I Cavalieri del Re: Baby Christmas Dance
a cura di:
Koji
C'erano una volta i Beatles
versione italiana dei brani di:
Riccardo Zara
interprete:
I Cavalieri del Re
voce principale:
Riccardo, Clara, Guiomar e Jonathan
cori:
Riccardo, Clara, Guiomar e Jonathan
partecipazioni esterne:
anno di incisione:
1986
anno di pubblicazione:
1992
pubblicata in:
C'erano una volta i Beatles (doppia MC, 3F)
Commento all'Album|
Testi dell'Album|
Copertina del'Album
Eccovi, forse, l'ultima recensione possibile su un disco dei Cavalieri del Re, per volontà della sorte anche l'ultimo ad essere dato alle stampe, fuori tempo massimo, nel lontano 1992.
Non ho mai voluto trattare l'analisi di questo disco, fino ad ora, per due motivi: principalmente perché stravedo per la musica dei Beatles (forse anche per questo mi piacciono tanto i CdR) e non volevo essere critico con alcune scelte di Riccardo (che stimo molto come arrangiatore), ma anche perché non me la sentivo di immischiarmi con le vicende personali che stanno alla base del disco.
C'erano una volta i Beatles è una sorta di ultimo atto dell'esperienza musicale dei "Cavalieri del Re", anzi di "post scriptum" visto che fu fatto dopo la separazione tra Riccardo e Clara e quindi dopo il temporaneo scioglimento del gruppo vocale. Questo disco viene realizzato in 6 mesi di lavoro e contiene 20 adattamenti italiani delle canzoni dei Fab4. Inizialmente pensavano di realizzare ben 3 dischi ma sarebbero stati troppi come 1 solo sarebbe stato insufficente così si optò, felicemente, per un doppio album.
Ogni lato delle audiocassette (visto che nel 1992 il vinile era già andato in pensione) è introdotto da un brano di Riccardo intitolato C'erano una volta i Beatles cantato di volta in volta singolarmente dai quattro componenti del gruppo. Il titolo richiama un po' il solito incipit delle favole e svela un po' la finalità del progetto, ovvero quella di trasmettere dei messaggi educativi al figlio su una base musicale molto cara a Riccardo e Clara (è anche ovvio che Riccardo volesse trasmettere al bambino il suo amore per i Beatles e secondo me c'è anche riuscito). Originariamente all'interno della tracklist sarebbe dovuta andare la canzone C'erano una volta i Cavalieri del Re, una sorta di autobiografia sonora del gruppo ma Riccardo non se la sentì di accostare la sua, pur bella canzone, alle canzoni immortali dei Beatles ed essa venne incisa con il gruppo solo nel 1999.
Il disco venne interamente realizzato nel 1986 e Anselmo Natalicchio alla R.C.A. sarebbe stata ben disposto a distribuirlo a patto che il gruppo compaia in TV a reclamizzarlo; incassato il loro rifiuto il disco non verrà distribuito. Questo album verrà stampato in un cofanetto di due cassette nel Natale del 1992 ed è il primo ad avere il marchio 3F (numero di serie RZ 1001). Il cofanetto conterrà al suo interno un libretto con i testi delle canzoni, alcune foto del gruppo, la discografia, la cartolina/foto che adoperavano quando rispondevano ai loro fan ed un cartoncino d'auguri di Buone Feste con la loro foto. L'idea di questo album fu di Guio ma Riccardo accettò l'idea di buon grado e si impegnò in un lavoro che lo stimolava come padre, come artista e come fan. Probabilmente non lo sanno in molti ma Riccardo Zara è un grande fan dei Beatles sin da giovane.
In una intervista rilasciata ai Blue Fixer e pubblicata sul dvd "La storia di Lady Oscar" della Storm Video è lui stesso a ricordarsi che andava in giro vestendo come John Lennon (di cui ne ricorda, in un momento molto intenso, la morte) e che l'incontro con la loro musica cambiò in qualche modo la sua vita. Sul perché Guio volle a tutti i costi questo album si possono solo immaginare diverse ipotesi che vanno dal voler stimolare Riccardo sul lavoro per sollevarlo da normali pensieri, al tentativo estremo di ricomporre la famiglia tramite quello che sostanzialmente li aveva tenuti insieme per tanti anni: la musica. Questo album è frutto di tutto questo per cui è difficile per me, estraneo e semplice appassionato, fare delle valutazioni su molti testi non propriamente adattabili a quelli visionari di Lennon/McCartney.
Io divido le 20 cover sostanzialmente in due gruppi: le 11 dedicate a Jonathan ("La prima cotta", "Su vai da lei", "Ma cos'ha Susy", "Hey Jo", "Nonni in verde età", "Lucy non la sai ma t'amo", "Samuel dice che...", "Figlio mio non devi aver paura", "Ragazzo mio vorrei", "Max è un Edison", "Voglio cantare all'inglese") e le 9 nate dall'amore di Riccardo per i Beatles ("Mr. Postman", "La festa dell'amore", "Bimba come te", "Taxy giallo a Pepperland", "Lo scemo sulla collina", "Penny Lane", "Lei se ne va", "Ma chi sei?", "Eleanor Rigby"). Di tutte queste canzoni solo la metà rappresentano la vera essenza dei Beatles, ovvero l'ultima parte del loro percorso musicale, ma va bene anche così!
I testi, dicevo, sono l'elemento apparentemente più esposto a critiche da parte di chi, come me, conosce traduzioni e motivazioni delle liriche beatlesiane e financo mentre scrivo ho delle perplessità su cosa dire per dare (come si suol dire) "un colpo al cerchio ed uno alla botte". Come vedete dall'elenco, tanti sono i testi dedicati al giovane Jonathan e questi perlopiù trattano di argomenti leggeri tipici del mondo adolescenziale come i primi amori, gli amici, le liti, il confronto con i genitori et similia ("La prima cotta", "Su vai da lei", "Ma cos'ha Susy", "Lucy non lo sai ma t'amo", "Samuel dice che...", "Voglio cantare all'inglese", "Max è un Edison").
