panariello; ma ti dirò perche collaborava con me! Dunque le chitarre le suonavo sempre io, solo che a volte (molte volte) mi serviva dover guadagnare tempo per sbrigarmi. Quindi lui arrivava, senza conoscere la canzone e gli dicevo giusto un paio di cose a sua volta lui faceva delle cose proprio sue e mi piacevano! A volte io rischiavo di ripetermi su alcune armonie e lo chiamavo per le chitarre elettriche mentre io restavo sulle acustiche...però...ci si scambiava...se una cosa che faceva non mi piaceva molto poi la rifacevo io. Tutto questo anche con il basso, ma lo scopo era sempre quello di guadagnare tempo. Gino era molto bravo e versatile! Adesso non fa più il musicista anzi, da una decina d'anni ha abbandonato questa professione. Ora fa il sacerdote laico in una comunità qui vicino a Milano. L'ho rivisto qualche volta ed è cambiato totalmente. Prima era un ragazzo che suonava nelle orchestre...era un pò un donnaiolo. Aveva anche moglie e due figlie ma poi ha lasciato tutto per diventare un Padre. E l'ho trovato molto sereno. Diciamo che i CdR erano 4+2 ma non sempre, anche perchè dopo i primi anni alcune cose le facevamo soltanto noi quattro o veniva alle sessioni solo uno di questi due collaboratori.

Rockfox: Quanto e quando la tua formazione musicale ti ha influenzato sulle sigle TV?

Riccardo: Beh...sempre! Innanzitutto vorrei dire una cosa che può far male ma io non ho mai amato le canzoni per bambini. Quando nacque lo "Zecchino d'Oro" io ero ragazzino e ricordo che la prima edizione la vinse "Vorrei volare" ma non mi piaceva granchè! Amavo la "Vecchia Fattoria", amavo "Papaveri e Papere" che però non erano proprio "canzoni per bambini" ma piacevano molto anche ai bambini. Quando poi però mi hanno chiesto di farle io ho cercato di creare canzoni buffe...allegre...ma con una struttura sempre molto seria. Difatti le nostre canzoni non erano proprio per bambini ma anche per ragazzi e grandi. Petrossi qualche volta ci diceva di fare cantare di più Jonathan rispetto a noi 3 anche se poi ci ha accettati così. I bambini amano anche le cose fatte seriamente, non è detto che la "musica baby" debba sempre essere tutta "nguè! nguè!"!!!

Rockfox: Altri autori di sigle TV ti chiedevano per le loro produzioni una tua supervisione dei loro lavori?

Riccardo: Quasi mai perchè alcuni erano a Roma e due o tre eravamo qui a Milano. Ma ci capitò che ci chiese questo Lucio Macchiarella per la sua Coccinella. Ed io dissi "si" a patto che arrangiamento e strumentazione fossero nostri...ed era proprio questo che voleva lui! Difatti si fa fatica a pensare che questa sigla sia stata composta da un altro autore, vero?

Rockfox: Verissimo. E' creata in chiave CdR infatti!

Rockfox: Spessissimo gli effetti speciali inseriti nelle sigle erano vere e proprie chicche. Ci fai un esempio?

Riccardo: ...per esempio?

Rockfox: Per esempio...il ribollio di Moby Dick 5?

Riccardo: Ah, ecco...(RIDE). Vedi il ribollio che si sente nasce da un gruppo: i Champs! Questi avevano fatto negli anni '60, nel lato b di "Too Much Tequila", una canzone che si ispirava a "20.000 leghe sotto i mari" che per l'epoca era molto originale perchè aveva una bella chitarra elettrica molto vibrata...e partiva proprio con delle bolle d'acqua! L'effetto, molto bello, era facile da fare: bastavano un bicchiere d'acqua, una cannuccia ed un microfono. Quando dovevamo incidere Moby Dick 5 l'idea venne da se e poi io mi divertivo da matti più a fare queste cose che non tutto il resto. Sopratutto mi martellava l'idea di fare ascoltare queste cose a Olimpio Petrossi a Roma, che era il nostro giudice severo nonchè il primo ad ascoltare le canzoni. Io mi divertivo ad immaginare la sua faccia davanti al nastro che pensava: "Ma sono pazzi questi?" anche perchè nel demotape che gli spedii le bolle erano molto più lunghe (RIDE)...quasi un minuto di BLLLBLLLLBLLLL...e ridevo già pensandoci!

