I Cavalieri del Re: commento alle sigle
a cura di: KojiIl libro Cuore
sigla di: Cuorescritta da: Riccardo Zara
interprete: I Cavalieri del Re
voce principale: Clara
cori: Clara, Riccardo e Guiomar
partecipazioni esterne: Walter Shebram (batteria)
anno di incisione: 1982
anno di pubblicazione: 1982
pubblicata in: Il libro Cuore/L'isola dei Robinson (45 giri, RCA), I Cavalieri del Re (33 giri, RCA), Tivulandia vol.4 (CD, BMG Ariola)
Commento alla canzone|Testo della Canzone|Copertina del Disco|Scheda di TDS
Questa sigla, struggente e malinconica, è come un inno per noi "otaku storici".
Le corazze che la realtà ci costringe ad indossare cadono al suono di quel piano e il Peter Pan che è dentro di noi si riaffaccia alla luce donandoci nuova linfa e la consapevolezza che quelli che hanno sbagliato tutto non siamo noi...noi un'anima l'abbiamo ancora...
Cari amici, chi di voi non ha mai versato una lacrima per questa canzone? Chi di voi non si è mai commosso ascoltando queste parole:
"Ricordo ancora il primo giorno a scuola, la mie matite e i pennarelli blu;
che lontano quel tempo come vola...verdi giorni che non tornan più"
E' un inno ai ricordi, la celebrazione perfetta della nostra infanzia...
E che altro poteva essere se non una sigla?
Non mi sarei meravigliato se questo brano fosse stato una canzonetta come ce ne erano tante, con il suo messaggio aperto a tutti; invece la sorte ha voluto che questo messaggio fosse contenuto proprio in una sigla...una sigla...una canzone per bimbi.
Sono orgoglioso della tristezza che mi trasmette perché quando non lo farà più significherà che sarò diventato insensibile ai ricordi e non oso immaginare che tipo di persona sarei in quel caso... Noi vecchi leoni della rete abbiamo onorato il messaggio: ci siamo comportati come il ragazzo della protagonista...abbiamo tolto un po' di polvere dai nostri vecchi eroi.
Il testo di questo brano è uno dei migliori che Riccardo Zara abbia mai scritto.
Narra del rapporto tra la vecchia generazione ed il romanzo formativo di Edmondo De Amicis ed esalta, nel rapporto madre/figlio, l'immortalità di questo classico. Tra le righe delicate del testo riappaiono, come per magia, alcuni personaggi dei racconti del libro: il "tamburino sardo", lo "scrivano fiorentino", "Marco" e gli altri personaggi che ho tanto amato da bimbo...
Vi sembrerà ridicolo, ma in realtà Riccardo Zara, pur adorando questa sigla (della quale si disse dispiaciuto dello scarso successo di vendite) odia il libro "Cuore". Il mixaggio è equilibrato, l'arrangiamento pulito e la scelta della strumentazione è molto coerente.
Questa sigla non ebbe però il successo che meritava; il motivo principale è legato alla scarsa qualità dell'anime, ma non sottovaluterei neanche la tristezza della sigla, che venne apprezzata più dagli adulti che dai bambini. Credetemi, farei a meno di esaminarla, ma la tentazione è troppo grande.
La struttura è un po' più sofisticata delle altre, eccovene uno schema riassuntivo: INTRO/STROFE/VARIAZIONE/INCISO/BRIDGE/INTRO etc...
L'effetto iniziale dei bimbi che schiamazzano (e che si sente in tutte le strofe), è davvero carino. La canzone parte poco accompagnata, solo due linee di "spinetta" e l'altra di pianoforte, per poi arricchirsi della calda voce di Riccardo in quinta e di un basso fretless che nella resa è simile ad una linea di archi.
Non sarebbe onesto dire che la voce principale è quella di Clara visto che, in realtà, è un duetto. La voce di Riccardo, bellissima al pari di quella di Clara (che comunque è rafforzata dall'eco), è sempre presente (fa i cori in quinta) e si staglia imponente e dolce sullo sfondo, per poi diventare protagonista nella variazione. Differentemente da altre sigle, il passaggio strofa/variazione è perfetto: il rullante parte un attimo prima con decisione senza pari ed ha il pregio di svegliarti dal torpore che la sigla instilla nell'animo.
Questa è la parte più caratteristica della sigla, con la narrazione vera e propria dei personaggi del libro e l'introduzione al bellissimo inciso. E' solo una mia supposizione, ma potrebbe darsi che il rullante in inizio della variazione sia dovuto al fatto che nella prima di queste si parli del "tamburino sardo".
Il motivo del ritornello è piacevole ed impreziosito dalla voce di Riccardo Zara che poi lascia campo libero a Clara per il bridge altisonante. Nell'inciso sono presenti 3 linee vocali sovraincise: Clara con eco, Riccardo e le due voci insieme. Nel ritornello è poi presente una chitarra (o comunque un sinth), molto acuta che è difficile individuare senza l'ausilio delle cuffie.
Il mio giudizio l'ho già dato, credo che non si offenderà nessuno se gli dono un...
voto: 10-
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