Per coloro i quali non conoscano davvero i Beatles (attenzione: sono compresi anche quelli che conoscono solo quella cinquantina abbondante di pezzi famosissimi!) cantare "Lucy in the sky with diamond" o "Lucy non lo sai ma t'amo" non farebbe tanta differenza ma un cultore vero probabilmente bollerebbe Riccardo come eretico (non sapendo che lui è uno dei pochi italiani a possedere tutti e quattro gli autografi originali dei Fab4...). Io mi sento di dire questo, però nell'ottica delle ragioni viste prima bisogna avere anche del buon senso e comprendere il perché di certe scelte e ricordare che l'amore per delle canzoni si sublima quando si dedicano ai propri cari: così come ha fatto Riccardo Zara (principe dei fans dei Beatles, grande artista e padre). Una canzone su tutte collima con la mia teoria sulla genesi dei testi, sto parlando di "Hey Jo" (della quale segue un commento puntuale).
Hey Jo è una versione un po' particolare di "Hey Jude" perché, anche se in molti non lo sanno, anche la versione originale di questa canzone fu fatta per un bambino che stava soffrendo una cosa simile a quella che stava capitando a Jonathan (a cui è dedicata questa versione). In realtà la canzone dei Beatles era dedicata a Julian Lennon, il figlio di John Lennon e della prima moglie. La scrisse quasi per intero Paul McCartney che era il solo che andava a trovare il piccolo (visto che Johnny non andava mai per tanti problemi). Riccardo si ricorda dell'episodio e con molta umiltà fa lo stesso con suo figlio affidando però i suoi consigli alla voce di Guio. Riccardo, per l'occasione, cerca di avvicinarsi il più possibile all'arrangiamento originale ma stranamente non inserisce (come per tutto l'album) nessuna ritmica di chitarra forse per mancanza di tempo o forse per non rendere la canzone troppo simile a quella dei Beatles. I cori sono perfetti, molto molto belli, così come il testo. Peccato che il famoso "coro ad libitum" di questa canzone (notoriamente molto lungo e coinvolgente) nella versione dei CdR scemi velocemente (mi lascia un po' di rammarico conoscendo le potenzialità vocale del nostro beneamato gruppo). Sul testo non ho intenzione di spendere troppe parole, sono frasi personali dell'autore a suo figlio e tanto basta per ammantare il tutto di un alone di intangibilità.
Detto questo non mi va di commentare più alcun testo dell'album perché sono fatti privati che non interessano ne' a me ne' a voi. La parte dell'album che più mi stimola come appassionato dei Beatles sono quelle nove canzoni che Riccardo strappa al menage familiare e traduce quasi letteralmente (o comunque non ne modifica gli intenti iniziali).
Tra tutte, quelle maggiormente riuscite sono "Lo scemo sulla collina" e "Mr. Postman" che hanno dei testi che sono quasi delle traduzioni integrali del testo inglese (io credo che queste nove canzoni siano state fatte prima delle altre 11 di cui poi si sentì l'esigenza). Molto belle e decisamente "beatlesiane" sono "Eleanor Rigby" (che, a parte il nome, è dedicata a qualche persona scomparsa nel paese), "Nonni in verde età" (davvero bella, forse la migliore dell'album anche come finalità, le stesse di McCartney), "Lei se ne va" (che attualizza un po' il testo dei Beatles), "Ragazzo mio vorrei" (con un testo dolcissimo) e "Penny Lane" (che, a parte la prima strofa, si discosta un pochino dal testo originale).
Adesso un po' di curiosità: Figlio mio non devi aver paura si apre con lo stesso rombo di tuono della sigla di Davil man; Samuel dice che... e La festa dell'amore hanno lo stesso "sottofondo disco" del "Christmas Dance"; la "Pepperland" di Taxy a Pepperland non è una invenzione di Riccardo Zara ma esisteva davvero (almeno nelle menti dei Beatles;); non è vero che Riccardo diceva sempre di no alle richieste del "grande robot" da parte di Jonathan (come scrive in Nonni in verde età), infatti il bambino possiede ancora uno dei migliori giocattoli "DX" in circolazione: l'X-Bomber della Takatoku (che Riccardo dice essergli costato all'epoca 400 mila lire ma che a Go Toki, nostro esperto in materia, sembra esagerato!).
Passo adesso all'esame degli arrangiamenti del doppio album che, come è facile intuire, ha molto in comune con il "Baby Christmas Dance" e con la serie "Italian Carnaval". Tutte le canzoni sono collegate tra di loro come se fossero il treno finale di Abbey Road (forse l'album più bello dei Beatles) e tutte sono arrangiate con un unico filo conduttore per rendere più facile il lavoro di amalgama del disco.
A differenza dei precedenti lavori che ho citato si utilizzano molto meno i ritmi disco e c'è un lavoro infinito di insert di decine di strumenti diversi! Però ciò impoverisce nettamente l'abilità di strumentista di Riccardo che fa pochissimo uso di chitarre (strumento principe nei Beatles e suo strumento preferito) a favore di strumenti elettronici che però gli resero meno faticosa l'opera di registrazione e di mixaggio.
L'unica cosa che proprio non va è il suono della batteria, molto distante da quello ottimale (purtroppo è il difetto dei vecchi banchi di memoria dei sintetizzatori). Ovviamente, con tutte le attenuanti del caso, il risultato fu quello di interpretare le canzoni dei Beatles e non quello di copiarle. Vi ricordo che Riccardo suonava tutto da solo, dal basso alle tastiere (quando serviva si adattava, mal volentieri, anche alla batteria) e in più studiava gli arrangiamenti, i cori, curava le registrazioni, dirigeva gli altri...insomma diciamo che lui ha fatto il lavoro di decine di persone! Però, anche con le limitazioni del dover fare tutto da solo, il risultato è straordinario e denota grandissima conoscenza dei brani dei Beatles ed insieme grande padronanza del loro modo di arrangiare (so bene che Riccardo musicalmente deve molto ai Beatles quindi gli venne "facile" suonare i loro brani).