Rockfox: Cambiare il testo in una sigla TV ti faceva imbufalire; ma più perchè dovevi rifare daccapo le tracce audio o più perchè consideravi tutto ciò una imperdonabile mancanza di tatto verso la tua professionalità?

Riccardo: Ma no, non è che poi soffrivo di questo complesso verso la mia professionalità...sapevo bene che le case discografiche erano un pò crudeli con tutti. E poi a tutte le case discografiche della musica non interessa realmente un fico secco. Gli interessa vendere. Se per loro si può vendere di più cambiando testi o musiche lo fanno senza pensare ne' alla musica ne' alla poesia...e neanche al dolore che può provare un'artista quando in effetti il lavoro è solo un "prodotto". Ti faccio un esempio...adesso esagero magari...ma pensa a Michelangelo, una volta fatta la Cappella Sistina: passa il papato e dice: "Bella ma rifai così e cosà San Pietro, cambia quel braccio, sistema meglio la scena...etc.". E' tremendo!!! Nel mio caso soffrivo di piu nel fatto che facevo una grande fatica a cambiare ambiente, anche psicologicamente! Per esempio la sigla di Banner, che era uno scoiattolo, nacque per parlare di uno scoiattolo...il parco...l'erba...quando poi diventò la strega Chappy fu proprio una fatica fisica riadattare l'ambiente. E così quando dovevo cambiare qualcosa nella canzone facevo tanta fatica.

Rockfox: A lavoro ultimato ti sei mai accorto di errori o imprecisioni dell'ultimo momento? E hai rifatto tutto daccapo o hai consegnato così il lavoro?

Riccardo: No no non si poteva rifare tutto per questioni di tempo. Io non ero mai soddisfatto di una lavorazione fatta...però mi ricordo che si mixava e partiva il nastro. Il giorno dopo a nastro consegnato io andavo a riascoltare tutto e mi accorgevo dei difetti di mixaggio o pensavo su alcune idee, del perchè le avevo fatte in un modo piuttosto che in un altro o del perchè avevo tenuta corta una strofa, ma ormai era troppo tardi! Però va detto che ancora oggi lo faccio con tutte le canzoni dopo...6 mesi...ma va bene tutto e le accetti così! Anzi, non ti ricordi che difetti trovavi! Una cosa strana davvero! Può significare che forse di difetti non ve ne erano in realtà o altrimenti che ti affezioni alla canzone con il difetto! Ricordo che quando avevo cantato L'uomo tigre (alle 18,00 o 19,00), la mattina dopo abbiamo mixato ed è partito il nastro. Due giorni dopo riascoltandola mi sono accorto del singhiozzo che avevo nella voce e ho pensato "Mamma mia, ma come ho fatto a mandarla così!". Col passare del tempo fino a oggi quel singhiozzo mi piace, mi piace perchè ora è una caratteristica.

Rockfox: Che rapporto avevate con i media, bello o burrascoso?

Riccardo: Ma vedi, non eravamo i "Beatles"; noi di interviste e apparizioni in tv ne abbiamo fatte poche comunque erano tutti molto gentili e alcuni tipi di giornalisti erano anche molto interessati. In effetti c'erano tante cose da scrivere su di noi anche perchè c'era la novità della famiglia che si autoproduceva. Molti pensavano che fosse tutto un trucco pubblicitario e invece era vero. Tutto sommato il rapporto era sereno anche se ti dico che non sono mai impazzito per la stampa; non gli sono mai corso dietro...alcune volte erano loro a farlo.

