I Cavalieri del Re: commento alle sigle
a cura di: KojiBye Bye Frankenstein
sigla di:scritta da: Riccardo Zara
interprete: I Cavalieri del Re
voce principale: Riccardo
cori: Clara e Riccardo
partecipazioni esterne: Walter Shebram (batteria)
anno di incisione: 1981
anno di pubblicazione: 2005
pubblicata in: C'erano una volta i Cavalieri del Re (CD, KBL)
Commento alla Canzone|Testo della Canzone|Copertina del Disco|Scheda di TDS
Di sicuro si sa che Bye Bye Frankenstein venne scritta per Jack La Cayenne nel 1980 durante il Rally Canoro di Corrado e che venne incisa dai Cavalieri del Re ad inizio degli anni '80. Alcuni sostengono che venne incisa nel 1981, subito dopo Vicky il vichingo e che venne inserita, con un'altra decina di pezzi, nel famoso "demo" che Clara fece pervenire alla R.C.A. mentre secondo noi la registrazione dei Cavalieri è databile nel 1983.
Sosteniamo questo sulla base del fatto che alle registrazioni partecipò Guio come tecnico del suono e per il fatto che fu registrata solo dopo che Riccardo venne a conoscenza, dopo aver firmato il contratto con R.C.A., che per aggiudicarsi una sigla bisognava partecipare ad una gara con altri artisti. Il compositore pensò che prima o poi un cartone animato sul mostro di Frankenstein lo avrebbero fatto e loro avrebbero battuto la concorrenza.
Ciò non accadde e la canzone, rinominata Rockenstein venne affidata al corvo Rockfeller per l'album "Rockfeller a Pentatlon" del 1985 con un testo diverso e solo un aiuto esterno dei CdR.
Successivamente si pensò di inserire Bye bye Frankenstein nel disco Album di famiglia, rimasto poi solo un progetto.
Bye bye Frankenstein mi è piaciuta molto, forse perché (Davil Man a parte) non sono abituato ad ascoltare il vocione di Riccardo alle prese con atmosfere cupe (anche se il ritmo di chitarra è preso pari pari da Kimba).
Alla strofa tenebrosa (spezzata da belle trombe in coda alle frasi) però si contrappone il refrain giocoso in puro stile CdR. Anche il contesto testuale della canzoncina è degnissimo di un periodo in cui Riccardo componeva "ministorie" prima che "canzoni". Diciamo che raccontare una storia in una canzone è la base della musica folk da Dylan in poi e Riccardo questo ovviamente lo sa. L'allegro assolo di tastiera ricorda un po' quello di Gigi la trottola.
Strana voce nasale nel ritornello...effetto? stretching? raffreddore? boh?!? E che dire poi degli "effetti sonori"? Cori a mo' di urla, risate diaboliche e versi da fantasmi, rumore di tempesta e manieri in rovina...geniale!
Molto simpatico il testo sul "gap generazionale" di cui ne fa le spese il povero "Franky", temuto ai tempi dell'autore e ridicolizzato dai bambini "moderni". E poi...che ne pensate del verso "Bye bye Frankenstein! Metti i razzi e tu potrai volare lassù...con Mazinga, nel blu!"? Non so perché ma mi fa particolarmente simpatia :P
voto: 7
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