Io, che ascolto i Beatles da quando ero piccolo al massimo conosco le parti delle chitarre di
1/5 della loro discografia...Riccardo Zara non solo ha vissuto quel favoloso contesto culturale degli anni '60 ma ha appreso le chiavi del far musica da John Lennon e Paul McCartney e ha usato ciò che ha imparato in tutto ciò che ha scritto in vita sua! Sulla scelta delle canzoni credo che abbia influito (a parte il fatto di non voler rifare l'ennesima cover di "Yesterday" o di "Let it be") una valutazione in ordine alla fattibilità, nel senso che sicuramente Riccardo avrà mediato tra i brani che piacevano a lui e quelli che si adattavano meglio allo stile dei Cavalieri; per farvi un esempio non credo che si sarebbe potuta cantare "I want you (she's so heavy)", anche se sono sicuro che a Riccardo piaccia, mentre "Ob la dì, Ob la dà" o "Yellow submarine" erano particolarmente adatte ad essere ricantate con il loro stile.
A differenza di ciò che si dice in giro suonare i Beatles non è per nulla facile perché il famoso "registratore a quattro piste" utilizzato nei dischi migliori è una brutta bestia e Paul McCartney, Ringo Starr e, che Dio li abbia in gloria, Johnny Lennon e George Harrison (con l'aiuto di George Martin) hanno reso le incisioni dei Beatles dei veri rebus, con linee e linee di orchestrazioni irripetibili a cui neanche i moderni formati digitali rendono onore. Per rendervi l'idea rifare una canzone come "Eleanor Rigby" (il cui arrangiamento è completamente suonato da archi) non deve essere stato facile (sfido chiunque di voi!) così come ricreare la folle atmosfera di "Yellow Submarine" deve aver richiesto molto tempo e molta fatica. Le interpretazioni sono davvero professionali e tutto sommato sono d'accordo con Riccardo sulla scelta delle voci soliste a cui ha affidato ogni singolo pezzo.
Tantissime canzoni sono cantate da Jonathan a sottolineare che a lui è dedicato tutto il lavoro. I cori sono come sempre (anzi ancor di più del solito) eccezionali, preparati con cura, eseguiti con passione e soprattutto grintosi come quelli dei Beatles; per esempio sono molto gradevoli i loro cori su "Hello! Goodbye"/Ma chi sei? (che poi sono la colonna portante del brano) e superlativo è anche il duetto Riccardo/Clara in occasione di "She's leaving home"/Lei se ne va. Ma questi sono solo esempi, tutte le 20 canzoni sono completamente intrise di passione per i Beatles per cui bisognerebbe criticare meno questo disco (a cominciare da me) e colmare di lodi Riccardo Zara.
Questo non fu l'ultimo lavoro di Riccardo sui Beatles come, contrariamente a quello che ci si aspettava in quel periodo, non fu l'ultimo lavoro di Riccardo con i Cavalieri del Re. Nel 2002, e purtroppo sempre per un circuito locale, Riccardo ha stampato un disco in cui suona con gli amici delle cover delle versioni originali dei pezzi dei Beatles. L'album si intitola Tutta colpa dei Beatles e da quando ho avuto notizie della sua esistenza che lo cerco senza avere mai avuto il piacere di ascoltarlo (ma non demordo!).
Da appassionato dei Beatles permettetemi di dire una sola cosa: mi sarebbe piaciuto ascoltare i Cavalieri del Re alle prese con altri brani dei Fab4. Me li immagino in "Hey Bulldog", "You never give me your money" o in "I me mine" o persino in una buona versione di "Helter Skelter" cantata da Riccardo!
Riccardo stesso sappia (affido il mio "messaggio in bottiglia" alla rete) che se un giorno dovessi capitare dalle sue parti busserei alla sua porta, da perfetto sconosciuto, chiedendogli di poter, modestamente, suonare Blackbird con lui...o mi butta fuori a calci o capisce che sono un suo fan! ps: vi do un consiglio, ascoltatevi i seguenti album dei Beatles: "Sergeant Pepper's lonely heart club band", "Magical mistery tour", "Revolver", "Rubber Soul", "Abbey Road", "Let it Be" e "Yellow Submarine" (sono sicuro che sarebbe il consiglio che vi darebbe anche il Sommo Zara, anche se lui metterebbe dentro anche "A hard day's night").
voto complessivo: 7,5
C'erano una volta i Beatles 0'54"
di Riccardo Zara
(Riccardo)
Ricordo ancora quel Settembre del '63,
di sera sulla spiaggia attorno al fuoco,
in coro cantavamo ma guardavo solo te,
che nostalgia Settembre, penso al primo bacio
sull'onda della musica dei Beatles...
La prima cotta (She loves you) 2'20"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Riccardo)
She loves you ye! ye! ye!
She loves you ye! ye! ye!
She loves you ye! ye! ye! ye!
Da un po' di giorni in qua, io ti vedo molto strano sai,
non parli più con noi, la tv non guardi quasi mai,
Ma ch'è successo? Su coraggio dì cos'è...
Sai che se posso puoi contare su di me!
Ragazzo mio vorrei aiutarti ma io penso già,
che non mi ascolterai, come ho fatto anch'io col mio papà,
la prima pappa, certo non ricorderai...
Ma questa cotta, non potrai scordare mai!
She loves you ye! ye! ye!
She loves you ye! ye! ye!
E' chiaro ormai innamorato sei!
L'amore che c'è in te, è fantastico, stupendo sai,
ti invidio un po' perché, io ricordo ancora i giorni miei,
la prima cotta, io l'ho presa come te,
è ancora intatta, la conservo dentro me!
She loves you ye! ye! ye!
She loves you ye! ye! ye!
E' chiaro ormai innamorato sei!
La prima cotta sai, non puoi scordare mai!
Ti invidio un po' perché, l'amore è dentro a te!
Ye! Ye! Ye!
Ye! Ye! Ye! Ye!