Rockfox: Riccardo la musica è la tua vita ma ti chiedo: un uomo per la musica o una simbiosi fra musica e uomo? Mi spiego meglio: l'uomo ricerca la musica o la musica trova l'uomo?

Riccardo: La musica fa parte dell'uomo ed è in tutti noi. Come la pittura e tutte le forme d'arte che l'uomo ha scoperto e poi ha chiamato, e sono innumerevoli, sono tutte dentro di noi. Dio ci ha dato tutto, dipende poi da ognuno sentire l'esigenza di svilupparne una certa parte.

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Rockfox e Riccardo Zara Dedica di Riccardo al nostro sito


Rockfox: Gli anni di lavoro trascorsi con i CdR sono stati un'avventura, una splendida favola o una costante incognita?

Riccardo: Vista a distanza è stata una splendida favola anche se, come tutte le favole, quando ne eravamo dentro non ce ne rendavamo conto. E stata una favola intensa ma eravamo così presi dalle altre cose che forse non ce la siamo goduta come meritava.

Rockfox: Il tuo idolo della letteratura?

Riccardo: Non ne ho uno in particolare. Amo moltissimo leggere soprattutto saggistica e testi scientifici.

Rockfox: I tuoi idoli della musica dopo i Beatles (perchè ovviamente quelli non si toccano)?

Riccardo: (RIDE) Ma sono tutti di quell'epoca lì, come "Simon and Garfunkel" che da poco sono stati a Roma...poi ci sono stati gli "Abba"...i "Mamas&Papas"...ma in tempi più recenti non ne ho più, a parte i "Queen" che sono stati un grande gruppo e mi sono piaciuti molto anche con le ultime cose. Ma forse anche io, crescendo, non sono più rimasto colpito da altri gruppi come i Beatles di quando ero molto giovane.

Rockfox: Quale era la tua musa o comunque la tua fonte di ispirazione? Ed è rimasta nel tempo fino ad oggi?

Riccardo: Che bella domanda...dunque...a periodi. Quando ero adolescente le prime canzoni le ho scritte pensando a una ragazza che era mia coetanea e poi mia fidanzata. Però mi sono accorto che quando ci siamo lasciati ne ho scritte di più e più belle. Oggi se devo dare un nome alla mia musa...è...la mia perenne...tristezza che non so se paragonare ad una tristezza allegra, come quella brasiliana. La mia è una tristezza...che quasi quasi cerco sempre, come fanno quelli che le altre persone chiamano "lunatici"...quelli chiusi...un pò...orsi e mai contenti. Io se sono contento devo sempre trovare il modo di rovinare un pochino qualcosa...sto bene nella mia inquietudine. Questa mia ricercata inquietudine è la mia musa, insomma...

Rockfox: Può essere la ricerca di un traguardo? Nel senso che una volta arrivato ad un punto non ti basta più?

Riccardo: Ma no. Io non ho mai avuto dei traguardi. Non mi sento arrivato da nessuna parte. Credo...che vorrei fare tante di quelle cose ma mi accorgo adesso che il tempo di una giornata è così breve che in proporzione la vita è velocissima.

Rockfox: La tua tecnica di composizione è "d'istinto", "strutturale" o in casi particolari "sogni" una melodia che poi traduci con i tuoi strumenti musicali?

Riccardo: Dipende...se è più importante un argomento...per esempio Banner... allora Banner lo scoiattolo è la chiave e diventa secondaria la musica che dopo riempie tutto. Ma non c'è una regola fissa... Se la musica deve essere descrittiva allora, al contrario, armonie e melodie sono importanti ed il testo diventa secondario. Ma poi ci sono tante altre cose di cui tener conto...dipende anche dall'artista, dal cantante oppure anche dallo scopo della canzone. Infatti uno scopo può anche essere creare una canzone che colpisce perchè deve aiutare un cartone animato... ma...non ti so dire con esattezza...sai tante canzoni sono nate al rovescio invece: Cuore è nata col testo per esempio perchè l'immagine della scuola, lavagna, gesso, grembiule...è quello che colpiva. Quindi facciamo in modo che quelle parole vengano fuori per inserirle nel contesto musicale adatto!

Rockfox: Quante canzoni hai in attivo fino ad oggi? E quali sono i criteri di valutazione di ognuna?

Riccardo: Sono a quota 1000...si un migliaio credo. Beh, molte sono quasi sconosciute al pubblico...altre piu o meno conosciute a volte le risuono perchè sento la necessità ogni tanto di risuonarmele da me. Ci sono canzoni che a me piacciono meno ma che hanno avuto molto successo e che amo invece solo riascoltare...le amo egualmente perchè in fondo mi ricordano un periodo. Tutte le canzoni ricordano sempre qualcosa! E quindi per questo...gli sei grato. Comunque voglio bene un pò a tutte, non ho delle grosse preferenze. Ma alla fine queste "valutazioni" sono solo cose personali...chi le fa non le può giudicare. Sono delle figliole...e anche la canzone bruttina nasce in un momento che solo chi le fa sa perchè...perchè serviva farla...ma tutto questo sempre se parliamo di composizioni fatte per desiderio di farle. Perchè le canzoni su commissione...per lavoro è diverso! In questo caso se sono belle magari è solo per fortuna o per caso, perchè ti hanno chiesto un prodotto e per il mestiere si riesce a fare una cosa accettabile...ma qui c'è il mestiere di mezzo però. Io scrivevo e scrivo tuttora (anche se un pò meno) canzoni solo per il desiderio di scriverle: per il piacere di farlo...perchè ne sento il bisogno.

Rockfox: Ci ricordi i nomi più famosi per chi hai scritto?

Riccardo: Ho avuto molte soddisfazioni con i Dik Dik e poi Nilla Pizzi, Wilma De Angelis...e altri che magari non conosci.

Rockfox: Cosa ha bisogno di sentirsi dire un artista?

Riccardo: Mi colpisce molto la domanda. Qualche anno fa ti avrei risposto che ha bisogno dell'applauso. Oggi invece, nella globalità di un'artista, non credo che sia questo. Penso che a un artista serva...che la propria arte non solo piaccia, ma che sia servita a qualcuno...che con questa funzionalità qualcuno abbia passato dei bei momenti. Faccio un esempio banale: di quel ragazzino in coma che ascoltando Claudio Baglioni sia tornato alla vita...che poi magari scientificamente non è proprio così...ma penso faccia davvero tanto piacere. E ciò perchè un artista in fondo è sempre un egoista, scrive per se stesso, per gratificarsi. Però gratificare anche gli altri è importante e per questo poi ci si gratifica da se il doppio.

Rockfox: Nella tua discografia ci sono alcuni titoli come "Oro", "Digital Sound of band", "Music in Electronic sound"...di cosa si tratta?

Riccardo: Oro?... Ah si, non ricordavo quasi più... Oro è un disco di una cantante che ha ricantato in italiano delle sigle giapponesi, cioè Lady Oscar "giapponese", per dire, la ricantata in italiano con testo suo e base riarrangiata sul modello originale. Erano una decina o una dozzina di sigle. Io ho soltanto seguito il lavoro come studio per le incisioni...si fidavano di me e sono venuti qui a incidere. Siamo diventati amici sia con lei che con il produttore ma non ricordo perchè si chiamava Oro. Gli altri dischi sono sempre io (RIDE). Sono io che do nomi diversi di gruppi ma non sono altro che produzioni musicali per varie case discografiche e di vario genere. Di solito in questi dischi faccio sempre tutto io e, a parte qualche cantante, si tratta di musica classica reinterpretata in chiave mia con aggiunte di pezzi originali come da richiesto. I discografici sanno bene che questi dischi non vendono tantissimo però vendono costantemente e hanno un mercato perchè sono facilmente esportabili. Se poi sono fatti bene i vari paesi li richiedono. Adesso però questi dischi non avranno più nomi inventati ma si chiameranno col mio nome, come abbiamo concordato coi i dirigenti discografici.