Su vai da lei (And I love her) 2'43"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Clara)
Con me non parli mai, ragazzo mio,
ma guardo gli occhi tuoi, e leggo anch'io, quel che tu sai...
Svelare tu non vuoi, l'amore tuo, coraggio scendi e vai,
dai figlio mio, su vai da lei!
Ti aspetterà, tremando un po', lei come te avrà paura!
Confidi solo a lui, al diaro tuo, ma i tuoi segreti sai,
conosco anch'io, su vai da lei!
Coraggio, scendi e vai, non indugiare, il tempo passa sai,
e anche l'amore, su vai da lei!
Ma cos'ha Susy (Ob la dì, Ob la da) 3'10"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Jonathan)
Susy resta sempre per i fatti suoi,
Susy non vuol mai giocar con noi,
Susy sempre sola sola se ne sta,
ma questa Susy così snob chi mai sarà?
Ob la dì, Ob la da, ma cos'ha Sue?
Cosa cerca io non so!
Ob la dì, Ob la da, ma perché Sue?
Dice a tutti sempre no!
Con il naso al vento gira la città,
non saluta e dritta se ne va,
non si è accorta ancora che la filo un po',
ma cosa mai ha questa Susy io non so...
Ob la dì, Ob la da, ma cos'ha Sue?
Cosa cerca non si sa!
Ob la dì, Ob la da, ma perché Sue?
Sempre sola se ne va!
Ma lunedì io la fermerò...
al suo portone l'aspetterò...
Susy non mi dir di no...
Susy presuntuosa non mi guarda mai,
Susy dalla moda sempre ok!
Susy a scuola sempre la più brava sei,
ma come mai di me tu non ti accorgi mai...
Ob la dì, Ob la da, ma cos'ha Sue?
Cosa cerca io non so!
Ob la dì, Ob la da, ma perché Sue?
Dice a tutti sempre no!
Ma martedì io le parlerò...
e giovedì la risposta avrò...
Susy non dirà di no...
Susy con la minigonna se ne va,
fa girare tutta la città,
Susy fa le smorfie e a tutti dice no
ma prima o poi io Susy ti conquisterò
Ob la dì, Ob la da, ma cos'ha Sue?
Cosa cerca non si sa!
Ob la dì, Ob la da, ma perché Sue?
Sempre sola se ne va!
Sai cosa cerca Susy?
No!!! Un Ob la dì, Ob la da!
Hey Jo (Hey Jude) 4'10"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Guio)
Hey Jo, dovunque andrai, guarda il mondo soltanto con gli occhi tuoi,
ricorda che solo se lo vorrai, tutto apparirà davvero più bello...
Hey Jo, sei un uomo ormai, puoi capire, puoi perdonare se vuoi,
ricorda da sempre mamma e papà, e ora più che mai, ti voglion bene...
I grandi a volte, non lo sai, ma credi Jo per pensar a se perdon la via...
ma se aiutarli tu vorrai, sorridi Jo, sorridi perché la vita è tua!
Hey Jo non pianger mai, non soffrire per colpe che ancor non hai...
(poi lo sai già Jo su dai ricorda)
Ricorda, la vita sorriderà se tu la vivrai con tanto amore...
Il mondo a volte è buffo sai, ma se tu vuoi non chiudere mai gli occhi alla
via...
Ma guarda intorno a te vedrai che in fondo Jo si merita il cuor la vita tua!
...nanananananananana...
Hey Jo il mondo va, si va lento ma il tempo mai fermerà,
ricorda la vita un dono sarà, se a lei darai tutto il tuo amore...
...nanananananananana... Hey Jo!
ad lib.
Mister Postman (Please Mr. Postman) 3'33"
di Holland; testo italiano di Riccardo Zara
(Riccardo)
Hey! Hey! Hey!
Che fai, vieni qui o Mister Postman...
Hey! Hey! Hey! Mister Postman...
Mister Postman dimmi se (oh yeah!),
Mister Postman c'è (please please Mister Postman) posta per me...
Mister Postman non dir di no (oh no!), se è così ancora pianger dovrò...
Son giorni che aspetto invano da lei la risposta, un segno d'amore,
su Mister Postman dimmi se, nella tua borsa c'è qualcosa per me!
Ogni mattina io ti aspetto Mister Postman, ma tu non bussi mai,
non crederai, ma son sincero, soffrirò se non hai niente per me!
Oh Mister Postman!
Mister Postman dimmi se (oh yeah!),
Mister Postman c'è (please please Mister Postman) posta per me...
Mister Postman non dir di no (oh no!), se è così ancora pianger dovrò...
Son giunti i giorni che aspetto invano da lei, altre righe scritte col cuore,
ma non si sa perché non mi risponde,
forse vorrà ancora ancora piangere Mister Postman!
Mister Postman dimmi se, Mister Postman c'è posta per me...
Mister Postman non dir di no, Mister Postman aiutami un po'...
Scrivi! (Scrivi!) Scrivi! (Scrivi!) Mister Postman!
Scrivi! (Scrivi!) Scrivi! (Scrivi!) Mister Postman!
Scrivi che soffro ogni giorno perché io l'amo!
Scrivi! (Scrivi!) Scrivi! (Scrivi!) Mister Postman!
Scrivi! (Scrivi!) Scrivi! (Scrivi!) Mister Postman!
Dille che l'amo non c'è un'altra per me! Su forza!
Scrivi! (Scrivi!) Scrivi! (Scrivi!) Mister Postman!
Scrivi! (Scrivi!) Scrivi! (Scrivi!) Mister Postman!
Non ti fermare, corri in fretta da lei, io l'amo!
...Mister Postman...Mister Postman...
ad lib.
C'erano una volta i Beatles 0'54"
di Riccardo Zara
(Clara)
Le feste alla Domenica iniziavano alle tre,
a casa del più generoso amico,
un vecchio giradischi e tutto andava poi da se,
tra brividi e panini, qualche bacio,
si aprivano le danze con i Beatles...