Rockfox: Quando una persona é genuina come la buona musica?

Riccardo: Quando...quando non rompe le balle...(RIDE). Ma come ti vengono in mente queste domande?

Rockfox: Quando invece la musica è una buona musica?

Riccardo: Questo non si può dire. La musica è soggettiva. A me per esempio irrita molto la musica techno, eppure c'è gente che ne va matta. Mi irrita un po la lirica... Sentire cantare perennemente le note "stonate" dei cantanti lirici... Per cantare un DO fanno un DO# e poi un SI e il DO varia fra queste due note...hanno un vibrato "DoOoOoOoO" che a loro sembra una cosa bella e invece è una cosa...odiosa...poi cantano delle musiche, delle opere, che al 90% sono musiche brutte. Tutti parlano dell'"Aida" ma conoscono solo la "Marcia Trionfale", tutti parlano del "Nabucco", ma conoscono solo il "Va' pensiero"...e le altre 3 ore di musica? Le varie "Marcia Trionfale" o "Va' pensiero" il povero Verdi le scriveva per fare contenti i librettisti in un linguaggio che andava bene per l'epoca. Sentire oggi un'opera e vedere vestiti i cantanti...tutti dicono: "che meraviglia!", "che grande musica!!!", ma non è vero, è un grande bluff! La grande musica sai qual'è? E' quella che scriveva Beethoven. Difatti Beethoven ha scritto pochissime opere e quando lo ha fatto se ne è un pò vergognato. Tutti i grandi musicisti detestavano i cantanti che poi rovinavano le loro opere! Perchè piacevano i cantanti all'epoca? Perchè la gente era mediamente ignorante e, vedendo uno che gridava ed un altro che gridava più forte, gli diceva "bravo"! Ma ripeto...la grande musica rimasta nel tempo è quella di Beethoven, Mozart, Bach non certo le opere. La lirica la detesto...la trovo fuori moda...i testi che dicono, dicono, e nessuno mai capisce...sono cose vecchie! La lirica è come il jazz freddo che tutti "amano". Dunque! Io vedo in giro un sacco di gente con la puzza sotto il naso che parla di musica classica e di lirica... di quel tipo che va alla Scala di Milano a vedere la prima della rappresentazione... Però la stragrande maggioranza di questi sono persone che vanno lì solo per fare vedere il vestito bello e costoso, quelli che amano davvero la musica sono invece un pò nascosti nei loggioni...magari vestiti un pò meno bene ma li perdoniamo lo stesso. E poi se parli con i giovani che hanno la puzzetta sotto il naso...ah...quelli amano tutti il jazz! Ma non ne capiscono proprio un cavolo di jazz!!! Non sanno neanche da che parte cominciare... Curioso poi che i dischi di jazz non li compera mai nessuno, come la lirica... Ma perchè ci sono in giro così tante bugie...te lo sei mai chiesto? Il jazz, che nasce poi dal blues, è interessante per chi lo suona, per chi lo mastica, ma uno che lo ascolta? Dovrebbe saper ammirare i virtuosismi del musicista ma non è capace perché il jazz lo odora solo chi lo suona. Poi dal jazz ci vogliono passare tutti...io nella mia carriera i musicisti più asini che ho incontrato dicevano tutti di amarlo. Non ho mai conosciuto un musicista bravo che me lo ha detto...si, di solito quelli che amano il jazz...son tutti cani(RIDE)...

Rockfox: La musica ma anche la pittura e le arti in genere, sono un bene per l'uomo? Ed è un patrimonio per pochi uomini o per tutti quanti?

Riccardo: Ma è un bene per tutti e deve essere così. Quando diventa per pochi...non è già più arte...perchè deve arrivare senza problemi, dall'analfabeta al laureato. Se una cosa è bella allora arriva a tutti. L'arte deve essere il più popolare possibile.

Rockfox: Quale è la tua corrente artistica più amata?