La festa dell'amore (Please, please me) 2'00"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(corale)
Siam tutti qui per festeggiare, sul prato verde dell'amore
Com'on (com'on), com'on (com'on), com'on (com'on), com'on (com'on)
Lassù tu volerai con lei nel blu!
Se senti un fremito nel cuore, vieni alla festa dell'amore
Com'on (com'on), com'on (com'on), com'on (com'on), com'on (com'on)
Lassù tu lo amerai ancor di più!
In un grande prato verde finalmente potrai dirgli "t'amo" (io t'amo!)
e quando a sera spunteran le stelle su nel cielo
Lassù tu volerai con lei blu
Amico mio non ti fermare vieni alla festa dell'amore
Com'on (com'on), com'on (com'on), com'on (com'on), com'on (com'on)
Lassù tu volerai con lei nel blu, tu l'amerai ancor di più, se tu verrai con noi
lassù!
Bimba come te (Girl) 2'57"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Guio)
Se ripenso a quando tempo fa, anch'io bambina, timida arrossivo come te
mi bastava che qualcuno mi sfiorasse appena e come un riccio mi chiudevo in me
Girl...Girl...
Se il ragazzo che io amavo mi incontrava al buio io tremavo come tremi tu
se per mano mi portava in un giardino, ahia!, cosa dire non sapevo più
Girl...Girl...
Quanti notti la sua calda mano mi sfiorava da vicino
e stringendo al petto il mio cusciavo sussurravo piano
t'amo...t'amo...t'amo...t'amo...
Girl...Girl...
Sembreranno lunghe queste acerbe primavere ma vedrai che in fretta crescerai
stai passando nell'oscuro tunnel dell'amore ma se puoi rimani come sei
Girl...Girl...
Girl...Girl...
ad lib.
Nonni in verde età (When I'm sixty-four) 3'31"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Riccardo, Clara e Jonathan)
Se tra vent'anni, o forse più, nonno io sarò,
già da adesso io mi chiedo se tra noi qualche cosa un po' cambierà...
Tu sarai grande, un uomo ormai, moglie e figli tuoi,
e forse per te più non conterà, il vecchio tuo papà!
Caro babbo non dimenticare che domani io sarò come tu oggi sei...
Assomiglierò un po' (assomigli a me)
e come te farò l'arrabbiato un po'...
Quando io vecchio nonno sarò, quanti anni avrai,
certo sarai un uomo grande come noi, ma chissà se tu ricorderai...
Quando marmocchio in tenera età balbettavi un po',
se al lecca-lecca e al grande robot ti dicevo no!
Se tra vent'anni o forse più nonna io sarò,
già da adesso io mi chiedo se verrai una volta al mese da noi...
Nella campagna fuori città, con i bimbi tuoi,
tutti riuniti in serenità, dimmi se accadrà!
Cara mamma non dimenticare che domani io sarò come tu oggi sei...
Assomiglierò un po' (assomigli a me)
e come te sarò dolce solo un po'...
Se tra vent'anni o forse chissà noi s'arriverà,
ad essere dei nonni dal vestito blu, proprio come quelli in tv,
scialle di lana, pipa papà, bello si sarà,
coi nipotini si tornerà, nonni in verde età!
Lucy non lo sai ma t'amo (Lucy in the sky with diamond) 4'00"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Jonathan)
Nella soffitta ho dei soldatini, son vecchi ma buoni, son lucidi sai...
Se tu ci stai posso farti vedere, ma prometti che poi giocherai...
Mia dolce di Lucy non dirgli di no, sai che non pensa che a te...
Lui mentre dorme ti sogna e ripete fra se...
Lucy non lo sai che t'amo!
Lucy non lo sai che t'amo!
Lucy non lo sai che t'amo!
Nella mia stanza c'è un grande trenino, su un plastico verde ma non gioco mai...
Ma se tu vuoi noi possiamo giocare, ma poi non mi dire che vai...
Mia dolce Lucy non dirgli di no, lui pensa sempre più a te...
Ma non sa mai come dirti quel che ha dentro se...
Lucy non lo sai che t'amo!
Lucy non lo sai che t'amo!
Lucy non lo sai che t'amo!
Ho un'altra scatola di biglie verdi, son belle, lucenti, son del mio papà...
Se vuoi vederle su dai vieni avanti, non dire che le hai viste già...
Mia dolce Lucy non dirgli di no, vuol stare un po' più con te...
Lui vuol trovare il coraggio per poi dirti che...
Lucy non lo sai che t'amo!
Lucy non lo sai che t'amo!
Lucy non lo sai che t'amo!
ad lib.
Samuel dice che... (I should have known better) 3'20"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(corale)
Ah...Samuel dice che con te non ci sta più,
è offeso a morte non ti cercherà più,
ma perché, hey hey hey! dimmi tu...
Solo solo va cerca nuovi amici cerca chi non c'è,
lui cerca forse una risposta per se, ma perché ma perché?
Da tempo già si sa che l'ami (ah) ma cosa gli hai fatto tu? (oh)
Se ancora il cuore gli aprirai (tu vedrai) che tutto poi si aggiusterà
Solo solo va, io vorrei parlare ma lui dice no,
vorrei capire che gli hai fatto, non so,
dimmi un po', hey hey hey! dimmi un po'!
Solo solo va, sembra un eremita nella gran città
lui senza meta gira, cerca chissà
ma cos'ha ma cos'ha...
Da tempo già si sa che l'ami (ah) lui chiede che gli hai fatto tu? (oh)
Ma se il tuo cuore gli aprirai (tu vedrai) che lui da te poi tornerà...
ritornerà...ritornerà...
ad lib.
C'erano una volta i Beatles 0'54"
di Riccardo Zara
(Guio)
Ho sempre amato il classico, sia Mozart che Ravel,
fin dai tempi del conservatorio,
ma se mi sento triste io dimentico Chopin,
mi chiudo nella stanza in gran segreto,
e di nascosto sai mi ascolto i Beatles...
Taxy giallo a Pepperland (Yellow Submarine) 3'15"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Jonathan)
Una volta, tempo fa, in un mondo ormai che non c'è più,
una grande civiltà, prosperava nel profondo blu,
un immenso e grande ring di coralli ed alghe in quantità,
racchiudeva Pepperland la sommersa e bella gran città
Navigava lo Yellow Submarine, Yellow Submarine, dentro Pepperland,
si muoveva lo Yellow Submarine, Yellow Submarine, taxy a Pepperland!
Si viveva in libertà, il sovrano usciva tutti i dì
con la banda di città, che suonava così...
Navigava lo Yellow Submarine, Yellow Submarine, dentro Pepperland,
si spostava lo Yellow Submarine, Yellow Submarine, taxy a Pepperland!
(Fate largo! Fate largo al taxy di sua maestà il re!
Non intralciare il traffico, sta passando il taxy del nostro sovrano!)
Si chiudevano gli oblò se nel mare c'era un po' di swing,
ma scordare non potrò quei simpatici sottomarin! Vai!
Navigava lo Yellow Submarine, Yellow Submarine, dentro Pepperland,
si chiamava lo Yellow Submarine, Yellow Submarine, taxy a Pepperland!
Navigava lo Yellow Submarine, Yellow Submarine, dentro Pepperland,
si chiamava lo Yellow Submarine, Yellow Submarine, taxy a Pepperland!
ad lib.
Lo scemo sulla collina (The fool on the hill) 3'50"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Riccardo)
Chi sarà mai, quell'uomo lassù,
dagli occhi grandi e fondi sempre persi nel blu...
Nessuno l'ha mai sentito, nessuno mai gli ha mai parlato,
nessuno ha mai capito, perché mai solo sta...
Lui sorride fra se mentre il sole lassù, lento gira nel blu...
Dimmi chi sei e dove stai, solo sulla tua torre senza scendere mai,
tu senti la campana, che suona sulla luna,
ma scemo sulla collina vecchio mio, tu non sei...
Tutta la verità che si è persa quaggiù, la nascondi lassù!
Ascolti il dolce canto che vibra sul nel vento,
e lascia a tutto il mondo solo ciò che non sa...
Tutta la verità che si è persa quaggiù la nascondi lassù!
Forse tu hai troppo pianto, lo sai soltanto tu,
ma gettare parole al vento, vecchio mio, non vuol dir...
Mentre il mondo non sa che silenzio c'è su, vedi la verità!
Penny Lane (Penny Lane) 3'01"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Guio)
A Penny Lane c'era un barbiere che esponeva sai,
tutte le vecchie foto dei clienti suoi,
sempre serio non rideva mai, ma noi sì di lui!
C'era un vecchio macellaio che rubava un po',
ma i clienti suoi dicevano di no!
Accadeva questo quando noi, si viveva sai, a Penny Lane!
Penny Lane mi fai soffrir, mi fai sognar,
se ripenso a te rivedo noi (ragazzi al vecchio bar)
Penny Lane dal vecchio ???
ancora sei la vecchia strada di città,
ma l'adolescenza mia tu sei, dolce Penny Lane!
Penny Lane mi fai soffrir, mi fai sognar,
se ripenso a Penny Lane sono con i ragazzi al bar!
Le vetrine sempre lucide in Penny Lane,
i lampioni vecchio stile rococò...
Mi fai ridere se penso a te...quanto buffa sei!
La tua banca che si crede d'essere Forte Knox,
i mendicanti buffi sono i fratelli Marx,
e il droghiere che se vai da lui dice sempre "ok"!
Siamo a Penny Lane!
Penny Lane mi fai soffrir, mi fai sognar,
se ripenso a te rivedo ancora noi nel vecchio bar!
Penny Lane io non potrò scordarti mai!
Sempre resterai nei sogni miei...
Penny Lane è!
Lei se ne va (She's leaving home) 3'36"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Riccardo e Clara)
Sorge l'alba, una grigia e fredda domenica,
in casa tutti ancor dormono,
soltanto lei è già in piedi da un po',
scende giù lenta le scale non fa rumore no...
Lascia un biglietto sul tavolo e triste poi se ne va...
Lei (tutto abbiam fatto per te)
Da sola (i sacrifici per te)
Va (ma dove mai abbiam sbagliato noi)
Gli abbiamo comprato tutto ciò che il denaro può
Dorme ancora russando un po' il vecchio e buon papà,
campane a festa si sentono, la brava madre si è alzata di già,
scende giù lenta le scale sta canticchiando un po'
Legge il biglietto sul tavolo...ragazza mia perché...
Lei (tutto abbiam fatto per te)
Da sola (i sacrifici per te)
Va (ma dove mai abbiam sbagliato noi)
Gli abbiamo donato tutto quel che il denaro può
Sorge l'alba di un grigio ed umido lunedì,
in casa tutti ancor dormono, soltanto lei non è qui...
Lei (tutto abbiam fatto per te)
Da sola (i sacrifici per te)
Va (ma forse abbiamo sbagliato un po' noi)
Gli abbiamo comprato tutto quel che il denaro può...
...ma il suo amore no...
Ma chi sei? (Hello! Goodbye) 3'35"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Riccardo)
Dimmi yes! Dico no!
Dimmi stop! Io dico go! go! go!
oh no!
I non so mai, se vuoi o no,
Hello Hello...ma perché mai contrari non lo so!
E non lo so, ma come mai mi piaci anche se dici no!
Dove vai? Non lo so!
Come mai? Scrivi un po-co-go!
Oh no!
Dove tu vai io scoprirò!
Hello! Hello! Ma perché mai non dici dove vai non so!
Hello! Hello! Io non capisco mai se m'ami oppure no!
Tu chi sei, che fai, non so?
Oh no!
Se te ne vai, ti seguirò...
Hello! Hello! Ma come mai a te non so mai dirti no!
Hello! Hello! Ma perché mai io t'amo ancora non lo so!
Ma chi sei? (Ma chi sei?)
Dimmi un po? (Su Dimmi un po'?)
Forse vuoi (Forse vuoi) o forse no! no! no! (o forse no?)
Oh no!
Io non so mai, se sai o no!