Riccardo: Dunque...ma che domande mi fai...la "corrente alternata" (RIDE). Questa è ideale per Sgarbi...ma credo di non avere una corrente più amata rispetto ad altre.

Rockfox: Se potessi ripercorrere gli anni, cambieresti qualcosa? Hai dei rimpianti?

Riccardo: Qui siamo molto sul personale. Cambierei non tutto, ma tantissime cose...già da piccolo all'asilo facevo cose sbagliate...ero già cattivello così piccolo...poi crescendo ho fatto tante cose sbagliate...credo però che rifarei tutti gli stessi errori perchè li ho sempre fatti in buona fede. Ma non sono sempre serviti, perchè alcune volte li ho rifatti...comunque...si...si...cambierei tante cose!

Rockfox: Quale è il tuo essenziale concetto filosofico di "bello"?

Riccardo: (LUNGA PAUSA DI RIFLESSIONE)...mmm...mi viene da fare un'associazione fra bello-buono. Chissà perchè. Il bello...lo abbino sempre al buono...e...adesso su due piedi mi viene in mente qualcosa come un santone indiano o meglio, un monaco buddista di alto livello...come il Dalai Lama. Si, non è affatto un bell'uomo ma è pacioccone, ha un viso sorridente...mi da l'immagine del bello perchè nella sua spiritualità sento il "buono"...la saggezza...la bontà. Chi è buono è automaticamente bello.

Rockfox: I tuoi idoli della musica classica?

Riccardo: Beh, abbiamo detto Beethoven, ma poi i classici in genere. Beethoven di piu perchè mi ha sempre affascinato anche come carattere e come personalità, quel suo viso sempre un pò scontroso, arrabbiato...ma aveva ragione perchè era sordo. Era arrabbiato col mondo... però a differenza di Mozart la vita se l'è goduta anche se spendeva un sacco di soldi per il nipote. E morto anziano rendendosi conto di essere Beethoven, Mozart invece è morto un pò infelice...in povertà...pensandosi sempre come un fenomeno da baraccone perchè lavorava per le grandi corti. Beethoven era forse arrabbiato per il fatto di essere stato sordo...per un musicista diventarlo può essere tremendo... E' vero che un musicista può comporre senza sentire, questo senza nessuna allusione, posso farlo anche io...mentalmente riesco ad avere un'armonia corredata da una melodia e tenere in mente una canzonetta. Nel suo caso non erano canzoni ma grandi opere...si dice che lui riuscisse in un foglio di carta bianco a vedere tutto ciò che doveva in effetti starci. Poi la grande esperienza, il genio...ma sai non sempre si riusciva a sentire ciò che si creava...sai mi chiedo a volte, se oggi fosse vivo Beethoven, che effetto gli farebbe ascoltare una sua sinfonia con le strumentazioni di oggi o addirittura su di un impianto stereo. Una orchestra sinfonica di oggi non suona come una dell'epoca...non lo so...magari rimarrebbe sconcertato dicendo: "Ma questa non è roba mia"...potrebbe darsi no?

Rockfox: Dopo Digimon, spiriti virtuali e Caro fratello... hai ricevuto altre commissioni?

Riccardo: Caro fratello... è stata l'ultima in effetti. Qualcuno mi ha chiesto se ero ancora disposto a riprendere quel ramo e la mia risposta è "ma certo che sì"! Anche se i cartoni sono oramai un pò in discesa.

Rockfox: Questo è vero, sono qualitativamente molto brutti.

Riccardo: Però questo mi colpisce, possibile che ci sia stata solo una fetta cosi positiva di cartoni animati giapponesi? Anche altri ragazzi mi dicono lo stesso...che il Giappone sia qualitativamente calato da questo punto di vista?

Rockfox: Un riassunto veloce di Clara, Guio e Johnatan; una carattestica di loro che ti ha sempre colpito.