Io non capisco mai se m'ami oppure no!
Hello! Hello! Ma perché mai mi piaci ancora non lo so!
Hello! Hello! Ma puoi aspettarti perché t'amo scoprirò!
Hello!
C'erano una volta i Beatles 0'54"
di Riccardo Zara
(Jonathan)
Frugando un giorno tra le vecchie carte di papà,
ho scoperto tante allegre foto,
che buffi babbo e mamma nella moda di anni fa,
ricordano un po' quei cantanti mito,
che i grandi dicon si chiamavan Beatles...
Figlio mio non devi aver paura (Help!) 2'18"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Riccardo)
Help! Non aver paura!
Help! Se nella notte nera!
Help! Tu sei da solo un po'!
Help!
(Se) Se nella notte un lampo ti spaventerà, (spaventerà)
(su non tremar) non tremar non temere,
c'è accanto a te papà!
(Se) Se mentre dormi un tuono poi ti sveglierà, (ti sveglierà)
(Dai non gridar) non gridare, non soffrire,
noi tutti siamo qua!
Se la notte è tenebrosa e scura,
se la luna non risplende nella sera,
figlio mio non devi aver paura,
c'è chi veglia su te!
Se nella notte un brutto sogno tu farai, (se paura avrai)
e per paura non dormirai, (non dormirai)
vieni un po' da noi!
Se nella stanza un gran fantasma apparirà, (se t' apparirà)
grida forte non ho paura, (tu griderai)
e tutto svanirà!
Sai nel sogno tutto si colora,
la tua fantasia si sveglia nella sera,
figlio mio non devi aver paura,
c' è chi veglia su te!
Se nella vita forse un giorno t'accadrà,
di sbagliare per paura, sempre avanti va!
Sbagliare a volte sai ti può aiutar un po', (sai ti aiuterà)
su coraggio vai avanti, (coraggio vai)
non fermarti no!
Sai la vita a volte è meno amara,
se l' affronti come fosse un'avventura,
figlio mio non devi aver paura,
c'è chi veglia su te!
Lassù, lassù!
Ragazzo mio vorrei... (Here, there and everywhere) 2'44"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Clara)
Socchiudi gli occhi già, il sonno ha vinto su di te...
Sei, come un batuffolo ormai, spinto da un vento che ti porterà via,
con la fantasia, tu volerai lontano...
Sognerai d'essere un grande cowboy, o forse di volare con Superman,
o il buon Peter Pan, nel regno di Fantasia.
Ma io vorrei per te, una vita meno eroica,
un po' più semplice, dove intorno a te,
sia tutto facile...
Sai che non t'ho detto mai, quanto difficile sia stato per noi,
Mamma e Papà, a diventare grandi!
Ragazzo mio vorrei che tu cresca sano e forte,
come i grandi eroi, ma che infondo tu rimanga quel che sei...
Un bimbo come sei tu, pieno di gioia e di gran volontà, serenità, per tutta la
vita...
Sai, per te vorrei, ma poi quel che sarà! Sogni d'oro...
Max è un Edison (Maxwell's silver hammer) 3'23"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Guio)
John ha un magico grande amico fisico, che non sbaglia mai,
tutti a scuola dicon che lui è ok, o.k.!
Max è un Edison ma nella squadra Medison, non lo voglion mai
Goffo, buffo lui nello sport è no oh oh oh!
Ma tu non deriderlo mai, se no per te son guai!
Bang, bang, spacca, sventra, morde sai, forza lui ha!
Bang, bang, come un mini Ercole, lui t'annienterà!
Max è un logico grande metafisico, che non sbaglia mai (du du du du),
L' insegnante a scuola con te è ok, sempre ok!
Non sei frivolo, ma come un grande Robinson scopri ciò che vuoi (du du du du),
ma nel club dei Medison non ci sei quasi mai...
Ma deriderti io non vorrei se no per me son guai!
Bang, bang, spacca, sventra, morde sai, forza lui ha!
Bang, bang come un mini Ercole lui t' annienterà! (Uo uo uo uoo! Du du du du!)
John è l'unico amico di un gran chimico piccolo così, (piccolo così)
tutti in classe a lui dicon sempre si ih ih ih!
Max è un Edison ma nella squadra Medison non ci gioca mai (lui non gioca mai)
Goffo buffo quando fa sport è no oh oh oh!
Ma tu non deriderlo mai...se no per te son guai!
Bang, bang spacca sventra morde sai, forza lui ha!
Bang, bang come un mini Ercole lui t'annienterà! (Uo uo uo uo uoo! Uo uo uo uoo)
Max è un Edison!
Eleanor Rigby (Eleanor Rigby) 2'12"
di Lennon/McCartney; testo italiano di Riccardo Zara
(Riccardo)
Ahhh ma perché non t'han capito...
Ahhh ma perché non t'hanno amato...
Eleanor Rigby all'alba d'ogni mattina in silenzio per noi...
Lasciava casa, Eleanor Rigby,
prima di andare alla scuola puntuale alle sei,
Entrava in chiesa, ora è tutto vuoto,
tra noi non ci sei più, il paese è muto da quando sei lassù!
Padre McEnzye nel suo sermone ogni festa parlava di te,
Vedova rosa, Eleanor Rigby,
vestivi sempre di nero soltanto perché, nubile sposa,
Ora è tutto vuoto (Eleanor Rigby)
Da quando sei lassù (Eleanor)
C' è chi un gran segreto (Eleanor Rigby)
Raccoglie un fiore in più (Eleanor)
Ahhh Ma perché non t'han capito...
Ahhh ma perché no t'hanno amato...
Eleanor Rigby, vecchia maestrina la scuola oggi parla di te,
Forse si scusa, alla lavagna, c' è chi in segreto ha dipinto a colori per te...
Una gran rosa, hai lasciato un vuoto (ahh ma perché non t'han capito)
Tra noi non ci sei più...
Il paese è muto (ahh ma perché non t' hanno amato)
di te non ride più....