Riccardo: Beh innanzitutto Clara e Guio sono sorelle e amavano molto la musica già allora...brasiliane di origine italiana... questo ha fatto si che ci fosse con grande piacere la loro partecipazione a questa grande operazione; piaceva a tutte e due cantare, suonare etc. Jonathan, che la musica l'ha masticata sin da piccolo, viveva i CdR...come si può dire...come una seccatura, perchè lo portavamo un pò via dagli amici...quando usciva da scuola voleva poi stare col suo gruppetto e non venire in cascina. Oddio in cascina si divertiva perchè era all'aperto, giocava, toccava i bottoni...ma dopo mezz'ora si stufava e quando c'erano da fare spettacoli televisivi anche lì dopo l'entusiasmo iniziale si stufava un po'...giustamente, era faticoso per un bambino. Johnatan si è avvicinato seriamente alla musica con l'adolescenza. Lui a scuola suonava il piano e con gli amici si cominciava a divertire. Ora sta diventando molto bravo e se la cava molto molto bene come compositore. Sai, come papà non vorrei dirlo perchè può sembrare un'adulazione...a volte lo critico su certe cose che non mi piacciono...ma quando lo merita gli faccio i complimenti. Lui un giorno mi ha detto che gli dispiace aver cominciato ad amare tanto la musica in ritardo. Adesso gli piacerebbe che i CdR fossero di nuovo attivi come prima, infatti quando abbiamo fatto gli ultimi spettacoli è stato lui ad insistere dicendomi di farli...io non volevo farli...ma lui oggi si diverte molto!

Rockfox: Oggi quali sono i falsi miti di progresso?

Riccardo: Tornando al discorso di prima sulla bellezza...ecco, oggi la bellezza come "immagine" è un mito falso. In effetti si è sempre curato di più l'apparire che l'essere, ma mai come in questi ultimi anni. Siamo veramente nella civiltà dell'immagine...e quando l'immagine conta più di tutto...questo mi fa un male da matti. Vedi com'è stata distorta l'adolescenza di ragazzi e ragazze che sognano solo di diventare veline o di apparire a tutti i costi in TV, è molto brutto ma tutti i giovani sono strani oggi...vogliono essere tutti palestrati...è tutto sano, certo, ma questi non possono essere gli scopi della vita! Poi la bellezza fisica ad un certo punto se ne va.

Rockfox: Un consiglio ai giovani di oggi?

Riccardo: Ma sai...dar consigli a volte fa sentire vecchi...e poi forse agli altri anche antipatici...ma il consiglio che ho sempre dato a chiunque, giovani...musicisti...anche se oggi non sanno bene cio che vogliono perchè c'è troppo da scegliere, è di fare ciò in fondo gli piace davvero fare. Quando realizzeranno questo scopriranno che la scelta non piace ai genitori, non piace alla ragazza, magari non piace alla società...perchè non conviene...non si guadagna...ma io dico sempre che nella vita bisogna essere felici e per esserlo bisogna fare ciò che più si ama. Tante volte fare ciò che si ama non vuol dire che vada di moda...nessuno vuole problemi, ma chi non rischia...anzi, chi non risica non rosica. Ma dico, andate tranquilli perchè alle persone di buona volontà si spalancano le porte, una dopo l'altra.

Rockfox: Cosa ci insegna oggi la storia?

Riccardo: Oh, tantissimo! Io penso che leggendola, si ripete. Rileggevo qualcosa sugli antichi spartani e mi sono accorto che alla fine avevano gli stessi problemi che abbiamo noi. Certo la tecnologia oggi ci ha cambiato un sacco di cose...ma i problemi sono gli stessi di allora. Se noi leggiamo il Vangelo, cosa che vorrei fare un pò più spesso, ogni volta si impara qualcosa. Nel Vangelo c'è tutto quello che serve agli uomini...e uno dice: "ma com'è possibile trovare risposte in un testo vecchio di 2000 anni?"...eppure il Vangelo ha una...formula che ha previsto la vita antica e quella moderna, non te lo spieghi ma è così. Questo mi fa pensare che l'uomo in fondo è sempre lo stesso...da qui il ripetersi della storia!