Voglio cantare all'inglese (Twist and Shout) 4'16"
di Medley Russel; testo italiano di Riccardo Zara
(Jonathan)
One, two, three, four, eh!
Voglio cantare all'inglese (canta all'inglese)
Twist and Shout (Twist and Shout)
Per poi ballar in paese (ballare in paese)
Con Twist and Shout (Twist and Shout)
È il rock che piace alla mamma (piace alla mamma)
Ed anche al papà (anche al papà)
Ma piace pure ai bambini (piace ai bambini)
Di tutte le età (tutte le età)
Come on, come on, come on baby now (come on baby)
Twist and Shout (Twist and Shout)
Per farvi uscir dalle case (uscir dalle case)
Ci vuole Twist and Shout (Twist and Shout)
È un rock che invita a ballare (invita a ballare)
Anche chi non sa (chi no sa)
È il rock che ha fatto incontrare (fatto incontrare)
Mamma e papà! (mamma e papà)
Ah…ah….ah…ah…wow!
Tu che vuoi cantare all' inglese (canto all'inglese)
Twist and Shout (Twist and Shout)
Ascolta e segui la base (seguo la base)
Di Twist and Shout (Twist and Shout)
Ti entrerà nelle vene (dentro le vene)
Questo rock and roll (rock and roll)
Ti sembrerà di tornare (di ritornare)
Ancora a Liverpool! (a Liverpool)
Cantiamo tutti all'inglese (cantiamo all' inglese)
Ah, ah, con Twist and Shout (Twist and Shout)
Per poi ballare in paese (ballare in paese)
Ah, ah con Twist and Shout (Twist and Shout)
È un rock che piace a noi grandi (un rock per grandi)
Ma piace pure ai bebè (piace pure ai bebè)
E' il rock che piace un po' a tutti (piace un po' a tutti)
Piacerà pure a te! (si pure a te)
Dai canta, canta, canta inglese (canta all' inglese)
Dai canta, canta, canta inglese (canta all' inglese)
Su canta, canta ancora inglese. (canta all' inglese)
Uaho. Ah…ah…ah…ah…wow!
Cantiamo ancora all' inglese (cantiamo all' inglese)
Con Twist and Shout (twist and shout)
Per poi ballare in paese (ballare in paese)
Con Twist and Shout (twist and shout)
È un rock and roll per noi grandi (un rock per grandi)
Ma piace pure ai bebè (piace ai bebè)
E' il rock che piace un po' a tutti (piace un po' a tutti)
Piacerà pure a te! (si pure a te)
Cantiamo tutti all' inglese (cantiamo all' inglese)
Con Twist and Shout (twist and shout)
Per poi ballare in paese (ballare in paese)
Con Twist and Shout (twist and shout)
È un rock and roll per noi grandi (un rock per grandi)
Ma piace pure ai bebè (piace ai bebè)
E' il rock che piace un po' a tutti (piace un po' a tutti)
Piacerà pure a te! (si pure a te)
Cantiamo tutti all'inglese (cantiamo all'inglese)
Con Twist and Shout (twist and shout)
Per poi ballare in paese (ballare in paese)...
C'erano una volta i Beatles 1'05"
di Riccardo Zara
(strumentale)

C'erano una volta i Beatles
scritta da:
Riccardo Zara
interprete:
I Cavalieri del Re
voce principale:
Riccardo, Clara, Guiomar e Jonathan
cori:
Riccardo, Clara, Guiomar e Jonathan
partecipazioni esterne:
anno di incisione:
1986
anno di pubblicazione:
1992
pubblicata in:
C'erano una volta i Beatles (doppia MC, 3F)
Commento alla canzone|
Testo della Canzone|
Copertina del Disco
"C'erano una volta i Beatles" è il brano guida del disco (l'unico scritto interamente da Riccardo per questo album). Anche se lo tratto come un unico pezzo in realtà sono 4 movimenti accennati ad inizio di ognuna delle quattro facciate del doppio album e la sua versione strumentale alla fine.
I movimenti del brano (cantato volta per volta da un componente del gruppo) sono sostanzialmente autobiografici e, anche se i testi li ha comunque scritti Riccardo, sicuramente fanno riferimento ad episodi di vita di ognuno dei quattro in relazione ai Fab4.
Musicalmente è un pezzo raffinato, lento e romantico in perfetto "Zara's style" molto adatto per la rievocazione di ricordi passati. Per essere l'unico componimento originale di Riccardo in un album interamente dedicato al gruppo che gli ha cambiato la vita direi che è poco "beatlesiano" ma molto "zariano".
L'arpeggio è decisamente una soluzione obbligata di arrangiamento, così come il sottofondo di organo con accordi prolungati: poca ritmica per questo pezzo ma tanta poesia.
voto: 7,5
C'erano una volta i Beatles A
di Riccardo Zara
(Riccardo)
Ricordo ancora quel Settembre del '63,
di sera sulla spiaggia attorno al fuoco,
in coro cantavamo ma guardavo solo te,
che nostalgia Settembre, penso al primo bacio
sull'onda della musica dei Beatles...
C'erano una volta i Beatles B
di Riccardo Zara
(Clara)
Le feste alla Domenica iniziavano alle tre,
a casa del più generoso amico,
un vecchio giradischi e tutto andava poi da se,
tra brividi e panini, qualche bacio,
si aprivano le danze con i Beatles...
C'erano una volta i Beatles C
di Riccardo Zara
(Guio)
Ho sempre amato il classico, sia Mozart che Ravel,
fin dai tempi del conservatorio,
ma se mi sento triste io dimentico Chopin,
mi chiudo nella stanza in gran segreto,
e di nascosto sai mi ascolto i Beatles...
C'erano una volta i Beatles D
di Riccardo Zara
(Jonathan)
Frugando un giorno tra le vecchie carte di papà,
ho scoperto tante allegre foto,
che buffi babbo e mamma nella moda di anni fa,
ricordano un po' quei cantanti mito,
che i grandi dicon si chiamavan Beatles...
C'erano una volta i Beatles E
di Riccardo Zara
(strumentale)