Rockfox: Cosa pensi della televisione attuale e di trasmissioni come il "grande fratello"?

Riccardo: La televisione rispecchia la società. La TV, specialmente quella commerciale (ma anche la RAI lo è ormai diventata) ha le sue regole. La trasmissione RAI che costa(va) meno e(ra) monoscopio ma, pur essendo la meno costosa di tutte, doveva avere una telecamera accesa, un operatore che la controllasse, i ripetitori funzionanti...insomma anche le soluzioni molto economiche in realtà costano. In lire, anche un'ora di monoscopio costa. Siccome nessuno fa nulla gratis bisogna prendere i soldi ed essere sovvenzionati da qualcuno. In questo caso o è il canone che pagano gli utenti (piccolissima parte) o la pubblicità, che a furia di inserire i suoi spazi vende determinate cifre. Tieni conto che se c'è pubblicità questa per forza è in attivo, altrimenti non esisterebbe e quindi tutti gli spettacoli e trasmissioni sono soggette ad essere schiave di chi paga; la pubblicità va dove c'è più gente (perchè per intenderci nessuno mette un cartello del gelato in pieno deserto), dove c'è più gente naturalmente costa di più e la televisione fa di tutto per avere più gente. Più gente c'è, più sale il costo di un minuto: a mezzanotte ci saranno meno telespettatori e a mezzogiorno di più...quindi lo scopo della televisione è quello di avere sempre più gente; e per avere più gente cosa fa? Manda in onda, dopo ricerche di mercato, ciò che la gente vuole davvero! Ora, tutti non vogliono il nudo, però se mettono in TV una bella donna nuda tutti la guardano (RIDE)...ecco perchè ci sono tanti sederini e belle gambe dappertutto...ma le mettono perchè la gente non cambi canale. E quindi arriviamo al "grande fratello", ma fatto uno ne fanno altri cento perchè tutti lo guardano. La colpa è solo nostra. E lo stesso con i calciatori, tutti dicono che è una vergogna che guadagnino cifre astronomiche, però poi vanno allo stadio a pagare l'abbonamento...fosse per me farebbero la fame in questo caso perchè a me il calcio non piace. Ti dico però che da poco ho smesso di fumare. Io con le sigarette ci andavo a nozze...ne fumavo 2 pacchetti al giorno...chi mi parlava contro il fumo a volte mi infastidiva, questo per dire che ognuno ha i suoi vizi. Quindi il "grande fratello" se c'è lo meritiamo, se non avesse avuto consensi lo avrebbero smesso. Sostanzialmente però non voglio giudicare chi segue il "grande fratello" o il calcio...che mondo brutto ci sarebbe se tutti fossero come me? Il mondo comunque è bello perchè è vario!

Rockfox: Hai nostalgia degli anni '80?

Riccardo: No, no...degli anni '80 no perchè a parte i CdR non ci sono state cose particolarmente importanti. Si, ho lavorato molto ma sotto certi aspetti gli anni '60 e '70 sono stati più interessanti per me. Negli anni '60 ero adolescente e nasceva la passione per la musica, poi per le navi, poi sono successe tante cose in quel decennio lì che...è stato rivoluzionario per me. A 13 anni ho cominciato a strimpellare, poi il servizio militare e nel '69 già stavo nelle navi a Sidney ed erano già maturate le passioni col gruppo, con i Beatles. Poi l'altro importante decennio per me sono stati gli anni '70 quando sono venuto a Milano con i successi delle prime canzoni...anni molto faticosi, non ero mai fermo. Gli anni '80 sono quelli dello studio e dei CdR, anche se intensamente solo i primi anni...gli anni '90 sono stati i più tranquilli...

Rockfox: Riccardo ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato, speriamo che al più presto possa vedere le pagine che vi abbiamo dedicato sul nostro sito!

Riccardo: Di niente, saluto tutto lo staff del sito!

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